In colloquio con sr. Emmanuel:Il Pane vivo, centro della nostra vita - Eco di Maria nr.175
Mi chiedevi che cosa desiderassi condividere
questa volta con i lettori dell’Eco…
Pregandoci su, mi è venuto un pensiero
che spero sia un’illuminazione di Dio. Da
tanti anni la Vergine Maria ci invita a cose
molto chiare, semplici e concrete. Il problema
è che noi abbiamo un po’ la tendenza ad abituarci
e a non prendere sul serio il fatto che,
se la Madonna si sposta dal Cielo per venirci
a parlare, deve esserci una ragione molto
importante. Penso in particolare alla sua grande
insistenza affinché mettiamo l’Eucaristia,
e quindi Gesù vivo nel suo Corpo e nel suo
Sangue, al centro della nostra vita.
È molto chiaro il passo del Vangelo in
cui si dice che Maria “serbava tutte queste
cose nel suo cuore”. Che cosa erano tutte
queste cose? Erano la contemplazione di
Gesù vivo davanti ai suoi occhi ed anche
dopo, quando non lo vide più fisicamente, il
Figlio continuava a vivere nel cuore della
Madre: continuava ad essere al centro delle
sue idee, dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti,
della sua vita, delle sue reazioni,
delle sue parole; era il centro, era il punto di
impatto con il cielo.
Noi invece siamo de-centrati.
Nella società attuale è difficile trovare il
tempo per pregare quando si svolge un lavoro
normale di otto ore al giorno (come in
un’azienda), perché tutta la società è basata
sul principio che Dio non esiste; semplicemente
non è preso in considerazione. Tutto è
organizzato senza Dio e quando lo si vuole
raggiungere si è in difficoltà, perché abbiamo
riempito il tempo con un gran numero di
altre occupazioni, più o meno importanti.
La s. Vergine è venuta ad offrirci una controcultura.
O meglio, a donarci la vera cultura -
quella dell’amore - per invitarci a contrapporre
l’odierna mentalità mettendo Gesù
vivo al centro della nostra esistenza. In questo
modo ritroveremo finalmente la vera
gioia, la vera pace e quella sicurezza che noi
cerchiamo disperatamente e che abbiamo
sostituito con mille altre cose per crearci
sicurezze illusorie. Non è un caso che si
moltiplichino i contratti con le società di
assicurazioni per garantirsi la salute quando
si è malati: si vuole assicurare la propria
vita, che poi non serve più a niente quando
si è morti!
La Gospa è venuta per darci la vera sicurezza,
la vera assicurazione.
Se noi la ascoltassimo, ci renderemmo
conto che è Gesù il vero centro della nostra
vita e non il lavoro, la famiglia, la salute, il
corpo, la sessualità, i divertimenti, gli hobbies,
ecc. Fintanto che non avremo riposizionato
tutta la nostra vita a partire da questo
centro, non cominceremo a vivere il
messaggio di Maria. Lei continua ad apparire
per ricordarci con molta umiltà, con
pazienza, dolcezza e perseveranza che Gesù
è il centro e che non esistono altri “centri”.
Uno sguardo sul digiuno ci aiuta a comprendere
meglio questo concetto.
Non tutti hanno ancora compreso che la
Madre di Dio parla del digiuno in rapporto
all’Eucaristia. È risaputo che a Medjugorje
(secondo i veggenti) Maria non ha mai legato
la pratica del digiuno due volte la settimana
all’idea della penitenza o del sacrificio,
ma ha chiesto di digiunare il mercoledì e il
venerdì per una ragione molto semplice: il
mercoledì è il giorno che precede il giovedì e
il venerdì è il giorno che segue il giovedì.
È come se Lei avesse voluto circondare
il giovedì con uno schermo di protezione
e di grazia. Infatti, Maria desidera che
ogni giovedì sia per noi una festa in cui
celebrare il Pane di Vita, in memoria dell’ultima
Cena che si e svolta in quel giorno a
Gerusalemme - la cena del passaggio celebrata
dagli Ebrei.
La ragione più importante, quindi, per
cui Maria ci chiede di digiunare il mercoledì
è per prepararsi al giovedì, e anche per
dimenticare le distrazioni del cibo, per entrare
con libertà di cuore nella contemplazione
del pane per meglio capire il Pane di Vita.
Perché proprio il pane?
Esiste un amore comune per il pane che
non ha niente a che vedere con il giorno di
digiuno… La s. Vergine ama in modo speciale
il pane perché è la materia che Gesù ha
scelto per trasformare in esso il suo Corpo.
Penso che anche Maria, come ogni donna,
preparava il pane, e lo immagino anche un
po’ speciale! Nella vita di s. Caterina da
Siena si racconta che un giorno la giovane,
desiderando di fare il pane, si accorse di non
avere più farina. Pregò allora la Madonna che
la aiutasse ed Ella lo fece, moltiplicando la
farina e impastando con lei il pane. Chi poi lo
mangiò ebbe ad esclamare: “Ma cos’è questo
pane celeste che hai fatto, è qualcosa di
straordinario! Dove hai trovato la ricetta?!”.
Maria ci chiede di mangiare il pane il
mercoledì per indurci a contemplare un
cibo fatto con della farina.
Un elemento che, a sua volta, proviene
dal grano di frumento: Gesù nel Vangelo lo
usa spesso in riferimento alla propria vita.
