INTERVISTA DI RADIO MARIA RWANDA A ANATHALIA ,una delle veggenti della Madonna di Kibheo

Radio Maria Rwanda: Siamo qui a Kibeho, ci vuole raccontare in breve qual è stato il messaggio che le ha trasmesso la Vergine Maria in questo luogo?

Anathalia: Grazie, per prima cosa vorrei presentarmi: Mi chiamo Anathalia MUKAMAZIMPAKA. Mi chiedete del messaggio che la Madre di Dio ha annunciato qui a Kibeho; la prima volta, lei si è rivelata a una bambina dal nome Alphonsine MUMUREKE, che stava studiando al collegio locale, il 28 novembre 1981. Questa scuola all’epoca si chiamava Collegio, ma attualmente è conosciuta come “Groupe Scolaire Mère de Dieu” (Scuola superiore Madre di Dio). Quando la Vergine Maria si rivelò ad Alphonsine per la prima volta, lei non la conosceva, ma Lei (la Vergine Maria) venne a dire che era la madre di Dio. Dopodiché, il 12 gennaio 1982, si rivelò a me, chiedendomi tre volte di perseverare nella preghiera e dicendomi che il mondo era in una condizione terribile. Continuò a parlare e mi diede degli altri messaggi, mettendo in rilievo il fatto che dobbiamo agire pensando al Paradiso, perché la nostra vita terrena è brevissima.
La Vergine Maria apparve anche alla terza bambina con cui studiavamo al Collegio, che si chiama Marie Claire MUKANGANGO. A lei la Vergine Maria apparve con in mano un Rosario dei Sette Dolori e le disse: “Anche se non conoscete questo rosario, io ve lo insegnerò perché possiate insegnarlo ai vostri amici”. Ci appariva molto spesso al collegio in cui stavamo studiando, in particolare nel nostro dormitorio, che da poco era diventato una piccola cappella per le apparizioni. Lei ci appariva in questa cappella e poi, in seguito, in un altro luogo vicino alla cappella, dove ora si trova una statua della Vergine Maria, madre di Dio, vicino a dove si trovava il dormitorio.
La Vergine Maria ci trasmise dei messaggi per un periodo di otto anni e la sua ultima apparizione in pubblico avvenne il 28 novembre 1989, quando Lei (Maria) apparve ad Alphonsine per l’ultima volta. Marie Claire fu la prima a cui la Vergine Maria disse addio, il 2 marzo 1982. Il messaggio per Marie Claire consisteva principalmente nell’insegnare il rosario dei dolori. La Vergine Maria lo insegnò a lei con le parole che usiamo oggi, cosicché Lei (Maria) continuò a insegnarlo (il rosario) a noi sottolineando la sua importanza, dicendo che ci avrebbe aiutato a cambiare il nostro atteggiamento in maniera positiva, a confessare i nostri peccati a Dio e a ottenere la salvezza. Così avremmo potuto ottenere da lui una maggiore capacità di essere flessibili riguardo ai nostri problemi e ai dolori di ogni giorno.
La Madonna mi apparve per due anni, ma lo fece pubblicamente più di 30 volte. L’ultima apparizione pubblica fu quella del 3 dicembre 1983, quando lei mi disse “starai qui fino a quando te lo dico io, dovrai pregare intensamente per il mondo e le anime nel purgatorio e ricevere dei dolori per cui pregherai, prega perché le persone cambino, prega affinché i peccatori ritornino a Dio”. Mi comunicò questo messaggio in privato, ma trasmise lo stesso messaggio a tutti, perché dava appuntamento ai miei amici (che avevano delle apparizioni), affinché le persone potessero saperlo e assistere all’evento. In quell’occasione, diede a me e ai tanti altri che erano con noi, un messaggio speciale. Era davvero un evento pubblico, poiché tutti coloro che erano lì potevano capire questo messaggio, ed era più come parlare con una persona faccia a faccia. Quella volta lei era in alto rispetto a me, nel cielo a 3 o 4 metri sopra di me, e io dovetti alzare la testa. Mentre le parlavo la guardavo in faccia e non riuscivo a vedere nessun altro, questo mi permise di parlarle tranquillamente, come se non ci fosse nessun problema. Le persone che erano intorno a noi potevano sentire quello che mi stava dicendo per via del microfono che avevo sotto la bocca e la mia voce era amplificata da delle casse. Questo messaggio speciale consisteva nel pregare intensamente e nel chiedere a Dio che tutte le persone potessero sempre pregare senza ipocrisia, perché la Madonna ci disse che “oggi le persone non pregano più”, chiedendoci di continuare a pregare per il mondo affinché le persone potessero tornare a Dio, essere salvate dai loro peccati, affinché il mondo potesse vivere in pace e amore.
