Maria a Medjugorje Messaggio del 28 marzo 1985:Cari figli, oggi voglio rivolgervi questo invito: PREGATE, PREGATE, PREGATE! Nella preghiera sperimenterete una gioia grandissima e troverete la soluzione per ogni situazione difficile. Grazie per i progressi che fate nella preghiera! Ognuno di voi caro al mio cuore, e ringrazio tutti quelli che hanno incrementato la preghiera nelle loro famiglie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!


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Ritornate al primitivo fervore "Io sono con voi..." - Eco di Maria nr.162

In numerosissimi messaggi la Regina della Pace sottolinea, con un'insistenza del tutto particolare, che, in questo tempo di grazia Lei è con noi: "Cari figli… Io sono qui con voi, per guidarvi sulla nuova strada, verso una vita nuova"(25.10.92). In realtà questo è il primo e il più importante messaggio che Maria a Medjugorje offre al mondo: oggi la Madonna cammina in modo speciale al fianco dei suoi figli: "Il mio Cuore segue attentamente i vostri passi" (Mess.25.12.86). La presenza della Regina della Pace nel mondo è infatti un grande dono di grazia scaturito dall'amore misericordioso del Padre, che desidera "fare nuove tutte le cose" (Ap.21,5), attraverso Colei "che brilla innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore" (Lumen Gentium. N° 68). Maria ci conferma: "Nella bontà e nell'amore di Dio Creatore, anch'io sono con voi come un dono" (Mess.25.10.95) e ancora: "Dio per amore dell'uomo mi mandò in mezzo a voi, per mostrarvi la via della salvezza, la via dell'amore" (Mess.25.04.95).
A queste parole cariche di grazia profetica sembra far eco il magistero ispirato dell'attuale Pontefice: "In questo tempo di vigilia Maria, mediante la stessa fede che la rese beata…è presente nella missione della Chiesa, presente nell'opera della Chiesa che introduce nel mondo il Regno del suo Figlio. Questa presenza di Maria trova molteplici mezzi d'espressione al giorno d'oggi…" (Enciclica "Redemptoris Mater" N° 28).
In realtà proprio in questo tempo, accanto ad un appariscente intensificarsi dell'aggressività delle potenze delle tenebre, è anche visibilmente in atto una straordinaria potenza di grazia che dalla sorgente infuocata d'amore della Santissima Trinità si riversa nel mondo attraverso Colei che ne è l'Arca e il Santuario perfetto, una grazia che riverbera direttamente dalle profondità del mistero dell'Incarnazione, cuore pulsante di tutta l'opera della salvezza. Infatti, per un disegno eterno di Dio, il dono dell'Emmanuele, il Dio- con- noi, il Creatore dell'universo che si fa vicino agli uomini per ricondurli alla pienezza della vita, passa attraverso l'umile servizio di Maria, chiamata a generare continuamente la vita sopranaturale del Verbo di Dio nelle anime dei suoi figli. Infatti, come afferma il Magistero della Chiesa: "Ella cooperò in modo del tutto speciale all'opera del Salvatore…per restaurare la vita soprannaturale nelle anime. Per questo è diventata per noi madre nell'ordine della grazia" (Lumen Gentium N° 61).

