Maria a Medjugorje Messaggio del 2 settembre 2016:Cari figli, secondo la volontà di mio Figlio ed il mio materno amore vengo a voi, miei figli, ed in particolare per coloro che ancora non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Vengo a voi che pensate a me, che mi invocate. A voi do il mio materno amore e porto la benedizione di mio Figlio. Avete cuori puri e aperti? Vedete i doni, i segni della mia presenza e del mio amore? Figli miei, nella vostra vita terrena ispiratevi al mio esempio. La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste. Nulla è casuale: né il dolore, né la gioia, né la sofferenza, né l’amore. Sono tutte grazie che mio Figlio vi dona e che vi conducono alla vita eterna. Mio Figlio vi chiede l’amore e la preghiera in lui. Amare e pregare in lui vuol dire — come Madre voglio insegnarvelo — pregare nel silenzio della propria anima, e non soltanto recitare con le labbra. Lo è anche il più piccolo bel gesto compiuto nel nome di mio Figlio; lo è la pazienza, la misericordia, l’accettazione del dolore ed il sacrificio fatto per gli altri. Figli miei, mio Figlio vi guarda. Pregate per vedere anche voi il suo volto, ed affinché esso possa esservi rivelato. Figli miei, io vi rivelo l’unica ed autentica verità. Pregate per comprenderla e poter diffondere amore e speranza, per poter essere apostoli del mio amore. Il mio Cuore materno ama in modo particolare i pastori. Pregate per le loro mani benedette. Vi ringrazio!


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«Già in Paradiso»

La sera del 12 settembre 1906, Giuseppina Berettoni fu inviata ad assistere una giovane che da otto o dieci mesi si trovava malata in casa ed era ormai vicina a morire. Era rassegnata alla malattia, ma non a finire la vita. Giuseppina andò sollecita e le parlò del Paradiso, dove la Madonna l'avrebbe portata subito dopo la morte se si conformava alla volontà di Dio. E le disse che le restava solo mezz'ora di vita, non tre giorni come il medico pensava. La ragazza ricevette i sacramenti e si dispose serenamente. Levando gli occhi in alto ed esclamando: «Oh, la Madonna!», spirò.
Giuseppina chiese ai presenti di rimanere sola con la defunta; e tutti uscirono dalla stanza.
«Mi misi a pregare - narrò poi - e subito vennero molti che io vidi come trasparenti, tali e quali li avevo visti altre volte; sennonché c'era qualcosa di speciale: tutti vestivano tonache bianche e nelle mani portavano palme che terminavano in giglio... e cantavano!
- Che fate voi? - chiesi al primo.
- Noi delle vergini onoriamo anche la spoglia. - Ma è già tra voialtri?
- E che ne dubiti? - E così dicendo me la mostrò tra di loro.
- Stai già in Paradiso? - le chiesi.
- Sono solo passata per il Purgatorio - rispose - accompagnata dalla Madonna. Dirai al mio fidanzato Attilio che si consacri a Gesù e così starà insieme a me; altrimenti non potrà starvi. È un giovane molto buono».
P. Antico, Giuseppina Berettoni, Centro G. B., Roma 1978, pp. 214-215. Giuseppina Berettoni (1875-1927) fu persona dotata di facoltà prodigiose, di eroiche virtù, di speciali doni di Dio. Fu chiamata «attivista sbarazzina di Cristo» per l'apostolato laicale ammirevole.