Messaggio del 10 febbraio 1983:E’ giunta l’ora in cui a Satana è consentito di agire con tutte le sue forze e la sua potenza. L’ora presente è l’ora di Satana! Medjugorje, perchè?
Capita spesso di incontrare delle persone e di parlare loro di
Medjugorje. Ma con sorpresa si scopre che dopo ben 23 anni di
apparizioni quotidiane della Madonna -così almeno credo
insieme a tanti altri fedeli - tanti cristiani non ne sanno nulla,
non ne hanno mai sentito parlare nelle loro parrocchie o gruppi
ecclesiali. Anzi, bisogna dire che più ci si avvicina agli
"addetti ai lavori", sacerdoti, consacrati, operatori
pastorali, cristiani impegnati... più questa ignoranza cresce,
quando non diventa fastidio o allergia. Che bisogno c'è di
credere a queste apparizioni? Che bisogno c'è di pellegrinare
fino a là? E lo dicono con tanta convinzione e supponenza che
a momenti ti fanno venire il dubbio di sbagliare tutto o di essere un
cristiano debole che ha bisogno di queste "cose straordinarie e
miracolistiche" per mantenere la fede.
Lo stesso dubbio forse
lo avete avuto anche voi! E allora riflettiamo insieme, e partiamo
dalle parole che Maria dice sempre: "Grazie per aver risposto
alla mia chiamata".
Ecco la prima luce: per ascoltare e
capire la Regina della Pace che ci parla a Medjugorje, per andare
fino a là, in mezzo ai monti di un Paese povero e martoriato
dalla guerra e dalle visioni etniche, bisogna essere chiamati. Sarò
un semplice, un debole nella fede, ma sono un chiamato; e forse la
B.V. Maria mi chiama proprio perché vede la mia debolezza.
Questo mi aiuta a non darmi le arie di un privilegiato e mi allontana
dalla tentazione di giudicare gli altri, come se loro non fossero
chiamati.. Tutti sono chiamati dal Signore e dalla Vergine Santa,
anche se resta il mistero che "molti sono i chiamati, ma pochi
gli eletti " (Mt 22,14).
E un'altra luce mi viene da un
messaggio che ho letto di recente, quello del 25 agosto 1991: "Cari
figli, desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò
preghiamo affinché tutto ciò che ho cominciato sia
realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata
". Sono illuminanti queste parole, perché fugano in me e
in tutti il dubbio che ascoltare i messaggi che la Madonna dà
a Medjugorje sia un rifugio, una ricerca di sicurezza e una garanzia
di salvezza, un pensare di salvare la propria anima, angosciati da
qualche senso di colpa o atterriti da tutto quello che ti succede
intorno. La Madonna però parla di "tutte le anime" e
ci spalanca un orizzonte spirituale che vince ogni intimismo e spinge
ad abbracciare tutto il mondo.
Ora domandiamoci anche: ma
"salvare le anime e presentarle a Dio " non è la
ragione unica ed essenziale per cui Egli stesso ha mandato il suo
Figlio nel mondo? E non è forse "per noi uomini e per la
nostra salvezza" che Gesù è "disceso dal
cielo", che "patì sotto Ponzio Pilato, fu
crocifisso, morì e fu sepolto, discese agli inferi ed è
risuscitato il terzo giorno"? Questo è il "Credo",
siamo al centro della nostra fede. E non è per salvare le
anime che c'è un Papa, ci sono i Vescovi, i sacerdoti, le
chiese, gli oratori, i sacramenti, le parrocchie, i piani pastorali,
ecc. ecc.? E non è il compito di tutti, pastori e laici
"salvare le anime", evangelizzare e testimoniare la fede
con le opere?
La Madonna, stella della nuova evangelizzazione,
lo sa e per questo si è messa all'opera. Ora si capisce il
motivo di tante sue sollecitudini, di tante esortazioni materne da
parte di Maria. A Lei stanno veramente a cuore le nostre anime e
quelle dei fratelli. Ella desidera salvare tutti, perché ama
tutti con il cuore di Dio e chiede per questo le nostre preghiere, le
nostre unite alle sue. Tante volte la Madonna ha detto "Pregate...";
qui dice: "preghiamo, affinché tutto quello che ho
cominciato sia realizzato completamente".
Qui tocchiamo
un altro mistero: quando questo si realizzerà completamente? È
la stessa domanda che Gesù ha lasciato senza risposta: quando
verrà il regno di Dio? Nessuno lo sa, solo il Padre. Fino a
quel momento il bene e il male saranno mescolati, nel mondo,nella
Chiesa, nelle nostre comunità, in noi stessi. Dio continuerà
a seminare il grano buono e il Nemico, il diavolo, spargerà la
zizzania. Per questo non ci scandalizziamo del rifiuto di tanti di
fronte alla Verità, per questo continuiamo a sperare che Dio,
anche attraverso i messaggi e le preghiera della Vergine, si
preoccupa della salvezza di tutti, buoni e cattivi, anche quelli che
davvero sembrano non aver limite nel commettere il male, quelli che
la gente vorrebbe morti e maledetti.
Come si può
vedere siamo nel cuore della missione della Chiesa, della pastorale;
e allora come si fa a dire: "non mi interessa"? Sappiamo
bene che il Papa e i Vescovi non possono ancora impegnare le loro
autorità e il loro magistero su quanto sta avvenendo a
Medjugorje, ma per tutti gli altri, che sono liberi di credere e di
andare, che senso ha tanta superficialità, tanta paura e, a
volte, boicottaggio?
Il progetto di Dio e per tutto il mondo
è meraviglioso e si realizzerà completamente: la
Madonna è incaricata della sua attuazione. Questo progetto
vedrà cieli nuovi e tempi nuovi; è un progetto che
richiede tuttora la nostra attenzione e la nostra collaborazione. Se
a Maria sta così tanto a cuore questo programma significa che
la sua situazione e importanza è vitale; non è in gioco
qualcosa di momentaneo, bensì la salvezza eterna o l'eterna
dannazione di molti nostri fratelli e di noi stessi.
Allora
non è inutile ascoltare e vivere i messaggi che vengono da
Medjugorje, anzi è proprio il caso di dire a Maria Santissima,
con tutto il cuore e con tutta la gratitudine: "Grazie che mi
hai chiamato"! Questo ha compreso un santo medico, minato da un
male incurabile, che ho accompagnato a Medjugorje appena un mese
prima di morire. Poteva avere tutte le ragioni per non andare, ma ha
voluto compiere questo ultimo gesto convinto di una cosa: "Se la
Madonna si scomoda a venire dal Cielo fino a noi e per così
lungo tempo, ci deve essere un motivo serio; forse vede la nostra
umanità in un grave pericolo e allora è giusto che ci
sia qualcuno ad aspettarla e ad ascoltarla".
don Nicolino Mori