La messa in rete, di questo libro, per la maggior conoscenza della presenza tra noi della Madonna e soprattutto a Medjugorje, e dei messaggi che dà a tutto il mondo. Per la salvezza delle anime e per la maggior gloria di Dio.

MEDJUGORJE GLI ANNI 90

BREVI CENNI SULL'EVENTO MEDJUGORJE.

Nel cuore dell'Erzegovina, nell'exJugoslavia, c'è un paesino croato di mille anime, annidato ai piedi di due colline, Krizevac e Podbrdo, da cui deriva il nome di Medjugorje che significa "fra i monti". Una popolazione esclusivamente contadina che riesce a sopravvivere in qualche modo con il duro lavoro della coltivazione del tabacco e della vite. Una situazione politica opprimente, perché la milizia comunista è onnipresente. Una parrocchia francescana animata da un parroco zelante, Padre Jozo Zovko. Il 24 giugno 1981, festa di S. Giovanni Battista, il Precursore, accade un fatto che avrebbe sconvolto la vita del villaggio: alcuni adolescenti vedono una figura femminile luminosa sul sentierino che costeggia il Podbrdo. La Signora ha un bambino fra le braccia. Il 25 giugno ritorna e si presenta: "Sono la Beata Vergine Maria". Il gruppo dei sei veggenti si forma definitivamente con Marija Pavlovic, Vicka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Ivanka Ivankovic, Ivan Dragicevic e Jakov Colo. La Gospa (nome croato di Nostra Signora) ritornerà ogni giorno, dando ai ragazzi messaggi per loro stessi, per la parrocchia e per il mondo: messaggi di pace, di conversione, d'amore, per riportare al Cuore di Dio l'umanità che cammina lontano da Lui, nelle tenebre. Dal 1987, questi messaggi hanno cadenza mensile. La Gospa dà anche ad ogni veggente dei segreti che saranno rivelati nell'ora stabilita da Lei, per mezzo di un prete scelto dal veggente. Padre Jozo crede quasi subito alle apparizioni della Madonna perché lui stesso la vede un giorno in chiesa. Ma il vescovo di Mostar, Mons. Zanic, che in un primo tempo era d'accordo, dichiara che si tratta di una montatura dei francescani. Si crea uno strappo che dura ancora. Nel 1986, Mons. Zanic consegna al Cardinal Ratzinger un rapporto negativo sulle apparizioni, ma questo gli toglie il dossier e affida l'inchiesta a una nuova Commissione, formata da vescovi jugoslavi, sotto la presidenza di Mons. Komarica (Banja Luka). Questa Commissione è aperta, i suoi lavori non sono ancora terminati. Nell'aprile 1991 si accetta ufficialmente Medjugotje come luogo di preghiera e si autorizza il culto: sono permessi i pellegrinaggi privati. Il 21 agosto 1996, il Dott. Navarro Valls, portavoce della Santa Sede, chiarisce la posizione di Roma: "Ogni persona può dunque andarci se vuole. Quando i fedeli cattolici vanno da qualche parte, hanno diritto a un'assistenza spirituale. Quindi la Chiesa non vieta ai preti di accompagnare i viaggi a Medjugotje organizzati da laici. (vedere nota nel flash back agosto 96) Dal 25 giugno 1981 più di 22 milioni di pellegrini sono venuti a pregare e a convertirsi a Medjugorje, facendo di questo luogo uno dei santuari più visitati del mondo.

