TRIPLA DOSE PER RAFFAELE!
La notte già scende. Nemmeno un cartello che indichi questo villaggio
sperduto, dal nome impronunciabile! Esisterà veramente? Che cosa ci faccio
qui? Io, contestatore convertito a forza dallo Spirito Santo e ribattezzato
per immersione in una chiesa protestante, libera. Raffaele, il mangiapreti,
nel paese dei devoti del rosario. Se il pastore mi vedesse... ma io volevo capire
una volta per tutte. Allora ho detto al Signore: "OK, i cattolici avranno
pure lo Spirito Santo, anche quando stanno in ginocchio davanti a statue di
gesso, ma io voglio che Tu mi spieghi questa storia delle apparizioni di Maria!"
Dopo Ars, mi sono diretto a Roma e a Medjugorje, senza orario, senza programma.
Noi siamo tutti uno più protestante dell'altro, salvo Pietro, un uomo
d'affari in piena depressione, non credente, al secondo tentativo di suicidio.
L'ho imbarcato con i suoi due figli per paura che si colpisse di nuovo con il
coltello in nostra assenza. Dò un'occhiata nello specchietto, lui discute
animatamente con Alex, il professore mennonita (Protestante fondamentalista).
Caterina, una "figlia di Lutero", chiacchiera del più e del
meno con mia moglie. Dopo la curva ecco apparire le due torri della chiesa che
spicca nitida sul fianco di questo paesino sorto dal nulla. - Non c'è
niente qui, nessun albergo, nessun ristorante, nemmeno un negozio. Duemila chilometri
per vedere questa chiesa in mezzo ai campi! - Pietro brontola un po'. Un contadino
ci ha prestato qualche metro d'ombra per piantarci le tende. Bisogna essere
discreti a causa dei comunisti. Là in alto c'è questa immensa
croce monolitica, visibile da chilometri di distanza. Ci si organizza, i contadini
dividono con noi la loro acqua malgrado la scarsa quantità che stagna
in fondo al pozzo. Non piove da mesi. Tutta la vallata è bagnata da una
luce di seta e il tempo è sospeso sulla cupola pastello, posata sulle
montagne che la circondano.
L’indomani pomeriggio, mentre leggo la Bibbia in chiesa, sento improvvisamente dell'agitazione dietro di me. Qualcuno grida qualche cosa in croato. Dopo un velocissimo segno di croce ci precipitiamo all'uscita. Che sia un colpo dei comunisti? Esco. Una cinquantina di persone guarda verso la croce sul Krizevac. Sgrano gli occhi che si riempiono di luci immense che si allargano per più di un chilometro intorno alla croce. Il cielo danza intorno alla croce come se un numero sterminato "di soli" di un colore blu chiaro, sconosciuto, s'alzassero e scomparissero in un istante. Li, però, non c'è una nuvola e il sole non ci abbaglia. "Ci siamo, sono fuso! Devo guardare da un'altra parte e non lasciarmi influenzare".Tutto intorno è normale. Un cane annusa la base di un albero. Dò un'occhiata verso l'alto: la danza delle luci continua per parecchio. Rientro nella tenda perplesso. Il terzo giorno facciamo un pic-nic sotto gli alberi e chiacchieriamo animatamente. I figli di Pietro giocano in una vigna. - Venite a vedere! Gira, gira! Il piccolo Michele pesta i piedi vicino a me. Nessuno gli presta attenzione. Mi tira un lembo della maglietta. Esasperato, mi alzo. - Che cosa ti succede? - Guarda, gira!- dice lui. Punta il suo ditino verso la collina. Mi sposto da sotto gli alberi e levo gli occhi alla croce. Il mio primo pensiero è: "allucinazione". L’immensa croce gira su sè stessa. Ho un bel fregarmi gli occhi, guardarmi i sandali, pensare alla mia azienda, toccare una manciata di terra molto dura, la croce gira sempre, sempre più forte, diventa trasparente, sparisce perfino. Tuttavia i miei neuroni hanno l'aria di funzionare perfettamente. Chiamo discretamente Alex, il prof, senza dir niente, senza spaventarlo, con un gesto vago. -Vedi qualcosa Alex? Fa una smorfia e i suoi occhiali fanno un salto fino alla punta del naso. Impossibile, la croce gira!- Zitto! Non dire niente.Chiamò gli altri senza informarli e tutti e sette contempliamo il fenomeno per circa un quarto d'ora, orologio alla mano. La valanga di segni continua. Pietro ha una lunga cicatrice, dovuta alla coltellata che si era dato all'addome dopo la partenza di sua moglie; spesso stiamo a torso nudo nel campeggio. Mi si avvicina a bocca aperta. - Guarda!- La cicatrice è quasi scomparsa. Non ne posso proprio più di tutti questi segni. "No Signore, non posso pregare Maria, recitare le preghiere come una favola ripetuta cento volte. Permetti che assista alle apparizioni nella cappella. So che è riservato ai religiosi, ma tu puoi farlo".