La presenza straordinaria di Maria nel mondo, in questo tempo, in cui grandi segni sembrano annunciare l'approssimarsi del pieno compimento dell'opera della salvezza, prefigurata nel Libro dell'Apocalisse, "vidi la città santa, la nuova Gerusalemme scendere dal cielo, da Dio pronta come una sposa adorna per il suo sposo"( Ap. 21,2), si inscrive nel cuore di quella grande lotta cosmica tra la "Donna vestita di sole"(Ap.12) e il grande dragone, "padre della menzogna e omicida sin dall'inizio" (Gv.8, 44 .) che "ora, come non mai prima, …vuol mostrare al mondo il suo volto infame con il quale trascinare più gente possibile sul cammino della morte e del peccato" (Mess. 25.09.91).
Nel quadro di tale decisivo confronto tra i figli della luce e le potenze delle tenebre oggi più che mai sempre più evidente, Lei è con noi in modo speciale per proteggerci e guidarci alla vittoria piena e definitiva del suo Cuore Immacolato, già annunciata a Fatima: "Io sono con voi e intercederò presso Dio affinché Lui vi protegga" (Mess.25.02.92); "…perché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito cari figli a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e offrirle a Dio." (Mess. 25.08.91).
La Madonna ci invita anche a riconoscere e a sventare la subdola strategia di satana che tende a confondere i cuori offuscandone il discernimento, così da indurli a banalizzare indebitamente il grande dono della Sua speciale presenza tra gli uomini, per relegarla nel novero ambiguo delle molte devozioni private e dei fenomeni marginali, negandone radicalmente la fondamentale valenza di grazia epocale per il mondo e per la Chiesa. "Pregate perché siate capaci di capire quello che Dio desidera dire attraverso la mia presenza e attraverso i messaggi che vi do" (Mess.25.11.91); "Ringraziate Dio per il dono di poter essere con voi, perché vi dico questa è una grande grazia" (Mess. 25.07.92); "Io sono con voi anche in questi giorni inquieti nei quali satana vuole distruggere tutto quello che Io e mio Figlio Gesù stiamo costruendo…Perciò figlioli pregate per poter comprendere tutto ciò che Dio vi dà attraverso la mia venuta" (Mess.25.09.92).

Questo disegno straordinario di salvezza che il Padre offre al mondo per la rigenerazione dei cuori degli uomini e di tutta la creazione, per mezzo di una rinnovata accoglienza del fiume di vita nuova che sgorga dal mistero pasquale di Cristo, passa in questo tempo attraverso il "sì" incondizionato alla speciale chiamata rivolta per mezzo di Maria ad una schiera di figli, che Dio ha scelto fin dall'eternità per farne i "compagni dell'Agnello" (Ap. 14), parte di quei "cento quarantaquattromila che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo" (ib.), di coloro "che cantavano davanti al trono di Dio, un cantico nuovo" (ib.), il canto libero e gioioso delle anime completamente offerte a Dio attraverso il Cuore Immacolato di Maria.
A coloro che accettano di porsi senza condizioni al servizio di questo grande piano di grazia e di salvezza per i fratelli che in questo tempo Dio offre al mondo, Egli, per mezzo di Maria, fa udire, oggi, come al tempo di Mosè sull'Oreb, le stesse parole, garanzia certissima di vittoria su ogni potenza di tenebra:"Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto ..e ho udito il suo grido…Fa uscire dall'Egitto il mio popolo...Io sarò con te!" (Es. 3,7-12). La Regina della Pace assicura infatti il dono di una sua specialissima presenza accanto a coloro che accettano di aprirsi pienamente, nella verità profonda dell'anima, all'offerta incondizionata della vita per la salvezza dei fratelli, a quel "sì" che Lei aspetta, "per porgerlo a Gesù, perché li ricolmi della Sua grazia" (Mess. 25.05.92), per farne la chiave d'oro capace di far sgorgare dal Cuore del Padre, "ricco di misericordia", i torrenti d'acqua viva che il mondo, riarso dalla mancanza di pace e di amore vero, ansiosamente attende: "Cari figli! Vi invito ad aprirvi a me e a diventare strumenti nelle mie mani per la salvezza del mondo" (Mess. 25.03.94); "…così che un fiume d'amore scorra tra la gente piena di odio e senza pace. Vi invito figlioli a diventare pace dove non c'è pace e luce dove c'è tenebra, perché ogni cuore accetti la luce e la via della salvezza" (Mess. 25.02.95). In questo modo, la presenza di Maria con noi potrà compiutamente diventare l'annuncio e il sigillo, di quel nuovo "tempo di pace, che il Suo Cuore attende con impazienza" (Mess 25.06.95), il tempo del compimento dell'opera della salvezza di Dio nel mondo, in cui la Comunione trinitaria sarà pienamente presente nel cuore e nelle anime dei figli, perché divenga realmente il "Dio-con-noi", schiudendo finalmente a tutta la Creazione il grande orizzonte di luce che conclude la visione dell'Apocalisse: "Vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi.. …Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed Egli sarà il Dio -con -loro. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più lutto, né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate."(Ap. 21).
Giuseppe Ferraro