Messaggio del 25 febbraio 2003:Cari figli, anche oggi vi invito a pregare e a digiunare per la pace. Come vi ho già detto, anche adesso vi ripeto, figlioli, solo con la preghiera e il digiuno anche le guerre possono essere fermate. La pace è un dono prezioso di Dio. Cercate, chiedete e la riceverete. Parlate della pace e portate la pace nei vostri cuori. Abbiatene cura come di un fiore che ha bisogno di acqua, tenerezza e luce. Siate coloro che portano la pace agli altri. Io sono con voi e intercedo per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. La Regina della Pace ha conquistato i poveri del Brasile. - Eco di Medjugorje nr.62
Nel viaggio di un mese di p.Slavko, Maria chiama a raccolta folle
strabocchevoli di poveri che riempiono per ore ed ore chiese e stadi
per pregare e ascoltare Maria, dimenticando tutto, anche il...
Carnevale! I Vescovi attivamente presenti!
M. Cella Santanchè
dei GIFS di Roma e incaricata di Eco ha guidato P. Slavko per il
viaggio di un mese dal 20 gennaio a metà febbraio 1989, nella
sua terra brasiliana e ci ha mandato questo diario, che pubblichiamo
quasi integralmente.
C’è stata tutta una
preparazione sofferta ... ma abbiamo potuto percorrere per lungo e
per largo 20.000 Km. circa di questa mia terra tanto bella, ma tanto
segnata dagli immensi contrasti tra ricchezza e miseria, portando a
tutti il messaggio di Pace. (Lei ben può immaginarsi la mia
gioia quando sono stata invitata ad offrire questa mia modesta
collaborazione di traduttrice, a fianco di Padre Slavko !) La
ricettività del popolo è stata ovunque commovente. Sia
lodato il Signore che ha suscitato in tanti cuori che soffrono, un
cosi profondo amore alla Vergine!
Tutto il viaggio è stato
coronato da successo: si è sentita nitidamente la mano della
Mamma che ci portava da una città all’altra, da un
estremo all’altro del Brasile e, ovunque arrivavamo, una folla
immensa, che attendeva la parola di Dio, gremiva i luoghi dove Padre
Slavko doveva parlare. Folle dei più svariati strati sociali,
dai miliardari a quelli con i piedi scalzi, dai più colti
(professori universitari, professionisti, “fazendeiros”)
agli analfabeti; bianchi, negri, “mulatos”, indigeni,
pelle gialla (sono numerosissimi in Brasile, specie i coreani), tutti
accorrevano e riempivano gli “stadi” o i “palasport”,
le chiese o i saloni, nella ricerca e nell’attesa paziente. A
volte per tre o più ore attendevano l’inizio delle
funzioni, per poter garantirsi un posticino per sentire parlare della
“Santa” (cosi il nostro popolino chiama bonariamente la
Madonna!). Emittenti radiofoniche, canali TV, giornali, periodici,
riviste, ci hanno intervistati in tutte le città, dando ampie
notizie della visita del “prete che viene dalla terra ove la
Vergine S.S. appare a sei giòvani...”.
Ogni
giorno abbiamo “ricostruito” una sera di Medjugorje:
spiegazioni, preparazione alla S. Messa, Rosario meditato, omelia
durante la Celebrazione Eucaristica, Credo, 7 Pater Ave, Gloria,
preghiera di guarigione, benedizione degli oggetti. E' stato offerto
sempre uno spazio per le domande dei presenti, alle quali Padre
Slavko, volentieri, ha sempre ampiamente risposto.
E' da rilevare
l’attenzione e la commozione generale della gente ovunque
andavano, oltreché l’immenso entusiasmo che si è
espresso sempre e soprattutto nei canti, così ricchi di calore
umano e di gioia!
Abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio da
Aparecida do Norte, una piccola città all’interno dello
Stato di S. Paulo (tra S. Paulo e Rio de Janeiro) dove si trova il
più gran santuario mariano del mondo: la Basilica de Nossa
Senhora Aparecida poco più piccola della Basilica di S.Pietro
a Roma. Quella mattina di domenica 22 Gennaio, Padre Slavko ha
concelebrato con SE. l’Arcivescovo di Aparecida, il quale l’ha
presentato al popolo ed ha tradotto la sua omelia a migliaia di
fedeli che gremivano la Basilica, mentre «Radio 7 Aparecida”
- una potente emittente radio-TV locale dell’Arcidiocesi -
trasmetteva tutte le celebrazioni.