Nei messaggi che la Vergine Maria mi dava, spesso parlava del valore del dolore nella vita delle persone e nella vita cristiana in particolare, dicendo che i nostri dolori non devono essere insignificanti ma piuttosto, quando siamo tristi, dobbiamo ricordarci dei dolori di Gesù e Maria, e così dare ai nostri dolori un valore maggiore agli occhi di Dio e per questo dobbiamo pregare per noi stessi, pregare perché chi soffre possa tornare in salute.
La Vergine Maria mi disse che dobbiamo anche fare penitenza e rinunciare alle cose che amiamo perché le persone possano tornare a Dio, perché c’è una cosa che la fa soffrire ed è che le persone non provano abbastanza amore per Dio. Mi disse che il mondo è in uno stato terribile: le persone venerano degli idoli, ossia degli altri dei, e questo la addolora molto. Quindi, lei desidera che proviamo un vero sentimento di amore per Dio. Ci chiede anche di rispettare i comandamenti di Dio. Il più delle volte, quando mi appariva, mi diceva: “I comandamenti di mio figlio sono stati resi nel mondo con le sue parole semplici e vivono come desiderano.”
Quando la Vergine Maria apparve a noi tre il giorno dell’Assunzione del 1982, lei parlò prima con me, poi con Alphonsine e infine con Marie Claire. Alcuni giorni lei appariva a tutte e tre, mentre altri appariva a una sola di noi (una dopo l’altra). Non succedeva spesso che lei ci apparisse allo stesso tempo. Quel giorno dell’Assunzione, la Nostra Signora venne a noi piangendo disperatamente. Era triste, molto più triste di quanto non fosse mai stata nel passato, nelle apparizioni precedenti, perché il mondo era diventato ribelle. Quel giorno ci mostrò delle cose spaventose: persone che si uccidevano tra loro, fiumi di sangue, persone che cadevano in delle fosse, corpi senza testa, pile di teste umane, incendi che divampavano su delle colline, montagne che lottavano le une contro le altre, pietre che sbattevano tra loro producendo del fuoco, in breve, fu una giornata spaventosa. Ci chiese: “Perché vi uccidete gli uni con gli altri?” Alla Chiesa c’era una grande festa e noi ci chiedemmo perché era venuta a parlarci di queste cose spaventose. Quando le suggerimmo di iniziare a cantare, lei disse semplicemente: “Sono molto triste”. Quel giorno, quindi, la Nostra Signora ci mostrò moltissime cose tristi e ci disse che non avevamo fede. Meditammo su tutto quello che ci aveva mostrato, ma nel nostro Paese regnava la pace. A guardar bene, sembrava che non ci fossero guerre nel nostro Paese, ma nella nostra apparizione stavamo vivendo in uno stato di guerra.
Il messaggio speciale per Alphonsine era che le persone devono nutrire l’amore, l’amore sincero per Dio e l’amore reciproco tra le persone. Infine, la Nostra Signora ci diede il messaggio della nostra vocazione. Disse ad Alphonsine: “Tu diventerai una suora e quindi pregherai per la Chiesa.” Salutandomi pubblicamente, la Nostra Signora mi disse: “Tu rimarrai qui e pregherai per le anime nel purgatorio e patirai i dolori di chi prega per far cambiare il comportamento dei peccatori”. Disse a Marie Claire che lei si sarebbe sposata e avrebbe pregato per le famiglie e insegnato il Rosario dei Dolori. Sottolineò l’importanza dell’amore e disse che avremmo dovuto amarla molto. La Nostra Signora disse: “Vi amo, figlie mie, vi amo. Voi mi amate quanto vi amo io?” Poi disse: “ci sono molte persone che mi rinnegano in silenzio”. Mi chiese di provare amore per i nostri vicini. Quando Lei ci apparve, non vedevamo più le persone, era come se fossimo in un campo pieno di fiori. Tra essi c’erano dei fiori freschi, fioriti, mentre altri erano appassiti e secchi. Durante queste apparizioni, le chiedemmo se ci potesse indicare la fonte dell’acqua santa. Allora lei ci disse: “Ve la darò in un altro modo”. Quando apparve, la Vergine Maria ci diede appuntamento e ci disse: “portate dell’acqua”. Andammo alla valle e prendemmo l’acqua, perché a scuola non ce n’era. Andammo a tutte le fonti di acqua naturale e la portammo, in bottiglie o secchi, e lei durante le apparizioni le benediceva, dicendo: “andate verso quel campo di fiori e annaffiateli”. Noi camminavamo tra i fiori mentre lei si muoveva nell’aria, noi camminavamo sulla terra e annaffiavamo i vari fiori.
