Madre della vita per l’intera creazione - Eco di Maria nr.177
La Regina della Pace nei suoi messaggi
si rivolge a noi chiamandoci costantemente
“cari figli”, quasi un accorato
appello ai nostri cuori distratti a
coinvolgersi più profondamente
nel dono ineffabile della sua
maternità divina. In molte occasioni
la Madonna ci invita insistentemente,
con toccante
passione materna, ad un più autentico
e consapevole rapporto
filiale: “Come sono contenta
quando mi dite: “Madre mia!”.
Come sarebbe bello se io potessi
essere la vostra vera madre e
voi i miei figli” (Mess.
25.10.1985).
“Cari figli! Io desidero che voi capiate che
io sono vostra madre e che desidero aiutarvi…”
(Mess. 25.08.1993); “Adesso, proprio
adesso dovete essere i miei bambini! Non
domani o dopodomani, ma adesso! Se avete
difficoltà datele a me, perché io sono vostra
madre e vi aspetto sempre e vi amo…”
(Mess. 15.12.1985); “E da quanto tempo
non incontrate me come madre! In questi
giorni meditate su questo e decidetevi a
cambiare qualcosa.” (Mess. 28.07.1985).
Ma per quale ragione Maria chiede
così pressantemente di accogliere la sua
presenza viva di Madre nella nostra vita,
quasi un sigillo decisivo capace di segnare
per sempre la nostra più vera identità e missione
spirituale?
La risposta ci pare tocchi il nucleo profondo
del significato della presenza di
Maria nel mondo in questo tempo. Essa infatti
s’iscrive nel grande disegno salvifico
del Padre di rigenerare le membra del
Corpo Mistico di Cristo, di ciascuno di noi
e di tutta la Chiesa sua Sposa che, oggi
come non mai, è chiamata a divenire “immacolata,
senza macchia e senza ruga” (Ef
5,27), finalmente pronta per le nozze eterne
con il suo Signore.
Questo si realizza necessariamente attraverso
quella stessa Madre del suo Figlio
divino che Lei, vera ed unica “Theotokos”,
ha partorito nel tempo e che oggi è di nuovo
chiamata a rigenerare nelle anime degli
uomini e in tutta la creazione. Infatti, come
proclama la Chiesa: “questa maternità di
Maria nell’economia della grazia perdura
senza soste …fino al perpetuo coronamento
di tutti gli eletti” (Lumen Gentium, 62).
La “maternità nuova” di Maria è
stato infatti per Lei il dono più prezioso
scaturito dal Cuore di Dio, un dono inscindibilmente
associato ad un’eccelsa missione
salvifica e regale che, come ogni vera
madre, Lei desidera ardentemente condividere
con i suoi figli, in special modo con
quelli che Lei stessa ha chiamato a servire
più da vicino i progetti di salvezza affidatigli
dall’Altissimo in questo tempo. È questo
infatti un dono che “nasce dall’intimo
del mistero pasquale del Redentore del
mondo” (Redemptoris Mater N° 44), e che
passa obbligatoriamente attraverso una
qualità di abbandono illimitato e di offerta
incondizionata della vita a Dio che solo a
Lei tra tutte le creature fu dato di realizzare.
Per questo Lei rappresenta per sempre
l’unica via immacolata attraverso cui si comunica
e viene partecipato ai figli il dono
ineffabile della maternità divina. Perciò la
Regina della Pace non cessa di chiamarci ad
accoglierla nella verità profonda del cuore
come nostra vera madre. Lei infatti ci vuole
immettere in uno speciale spazio di comunione
con il suo Cuore Immacolato:
“Lasciatemi essere il vostro legame con Dio
e con la vita eterna” (Mess. 02.02.1990). In
un legame di unione totale dei cuori che, appunto,
si compie nel modo più perfetto nella
relazione Madrefiglio, elevata e trasfigurata
nell’ordine della grazia.
