Medjugorje oggi: Chi… cosa… quando…
Tratto dall'Eco di Maria nr.169
Con l’arrivo della primavera e del tempo quaresimale è come se Medjugorje si fosse
risvegliata dal sonno invernale. Questo mutamento è visibile non solo nella natura, con
testimoniano i primi bucaneve, i ciclamini e i narcisi che spuntano dalla terra, o come ci
ricorda il garrito delle prime rondini che ritornano a loro nidi… Il risveglio di Medjugorje
più che altro si avverte nella vivacità, nel numero e nella varietà dei pellegrini che fanno
del Santuario della Regina della Pace il centro mondiale della spiritualità cattolica.
Il programma in parrocchia
Durante il programma di preghiera serale organizzato nella parrocchia di S. Giacomo, la
chiesa è gremita di fedeli provenienti dalle nazioni più lontane, tanto che spesso è
impossibile trovare posto. Tali disagi, così come la non conoscenza delle lingue e le
differenze culturali, si superano molto velocemente grazie alla presenza di Maria,
particolarmente forte e percettibile. In poco tempo si instaura un clima di comunione e di
unità tale che tutti si sentono fratelli e sorelle, figli di un’unica Madre, appartenenti alla
stessa famiglia: la Chiesa. Il programma di preghiera è molto ben organizzato. Oltre alla
recita dei misteri gaudiosi e dolorosi del Santo Rosario prima della Messa, si pregano i 7
Padrenostro, Avemaria, Gloria al Padre, insieme alla terza parte del Rosario, cioè ai
misteri gloriosi. Ogni mercoledì, giovedì e sabato, dopo la celebrazione eucaristica, i
pellegrini possono partecipare all’adorazione al Santissimo Sacramento dell’altare, così
come ogni venerdì, all’adorazione alla Croce. Tutti questi punti di preghiera sono
accompagnati dalle riflessioni e dalle preghiere dei sacerdoti francescani, che vengono
ben tradotte simultaneamente in 5 lingue.
Le Comunità
Nella parrocchia, a secondo del tempo liturgico, si danno vita a molte originali iniziative.
Una di queste è l’animazione dell’adorazione serale da parte del coro, che è
principalmente composto dai membri delle Comunità nate a Medjugorje e che qui prestano
servizio. Come frutto di questa partecipazione comunitaria alle attività della parrocchia, lo
scorso anno è nata l’idea di far animare alle Comunità il programma delle festività
natalizie. Detto fatto! La liturgia è risultata davvero splendida, grazie anche all’intervento
del consistente coro polifonico accompagnato dal suono di violini, di flauti e di altri
strumenti. In quell’occasione le Comunità, oltre al loro impegno a vivere il proprio
carisma personale, hanno ritrovato nuovi stimoli per il loro servizio comune. Da qui è nata
l’esigenza di una maggiore coesione, favorita da più frequenti momenti di preghiera e di
scambio reciproco. Uno di questi si è avuto in occasione festa della Presentazione di Gesù
al tempio, che la Chiesa particolarmente festeggia come "Giorno dei consacrati". Quasi
tutti i membri delle Comunità presenti a Medjugorje si sono ritrovati nella Casa di preghiera
della Comunità "Kraljice Mira". Dopo la preghiera corale, un rappresentante per ogni
comunità ha presentato agli altri la propria famiglia spirituale: la storia, le attività, il
carisma. Poi, durante il rinfresco, si è avuta l’opportunità di conoscersi personalmente e di
festeggiare con canti e danze questo bel momento di comunione, che ha lasciato in tutti la
gioia e il desiderio di proseguire il cammino intercomunitario.
I volontari
A quanto pare a Medjugorje sta nascendo ancora un’altra realtà: l’associazione dei volontari.
Con la loro venuta a Medjugorje molti pellegrini, dopo essersi convertiti, hanno avvertito
l’esigenza di mettersi in un certo qual modo a disposizione, per donare se stessi a Maria.
Qualcuno, dopo questo tipo di esperienza, ha intrapreso la strada del sacerdozio o della
vita religiosa. Altri, dopo aver fatto ritorno nella propria parrocchia, sono divenuti
promotori di incontri o guide di gruppi di preghiera. Altri invece, quelli che maggiormente
ci interessano in questo contesto, sono rimasti a Medjugorje, non a motivo di indecisione o di
non accettazione della vita, e neppure per un tentativo di fuga dalla realtà, bensì come laici
che hanno trovato il proprio posto in parrocchia come volontari. Molte persone, infatti,
nutrono segretamente il desiderio di rimanere un paio di mesi nel Santuario e ringraziare
così la Vergine per le grazie ricevute. Ci auguriamo che l’associazione dei volontari possa
presto trovare una precisa collocazione all’interno della parrocchia di S. Giacomo e
aiutare in questo modo quelle persone che vorrebbero mettere a disposizione del Santuario
le proprie conoscenze e capacità, a maggior gloria della Regina della Pace. Quello che
abbiamo appena esposto esprime solo alcuni aspetti del bene che gli uomini operano in
modo concreto a Medjugorje Una cosa però è certa: al Santuario Regina della Pace la Chiesa e
il mondo rinascono!
Nenad Palic