La Vergine Maria ci spiegò così la cosa: “i fiori che vi mostro sono persone, persone che hanno tanto bisogno di preghiere, di sacramenti e di atti di carità”. Mi diede un’altra spiegazione, dicendo: “sulla terra ci sono tre tipi di persone: i fiori belli rappresentano le persone che provano amore ma che devono crescere nell’amore di Dio e dei loro vicini. I fiori che stanno appassendo e sono deboli rappresentano le persone deboli, la cui fede non è forte, persone con poca energia, che cambiano tutto il tempo. I fiori secchi sono le persone indebolite, persone che si oppongono a Dio, persone sacrileghe”. La Vergine Maria ci chiese di annaffiarli tutti, senza ometterne neanche uno, e questo significava che dobbiamo sempre pregare gli uni per gli altri per poterci salvare reciprocamente.
La Vergine Maria continuò a darci dei messaggi, chiedendoci di pregare per la Chiesa. Disse ad Alphonsine: “prega molto per la Chiesa, perché di questi tempi attraverserà un periodo difficile”. La Vergine Maria… quando mi appariva mi diceva di pregare per i religiosi, dicendo: “Prega molto per i religiosi, perché possano restare fedeli al voto che hanno fatto”. Chiese anche ai religiosi di pregare molto, di pregare per coloro che pregano (al posto loro) e di insegnare ad altri come si prega. Disse la stessa cosa specificamente a noi che avevamo le apparizioni. Quando la Vergine Maria apparve ad Alphonsine, alcuni giorni e specialmente l’ultimo giorno, quando le apparve per l’ultima volta, le trasmise un messaggio rivolto ai governanti del Paese. Il messaggio era il suo desiderio che tutti i governanti del Paese fossero sinceri e giusti nei confronti del loro popolo. La Vergine Maria ci disse di fare attenzione, dicendo ad Alphonsine: “La fede e lo scetticismo verranno sotto mentite spoglie”.
La Vergine Maria continuò a chiedere che costruissimo una cappella per lei in quel luogo. Quando mi apparve, menzionò più di cinque volte che voleva che in quel luogo fosse costruita una cappella. Mi mostrò due cappelle, quella dei sette dolori e un’altra che si chiamava “Cappella del ricongiungimento delle persone perdute”. La Vergine Maria desiderava che fossero costruite qui a Kibeho, perché potessero diventare dei luoghi grandi e importanti che ci ricordassero come ci era apparsa. Continuò con un altro messaggio. Disse: “C’è una cosa che vi vorrei spiegare” e si riferiva ai pellegrinaggi mistici. Io ne feci uno con lei che potrei definire mistico, il 4 settembre 1982 e il 30 ottobre 1982. La Vergine Maria mi mostrò molte cose serie, usò anche delle parole poco comuni ma che per me si riferivano tutte a poche cose: il paradiso, il purgatorio e le fiamme dell’inferno. Usò delle altre parole. La prima volta mi mostrò un luogo chiamato “Isangano” (Crocevia) in cui c’erano sette angeli. Poi un bel posto in cui c’erano molte persone belle (fisicamente?) e il nome di questo luogo era “straripante di gioia”. Poi un altro luogo chiamato “interpretazione (Chiarimento)” e le persone in quel luogo non erano mai stanche. Poi un luogo chiamato “luogo della punizione” in cui le persone erano testarde. La bellezza di quei luoghi non era sempre uguale. Il primo luogo era molto bello e pieno di luce. Anche il secondo luogo era bello, un luogo che non ci si stancava mai di guardare. Nel luogo chiamato Chiarimento (analisi), faceva caldo, ma non un caldo esagerato. Questo luogo non era tanto bello quanto il secondo. Il luogo della punizione era davvero spaventoso, un luogo che non era piacevole da guardare e le persone che ci si trovavano erano chiamate “persone testarde”. Questo era un messaggio della Vergine Maria, che ci faceva capire che niente ci deve distrarre e che dobbiamo aggrapparci alle cose del cielo, perché quelle terrene se ne vanno in fretta. Ci disse che il messaggio che ci aveva dato era per tutte le persone. Ci era apparsa qui a Kibeho, ma il messaggio era per tutti e ci chiese di ripeterlo così come lei ce l’aveva dato, senza cambiare (aggiungere o rimuovere) niente. Grazie.

