COM’E’ NATA LA PRIMA COMUNITA’ DI CONSACRATI NELLO SPIRITO DI MEDJUGORJE
Intervista con P.Gianni Sgreva all'Oasi della pace (Eco di maria nr.44)
D. Quando e come è nata l’idea della comunità dei consacrati?
R. Dobbiamo risalire a circa due anni fa, nella seconda metà del luglio ‘85, quando con insistenza Marija Pavlovic’ ha voluto che io mi trattenessi a casa sua. In quei giorni ha avuto modo di confidarsi molto con me e di parlare soprattutto della consacrazione che le chiedeva la Madonna, pur salvaguardando sempre la sua libertà. E veniva fuori il desiderio che la magnifica novità iniziata da Maria a Medjugorje si manifestasse in un segno permanente di persone che non soltanto accoglievano la conversione, ma anche la destinazione ultima della stessa, che consiste nell'appartenere totalmente al Signore. Certo si aggiungeva anche un’altra considerazione. Lavorando il tabacco assieme mi diceva: “Ma dove potrà finire? in quale congregazione in quale istituto potrò proseguim quel cammino pedagogico—educativo, che ha Medjugorje ha iniziato ormai da da 4 anni (luglio ‘85)? La sua domanda rimaneva sospesa.D.Dopo questo periodo di incubazione ci sono stati dei segni provvidenziali che hanno provocato, la realizzazione dei sogno?
R. Non vedendo alcuna possibilità pratica di dar corpo a quel sogno, si soprassedette per diversi mesi a questo pensiero, come si trattasse solo di un pio desiderio. Ma le cose hanno cominciato ad avere una piega molto diversa nel dicembre ‘85. Mi trovavo a Medjugorje e quella sera avevo voluto dedicarmi alle confessioni, rinunciando all’apparizione. Dopo la Massa, Marija mi si avvicina e mi dice: “Sai che la Madonna mi ha parlato di te?”“Come? —risposi stupito— ha Medjugorje ti ha parlato di me? Che cosa ti ha detto?”“Non te lo posso dire ora, ma solo quando ti troverai in un clima di raccoglimento.” Il giorno dopo, 5 dicembre, a casa sua, dopo aver a lungo pregato, mi confidava tutto. Sulle prime non ho creduto, anzi le ho chiesto di stendere in lingua croata le dichiarazioni della Madonna: le avrei poi fatte tradurre da P.Slavko, temendo il soggettivismo della veggente che poteva trarla in inganno,oppure che qualche difetto di lingua impedisse di capire bene. P. Slavko confermava il senso del messaggio, che pressapoco suonava così: Mi invitava a mettermi in profonda preghiera e in grande silenzio, perchè poi Lei setssa mi avrebbe parlato. Attendevo intanto che il messaggio fosse concretizzato attraverso dei segni. Un segno c’era, eppure ero molto lontano dal decifrarlo. Il 3 dicembre ero venuto a contatto con un ragazzo che si era confessato fuori della chiesa, e gli avevo detto semplicemente: “Mettiti in ginocchio e consacrati subito alla Madonna. Questa è l’unica possibilità per uscire dallo stato tenebroso in cui ti trovi.” Dono di che era tornato da me dopo la messa delle 11 con un amico, invitando me a fare la via Crucis sul Kricevac, ma a piedi scalzi. Accetta e quella Via Crucis durò due ore, dopodichè l’amico che non conoscevo mi chiedeva aiuto per un discernimento vocazionale: "era già venuto a Medjugorje nove volte senza ancora veder chiaro. “Come posso io sapere?”risposi. Eravamo sotto la croce. “Scendiamo e preghia mo la Madonna, chissà che non troviamo qualche anima che ci possa aiutare”. Quella stessa sera incontramo una veqgente che aspetta va già da otto giorni dì incontrare quei ragazzi: fece discernimento su di loro e su di me e alla fine ci persuase sul piano della Madonna. Questo il 6 dicembre ‘85.D. Questo inizio, o meglio questo primo segno,ha qualche attinenza con il gruppo di preghiera di Medjugorje?
