Maria a Medjugorje Messaggio del 22 novembre 2011:Cari figli, anche oggi in questo tempo e nel tempo che verrą, vi invito a pregare per i miei figli, figli che si sono allontanati da Mio Figlio Gesł. In un modo particolare vi invito oggi, cari figli miei, di pregare per i giovani. Perchč ritornino nelle proprie famiglie, e perchč nelle loro famiglie ritrovino la pace. Pregate, cari figli miei insieme alla Madre e la Madre pregherą insieme a voi e intercederą presso il Suo Figlio per tutti voi.Grazie, cari figli, perchč anche oggi avete risposto alla mia chiamata.


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Chi è venuto dall’aldilà? Padre Chiettini

Il mattino di giovedì, 2 aprile 1985, moriva a Roma, nel Convento dei Frati Minori in Via Merulana, Padre Emanuele Chiettini, Frate di santa vita.
Alle 10 di quel giorno egli è atteso invano al suo confessionale. Viene ricercato, non si trova. Si telefona al Monastero delle Clarisse di Via in Selci, dove da 38 anni era solito celebrare la S. Messa di buon mattino. Si risponde che anche quel giorno il Padre Emanuele aveva già celebrato il Sacrificio Eucaristico e poi era andato via.
Dopo diligente ricerca, Padre Chiettini viene trovato morto in un recondito angolo di un corridoietto pochissimo frequentato, chiamato «delle botteghe oscure».
L’indomani va a celebrare la S. Messa, al posto del defunto, il Padre Alessio Benigar che trova le Suore addolorate per l’improvvisa scomparsa di P. Chiettini.
Dopo la celebrazione della Messa, Suor Celina, Abbadessa del Monastero, riferisce al Padre Alessio che circa le 9.15 del giorno precedente, mentre si trovava nel la sua cella, fu colpita come da un lampo improvviso, quasi un flash fotografico, accompagnato da un lieve scatto. Alla sua richiesta del significato di quel segno, Padre Alessio disse a lei e alle Suore: «Non piangete, non siate tristi! Padre Emanuele è vivo, è felice! L’ho visto io tutto luminoso con questi miei occhi, così come ora vedo voi. Non ho mai visto nulla di simile in vita mia! Mi ha detto: “Sono felice!” ». Padre Emanuele Chiettini era già in Paradiso.
(Dall’Osservatore Romano del 4 maggio 1985).