Radio Maria Rwanda: Grazie a lei. Anche se il messaggio era per la gente di tutto il mondo, la Madonna non ha suggerito come questo messaggio avrebbe potuto essere diffuso in tutto il mondo? Dal momento in cui la creazione di Radio Maria Rwanda è stata ideata, secondo lei ha contribuito in qualche modo a fare sì che questi messaggi potessero raggiungere il mondo?

Anathalia: Radio Maria Rwanda è nuova, ma sin dall’inizio c’è stata una buona collaborazione tra il Santuario di Maria e la stazione di Radio Maria Rwanda a Kabgayi. Si può vedere che questa collaborazione ha avuto un grande impatto perché, durante le apparizioni, l’ORINFOR (Office Rwandais de l’Information), attualmente conosciuto come RBA (Agenzia radiotelevisiva del Rwanda) veniva qui per trasmetterle e installava dei microfoni per permettere alle persone di ascoltarle. Radio Rwanda partecipava anche alle maggiori celebrazioni e ci dedicava del tempo durante le messe e in questo modo ne diffondeva il messaggio. Ma oggi la relazione (con Radio Maria Rwanda) è davvero speciale, perché quando si fanno dei programmi o delle attività qui al santuario della Vergine Maria, attraverso la buona collaborazione con Radio Maria Rwanda, queste attività vengono trasmesse. Sono state trasmesse molte volte da Radio Maria Rwanda grazie a un sistema tecnologico che è stato installato da Radio Maria Rwanda. Così delle attività di tipo diverso come la Santa Messa, le preghiere… che normalmente arrivavano dopo molto tempo, oggi sono trasmesse dall’inizio alla fine, senza interruzioni. Oggi Radio Maria Rwanda è su internet, chiunque nel mondo la può ascoltare e questo è un cambiamento rispetto agli anni precedenti, in cui la Chiesa Cattolica non aveva i mezzi per invitare Radio Rwanda. Ora ringrazio Dio e la Vergine Maria perché abbiamo Radio Maria Rwanda e così la Chiesa Cattolica è libera di trasmettere tutti i suoi programmi senza interruzioni.

Radio Maria Rwanda: Si sta pensando di costruire una stazione permanente di Radio Maria in questo luogo. Pensa che questo potrebbe contribuire positivamente alla diffusione del messaggio della Vergine Maria nel mondo?

Anathalia: Preghiamo sempre che la reputazione di Radio Maria Rwanda possa essere buona perché tutti i programmi e gli insegnamenti che ci vengono dati prima dei grandi eventi possano essere trasmessi e così le persone possano conoscere il messaggio della Vergine Maria. Quindi questa è un’ottima occasione per far conoscere al mondo il messaggio che la Vergine Maria, Madre di Dio, ha dato a Kibeho e che riguarda tutto il mondo.

Radio Maria Rwanda: In tutto il mondo in generale, e presto in tutto il Paese, Radio Maria parteciperà alla Mariatona. C’è qualcosa che vuole dire al pubblico di Radio Maria in preparazione alle campagne di raccolta fondi che si terranno in tutto il mondo, perché questa Radio opera grazie all’aiuto dei suoi soci e ascoltatori?

Anathalia: Per quanto riguarda il sostegno dato a Radio Maria, penso che sia importante che tutti comprendano il ruolo che questa radio ha nell’evangelizzazione e nella diffusione del Vangelo. Così facendo ci incoraggia tutti a provare amore. Per questo, nel sostenerla, ogni singola persona dovrà fare tutto quello che può, in qualunque modo, con un animo generoso, per permettere a questa radio di funzionare nel suo ambito e nella sua linea editoriale di nuova evangelizzazione. Quindi, penso di poter chiedere a tutti di sostenere Radio Maria a seconda dei loro mezzi ma, soprattutto, in una buona disposizione d’animo.