R. All’inizio si era ben lontani dal pensare a un collegamento con il gruppo di preghiera: la cosa era conosciuta solo a Marija e a P.Slavko. Ma nell’aprile dell’86 ebbi un lungo colloquio con P.Tomislav, nel quale egli era preoccupato di come organizzare la vita del gruppo dopo la fine dei 4 anni di attesa —allora eravamo al 3°— per una scelta vocazionale.D. E dopo quest’incontro che cosa è avvenuto?
R. Nel marzo dell’86 mi era stata fatta la proposta di una casa, confidai la cosa a P.Slavko venuto a Verona il 16 marzo ed egli mi disse di non perdere tempo, perchè la Madonna voleva coì. Ma sorgevano due problemi di difficile soluzione: come mettere assieme uomini e donne in una comunità religiosa e tener presenti tutte le componenti della chiesa, quella celibataria tradizionale e quella dei coniugati; e poi partire dal chiaro collegamento con i fatti di Medjuqorje quando la chiesa non li ha ancora approvati? Nel frattempo mi tenevo in contto con il padre spirituale e con il mio Superiore provinciale, che ha sempre dimostrato verso di me larghezza di cuore e tanta saggezza.D. Ma come avete risolto il problemema del collegamento con Medjugorje, non ancora approvato dalla chiesa?
R. Questo problema mi assillava ancor più dell’altro, anche’ perchè poteva già sorgere una comunità in una diocesi dove si sarebbero trovate difficoltà con il Vescovo di quella chiesa a causa di Medjugorje Dissi alla Madonna: “Se è opera tua dovrai pure trovare il modo di aggirare l’ostacolo”. E l’occasione venne puntuale. Il 9 settembre fui invitato a una udienza dal Card. Ratzinger e dopo aver parlato di vari problemi con altre persone, chiesi di rimanere solo con lui e trovai il coraggio di dirgli tutto quanto avevo nel cuore, ma soprattutto gli parlai dei due problemi più scottanti: come mettere assieme uomini e donne, sposati e celibi, questi ultimi aperti a una vocazione ministeriale, diaconale o presbiterale; e come fosse possibile stante la mancata approvazione di Medjugoje.I PRIMI PASSI
D. Cos’è avvenuto dopo le memorabili udienze del settembre ‘86 fino all’apertura della casa di Priabona il 18 maggio 1987?
R. Ci sono stati anzitutto i contatti necessari sul piano giuridico ecclesiastico, sia con il Vescovo della diocesi in cui si sarebbe aperta la casa, sia con i miei superiori. Il mio Padre Provinciale chiese e ottenne il 20 settembre ‘86 un’udienza dal Card. Ratzinger, il quale gli ribadì: “Questa è opera di Dio: incoraggi il padre a proseguire”. E’ bastato questo perchè il mio P. Provinciale mi venisse incontro in tutti i modi e si mettesse a completa disposizione dell’opera. Ma, essendo io un religioso appartenente ad un istituto, si doveva trovare una formula accettabile e, dopo varie vicis situdini e ripensamenti, sofferenze, umiliazioni, viaggi e fatiche, lo stesso Superiore Generale dei Passionisti ha assunto in mano la cosa. Ricordo che disse: “Questo è un onore per tutta la congregazone: favorire questa nuova iniziativa, in cui verranno confluire tante vocazioni”. Così dopo l’approvazione del Superiore Generale per l’avvio di questa comunità, firmata il 22 marzo 1987, verrà anche quella del Vescovo per l’esperimentazione il 18 maggio 1987.D. Abiteranno tutti in comunità, anche gli sposati?