Quella sera attendo presso la porta della cappella. Un francescano fa la guardia;
io prego interiormente. Qualcuno mi tira per la manica: è il frate. Mi
dice qualcosa che non capisco e mi spinge all'interno della cappella. Mi trovo
in prima fila quando arrivano i veggenti. Prego Dio di proteggermi dal maligno:
i veggenti cominciano a pregare l'Ave Maria: osservo con discrezione la gente
immersa in questa preghiera. Poi c'è un gran botto e i veggenti, con
un sincronismo perfetto, cadono in ginocchio a gambe unite. Ho male alle rotule
per loro. Quelli della prima fila posano la mano sulla spalla dei veggenti.
Poso la mia sul braccio di Vicka. Ho letto in un libro che i veggenti in estasi
diventano completamente insensibili al dolore e pesanti come dei massi. Nessuno
mi guarda, pizzico Vicka sempre più forte. Nessuna reazione. Boh, anche
i fachiri si piantano aghi nel corpo! Allora la spingo, dapprima dolcemente,
faremmo davvero una brutta figura se cadessimo tutti e due faccia a terra. Niente...
Mi sistemo bene, seduto sui talloni. Vicka prega "a squadra", in equilibrio
precario, e io la spingo con tutta la forza dei miei 80 chili ed ecco che mi
ritrovo faccia a faccia con il soprannaturale: spingo un blocco di granito e
ho davanti a me un'adolescente. Brivido, qui sta succedendo qualcosa... Faccio
uscire il mio periscopio e capto la pace di questo luogo, talmente reale che
la posso toccare. Chiedo ancora a Dio di proteggermi, forse sto passando vicino
all'essenziale. Per la prima volta nella mia vita, prego la Madonna: "Se
Tu ci sei, se sei nel piano di Dio, mostramelo, fa che ne sia sicuro Levo gli
occhi verso il posto sopra il tavolo che affascina i veggenti: una luce appare,
come un raggio di sole attraverso il vetro, ma dello spessore di un ramo e vedo
questo raggio scendere dolcemente verso di me e penetrare nel mio cuore. Appena
il raggio di luce tocca il mio petto, sento tutte le mie preoccupazioni dissolversi,
svanire. Non ho mai sentito una pienezza cosi profonda, tutto il mio essere
si dissolve in un bagno di dolcezza, d'amore. Non esiste altro che questa tenerezza
avvolgente. Avrei potuto morire li, di puro amore... I miei ricordi ricominciano
sul sentiero vicino alla tenda, Alex mi guarda e dice, corrugando le sopracciglia:
- Cosa ti succede? Si direbbe che il tuo viso splenda di luce!Tre. Ho impiegato
tre mesi a ritornare sulla terra. Tre mesi nei quali tutto era veramente facile:
pregare, amare, morire. Mi ero riconciliato con la Chiesa, con Maria e con me
stesso. Pietro si è convertito ed è diventato responsabile di
un gruppo di giovani cristiani. Gloria a Dio!