L’orfanotrofio di Medjugorje ha il suo «cuore» nel veronese

Apr 1, 2010

Preghiera, adorazione, pellegrinaggi ma anche aiuto concreto: ecco l’altra faccia della devozione mariana, nel veronese, alla Madonna di Medjugorje. Sono state molte braccia veronesi a costruire, tra il 1994 e il 1997 a Citluk, due chilometri fuori da Medjugorje, l’orfanotrofio di suor Josipa e suor Kornelia Kordic. Motore della gara di solidarietà era stata, all’epoca, un’associazione italiana nata come gruppo di preghiera, il gruppo «Maria porta del cielo» che nell’Est veronese aveva il volto dei coniugi Paola Boccardo e Antonio Bogoni.
Paola e Antonio, che abitano a Costalunga, si erano conosciuti nel 1984 su un pullman che accompagnava i pellegrini a Medjugorje. Le apparizioni della Vergine erano ininterrotte da ormai tre anni, «e Medjugorje era solo una landa desolata e sassosa. Si alloggiava sulla costa, si partiva al mattino con un panino nello zaino, e si tornava alla sera», racconta Paola. Sono passati 25 anni e i due, che nel frattempo sono diventati genitori di quattro figli, sono di casa tanto a Medjugorje quanto a casa di Vicka Ivankovic, una dei sei veggenti di Medjugorje.

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