R. I celibi abiteranno in comunità contemplative. Per gli sposati siamo ancora in via di riflessione e di preghiera. Varie sono le coppie di coniugati che si stanno preparando. Per loro si potrebbe ipotizzare questo tipo di realizzazione: che gruppi di sposati continuino la loro vita nelle proprie famiglie, mentre altri vivano direttamente in comunità. Quanto ai voti di povertà e obbedienza, sarà chiarito in seguito mentre per la castità matrimoniale ci sono già indicazioni precise nel piano di vita (che pensiamo di pubblicare prossimamente).D. Qual’è il proprium che identifica la vostra comunità nei confronti delle altre?
R. Bisogna rifarsi all’origine per capirlo. Se noi abbiamo ricevuto il dono della conversione tramite Maria, perchè dobbiamo lasciare tanti fratelli e sorelle fuori dell’ambito della pace? Quindi nasce un vero compito, una esigenza. La Madonna sta visitando l'umanità. La Madonna —come dice bene il Papa nella sua enciclica “Redemptoris Mater”— è colei che vive la sollecitudine per tutti gli uomini. Ora io penso che il bisogno più grande in quest’epoca di secolarizzazione e di materialismo sia quello della pace: pace concepita come presenza di Dio nel cuore dell’uomo. Ecco quindi fratelli e sorelle, celibi e sponati, che si mettono insieme per dare una mano alla Madonna, accogliendo anche tutte le condizioni da Lei poste, per essere portatori di pace. Della pace vera, non di quella politica o economica, che tutt’al più potranno essere conseguenza della pace dei cuori.STRUMENTI DI PACE
MEDIANTE L’INTERCESSIONE. L’ESPIAZI0NE, L’ACCOGLIENZA
A questo punto è bene dire ubito una parola sulle tre caratteristiche fondamentali o carismi della comunità, sempre collegati a questi fatti. Se la pace è il frutto della preghiera,il primo ministro o carisma della comunità dovrà essere L’INTERCESSIONE. Anzi è previsto nel piano di vita che
l’intercessione dovrà essere un voto, un quarto voto aggiunto a quelli tradizionali di povertà, castità e obbedienza.
Al carisma dell’intercessione si aggiunge quello della ESPIAZIONE. Quante volte la Madonna ha pianto! E piange perchè fa sue le sofferenze dell’umanità dovute al peccato. Quindi lo espia in sè nella preghiera di continua intercessione e anche —direi— nella sofferenza, perchè la Madonna soffre come una
mamma per la situazione del mondo contemporaneo, che sta arrivando a dei traguardi massimi di alienazione da Dio.
Ed ecco quindi il carisma dell’espiazione: non lasciare solo
il Signore Gesù nel Getsemani; non lasciare da sola la Vergine santa in questa mediazione espiatrice. Poi il terzo carisma. Se abbiamo ricevuto il dono della pace attraverso la mediazione di Maria, dovremo essere aperti a tanti fratelli e sorelle in cerca di pace, creando cuori e luoghi dove essi
possano trovare la pace: è il ministero dell’ACCOGLIENZA, Le nostre comunità devono esercitare l’accoglienza per ogni tipo di fratelli e sorelle, a questa condizione però: che siano alla ricerca sincera della pace, cercando soltanto nel Signore e attraverso Maria la soluzione dei loro problemi umani, proprio perché la fede non va rilegata nell’intimo, ma deve abbracciare tutta la vita; e ogni bisogno umano si scontra con il problema fondamentale che è la pace.
D. E’ questo il servizio ecclesiale che si propone? R. Sì, perché la comunità è essenzialmente contemplativa ma, dentro la contemplazione vive il ministero dell’accoglienza, per cui i fratelli vengono, per così dire, accolti nel grembo della contemplazione....
D. ... e anche perché portati dalla Madonna!
R. Ecco, anche “portati dalla Madonna” perché noi non faremo mai pubblicità, e anche ora parliamo solo perché interrogati. Mai faremo propaganda. A questo ci pensa Maria.D. Avete regole oratiche che guidano la vostri giornata?