 

Fonte: Radio Maria

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L’Arcivescovo Fulton John Sheen[1] disse nel 1950:
«Stiamo vivendo nei giorni dell’apocalisse-gli ultimi giorni della nostra epoca… Le due grandi forze il Corpo mistico di Cristo e del Corpo Mistico dell’anticristo stanno cominciando a elaborare le linee di battaglia per la fine».
Aggiunse [2]:
«Il Falso Profeta avrà una religione senza croce. Una religione senza un mondo a venire. Una religione per distruggere le religioni. Ci sarà una chiesa contraffatta. La Chiesa di Cristo [la Chiesa cattolica] sarà una. E il falso profeta ne creerà un’altra. La falsa chiesa sarà mondana, ecumenica e globale. Sarà una federazione di chiese. E le religioni formeranno un certo tipo di associazione globale. Un parlamento mondiale delle chiese. Sarà svuotato di ogni contenuto divino e sarà il corpo mistico dell’Anticristo. Il corpo mistico sulla terra oggi avrà la sua Giuda Iscariota e sarà il falso profeta. Satana lo assumerà tra i nostri vescovi.
L’Anticristo non si chiamerà così; altrimenti avrebbe seguaci. Egli non indossarà calze rosse, nè vomitarà zolfo, né porterà un tridente né una coda come Mefistofele nel Faust. Questo per aiutare il Diavolo a convincere gli uomini che egli non esiste. Quando l’uomo lo nega, più diventa potente. Dio ha definito Sé stesso come “Io sono colui che sono”, e il Diavolo come “Io sono colui che non sono.
Da nessuna parte nella Sacra Scrittura troviamo descritto il Diavolo come un buffone… Piuttosto è descritto come un angelo caduto dal cielo, come “il principe di questo mondo”, il cui scopo è convincerci che non c’è la vita eterna . La sua logica è semplice: se non c’è il paradiso non c’è inferno; se non c’è l’inferno, allora non c’è peccato; se non c’è peccato, allora non c’è nessun giudice, e se non c’è giudizio, allora il male è bene e il bene è il male. . Ma come farà a convincerci alla sua religione?
La convinzione russa pre-comunista, è che egli verrà travestito come il Grande umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzo per condurci a Dio, ma come fini in sé…
La terza tentazione in cui Satana chiese a Cristo di adorarlo e tutti i regni del mondo sarebbero stati suoi, diventerà la tentazione di avere una nuova religione, senza una croce, una liturgia, senza un mondo a venire, una religione per distruggere una religione, o una politica che è una religione – quella che rende a Cesare anche le cose che è di Dio.
In mezzo a tutto il suo amore per l’umanità e apparente suo discorso di libertà e di uguaglianza, si avrà un grande segreto che egli non dirà a nessuno: egli non crede in Dio. Perché la sua religione sarà la fratellanza senza la paternità di Dio, egli vuole ingannare anche gli eletti. Egli ha istituito un controchiesa che sarà la scimmia della Chiesa, perché lui, il Diavolo, è la scimmia di Dio. Avrà tutte le note e le caratteristiche della Chiesa, ma in senso inverso e svuotata del suo contenuto divino. Sarà un corpo mistico dell’Anticristo che in tutte esteriori somigliare il corpo mistico di Cristo.
Ma il XX secolo si unirà alla contro-chiesa perché sostiene di essere infallibile quando il suo capo visibile parla ex cathedra da Mosca sul tema dell’economia e della politica, e come capo pastore del comunismo mondiale».
[1] Flynn T & L. Il Tuono di giustizia. Maxkol Communications, Sterling, VA, 1993 p. 20
[2] Arcivescovo Fulton J. Sheen, Communism and the Conscience of the West (Bobbs-Merril Company, Indianapolis, 1948], pp. 24-25)

Mons. Fulton SHEEN: “C’è un uomo inchiodato alla croce”

