Messaggio del 10 gennaio 1985:Cari figli, anche oggi desidero ringraziarvi per tutti i sacrifici; grazie in particolare a quelli che sono diventati cari al mio cuore e che vengono qui volentieri. Ci sono molti parrocchiani che non ascoltano i messaggi; tuttavia, per merito di coloro che sono particolarmente vicini al mio cuore, continuo a dare messaggi alla parrocchia. E li darò anche in seguito poiché vi amo e desidero che diffondiate di cuore i miei messaggi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
UN PRETE PSICOLOGO SCOPRE...
LA PSICOLOGIA DI MARIA e
lascia la sua!
Chi arriva a Medjugorje per la prima volta, come me, resta subito
impressionato per fatti e scene che non vede in nessun altro luogo:
gruppi di fedeli che pregano per ore e ore immobili, molte volte
inginocchiati per terra, alle volte assiepati nella Chiesa
parrocchiale; capannelli di fedeli attorniano un sacerdote che sta
confessando con tranquillità e calma un penitente
inginocchiato per terra e che aspettano il loro turno senza
preoccuparsi del tempo o del sole che li investe; folle che salgono
il monte della croce, pregando e rivivendo la via crucis, in tutte le
ore del giorno e della notte, alle volte scalze, sempre meditabonde e
raccolte; folti gruppi di tutte le razze, che si fermano davanti alle
case dei ragazzi veggenti per cogliere dalla loro bocca un messaggio,
uno sguardo arcano, una preghiera alla Madre di Dio...
Ma
davanti a questi fatti tu e io ci facciamo varie domande: “Questo
mondo è proprio reale? E il mondo degli uomini della fine del
secolo ventesimo? Cosa succede qui a Medjugorje?” Ti devo dire,
con tutta schiettezza, che queste e altre che mi sono fatte, mi
facevano cadere in un pozzo senza fondo dal quale non riuscivo più
a risalire: il mio senso critico, i miei presupposti scientifici non
mi conducevano a nulla di costruttivo, anzi vedevo che una pura
spiegazione tecnica mi impediva di vedere i frutti del massaggio di
Medjugorje. Lascia perciò che ti parli di Medjugorje partendo
dai frutti e non dalle cause, cioè dalla spiegazione dei
fatti...
Qui a Medjugorje una comunità parrocchiale
offre al mando di oggi un cammino di pace, offre a un mondo di vuoti
personali e di insicurezze e timori mondiali il segno della speranza.
Qui viene presentata al mondo una carta di pace, ai credenti e ai non
credenti una spiritualità per un cammino di pace interiore. E'
una spiritualità adatta all’uomo di oggi, perciò
nuova. Nella storia della chiesa ne incontriamo parrocchie tutte
mosse dallo spirito di Cristo per il bene della sua chiesa e
dell‘umanità: così incontriamo la spiritualità
benedettina per l'opera di S. Benedetto, quella francescana per
l’apporto di S. Francesco e altre. Oggi, qui a Medjugorje una
comunità parrocchiale, mossa per l’ispirazione materna
di Maria, Regina della pace, offre al mando una nuova spiritualità,
una spiritualità che porta alla pace interiore per arrivare a
quella esteriore.
Certamente, questa spiritualità non
presenta nulla di nuovo che non si trovi già nel Vangelo, ma
il cammino proposto a tappe crescenti, concentrando lo sforzo su
aspetti basilari della vita cristiana, in parte trascurati, in parte
disprezzati (come la preghiera, il digiuno e la confessione), puntano
decisamente a una santità che porta subito alla serenità
e a quella pace interiore di cui tutti sentiamo il bisogno, in un
mondo che ci offre tutto meno che la pace del cuore. Medjugorje, con
tocchi materni e delicati ci ripropone la conversione per accettare
il Vangelo pienamente ed ecco che questa spiritualità, per
quanto io l'ho recepita, ci prepara allo stesso tempo alla pace del
cuore e al futuro foriero di tempi apocalittici.
D.Giuseppe
Sometti, Missionario in Brasile