R. Certo, perchè per essere approvati, anche se in via sperimentale, dai superiori ed essere io stesso posto come responsabile della comunità, noi dovevamo presentare loro un piano di vita. Questo piano di vita, in cui si trovano esposti i principi su cui si basa la comunità e le indicazioni pratiche per la loro attuazione, ha già avuto l’approvazione in via sperimentale, sia dal Superiore generale dei Passionisti, sia dal Vescovo diocesano di Vicenza. I fratelli che hanno posto la firma per la costituzione dell’associazione privata hanno condiviso queste linee proprio perché già frutto di una prolungata esperienza.D. L’orario tiene conto allora di questi principi!
R. Certo, l’orario potrebbe suscitare stupore in alcuni, ma in effetti tiene presenti proprio queste linee fondamentali. Se qui si esercita anzitutto il ministero dell’lntercessione, è chiaro che l’intercessione dovrà prendere il massimo della giornata. Perciò non deve meravigliare che ci siano sette ore di preghiera: sei comunitarie e in più l’ora di preghiera personale davanti all’Eucarestia, alternandosi ogni fratello nell’adorazione continuata per le ore del giorno.D. Voi non fate lavori retribuiti per procurarvi il necessario?
R. Attualmente è così. Si lavora per l’allestimento e la manutenzione della casa, per la cucina e i lavori domestici, anche se abbiamo sempre pensato a un altro lavoro: qui c’è anche un pezzo di terra, e poi delle persone ci hanno offerto lavoro. Io non so cosa succederà nel cammino avvenire, però oggi come oggi il vero lavoro è la preghiera e l’accoglienza. La provvidenza poi è abbondantissima: avete visto anche voi in questi giorni. Stiamo andando avanti nel solco del Signore: ci pensa Lui. La provvidenza è tanta che provvediamo perfino a fornire monasteri di clausura che pregano per noi.D. E la guida della comunità a chi appartiene?
R. Ci teniamo veramente a dire ma anche proprio in tutti i gesti della comunità, e a riconoscere perchè è così: la Madonna la guida della comunità, è veramente Lei. Quando noi andiamo a tavola c’è sempre un piatto vuoto per Lei. Quando ci incontriamo tra di noi c’è sempre una sedia vuota, che ci fa ricordare la sua presenza. Quando iniziamo la Messa invochiamo Lei perchè ci faccia celebrare o partecipare bene alla Messa. Quando incominciamo qualsiasi incontro di preghiera chiediamo che Lei sia presente e che ci ispiri e ci guidi nella preghiera. Lei è la Superiora. Ovviamente quello che il Vescovo ha messo come responsabile della comunità dovrebbe essere semplicemente lo strumento nelle mani della Madonnna, sperando che sia semore così.COME SI SVOLGE LA GIORNATA IN COMUNITA’
D. com’è strutturata la preghiera nel vostro orario?
R. Ecco. Levata ore 5. Alle 5,30 inizia la preghiera con il canto dell’ufficio delle letture che dura circa 50 minuti. Il testo usato è il breviario monastico dei benedettini. Alle 6,30 canto delle Lodi, cui segue alle 7 la Messa, normalmente ai mattino, eccetto il sabato e la domenica. Al termine della Messa si espone il S.S. Sacramento per l’inizio dell’adorazione, poi si canta l’ora di Terza.D. Anche durante i pasti c’è silenzio?
R. Durante i pasti è silenzio. Normalmente si legge o si ascolta qualche cassetta. Ma questo non è un silenzio assoluto. Quando ad esempio c’è un giorno di festa, o se ne sente l’esigenza, si dispensa dal silenzio con una certa liberalità. Talvolta gli ultimi minuti del pranzo e della cena sono offerti ad una discussione sui contenuti della lettura o dell’ascolto appena fatti. Alle 14 dunque i fratelli possono avere un’ora di riposo,essendosi alzati presto al mattino.D. Ci auguriamo che il carisma del fondatore... sia durevole.
R.fortuna qui c’è una Fondatrice, che dovrebbe dare certa sicurezza! Lode, gloria, benedizione a Maria, Regina della Pace!