Aveva otto anni: vivace e buono. Un giorno serviva la S. Messa all’illustre Vescovo John Spalding: al ragazzino sfuggì di mano l’ampollina del vino, che si ruppe sul pavimento della cattedrale, con un gran fracasso. Fu portato altro vino e la Messa continuò, devota e solenne.
Il piccolo, in sacristia, si aspettava un terribile rimprovero da parte del Vescovo, che invece, tutto amabile, gli domandò: “Giovanotto, a che scuola andrai quando sarai grande?”.
Il bambino nominò la scuola superiore cattolica della sua città.
Il Vescovo sottolineò: “Ho detto, quando sarai grande!”. E aggiunse: “Dì a tua madre che un giorno andrai a studiare a Lovanio e poi diventerai Vescovo come me”. Rientrato in casa, il ragazzino, riferì tutto alla mamma, ma presto dimenticò completamente il discorso.

Sacerdote e docente

Si chiamava Fulton Sheen, il buon chierichetto, ed era nato a El Paso nell’Illinois (Stati Uniti) l’8 maggio 1895, da una famiglia di origine irlandese. Qualche anno dopo, i suoi genitori si trasferirono a Peoria, centro della diocesi, affinché il loro figli potessero frequentare le scuole cattoliche.
Ebbene, proprio a Peoria, Fulton, dopo le elementari, intraprese gli studi letterari e filosofici. Al centro della sua giovinezza, già c’era Gesù, che lo occupava e lo avvinceva a Sé, ispirandogli una grande voglia di essere simile a Lui.
Quando scoprì in modo chiaro la sua chiamata al sacerdozio, entrò in Seminario e studiò con passione teologia: destinazione, diventare un vero “alter Christus”. Nella cattedrale di Peoria, il 20 settembre 1919, a 24 anni, fu ordinato sacerdote.
Il Vescovo lo inviò a proseguire gli studi all’Università Cattolica di Washinton, ma don Fulton desiderava approfondire il pensiero filosofico di S. Tommaso d’Aquino – la filosofia dell’essere, la filosofia perenne – per confutare, alla luce della ragione e della fede, i gravi errori delle filosofie moderne, tutte negatrici di Dio e dell’uomo, negatrici della Verità.
Per questo suo desiderio, il Vescovo lo mandò a studiare all’Università di Lovanio, in Europa, dove don Fulton si distinse per la vita sacerdotale esemplare, per l’intelligenza brillante, per un certo fascino che emanava. A Lovanio ottenne il dottorato in filosofia, a Roma quello in Teologia. Ora era davvero diventato un maestro della Verità – della Fede cattolica – “cogitata” nella luce radiosa di Maestro Tommaso.
Ormai “dottore”, – trentenne – è mandato dal Vescovo come vice-parroco in una parrocchia di periferia. Comincia con la predicazione quaresimale: le prime sere erano pochi gli ascoltatori, ma con il passar dei giorni, crebbero in modo enorme a sentire il giovane predicatore.
Seguì una Pasqua meravigliosa, con numerose conversioni, con il ritorno ai Sacramenti, da parte di un numero grande di persone. Sì, perché don Fulton predicava per convertire le anime a Cristo, per condurle in Paradiso, e per questo – affinché la sua predicazione fosse efficace – passava lungo tempo in adorazione a Gesù Eucaristico, davanti al Tabernacolo.
Celebrava il S. Sacrificio della Messa, ogni giorno con più fervore, chiedendo a Gesù di poter conquistare a Lui più anime possibili. Per un anno così: apostolo della Parola, del Verbo di Dio.
Un anno dopo seppe dal suo Vescovo che era desiderato all’Università cattolica, come docente di filosofia. Per 25 anni, sarà un docente meraviglioso con allievi entusiasti di lui- soprattutto entusiasti della Verità che egli portava a scoprire e a possedere, “reptus”, come S. Agostino, “indagandae veritatis amore”.
La prima parte della “profezia” di Mons. Spalding si era avverata (“andrai a studiare a Lovanio”, quindi sarai professore). Don Fulton ora ricordava. Non gli bastava però la cattedra: voleva raggiungere più fratelli ancora, da condurre a Gesù, l’unico amore della sua vita.

