LA MESSA DEL PICCOLO MARIO
Seduta sul bordo del nostro divano a Medjugorje, Rita Delbon piange a calde
lacrime e a mala pena riesce a raccontarmi la sua incredibile Via Crucis. Modesta
e riservata di natura, avrebbe preferito tacere, ma le ho promesso che il suo
racconto avrebbe aiutato altre coppie. Allora, per puro amore, ripercorre ogni
tappa del suo passato. Rita era una solida fiamminga del paesino di Brasschaat
in Belgio, affettuosa, bella e mai malata fino al giorno in cui ha atteso un
bambino. "Il mio primo bambino è nato morto, a otto mesi di gravidanza
- spiega. - Quando l'ho saputo il mio cuore si è lacerato dal dolore,
tanto più che non ho potuto nemmeno vedere la mia bambina che pesava
solo un chilo. Dato che le mie amiche avevano anche loro partorito, vedevo costantemente
foto di lattanti e io non avevo niente, nemmeno una foto, nemmeno un ricordo!
I medici avevano diagnosticato un'insufficienza placentare e molti altri problemi".
L’incubo doveva continuare per lei e ripetersi ancora sei volte: sette
bimbi morti nel seno o alla nascita. Ogni volta nuove cure mediche per tentare
di proteggere queste piccole vite, trattamenti però nocivi alla madre
per i loro effetti secondari, fra l'altro l'aumento di peso. Ogni volta nuovo
colpo affettivo, nuova trafittura per Rita. Poi Rita scopre Medjugorje tramite
la sua amica Anna Maria e decide il pellegrinaggio. Là impara di nuovo
a pregare, cosa che non faceva più dalla prima giovinezza. La sua fede
si rafforza e comincia a vedere Dio come amico, alleato, padre. Nell'intimo
del suo cuore gli chiede un bambino che viva pronunciando queste parole che
tracciano la linea di demarcazione fra la non conversione e la conversione:
"Signore sia fatta la tua volontà e non la mia!". Ritorna a
Medjugorje quattro mesi dopo e Vicka le promette di pregare perché le
sia concesso un bambino. Va a Tihaliana e quel giorno Padre Jozo propone di
benedire tutta l'assemblea. I pellegrini si mettono in fila e ricevono da lui
l'imposizione delle mani sulla testa. Arrivato a Rita, senza sapere niente della
sua sofferenza, il Padre non la benedice come gli altri ma le impone le mani
sul grembo e prega a lungo in silenzio prima di passare al pellegrino successivo.
Quello che Rita non sapeva ancora è che era incinta di quattro settimane.
La gravidanza è stata difficile come le altre ma... il bambino è
nato pieno di vita! Passa un giorno, due, tre, dieci, cinquanta, cento, è
sempre vivo! Rita gli dà il nome di Mario per ringraziare la Madonna.
La sua gioia èindicibile.
Oggi il ragazzino ha 8 anni. Ha appena saputo qui a Medjugorje da quale miracolo
è nato e la ragione del suo nome. Sua madre ci racconta che fin dall'età
di quattro anni, trovandosi solo in camera, passa ore intere a "fare la
messa". Raccoglie alcuni pezzetti di stoffa bianca di sua scelta, qualche
utensile, qualche libro con figure di cui gira le pagine con molta serietà
e pronuncia a mezza voce preghiere inventate, frasi di quello che ricorda dalla
chiesa e formule rimaneggiate, immaginate e arricchite da parole del suo vocabolario
personale. Sarebbe sbagliato dire che gli angeli ascoltano restando seri! Non
si sogna neppure di dimenticare un'elemento importante della messa: la presenza
attiva e orante dell'assemblea; suppone che leoni, giraffe, leopardi diano le
risposte! Non si stufano a sentire una, due o tre omelie delle più morali.
Al momento della Comunione tutto il serraglio è ben allineato davanti
all'altare e il bambino passa religiosamente davanti a ogni bestiolina di peluche,
a ogni soldato romano, a ogni pilota di reattore, per dare la comunione. Sua
madre aggiunge con la tenerezza caratteristica di coloro che hanno molto sofferto:
- Non ho mai capito, perché desse la Comunione ad alcunieadaltrino...!
- Forse pensava che alcuni fedeli non si fossero confessatidatroppo tempo!!
- Rita sorride e aggiunge. - Cosa diventerà questo bambino? Lo affido
ogni giorno a Maria. Suo padre mi ha lasciata, mi ritrovo sola e con poca salute...
- Ma ora, Rita, grazie alla sua testimonianza avrà migliaia di amici
che la sosterranno con la preghiera! - Sa, Sorella, la Madonna di Medjugorje
mi ha condotta a suo figlio Gesù. Mi rendo conto che nella gioia come
nel dolore, posso contare su di loro, mi danno più aiuto di chiunque!