Nel Sud: sotto piogge
torrenziali. Mobilitati radio e televisioni. Dalle grandi chiese ai
palasport, ai conventi di clausura. Tre giornate di Esercizi
spirituali pevtuti.
In quello stesso giorno siamo partiti per le
città del Sud brasiliano: per prima Curitiba, capitale dello
Stato di Paranà che dopo aver visto i suoi numerosi sacerdoti,
religiosi e religiose riempire il salone del Collegio Sacro Cuore di
Gesù, ha visto, di sera, il gran ‘Palasport” del
Circolo Militare pienissimo, con il popolo che cantava, all’unisono
e con un entusiasmo straordinario, sfidando la terribile pioggia che
ci accompagnò per tutta la celebrazione, echeggiando sui
tetti...
Da Curitiba, in macchina, siamo giunti a Ponte
Grossa, una delle principali città del Paranà. In
queste due città, ossia Curitiba e Ponte Grossa, i Vescovi
hanno partecipato a tutte le funzioni, sia al mattino che al
pomeriggio e alla sera, e alla liturgia Eucaristica. Il Vescovo di P.
Grossa ci ha accompagnato a visitare i seminari (ci sono più
di 800 seminaristi in quella città!) ed i conventi per portare
pure alle Suore di Clausura il messaggio della Regina della
Pace!
Abbiamo poi proseguito il, viaggio per Joinville, una
delle principali città dello Stato di Santa Caterina, dove
Padre Slavko è riuscito con gran gioia a comunicare
telefonicamente con la Parrocchia di Medjugorje, ciò che non è
facile, e a ricevere il messaggio del 25/1. Li la celebrazione si è
svolta nella grande Chiesa “Sagrado Coracào de Jesus”,
gremitissima, pure là sotto una pioggia torrenziale. Ma i
fedeli ovunque sfidavano il cattivo tempo e accorrevano ad accogliere
il messaggio della Mamma! Padre Slavko ha sempre salutato le colle
dicendo:” noi vi salutiamo come gli amici della Pace...
erispettandole parole della Vergine, vi dico: «Grazie per aver
risposto alla Sua chiamata”!
Da Joinville siamo andati a
Florianopolis capitale dello Stato di St. Catarina. I tre Stati
dell’estremo sud brasiliano - Paranà, St. Caterina e Rio
Grande do Sul - sono assai noti per la massiccia presenza di
immigranti veneti, tedeschi e polacchi, quindi, città molto
europee. Vescovo di Florianopolis è D. Murilo Krieger
principale organizzatore del gruppo di 33 sacerdoti e 3 Vescovi
brasiliani che hanno fatto un corso di Esercizi Spirituali per 8
giorni a Medjugorje nel gennaio dell’88 e ora principale
coordinatore della visita di Padre Slavko in Brasile. Anche lì
i fedeli hanno riempito letteralmente la grande chiesa “Nossa
Senhora da Glòria”, affrontando coraggiosamente il
cattivo tempo, in due momenti diversi: la sera, per il grande
pubblico, la mattina seguente per i giovani, poiché era
impossibile riunire tutti simultaneamente nello stesso locale. E
così, per un’intera mattinata, innumerevoli giovani sono
stati ad ascoltare la parola di Padre Slavko, ad interrogano e a
partecipare alla Celebrazione.
Da Florianopolis siamo partiti,
in aereo, per Porto Alegre, capitale dello Stato di Rio Grande do
Sul, all’estremo sud del Brasile, Stato questo che confina con
l’Argentina e l’Uruguay.
Ci siamo fermati 3 giorni
a Porto Alegre: Padre Slavko ha predicato un corso di Esercizi
Spirituali ad una folla compatta che trascorreva praticamente tutta
la giornata nella grande chiesa che ci ha accolti.
Dopo
l’incontro con le Carmelitane di clausura, ci siamo diretti, in
aereo, a Campo Grande, a sud dello Stato di Mato Grosso. Non occorre
dire che in ogni città, un bel gruppo di persone amici
coordinatori, operatori radio TV, giornalisti - ci aspettavano.
E
proprio lì, a Campo Grande, ci attendeva Padre Mario Panzieri,
un salesiano veneto, che da più di 20 anni vive tra gli
indios. Una conversazione assai bella ed interessante, ci ha
trasmesso molte delle sue esperienze, in un linguaggio vivace e
colorito... Alla sera, grande concentrazione, soprattutto di giovani
che gremivano il Palasport, con canti entusiastici ed una
partecipazione molto attiva!