Per arrivare al pane, infatti, bisogna che
prima il chicco di frumento cada in terra e
muoia: un’immagine che richiama la
Passione di Gesù, la sua messa a morte e la
sua deposizione nella tomba.
Quando poi il seme nella terra è morto,
riproduce se stesso moltiplicando i grani,
simbolo della risurrezione della vita che si
moltiplica e della Risurrezione di Gesù, con
tutti i frutti che ne conseguono. Infine, quando
la spiga è matura, il mietitore la raccoglie
e poi la miete, il grano viene schiacciato e si
realizza qualche cosa che appartiene alla
vita di Gesù. Sì, perché Egli è stato schiacciato
per amor nostro - come dice il bellissimo
testo del profeta Isaia (52) nel carme del
servo sofferente - affinché noi potessimo
avere la vita… Dunque, il grano racconta la
storia del nostro Salvatore!
Il mercoledì dunque ci si ferma…
Non si fanno spese, non si riempie la
casa di buoni odori di cibo e ci si concentra
sul pane, per rientrare nel cuore di Maria e
con Lei nella vita di suo figlio Gesù e nella
contemplazione dell’amore che Egli ha
avuto per noi facendosi Pane. Come gli
ebrei, che sono stati preparati per lunghi
anni da Dio per mezzo del pane venuto dal
cielo - la manna - un pane che aveva un
sapore speciale che corrispondeva al gusto
di ciascuno; un pane dato da Dio fin da allora
per preparare il cuore degli uomini a ricevere
più tardi Gesù, il Pane di Vita.
Il giovedì diventerà una vera esplosione!
È il vero Pane di Vita che ci è dato nella
celebrazione del giovedì; facciamo quindi
festa nel nostro cuore e specialmente cerchiamo
di andare in chiesa per entrare nel
mistero dell’Eucaristia. Il giovedì è anche il
giorno in cui siamo invitati a pregare per i
sacerdoti, per coloro che hanno la possibilità
di far discendere il Pane del Cielo sulla
terra, Pane vivo nelle loro mani attraverso la
Parola di Gesù.
Poi arriva il venerdì, un altro giorno di
digiuno…
Che vuol dire che abbiamo talmente
amato questo Pane di Vita, che la Vergine
vuole lasciarci ancora una giornata con il
sapore del pane. Ci è chiesto di restare nel
pane per non rientrare in fretta nelle distrazioni
di fare la spesa, di cucinare, di rigovernare;
ci è chiesto di mantenere il più a lungo
possibile il gusto di questo alimento semplice
per non cadere troppo velocemente nel
sistema, cioè nell’ossessione del cibo.
Gli Ebrei non hanno questa fede nel Pane
di Vita, nell’Eucaristia.
Essi celebrano lo Shabbat il venerdì sera
e tutto il sabato, fino al tramonto del sole; si
fermano così sino al momento in cui ricomincia
il primo giorno della settimana.
Celebrano lo Shabbat con tutto il cuore e,
quando sta per terminare, recitano delle preghiere
come se volessero impedire che esso
vada via, perché sanno che il Messia verrà
nel giorno di Shabbat. Lo vogliono trattenere
per avere ancora una piccola opportunità
che Egli arrivi prima che venga il primo
giorno della settimana.
Ho l’impressione che la s. Vergine abbia
questo stesso spirito. Il venerdì - e ancor più
il giovedì con la celebrazione - si trattiene il
gusto del pane, lo si prolunga il più possibile
per amore del Pane di Vita, per il desiderio
di restare il più a lungo possibile con
l’Eucaristia. Ecco il digiuno che Maria ci
chiede; quando si entra in questa mentalità,
si vive la gioia dell’incontro con Gesù
vivente e si perde l’idea di penitenza.
La Regina della Pace ci accompagna…
…e ci vuole fare entrare più profondamente
nel mistero del suo Figlio che è il
Pane di Vita, un pane molto buono perché è
il nutrimento della vita. E che cos’è il pane?
È qualche cosa che entra nel nostro corpo e
che raggiunge tutte le nostre cellule, anche
quelle di cui non abbiamo coscienza.
Questa è l’immagine che Gesù ha scelto
quando si è fatto nutrimento Lui stesso. Egli
desidera raggiungere l’intimità della nostra
anima in modo così forte, che non vuole che
nessuna zona della nostra anima sia lasciata
chiusa a Lui. Ecco perché ha preso l’idea di
farsi cibo. E così ogni parte della nostra
anima è raggiunta dal Dio vivente per illuminarla,
per risuscitarla, per guarirla, per
toccarla dall’interno, per liberarla dal male,
per darle l’impulso verso il Regno e verso
l’Amore e per comunicarsi a lei.
Gesù comunica se stesso.
Fortunata l’anima che l’accoglierà con
cuore aperto, senza dubitare, senza aver
paura e, soprattutto, senza essere distratta.
Penso che il Signore si manifesterà in un
modo molto più evidente attraverso il suo
Corpo Eucaristico, perché Maria è sempre
venuta per formare Gesù, per donarcelo ed
aiutarci ad accoglierlo. Per questo viene
anche oggi, dopo tutti questi anni di apparizioni.
Noi già ora l’abbiamo, e non dimentichiamoci
di accostarci a Lui sempre con
grande amore.
(da registrazione tradotta dal francese)