Medjugorje prodotto dell'insicurezza psicologica o intervento di misericordia? - Eco di Medjugorje nr.75
Vogliamo rispondere fraternamente al settimanale
diocesano (La Cittadella 10.6.90) e rassicurare chi è colpito
da simili giudizi. Per rendere un buon servizio al pubblico su
Medjugorje e avere “un quadro d'insieme sereno e chiaro”,
come afferma l'autore, bastava andare sul luogo e rendersi conto
direttamente della realtà o sentire gente che ha fatto questa
esperienza (ce n'è molta anche tra noi). Cosa conta far
indagini a tavolino “rivolgendosi anche a persone qualificate”,
ma disinformate,per finire col dar ragione ai propri
pregiudizi?
Meglio ancora se si fosse sperimentata la medicina di
Maria per il nostro tempo, cioè la preghiera del cuore, la
confessione, il digiuno, l'Eucaristia vissuta, la Parola di Dio
meditata ogni giorno, che poi -guarda un po- è la stessa
medicina della tradizione cristiana. Allora si sarebbe riconosciuta
facilmente la mano di Dio, che anche oggi fa risorgere i morti e
rifiorire il deserto a consolazione della chiesa.
Solo chi vede
questo fenomeno da lontano e su un piano puramente razionale e
psicologico, può affermare che “a Medjugorje corrono
persone fragili sul piano psicologico, alla ricerca dello
straordinario, del magico. ..persone che delegano l'impegno della
vita a chissà quali forze superiori...”
Ammesso che
ci siano anche di questi (ma chi può dire di perfettamente
equilibrato?) siamo un po tutti intenti a una ricerca spasmodica di
efficientismo sul piano umano, a scapito della conversione del cuore
e della fiducia nella “potenza di Dio, che si manifesta proprio
nella debolezza”.
Noi stiamo con i poveri di spirito,
che il Vangelo privilegia a differenza dei sapienti di questo mondo:
il Signore “sceglie le cose che non sono per confondere quelle
che sono”! Lo stesso spirito di povertà e di penitenza
porta tanti e tanti pellegrini a Lourdes, a Fatima e ad altri
santuari in cerca di una sorgente pura che doni Dio nell'aridità
di questo mondo e di tante Chiese. E nessuno trova qualcosa da
ridire. Perché allora si discriminano solo quelli di
Medjugorje? Forse si tratta di un richiamo scomodo e (ahimè!)
troppo attuale. E poi, se da una parte cerchiamo buoni rapporti con
protestanti, laicisti ed atei -secondo uno spirito ecumenico, che tra
l'altro ci gratifica - non possiamo dall'altra disdegnare, come
sottoprodotti, dei fratelli “deboli” per i quali Cristo è
morto (Rom 14,15).
Mostra poi di essere disinformato sullo
sviluppo di Medjugorje chi accusa di “fideismo inconsistente”
masse di gente così vaste e diversificate , che hanno
riscoperto la fede e hanno fatto l'esperienza della misericordia;
tanti anche di un cammino di perfezione.. E tutto attraverso i mezzi
di sempre ai quali qui si torna con misteriosa facilità. Le
folle che si confessano e tornano guarite nello spirito non sono casi
patologici, ma frutto della grazia di sempre che piega i cuori.
Perché non si hanno occhi per vedere qui il richiamo di un
Cuore Materno a cui premono le sorti di tanti figli smarriti? Chi
parte da simili valutazioni quanto è lontano dal cogliere il
mistero della Misericordia di Dio!
Medjugorje non è un
prodotto dell'insicurezza psicologica o reazione al secolarismo del
nostro tempo, ma estremo intervento misericordioso di Dio verso un
mondo che si sta spegnendo senza la luce della fede: “Troverà
ancora la fede il Figlio dell'uomo quando ritornerà sulla
terra?”
Liquidare così semplicemente il problema
vorrebbe dire ignorare le cause vere sulle quali dovremmo riflettere.
Ne nostro tempo si è allentato il senso del peccato e della
grazia sanante fino quasi a scomparire; e questo investe la comunità
ecclesiale. Ecco allora che il cielo ci viene in aiuto.
Mi scrive
un amico monaco: “Anche la rivelazione del Cuore di Gesù
fu un intervento di economia sussidiaria” in tempo di grave
crisi spirituale all'interno della Chiesa, d denutrizione
sacramentale e biblica (iansenismo ecc.). Nor c'era sete di magico e
di straordinario nella gente che accolse il messaggio dato a S.
Margherita,. con apparizioni, visioni, e miracoli. C'era fame e sete
di parola di Dio e ci: Carne e Sangue di Gesù! Come
adesso!
“Il Sacro Cuore non instaurò una nuova
cristologia, ma attirò i cristiani alle normali sorgenti della
salvezza. I primi venerdì sono una divina paziente trovata per
riportare gente a confessarsi e comunicarsi più che una volta
all'anno per Pasqua, come diceva il catechismo e così via.
“Cosi mi pare faccia la Madonna. E che i messaggi
rivelino alcuna novità e non annuncino chissà quali
eventi" proprio quel che ci vuole ed è segno di
autenticità, perché non c'è nulla da attendere
di nuovo, salvo di rinnovarci poi attingendo all'Antico di sempre,
richiamandoci all'impegno di una vita cristiana autentica, sostenuta
dalla preghiera e dalla vita sacramentale.”
Tutto questo
non è “creare aggregazioni fuori della Chiesa, muovendo
dai messaggi e dalle apparizioni”, ma piuttosto immagini di
chiesa viva, che vengono a vitalizzare comunità stanche: tutto
questo - si intende - dove i “nuovi” fratelli vengono
accolti e non emarginati. Proprio una voce autorevole ci diceva di
prendere contatti con loro, di accoglierli e dialogare con loro
perché diano il loro apporto costruttivo alle nostre comunità
parrocchiali (Ritiro di Maguzzano, ottobre 89).
Non c'è
da meravigliarsi poi che ,chi è stato illuminato da certe
esperienze forti, faccia riferimento a quelle anche nel suo
progredire ecclesiale, come capita a ciascuno di noi riguardo a chi
ci ha illuminato, al padre o alla comunità che ci ha generato
alla fede: altrimenti saremmo disincarnati e vivremmo solo di teorie
o di bei principi. E non c'è da meravigliarsi nemmeno che la
sensibilità, acritica se si vuole, ma intuitiva e comunque
famelica della povera gente che ha fatto esperienza, riconosca più
nutriente e consolante di tanti altri fogli, questo bollettino, così
da moltiplicarne la diffusione fino a questo punto.
Ma siamo i
primi a riconoscere che si deve “relativizzare” questo
strumento piccolo, umile e provvisorio, come anche la causa che
sostiene, rispetto alla fonte normale della salvezza: la parola di
Dio e i sacramenti della chiesa. Questo è anche Io scopo che
sempre perseguiamo contro ogni deviazione devozionistica o
gonfiamento di fonti private: e crediamo che tutti i lettori ce ne
possono dare atto.
E' proprio vero: “Egli deve crescere, noi
invece diminuire”.
E anche Lei certo crescerà e il
suo Cuore Materno avrà ragione di tutte le contrarietà
e incomprensioni degli uomini come a Lourdes. come a Fatima. Chi La
può fermare?
don Angelo Mutti