Cristo in TV

Iniziò a tenere conferenze in patria e all’estero. I suoi discorsi erano sempre più seguiti: appassionava e conquistava. Nel 1930, fu invitato dalla NEC (la radio degli Stati Uniti), a parlare ogni domenica sera, in un programma intitolato “L’ora cattolica”. La sua voce diventò nota in tutti gli States, ascoltato da cattolici, da protestanti, da atei.
Si trovò sommerso da migliaia di lettere: persone che gli aprivano l’anima, alla ricerca di Dio; Rispondeva a tutti. E pregava, pregava per loro. Si vide una primavera di conversioni a Gesù, alla Chiesa Cattolica.
Anche il Papa Pio XI – e il Segretario di Stato, Card. Pacelli – seppero di lui e della sua opera. Nel 1935, il Papa, a esprimergli la sua riconoscenza lo nominò “Prelato domestico” con il titolo di Monsignore. Mons. Fulton si trovò a maneggiare una certa quantità di dollari, offertigli dagli ascoltatori. Lui però aveva le mani bucate, come quelle di Gesù sulla croce, e il denaro finiva alle missioni cattoliche e ai poveri.
Nel 1950, all’inizio dei programmi TV negli USA, fu chiamato dalla medesima NEC a comparire sui teleschermi. Cominciò con un programma “Vale la pena di vivere”, in cui partiva dalla necessità impellente che tutti – credenti non-credenti, protestanti, ebrei e atei – hanno di dare un senso alla vita. È realtà innegabile che ogni uomo, lasciato solo, può solo dire di se stesso: “Magna quaestio factus sum mihi”, Sono diventato un gran problema per me, e problema insolubile.
A questo problema, Mons. Sheem offriva risposta: Gesù Cristo, l’unica soluzione, il Cristo Crocifisso e risorto. Ogni settimana era seguito da 30 milioni di persone. Il suo linguaggio era limpido, comprensibile da tutti, di serietà straordinaria, eppure a volte scherzoso, sempre piacevole, anche quando poneva davanti alle più gravi responsabilità.
Il risultato? Meraviglioso! Conversioni e conversioni a Cristo e alla Chiesa Cattolica.
Sempre nel 1950 fu nominato direttore nazionale della Società per la propagazione della Fede. Iniziò una lunga serie di viaggi in Asia, in Africa e in Oceania per interessarsi dell’evangelizzazione di popoli.
Un’altra mirabile possibilità di irradiare Gesù, il suo Vangelo, di far comprendere che solo in Lui ogni anima, ogni popolo trova la sua vera grandezza.
Gesù nella parrocchia, Gesù sulla cattedra universitaria, Gesù alla radio e in TV, Gesù per le strade del mondo. Sì, perché solo Gesù è il Salvatore del mondo, il Figli di Dio incarnato e crocifisso, il Vivente!

“Un tesoro nell’argilla”

L’11 giugno 1951 a Roma, per volontà di Papa Pio XII, Mons. Fulton Sheen è consacrato Vescovo. Si avvera in pieno la profezia di Mons. Spalding di 50 anni prima. Nella sua autobiografia scriverà: “L’investitura episcopale può dare un senso di euforia, ma non necessariamente la stima che la gente ti dimostra, corrisponde a quella che il Signore ha di te”.
La sua autobiografia s’intitola “Un tesoro nell’argilla”, per dire il contrasto tra l’immenso valore del sacerdozio e la fragilità della persona umana cui è conferito. Tuttavia il sacerdote – il Vescovo- è chiamato a agire “in persona Christi”, a essere un Cristo vero, in mezzo al mondo, per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
È Vescovo ausiliare di New York, ma lui commenta con il solito humor: “Non è detto che uno catturi più pesci vestito di violetto che di nero!”. Lui continua a parlare in Tv e a scrivere libri, uno più bello dell’altro, che hanno un grande successo, una fecondità mirabile di bene. Ne citiamo alcuni: “La pace dell’anima”, “La felicità del cuore”, “Il primo amore del mondo”, (sulla Madonna, quest’ultimo), in cui la dottrina si associa spesso alla poesia, sempre in uno stile denso di luce.
Per lo scrivente, forse il più bello la “La filosofia della religione” in cui mostra come ai nostri giorni la filosofia abbia raggiunto il livello più basso di irrazionalismo con cui guarda con disprezzo assoluto a Dio e alle verità eterne… e poi l’Autore indica il cammino della ragione sana illuminata dalla Fede, alla ricerca e al possesso di Dio, in Cristo, unica Via, unica Verità, unica Vita. È la filosofia di S. Tommaso, che sola ci è di guida per la comprensione dell’uomo, del mondo, di Dio. È la più vera apologetica che porta alla Verità eterna.
Mons. Fulton Sheen partecipa al Concilio Vaticano II, portando con intelligenza e fortezza questa Verità, al di là di ogni confusione. Nel 1966 è nominato Vescovo di Rochester e sperimenta sulla sua pelle la contestazione alla Verità che ormai dilaga nella Chiesa. La febbre dell’impegno nel mondo sembra impadronirsi di preti e suore, a scapito della preghiera e del rapporto con Dio. Il catechismo e i Sacramenti diventano secondari – o inutili – davanti alle cosiddette urgenze del tempo. È un vento infido che soffia e squassa tutto, cosìché Papa Paolo VI parla di “autodemolizione della Chiesa”.
Il Vescovo brillante dei teleschermi, noto nel mondo intero, anzi la voce per dire a preti e seminaristi che “innanzi-tutto il sacerdote è chiamato a essere con-vittima e con-redentore con il Signore Gesù offerto sulla croce e sull’altare: non basta alleviare le necessità materiali dei fratelli, occorre annunciare Gesù Cristo, farlo conoscere e amare. Convertire le anime a Lui e questo è frutto di santità, di unione con Dio”.

