FERMATE LE MALDICENZE!
Un villaggio, presso Bzovik, Slovacchia, durante un'estate torrida. Il piccolo
Palko non crede ai suoi occhi! Sta tornando dalle praterie dove ha badato al
gregge con suo fratello Jozko quando scorge da lontano un immenso braciere.
Il flioco ha incendiato il suo villaggio! Le case bruciano come paglia, una
dopo l'altra... perfino la sua casa è in fiamme! Il piccolo non ha che
6 anni ma capisce la situazione in un baleno: non c'è già da mangiare
tutti i giorni anche se si lavora duramente nei campi, ci mancava anche questo
incendio... Oh, Gesù aiutaci! Che cosa succederà? Il cuore di
Palko sanguina e prega. Non ha però previsto il peggio del peggio. L'incendio
non è dovuto al caso ma alla malizia di alcuni bambini, che hanno giocato
con il flioco presso la casa di Palko. Il padre di questi bambini lo sa e, preso
dal panico davanti all'enormità del disastro, afferma ai quattro venti
che conosce il "criminale", cioè il piccolo Palko. Questa calunnia
avrebbe potuto essere distrutta sul nascere se fosse stata condotta seriamente
una semplice inchiesta, ma non se ne è fatto niente. La fragile voce
di questo minuscolo pastore è stata presto messa a tacere dalle grosse
voci degli adulti e non si è tenuto conto del suo povero alibi. Come
un solo uomo gli abitanti del villaggio si sono affrettati a propagare la notizia
senza che la preoccupazione di verificarla li sfiorasse minimamente. Era appena
incominciato un lungo calvario che sarebbe durato 7 anni. La madre del piccolo
Palko sapeva che suo figlio era innocente. Anni dopo, prima di morire, gli ricorderà
l'osservazione che lui aveva fatto quando la sua famiglia era stata messa al
bando dal villaggio, mostrata a dito e distrutta dal dolore: "Anche se
la gente crede che io abbia fatto questo ed è arrabbiata con me, Gesù
non è in collera con me perché Lui sa bene che non sono stato
io... vero mamma?" Questa donna molto pia ha sofferto infinitamente di
più per l'ingiusta persecuzione subita dai suoi, che per la perdita di
tutti i beni. Ma un giorno il curato del villaggio viene chiamato in una capanna.
Un padre di famiglia sta morendo, tormentato atrocemente nella sua coscienza.
Confessa dunque un vecchio peccato, un ascesso purulento, conficcato da lungo
tempo nel suo cuore e che aveva, giorno dopo giorno, rovinato la sua pace. Il
prete si affretta a dargli l'assoluzione e a ristabilire in quel modo lo stato
di grazia di questo povero fra i più poveri, troppo a lungo privato dell'essenziale
vitale, la pace, a causa della sua vigliaccheria... Resta però incerto,
infatti il male continuerà la sua distruzione se non si farà luce
su quell'episodio. - Gesù ti ha perdonato tutto, ma ora devi dire pubblicamente
quello che hai confessato, perché un innocente è stato accusato
e tutta la famiglia ne soffre tremendamente. Ti servirà di penitenza.
- L'uomo riunisce allora il villaggio e confessa la sua falsa testimonianza,
la sua vigliaccheria. "Confesso che gli autori dell'incendio siamo noi,
sono i miei figli... Io ho inventato tutto... Il piccolo Palko è innocente..."
Ognuno riparte pensoso, in lacrime, mentre l'uomo rende l'anima a Dio, rivestita dello splendido mantello dell'infinita misericordia. Questo episodio è avvenuto nel 1927-1934 e il piccolo Palko, flituro Vescovo Paolo Hnilica, che continua ancora oggi a pascere le sue pecore, ma le sue praterie slovacche si sono estese a tutto il blocco dell'Est e cerca anime per mettervi il tuoco! Questo è un esempio, fra centomila, in cui sarebbe stato così facile bloccare il male alla radice, fin dal primo giorno. Ci può sempre essere una calunnia, ma perché trova così spesso sia tanti propagatori che persone disposte ad ascoltarli? Nella mia comunità abbiamo una regola d'oro, senza la quale il maligno avrebbe potuto distruggerci da tanto tempo, perché per lui, seminare la zizzania è un gioco da bambini. Questa regola consiste nel non accettare mai per oro colato, e ancor meno riferirla, un'informazione negativa su qualcuno, senza avere prima interrogato la persona stessa. Nel 90% dei casi si constata che la situazione è stata deformata o raccontata in modo incompleto e ci si felicita di essere arrivati direttamente alla fonte. Il "padre della menzogna" che è anche l'Accusatore dei fratelli, non sopporta i chiarimenti, perché ha bisogno delle tenebre per lavorare. Un semplice dialogo fraterno, ben preparato nella pace della preghiera, basta spesso a far crollare la sua sinistra impalcatura come un castello di carte! La cosa più commovente è quando la persona criticata ha veramente commesso un errore, lo confessa in lacrime e spiega umilmente la sua debolezza sollecitando l'aiuto della nostra preghiera. Chi siamo noi allora per andare a frugare nei vecchi sacchi della pattumiera e far uscire quello che Gesù stesso ha purificato con il suo Sangue e perfino dimenticato? Ricordiamoci di quel famoso episodio in cui, durante un'apparizione, i veggenti avevano condotto a turno la gente del villaggio alla Gospa, perché potesse toccarla, e alcuni avevano macchiato la sua veste, a causa dei loro peccati. Marija ha precisato questo dettaglio molto significativo: "Quando noi (i veggenti) notavamo che questa o quella persona lasciava una macchia sulla veste della Gospa eravamo tùriosi! Nella nostra collera dicevamo: 'Cosa !? Ha fatto questo lui !? Me ne ricorderò!' Ma subito dopo l'apparizione, poiché il nostro ruolo era terminato, non avevamo più alcun ricordo del male; impossibile ricordare chi avesse provocato le macchie! Quel giorno la Gospa ci ha dato una grande lezione..."