PREFAZIONE

Questa sera il sentiero sassoso, che scende dalla collina, assomiglia a un fiume di luce che trascina mille lumini tremolanti, sotto il cielo estivo. E' quasi mezzanotte, l'apparizione della "Gospa" sul Podbrdo è appena finita e migliaia di pellegrini confluiscono verso la grande pianura di Medjugotje, dove ritroveranno i loro alloggi. Nel groviglio quasi inestricabile di taxi, autobus e macchine di tutti i tipi, il grido di un bambino si alza tra la folla. Il piccolo non ha ancora tre anni, e strilla. I suoi genitori sono stupiti. Era andato tutto bene, fino al momento in cui lui si era reso conto che tutto era finito, che doveva andare a dormire. Rifiuta di entrare nel taxi e grosse lacrime di dolore bagnano le sue guance. E' tardi caro! Dobbiamo tornare! gli dice sua madre. Non voglio! supplica lui, opponendosi con tutte le sue forze. Ma perché non vuoi, non possiamo lasciarti qui da solo... Ma il dolore del piccolo aumenta sempre più e non trova nemmeno le parole per esprimerlo. I genitori, non capendoci più niente, decidono di usare la dolcezza. Ascolta, tesoro, se non vuoi tornare a dormire, cosa vuoi fare? Voglio tornare là. Ma ritornare dove, caro? Lassù. Lassù sulla collina? perché? Tutto è finito. Voglio rivederla! Voglio rivederla! Rivedere chi? La signora! Quella notte fu lunga per quel piccolissimo francese che visse la prima notte spirituale della sua vita. Aver visto e non vedere più... ma il suo inconsolabile dolore parla più chiaro di tutti i libri su Medjugorje! Medjugorje è un luogo dove i cuori cominciano a infiammarsi perché il cielo si apre ogni giorno, e il grande dono del cielo è il fuoco dell'Amore. Maria ne è il calice traboccante. Non esistono parole per esprimerlo. Era necessario un nuovo libro su Medjugorje? Nè Vicka, nè Jakov; nè Mirjana credono molto ai libri, perché dovrei crederci io? Gesù non ha scritto niente, se non qualche parola per terra, per essere certo che si sarebbe cancellata... Non credo affatto ai libri su Medjugorje, credo alle missioni dello Spirito Santo. Non credo affatto alle trasmissioni televisive sui veggenti, credo al cuore di Maria e al piano d'amore che ha ideato per riportare al Padre tutti i suoi figli, a modo suo, sempre sconvolgente. Per cambiare il mondo, non credo affatto alle interviste da prima pagina sui giornali, credo piuttosto a quelli che tacciono e che, all'insaputa degli uomini, amano Dio fino a rassomigliargli. Credo ai bambini che sono troppo piccoli per parlare ma che, grazie alla loro innocenza e alle loro sofferenze segrete, sostengono il mondo. "La preghiera del cuore non si impara sui libri" dice la Madonna a Medjugorje, "non la si impara studiando: si impara vivendola". La concretezza dell'Incarnazione è uno dei tratti più entusiasmanti della personalità della Santa Madre. Una vera mamma ebrea! Premesso questo, spero di non sconvolgere nessuno confessando semplicemente che la Madonna mi ba chiamato a scrivere questo libro con un'insistenza che non ho potuto soffocare. Ho resistito mesi, cercando di commuoverla: "Guarda per quante ore potrei pregare secondo le tue intenzioni invece di sporcare della carta..." Non è servito a niente; la sua richiesta continua, molto dolce e molto ferma bussava senza sosta al mio cuore così che... ecco, avete il libro fra le mani! I messaggi che Maria dà a Medjugorje, dobbiamo trasmetterli con tutti i mezzi; il suo desiderio è che raggiungano tutti i suoi figli nel mondo intero e noi ne siamo ancora ben lontani. Avrebbe voluto una nuova raccolta dei suoi messaggi? Ma queste raccolte di messaggi, uno di seguito all'altro, sono un po' fredde. Avrebbe voluto dei commenti nuovi dei messaggi? Molte riviste ne pubblicano e certi sono eccellenti. perché aggiungerne altri? No, quello che la "Gospa" desiderava da me era di far conoscere un matrimonio due cose che Dio ha unito e l'uomo non può separare la parola che viene dall 'Alto e l'azione trasformante di questa parola nel cuore umano. perché se la "Gospa" ci parla ogni mese, questa parola non fa che accompagnare e chiarire la sua azione, il suo lavoro prodigioso nei cuori e nella vita dei suoi figli. Lei parla e nello stesso tempo agisce. Dovevo fare il lavoro di un piccolo scriba che non trasmette solo i messaggi, ma capta anche le testimonianze più commoventi di ciò che Maria fa qui. Nel Vangelo non abbiamo una lista delle parole di Gesù ma tutto il contesto nel quale si sono incarnate le parole. Grazie ai testimoni, noi vediamo vivere Gesù, lo seguiamo sulla montagna, nella barca di Zebedeo, conosciamo le diversità di chi lo circonda, gustiamo la personalità di Pietro o l'amore di Maria di Magdala, siamo rassicurati dagli errori del tale o del tal'altro apostolo. Anche a Medjugorje la Madonna ha scelto un contesto umano particolare per dare i suoi messaggi, portarli e viverli. Entrare in questa prospettiva è necessario per comprendere i messaggi col cuore ed incontrare colei che viene ogni giorno con il suo corpo, il suo sorriso e le sue lacrime, per vedere e toccare dei figli reali, croati, contadini, normali e toccare anche noi attraverso loro, nella nostra realtà umana, con le nostre gioie e i nostri guai quotidiani. Ogni messaggio mensile è seguito da una storia. Le più belle testimonianze sono sicuramente le più umili, quelle di centinaia di pellegrini che ci scrivono: "Non ho visto nè sentito niente di straordinario quando ero là, ma una volta a casa ho cominciato a pregare, ad amare, a mettere Dio al primo posto. Ora gusto una gioia profonda, la mia vita non sarà più la stessa..." Ho soprattutto descritto altre esperienze, più spettacolari, perché sono di esempio e illustrano i mille modi d'agire di nostra Madre, che utilizza l'elettronica con la stessa facilità con cui utilizza gli astri del cielo o il dispiacere di un bambino per mostrarci il suo amore. Questi racconti paralleli non sono sempre in ordine cronologico ma piuttosto come dei tocchi di un impressionista che ci infondono amore e ammirazione per questa donna prodigiosa che si chiama Maria di Nazareth, Maria di Medjugorje. Questo libro copre (e continuerà a coprire, se Dio vorrà!) gli anni '90, perché io sono arrivata nel paese nel dicembre '89. Mi hanno chiesto: "Il trionfo del cuore, va bene, ma il cuore di chi?" Si tratta naturalmente del cuore di Maria, del suo Cuore Immacolato che qui, più che altrove, marcia di vittoria in vittoria, perché fra tutti i paesi del mondo, Medjugorje è come il tallone di Maria che schiaccia la testa al serpente in questi nostri tempi. Si tratta anche del Cuore di Gesù, l'unica sorgente e l'unico fine delle vittorie di Maria. Infine si tratta dei nostri cuori di peccatori e del tuo cuore che leggi questo libro, perché non c'è ombra, miseria o segreta disperazione che la Regina della Pace non voglia toccare oggi in te, affinché sull'esempio di Francesco, Karina e Colette..., citati nel libro, anche tu possa conoscere nell'intimo che la potenza dell'amore trionfa su tutto, in ogni situazione, se apri il tuo cuore.

Suor Emmanuel, Bijakovici 18 Novembre 1996