UNA CONQUISTA NORVEGESE
Denis Nolan racconta: - Faceva un freddo spaventoso quella sera nella città
universitaria di Notre Dame (USA). La mia trasmissione televisiva mensile su
Medjugorje era stata registrata un mese prima in una bella giornata di sole
e avevo invitato i telespettatori a venire con me al Centro Fatima la settimana
seguente per pregare il rosario. Quella sera però è stato impossibile
riunirsi all'interno del Centro. Dovevamo pregare fuori! Tremavo all'idea di
eventuali casi di polmonite dovuti a un lungo stare in ginocchio nella neve,
davanti alla statua della Gospa. Niente ferma i figli di Medjugorje e, gelo
o no, il gruppo di preghiera decide comunque di riunirsi. In quel momento è
arrivata una donna in taxi. Preso dai rimorsi per non aver avvisato la gente
del possibile cattivo tempo, le ho proposto di riportarla in città dopo
la riunione. Ha accettato ben volentieri. Sulla via del ritorno, mi ha raccontato
la sua storia: - Sono sei mesi che mio marito, le mie figlie e io siamo arrivati
a Notre Dame. Veniamo dalla Norvegia. Mio marito fa delle ricerche all'università.
Arrivando sono stata scandalizzata dalle statue della Madonna che ornano il
campus. Pensavo che fossero idolatriche, perfino sacrileghe! Un mese dopo il
nostro arrivo, il 6 ottobre 1991, ho notato alla libreria del campus un libro
la cui copertina rappresentava la Santa Madre di Medjugorje. Colta da un impulso
improvviso, l'ho preso e ho cominciato a leggerlo. Non potevo più smettere.
L’ho comprato e letto d'un fiato, dalla prima all'ultima parola, senza
smettere. Ho letto tutta la notte e la mattina dopo sono andata alla basilica
del Sacro Cuore. Appena ho messo il naso dentro, ho sentito il prete che parlava
del rosario. Ho avuto l'intima convinzione che tutto quello che avevo appena
letto su Medjugorje fosse vero! Mi sono precipitata alla casa del prete e ho
bussato. Mi ha aperto il superiore. Ho cercato di spiegargli tutto quello di
cui era colmo il mio cuore ma temo che il mio racconto affannoso e la mia veemenza
abbiano letteralmente terrorizzato il sant'uomo. Alla fine, quando ha capito
che cosa stessi dicendo, mi ha chiesto: "Ma lei cosa vuole? Vuole diventare
cattolica?" Il mio "SI!" è stato immediato. Gurti Blomberg
è entrata nella Chiesa cattolica a Pasqua, l'anno successivo. Il suo
zelo nel servire la Gospa e non diffondere i messaggi di Medjugorje è
infaticabile. Ha scritto alla stampa cattolica norvegese per rimproverarla di
non aver scritto una sola riga su Medjugorje. Ha persino inviato loro la sua
testimonianza perché la pubblicassero! L’hanno vista che trasportava
in bicicletta un videoregistratore al solo scopo di condividere con la famiglia
la proiezione di una videocassetta su Medjugorje! Gurti ora è rientrata
in Norvegia e dichiara apertamente lo scopo della sua vita: convertire il suo
paese al cattolicesimo. Canta nel coro della sua parrocchia e, tutti i venerdì,
un gruppetto si riunisce con il parroco per pregare il rosario. Là dove
sta Gurti, testimonia le meraviglie della Gospa, il che non è sempre
facile, dato che gran parte della sua parentela è anti cattolica. Le
cose vanno avanti bene e la sua fiducia ottiene dal cielo miracoli su miracoli"
.