Ma perché Maria viene a noi?
Tratto dall'Eco di Maria nr.170
Al compimento del 22° anno di presenza della Regina della Pace in mezzo a noi a
Medjugorje, credo sia importante farci una domanda fondamentale: qual è lo scopo di
questa sua lunga presenza? Solo comprendendo lo scopo, infatti, potremo comprendere il
cammino che Ella ci propone. Maria è Madre e usa una pedagogia materna. Nei primi anni
delle apparizioni la curiosità dilagava e l’attenzione di tutti era rivolta a cercare i miracoli
più esterni, ma la Gospa stessa ci ha messo in guardia da questo atteggiamento che, in
fondo, ci distraeva dal profondo cammino spirituale a cui Lei voleva condurci.
Credo che lo scopo delle apparizioni di Medjugorje sia aiutarci a mettere Dio al centro
della nostra vita, in una parola, a convertirci a Lui. Se capiremo questo, scopriremo anche
che Medjugorje è soprattutto un cammino verso Dio da vivere, piuttosto che una realtà esteriore.
La Parrocchia di Medjugorje, le apparizioni, i veggenti… hanno il solo scopo di farci entrare in
un rapporto di amicizia con Gesù, che si sviluppa attraverso i Sacramenti e attraverso la
Chiesa. Una delle difficoltà più grandi che ho incontrato nel presentare Medjugorje ai
Sacerdoti è stata questa: molti di loro temono che questa esperienza divenga, in qualche
modo, "parallela" alla Chiesa; niente di più sbagliato! I messaggi di Maria, infatti, ci
invitano ad integrarci attivamente nel cammino delle nostre Parrocchie (mess.
31/10/1985), perché solo nella Comunità Cristiana troviamo l’Eucaristia che, come ci
insegna il Concilio, è "fonte e culmine" della vita ecclesiale, ma anche del nostro
personale cammino spirituale.
Se invece di dire tante parole su Medjugorje ci impegniamo a percorrere il cammino
indicato da Maria e lo testimoniamo con la nostra vita, molti problemi nell’accoglienza di
questo fenomeno spariranno. I frutti testimoniano più efficacemente delle parole e la
Gospa desidera che noi siamo testimoni viventi della sua presenza (mess. 20/9/1985).
Anche se sono passati 22 anni, il pericolo della dispersione è sempre dietro l’angolo e
allora Dio ci educa attraverso le circostanze della vita quotidiana di Medjugorje che sono
molto mutate. Ad esempio, le apparizioni oggi avvengono nelle case private dei veggenti e
molto raramente i pellegrini possono assistervi. Molti si dispiacciono di questo, ma io
credo che faccia parte di un piano preciso di Maria che desidera insegnarci che tutti noi
dobbiamo accoglierla nel nostro cuore più che vederla coi nostri occhi. La veggente Vicka
ha detto che, se noi apriamo il cuore nel momento dell’apparizione, la Madonna viene a
noi in modo particolare dovunque siamo (non solo a Medjugorje, ma anche a casa), noi
dobbiamo solo accoglierla nel nostro cuore.
La preghiera allora diviene sempre più l’esperienza fondamentale che il pellegrino fa a
Medjugorje e questo è ciò che la Madonna desidera. Perché? Perché solo se ognuno dei
pellegrini incontrerà profondamente Dio nella preghiera, guidato da Maria, potrà divenire
nella vita di ogni giorno vero testimone della presenza della Regina della Pace. La
Madonna, quindi, in questi anni ci ha portato a vivere più in profondità i suoi messaggi nel
nostro cuore e continua a spingerci a cercarla nel quotidiano, nel normale. Se Lei vivrà nei
nostri cuori, potrà servirsi di noi come strumenti e ci guiderà sempre più verso Dio. Così
anche la Chiesa potrà accogliere pienamente la grazia della presenza di Maria e rinnovarsi
sempre più nell’amore a Dio.
Manuel Reato