Cerca la Chiesa più odiata

Diventato Vescovo emerito a 75 anni, nel 1969, continua a tenere conferenze, a scrivere sui giornali e a scrivere libri. Sono ormai più di sessanta, tra cui la famosa sua Vita di Cristo. Le sue conversazioni televisive sono raccolte in volumi, diffusi in tutto il mondo. Solo Dio sa quante persone egli abbia convertito. Nella sua citata autobiografia, ricorda diverse storie in cui la conversione avvenne per incontri casuali o richiesti: si tratta di non cattolici che, grazie a lui, hanno trovato l’unica vera Chiesa di Cristo, o di cattolici da anni lontani dai Sacramenti, di peccatori con gravi colpe.
Il 20 settembre 1979, Mons. Sheen celebra S. Messa solenne per il suo 60° di sacerdozio, ricordando all’omelia: “Non è che non ami più la vita, ma ora voglio vedere il Signore. Ho passato tante ore davanti a Lui nel SS. Sacramento, ho parlato a Lui nella preghiera e di Lui con chiunque mi volesse ascoltare. Ora voglio vederlo faccia a faccia”. Il 2 ottobre 1979 Papa Giovanni Paolo II, in visita negli Stati Uniti, lo abbraccia a lungo nella cattedrale di S. Patrizio e gli dice: “Lei ha scritto e parlato bene del Signore Gesù!”.
Va a vedere Dio “faccia a faccia” il 9 dicembre 1979. Abbiamo letto tante pagine di Fulton Sheen ma due ci sono rimaste impresse come un dardo di fuoco che segna oggi che cosa dobbiamo fare, nella confusione dilagante del nostro tempo.
“Se io non fossi cattolico – diceva nel 1957 – e volessi trovare quale sia oggi, nel mondo, la vera Chiesa, andrei in cerca dell’unica Chiesa che non va d’accordo con il mondo. Andrei in cerca della Chiesa che è odiata dal mondo. Infatti, se oggi nel mondo Cristo è in qualche Chiesa, Egli dev’essere tuttora odiato come quando viveva sulla terra. Se dunque oggi vuoi trovare Cristo, trova la Chiesa che non va d’accordo con il mondo… Cerca quella Chiesa che i mondani vogliono distruggere in nome di Dio come crocifissero Cristo. Cerca quella Chiesa che il mondo rifiuta, come gli uomini rifiutarono di accogliere Cristo”.
Lui, da parte sua, il suo compito l’aveva chiaro davanti:
“Ero uscito di casa per saziarmi di sole. Trovai un Uomo che si dibatteva nel dolore della crocifissione. Mi fermai e gli dissi: “Permetti che ti stacchi dalla croce”. Lui rispose: “Lasciami dove sono, fino a quando ho i miei fratelli da salvare. Gli dissi: “Che cosa cuoi che io faccia per Te?”. Mi rispose: “Và per il mondo e dì a coloro che incontrerai che c’é un Uomo inchiodato alla croce”.
http://www.collevalenza.it/Riviste/2005/Riv0805/Riv0805_07.htm
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