Solo accettando, come Lei ci chiede nei
messaggi, di consegnarle incondizionatamente
il nostro cuore “Lasciatemelo fare!
Vi dico di nuovo: aprite i vostri cuori!
Lasciate che io vi guidi! La mia strada
porta a Dio” (Mess. 18.03.1994), “Come
madre vi prego, aprite il vostro cuore, offritelo
a me” (Mess. 18.03.2002), “Io sono
vostra madre e desidero che i vostri cuori
siano simili al mio Cuore”(Mess.
25.11.1994) permettendole di modellarlo
ad immagine del suo Cuore Immacolato,
Lei potrà renderci suoi veri “cari figli”.
Figli pienamente partecipi della sua immacolatezza
e della sua “ardente carità intesa
ad operare in unione con Cristo la restaurazione
della vita sopranaturale nelle
anime”. Solo così l’amore puro di Dio potrà
liberamente scorrere attraverso coloro che
hanno risposto alla chiamata di Maria e rigenerare
realmente la vita del Risorto in
moltitudini di fratelli e nell’intero universo,
secondo gli imperscrutabili disegni
dell’Altissimo.
La maternità divina di Maria si è infatti
pienamente realizzata nel tempo ed
ha potuto attingere il suo vero culmine soltanto
ai piedi della Croce. Qui infatti si è
compiuta in Lei la totale fusione del suo
Cuore Immacolato con il Cuore del Padre,
qui Lei ha abbracciato con lo stesso amore
sacrificato del Figlio tutta l’umanità sofferente
e ferita dal peccato di ogni tempo, qui
Maria ha ricevuto dalle labbra del Salvatore
morente il dono definitivo della maternità
universale.
Questo non cessa di proclamare la
Chiesa: “Questa nuova maternità di Maria,
generata dalla fede, è frutto del nuovo
amore che maturò in Lei definitivamente ai
piedi della Croce, mediante la sua partecipazione
all’Amore redentivo del Figlio”
(Redemptoris Mater, N° 23).
S’intuisce allora quale debba essere
la concreta via spirituale su cui la Regina
della Pace ci vuole condurre per renderci
pienamente partecipi del dono della sua
maternità divina e della sua regalità gloriosa:
“Figli cari! Desidero donarvi il mio
amore affinché lo diffondiate e lo riversiate
negli altri… vostra Madre vi aiuterà”
(Mess. 17.09.1988). È la via dell’unione totale
dei nostri cuori con il suo Cuore
Immacolato e, in Lei e per mezzo di Lei,
con quello del suo Figlio Gesù: “…per questo
sono con voi, per avvicinarvi al mio
cuore e al cuore del mio figlio Gesù…”
(Mess. 25.08.1993); “Io vi guido verso la
Vita eterna. La vita eterna è mio Figlio: accettatelo
e avrete accettato l’Amore” (Mess
18.03.1995).
È questa la grande chiamata di
Maria, che esprime il senso profondo di
tutte le sue passate apparizioni nel mondo e
di quelle di questi anni a Medjugorje che, in
un certo qual modo, tutte le ricapitolano e
le riassumono.
Questa è la grande via spirituale che
ci immette concretamente nel raggio salvifico
del Cuore di Cristo, facendo di noi veri
canali di vita nuova e di salvezza per tutte
quelle anime, vivi e defunti, che Dio ha misteriosamente
collegato alla nostra risposta
d’amore all’invito di Maria.
Questa è la chiamata a divenire veri
padri e madri nell’ordine della grazia di
moltitudini di fratelli in tutto l’universo, a
partorirli a vita nuova ed immortale, nella
luce di una creazione nuova che Maria dischiude
ormai sempre più chiaramente davanti
agli occhi e al cuore di ciascuno e
della Sposa, che in questo tempo, al cospetto
del suo Signore, assieme allo Spirito,
dice “vieni!” (Ap. 22, 17).
Giuseppe Ferraro