GUARIRE DALL'ABORTO
Per le famiglie croate che mi circondano, la nascita di un bambino è
una grandissima gioia. Il bambino è desiderato, accolto, coccolato, portato
fra le braccia, è causa di vera gioia per tutti e un dono di Dio. La
Gospa non poteva conquistare meglio il cuore dei veggenti di Medjugorje che
mostrando loro il Bambino Gesù nelle sue braccia. A Medjugorje l'aborto
non esisteva. L’aborto apparteneva a un altro pianeta così come
la droga, il suicidio o il divorzio. I veggenti erano così innocenti
che la Madonna stessa ha dovuto rivelare loro alcuni aspetti del male all'opera
nel mondo d'oggi, perché ne prendessero coscienza e capissero l'urgenza
estrema della preghiera. Per esempio ha parlato a Marija della massoneria, delle
consacrazioni a Satana, dei progetti segreti per distruggere il Santo Padre,
ecc... ha mostrato in alcune immagini a Jelena diverse scene dell'azione di
Satana e delle distruzioni che opera oggi. E i veggenti cadevano dalle nuvole!
Il destino di Mirjana è stato un po' diverso. I suoi genitori, giovani
sposi, hanno dovuto lasciare Medjugorje per andare a lavorare a Sarajevo. Bisognava
sopravvivere in condizioni più che precarie. Avevano affittato una cameretta
piccolissima, ed è là che Miijana è nata. Ma il proprietario
ha minacciato: "Se avrete ancora un bambino sarete cacciati!" I genitori
dovevano lavorare entrambi per pagare l'affitto e un giorno, dopo otto anni,
hanno potuto prendere una camera più grande. Allora è nato il
fratellino. - Mancavamo di tutto, - mi racconta Mirjana - ero sola in camera
quasi tutto il giorno. I miei genitori si sacrificavano per me. Comperavano
due banane, molto care e me le davano. Perché le mangiassi, mi dicevano:
"Non ci piacciono le banane, che frutto orribile!" Mi nutrivano come
potevano! Ho ricevuto molto amore da parte loro e non ho mai sentito quello
che mancava. Oggi ho un'immensa riconoscenza verso i miei genitori. So che non
esisterei se i miei genitori avessero avuto paura. C'era la minaccia comunista
e nessuna sicurezza. Hanno avuto fiducia in Dio e oggi li ringrazio di avermi
avuto. E guarda poi come la Madonna ha condotto le cose per me... nessuno avrebbe
potuto indovinarlo! Non siamo noi che possiamo decidere la felicità dei
nostri figli! Per studiare, ho dovuto cambiare scuola e questa nuova scuola
è stata una prova durissima perché i miei compagni non conoscevano
Dio e vivevano nel peccato grave. L’aborto e molte altre cose erano molto
comuni e ciò mi faceva soffrire enormemente. Le apparizioni erano incominciate
ma io non avevo il diritto di dirne una parola. Ero sorvegliata, spiata e al
minimo passo falso i miei genitori potevano perdere il lavoro. Una mattina una
compagna mi ha detto: "Oggi vado ad abortire e poi vado al concerto".
Indignata nel vederla mettere sullo stesso piano la morte di un bambino e un
concerto, la mia mano è partita da sola e le ho dato uno schiaffo. -
E quando la Madonna ti è apparsa, ti ha rimproverato? - Non ha fatto
cenno allo schiaffo, mi ha detto che potevo cambiare queste persone soltanto
con il mio esempio e la mia preghiera. Ho capito che non dovevo fare prediche,
nè arrabbiarmi... - E più tardi ti ha parlato dell'aborto come
a Marija e a Vicka? - Si perché le parlavo spesso di quello che vedevo
intorno a me e le chiedevo aiuto. Mi ha detto di non giudicare nessuno ma di
amarli e di pregare perché si riconciliassero con Dio. Mi ha detto anche
che il padre e la madre del bambino abortito avranno molto da soffrire. Ha pianto
molto(i). Ha detto che abortire è un grande peccato perché è
uccidere. Dio perdona tutti i peccati, ma per quello in particolare chiede che
il padre e la madre facciano entrambi una grande penitenza. - E che cosa ha
detto dei bambini abortiti? - Ha detto: "Sono con me." A Medjugorje
molti pellegrini, papà e mamme di bambini abortiti hanno potuto incominciare
un bellissimo cammino di conversione e di guarigione interiore riconciliandosi
con il piccolo esserino che un giorno avevano rifiutato. Invece di dimenticarsene,
incominciano a considerarlo finalmente come una persona umana, vivente in Cielo,
dotata di un cuore e di un'anima e decidono di riconciliarsi con lui. Gli chiedono
perdono dal profondo del cuore e stabiliscono un legame sempre più forte
con lui, come con un membro della famiglia. Gli danno un nome, lo pregano e
pregano per lui. Questa riconciliazione e questa accoglienza nel cerchio familiare
danno origine a grandi grazie per i genitori e anche per gli altri figli. I
celibi coinvolti in questa situazione vivono una analoga espansione del cuore.
Anche se le madri conservano una certa sofferenza, sono nella pace, non sono
più tormentate o torturate dalla perdita del loro bambino: esse lo hanno
deposto nel seno di Maria.