Maria a Medjugorje Messaggio del 2 luglio 2009:Cari figli! Io vi chiamo perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di cuori pronti ad un amore immenso. Di cuori non appesantiti dalla vanità. Di cuori che sono pronti ad amare come ha amato mio Figlio, che sono pronti a sacrificarsi come si è sacrificato mio Figlio. Ho bisogno di voi. Per poter venire con me, perdonate voi stessi, perdonate gli altri e adorate mio Figlio. Adoratelo anche per coloro che non l’hanno conosciuto, che non lo amano. Per questo ho bisogno di voi, per questo vi chiamo. Vi ringrazio.


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«Già in Paradiso»

La sera del 12 settembre 1906, Giuseppina Berettoni fu inviata ad assistere una giovane che da otto o dieci mesi si trovava malata in casa ed era ormai vicina a morire. Era rassegnata alla malattia, ma non a finire la vita. Giuseppina andò sollecita e le parlò del Paradiso, dove la Madonna l'avrebbe portata subito dopo la morte se si conformava alla volontà di Dio. E le disse che le restava solo mezz'ora di vita, non tre giorni come il medico pensava. La ragazza ricevette i sacramenti e si dispose serenamente. Levando gli occhi in alto ed esclamando: «Oh, la Madonna!», spirò.
Giuseppina chiese ai presenti di rimanere sola con la defunta; e tutti uscirono dalla stanza.
«Mi misi a pregare - narrò poi - e subito vennero molti che io vidi come trasparenti, tali e quali li avevo visti altre volte; sennonché c'era qualcosa di speciale: tutti vestivano tonache bianche e nelle mani portavano palme che terminavano in giglio... e cantavano!
- Che fate voi? - chiesi al primo.
- Noi delle vergini onoriamo anche la spoglia. - Ma è già tra voialtri?
- E che ne dubiti? - E così dicendo me la mostrò tra di loro.
- Stai già in Paradiso? - le chiesi.
- Sono solo passata per il Purgatorio - rispose - accompagnata dalla Madonna. Dirai al mio fidanzato Attilio che si consacri a Gesù e così starà insieme a me; altrimenti non potrà starvi. È un giovane molto buono».
P. Antico, Giuseppina Berettoni, Centro G. B., Roma 1978, pp. 214-215. Giuseppina Berettoni (1875-1927) fu persona dotata di facoltà prodigiose, di eroiche virtù, di speciali doni di Dio. Fu chiamata «attivista sbarazzina di Cristo» per l'apostolato laicale ammirevole.