Nella povertà del Mato
Grosso: “non ho mai visto tanta fede...” Non vanno a
scuola perché non hanno un vestito! Da Campo Grande, in aereo,
siamo arrivati a Cuiabà, Capitale dello Stato di Mato Grosso.
Alla sera la funzione si è svolta nello stadio "D'Aquino”:
una gran folla giovanile, piena d’entusiasmo, ha portato
trionfalmente una grande immagine di Don Bosco, che ha “presieduto’
la serata, poiché era il giorno della sua festa, 31 gennaio -
concludendo così l’anno del Centenario di Don Bosco!
Il
giorno dopo, 1° Febbraio, in macchina (più o meno 300 Km.)
con Padre Nazzareno Lanciotti (uno dei 36 del ritiro del gennaio’88)
ci siamo diretti a Jaurù, un villaggio molto povero,
nell’interno del Mato Grosso, ove sorge un seminario in cui si
vede e si sente la mano di Maria che guida quei ragazzi semplici,
poveri, di molta preghiera e di molta vita interiore, che dedicano
parecchie ore della loro giornata alla meditazione e all’orazione.
La sera di quel giorno, dal «Cruzeiro” (è il
“Krizevac” di Jaurù.. messo sù, nella parte
più alta della strada principale), Padre Nazzareno (rettore
del Seminario) ha organizzato con tutto il popolo una processione con
l’immagine della Vergine di Lourdes: sotto un tramonto
stupendo... poco a poco l’oscurità della sera veniva
illuminata dalle innumerevoli fiaccole colorate che brillavano lungo
la strada fino alla Chiesa, di fronte al Seminario. E Il iniziava la
celebrazione con la partecipazione di tutto quel popolo povero ed
umile.
Il giorno dopo, festa della (andelora, siamo partiti in
mattinata con tutti i seminaristi, professori e gran parte della
popolazione del villaggio, per raggiungere un altro villaggio
denominato S. Dontingos, con 5 camions pienissimi e più 1
autobus e 1 camionetta, affrontando una stradaccia in mezzo alla
foresta, piena di buchi (veri “crateri”).., e dopo quasi
2 ore e mezzo di viaggio assai disagiato, siamo giunti a quella
località ove si è costruita una nuova chiesa, enorme,
che aspettava la prima benedizione di Padre Slavko... La poverissima
popolazione locale, più quelli venuti da Jaurù, hanno
letteralmente riempito la chiesa nuova, facendo eccheggiare
attraverso i canti pieni di entusiasmo, l’amore e la fede nel
Signore e nella Vergine!
Quando tutta la funzione era appena
finita.., cadde una pioggia terribile, un’acquazzone
tipicamente tropicale, con un’impetuosità forse mai
vista da un europeo, che picchiava violentemente e investiva tutta la
chiesa perché mancavano ancora le pareti laterali. Il popolo,
con molti bambini anche neonati in assoluto rispetto e tranquillità,
si rifugiava soltanto verso l’abside - unica parete che offriva
un po’ di riparo. Ma nessuna faccia sgomenta, nessuno ad
inveire contro chi mandava quella pioggia spaventosa. Il pomeriggio,
alle ore 16 iniziava un ritiro di 2 giorni a Jaurù.
Era
impressionante vedere quella popolazione poverissima che passava ore
e ore in ascolto ed in preghiera, compresi i piccoli, con un
atteggiamento devoto e pieno di fede.
Il giorno 3 Febbraio, alle
ore 17 dopo il termine del ritiro, siamo partiti in macchina per
Araputanga,un altro villaggio a due ore e mezza di distanza del
“sertào” di Mato Grosso, la cui strada richiedeva
una «patente speciale”... (guidare solo in mezzo alle
buche ... ci vuole un esame di guida particolare!). Dopo aver forato
una gomma, siamo arrivati finalmente ad Araputanga: una chiesa enorme
- N. Senhora de Fatima - con un caldo asfissiante ed una folla di
fedeli che la riempivano tutta e aspettavano pazientemente, in
preghiera, l’arrivo di Padre Slavko per la celebrazione. Alla
fine, un gruppo di giovani si è riunito in una sala della
parrocchia per fare domande e parlare sui gruppi di
preghiera.
M.Ceiia Santanchà