RITORNATE AL FERVORE PRIMITIVO - LA VIA DELL’ABBANDONO
di Giuseppe Ferraro
Tratto dall'Eco di Maria nr.168
La Regina della Pace non è apparsa a Medjugorje per comunicare al mondo inedite
rivelazioni, né per compiere segni prodigiosi od annunciare sensazionali novità teologiche,
ma per condurci molto concretamente, come avvenne per il discepolo prediletto affidatole
ai piedi della Croce, a "vedere con i nostri occhi, a contemplare ed a toccare" (1Gv.1-2),
con i sensi dell’anima, il "Verbo della vita", che "era presso il Padre" (Ibid.). Il Verbo che
si è fatto visibile a noi in quel Gesù di Nazareth, Figlio dell’Altissimo, che Lei ha generato
al mondo "nella pienezza del tempo" e che ancor oggi ardentemente desidera rigenerare
nelle anime dei suoi figli. Sì! Perché è soltanto a partire dalla contemplazione del Volto del
Figlio, sofferente e glorificato; a partire dall’esperienza dell’ineffabile mistero di Cristo -
che con totale libertà e filiale confidenza si abbandona all’amore tenero del Padre nel suo
cammino pasquale di umiliazione e di gloria - che è possibile accogliere il fiume di vita
nuova e di sfolgorante luce divina che irrompe nel mondo in Cristo Gesù, crocifisso dagli
uomini ma eternamente glorificato da Dio.
Per questo la Madonna pone al centro del suo messaggio il fondamentale passaggio
spirituale dell’abbandono, condizione essenziale e necessaria per poter entrare in
comunione con la Vita del Padre. È questa infatti l’unica offerta gradita a Dio, "che da
voi non desidera nulla, soltanto il vostro abbandono" (Mess. 25.05.1989). Questa è l’unica
via spirituale che ci coinvolge pienamente nell’offerta pasquale di Cristo, che distrugge
radicalmente, mediante l’obbedienza della fede, il veleno del peccato d’origine,
subdolamente annidato nelle fibre più profonde e segrete del nostro cuore, figlio della
ribellione e della colpevole sfiducia nella paternità provvidente di Dio. Di qui nasce la
radice velenosa all’origine di ogni peccato e di ogni "lutto e affanno" che travaglia
l’umanità e l’intera creazione, generando continuamente nei cuori degli uomini inguaribili
ferite spirituali e laceranti inquietudini esistenziali, disperazione ed abissi di tenebra nelle
anime, mali da cui Maria, per un mistero di grazia che scaturisce dal cuore di Dio "ricco di
misericordia", oggi vuole definitivamente liberare i suoi figli.
Il percorso di grazia che la Madonna ci propone passa attraverso la via
dell’abbandono incondizionato a Dio attraverso il Suo Cuore Immacolato, che
esprime quella stessa fede di Abramo che gli "fu computata come giustizia" (Rm 4,3) e da
cui non per caso ebbe storicamente inizio l’opera della salvezza del mondo. Il cammino
dell’abbandono spirituale ci fa sicuramente incontrare l’albero della vita e la luce di nuovi
cieli e terra nuova, ma deve passare attraverso un radicale spogliamento interiore e
attraverso la rinuncia ad ogni dipendenza dal variegato "pantheon" di idoli che ingombrano
i cuori degli uomini del nostro tempo, dal quale si diparte una fitta trama di attaccamenti
illusori e di false sicurezze mondane, che oscurano la fede e aprono pericolosi spazi
all’azione del padre della menzogna: "Cari figli! Vi invito all’abbandono in Dio. In questo
tempo (Quaresima) desidero specialmente che rinunciate a quelle cose cui siete attaccati e
che danneggiano la vostra vita spirituale" (Mess. 25.02.1990)
L’autentico spogliamento spirituale non può tuttavia realizzarsi senza una radicale
decisione per Dio, un "sì" incondizionato offerto al Padre per mezzo del Cuore
Immacolato di Maria, continuamente rinnovato con Lei e attraverso di Lei nella
concretezza delle quotidiane vicende personali, specialmente nelle piccole e grandi prove
che il Signore dispone sapientemente sul nostro cammino, per farci crescere
nell’abbandono e renderci progressivamente veri strumenti del suo amore sacrificato
per la salvezza del mondo. Solo così diventeremo sempre più partecipi della piena vittoria
dell’Immacolata su ogni insidia del principe delle tenebre: "Perciò figlioli decidetevi
completamente per Dio e non permettete a satana di entrare nella vostra vita attraverso
quelle cose che danneggiano voi e la vostra vita spirituale" (Ibid.).
Questa decisione incondizionata per Dio è tuttavia il frutto di una luce di grazia
donata dall’alto, che non può nascere che da una preghiera perseverante e profonda del
cuore, che si esprime in un contatto vivo ed incessante dell’anima con il mistero della
presenza della vita di Dio in noi e nell’universo, nella nostra storia personale e nella
comunione con i fratelli: "Figlioli Dio vi si offre in pienezza e voi potrete scoprirlo e
conoscerlo solo nella preghiera. Perciò decidetevi per la preghiera" (Mess. 25.02.1990).
In tal modo si cominceranno a percepire sempre più nitidamente i segni della immancabile
risposta di Dio, i bagliori di una pienezza di vita nuova apportatrice di "quella grande gioia
e pace che solo Dio dona" (Mess. 25.03.1989).