La Chiesa ha sempre considerato il segreto della confessione come sacro. Ma
anche per i laici il silenzio sulle colpe degli altri è raccomandato.
Mantenere il ricordo del màle èun peccato subdolo, di cui la Madonna
vuole liberarci, perché lì si radicano la maldicenza e la calunnia.
Il 12 aprile 1984 quando la "guerra dei pettegolezzi" rischiava di
distruggere la sua opera nel villaggio di Medjugorje, Maria ha dato questo messaggio:
"Cari figli vi supplico di fermare le maldicenze e di pregare per l'unità
della parrocchia perché mio Figlio ed io abbiamo un progetto speciale
per questa parrocchia... Un mio amico, prete a Parigi, ha avuto la grazia di
incontrare spesso Marta Robin. Un giorno lei l'ha supplicato di predicare instancabili
mente la misericordia di Dio e di accogliere i péccatori con particolare
bontà. Poi gli ha raccontato l'episodio della donna adultera (Giovanni
8,1) come l'aveva visto, perché nelle sue estasi assisteva a volte ad
alcune scene della vita di Gesù. Ecco la sintesi di quello che lui mi
ha raccontato: "Di fronte alle accuse degli scribi e dei farisei contro
questa donna Gesù stava in silenzio. Sembrava ignorarli e teneva lo sguardo
fisso a terra. Non guardare neppure la donna, messa ben in vista per sua vergogna.
Poi si è messo a scrivere per terra con il dito. Innervositi dal silenzio
di Gesù e incuriositi nel vederlo tracciare segni, alcuni si sono fatti
coraggio e si sono avvicinati a Lui. Che cosa stava scrivendo? Il primo dei
farisei, arrivato vicino a lui, ha scoperto con stupore che Gesù conosceva
i suoi peccati più segreti che erano scritti a grandi lettere per terra!
Confuso e spaventato ha guardato Gesù che poteva con una sola parola
distruggerlo davanti agli altri. Ma al contrario, con grande bontà e
umile maestà, il Salvatore ha cancellato con la mano il peccato dell'uomo.
Finito! Sparito! L'uomo ha letto il perdono negli occhi di Gesù ed è
ripartito in silenzio. Poi si è avvicinato un altro, che non poteva evidentemente
conoscere i torti del primo. Gesù ha scritto allora il peccato del secondo
che, dopo aver letto, se ne è andato anche lui sconvolto. Tutti si sono
avvicendati in questo modo presso Gesù. Così gli accusatori della
donna contusi fino in fondo all'anima, ma rispettati nella loro intimità,
hanno abbandonato la scena uno dopo l'altro. La maldicenza e le intenzioni perverse,
sono state lasciate sul posto, insieme alle pietre destinate alla peccatrice.
"La più grande gioia dell'Agnello di Dio è di cancellare
il peccato dal mondo!" A Cana Gesù ha cambiato l'acqua in vino,
ma non è forse cosa ancora più grande assorbire il nostro aceto,
con l'aggiunta dei nostri veleni e delle nostre amarezze, come Lui ha fatto
sulla Croce, per lasciar sgorgare il Sangue del suo Cuore? E Lui sogna di fare
questo miracolo ogni giorno per noi, purché accettiamo di abbandonargli
i veleni che stanno ancora in noi e che uccidono l'amore. Chi sa se c'e piu
gioia in cielo per un solo calunniatore pentito che per 99 prostitute che non
hanno.... sì, sì! che hanno bisogno anch'esse di pentimento! Perché
per prenderci con Lui nel suo Regno, Gesù ha preparato una sola porta
per tutti, i veri peccatori così come i falsi giusti, quella della sua
divina, regale, insondabile misericordia.