AVEVO UN'ABITUDINE PENOSA
La Gospa è una vera madre: non ha ribrezzo quando si tratta di togliere
dai nostri cuori il marciume che ci inquina segretamente e che, visto dal cielo,
crea certamente gli insopportabili lezzi del peccato che parecchi santi, come
Caterina da Siena, sentivano fisicamente; in alcuni, fino a cadere all'indietro.
Nell'ora della grande luce finale, queste zone vergognose del nostro essere
si riveleranno pienamente... ahi! Tanto vale regolare il conto prima, quando
si èancora in tempo e per questo Maria è la socia perfetta del
prete. Prima di tutto eccelle nel portare allo scoperto, ma da buona terapeuta
non si ferma lì... La testimonianza di Guglielmo non è la peggiore
che abbiamo ricevuto, anzi... Portare un velo sulla testa mi impedisce a volte
di pubblicare il peggio! Ma basta moltiplicare per cinque, dieci o cento la
debolezza nascosta di Guglielmo per capire fino a che grado la "Tutta Pura"
intervenga nelle nostre vite per ridarci la bellezza. Per Guglielmo questa abitudine
si era talmente radicata in lui da diventare un automatismo incosciente. Era
più forte di lui, dal momento che incontrava una donna, posava immediatamente
lo sguardo sul suo petto per analizzarne l'anatomia e valutarne le dimensioni.
Dopo aver sentito a Medjugorie, durante una conferenza nel "boschetto",
che la Gospa visitava la terra ogni giorno esattamente per aiutarci a troncare
il male, un'idea si è fatta strada nella sua mente. Incoraggiato anche
dalla mia personale guarigione, ha chiesto a Maria di aiutarlo e ha deciso di
fare le 24 ore della Gospa. Ha promesso alla Madonna un regalo, uno sforzo,
senza però crederci troppo, mi ha precisato umilmente: rinunciare per
24 ore a questo "tic dello sguardo". Ci è riuscito quasi senza
sforzo e da quel giorno rinnova quell'offerta con gioia... è liberato!
"Siano rese grazie a Dio e alla Gospa" mi ha scritto Guglielmo nella
sua gioia di essere diventato un altro uomo. Poi ha aggiunto questo dettaglio:
"Suora, devo dirle che ho 74 anni."