Messaggio del 25 dicembre 2012:Cari figli! Donatemi la vostra vita e abbandonatevi completamente a me perché io possa aiutarvi a comprendere il mio amore materno e l'amore del mio Figlio verso di voi. Figli miei, io vi amo immensamente ed oggi, in modo particolare nel giorno della nascità del mio Figlio, desidero accogliere ciascuno di voi nel mio cuore e donare le vostre vite al mio Figlio. Figli miei, Gesù vi ama e vi dona la grazia di vivere nella Sua misericordia, ma molti dei vostri cuori sono presi dal peccato e vivete nelle tenebre. Perciò, figli miei, non aspettate, dite no al peccato e offrite i vostri cuori al mio Figlio perché soltanto così potrete vivere la misericordia di Dio ed incamminarvi sulla via della salvezza con Gesù nei vostri cuori. Home :: Altri documenti su Medjugorje
La salita verso il Krizevac: una pagina di Vangelo - Eco di Maria nr.164
Ero ancora seminarista quando, per la prima volta, ho sentito
parlare di Medjugorje. Oggi, sacerdote e al termine degli studi a
Roma, ho avuto la grazia di accompagnare un gruppo di pellegrini.
Personalmente sono rimasto colpito dal fervore con il quale le
migliaia di persone presenti in quella terra benedetta pregavano e
celebravano i sacramenti, particolarmente l'Eucaristia e la
riconciliazione. Lascio il giudizio sull'autenticità delle
apparizioni a chi è competente in materia; custodirò
tuttavia per sempre il ricordo della Via Crucis sul sentiero sassoso
che conduce verso la cima del Krizevac. Una salita dura e lunga, ma
al contempo molto bella, dove ho potuto vivere diverse scene che,
come una pagina di vangelo, mi hanno dato spunti per la
meditazione.
1. Uno dopo l'altro. In tanti sulla via.
Un
fatto - La sera precedente la nostra Via Crucis una religiosa ci
aveva consigliato di partire prima dell'alba. Ubbidimmo. Fui
grandemente sorpreso nel vedere che molti gruppi di pellegrini ci
avevano preceduti e che alcuni già erano sulla via della
discesa. Dovevamo quindi attendere che le persone procedessero da una
stazione all'altra prima di avanzare anche noi verso la Croce.
Una
riflessione - Lo sappiamo, la nascita e la morte sono eventi della
vita naturale. Nella vita cristiana, quando riceviamo il battesimo,
oppure ci sposiamo o ci consacriamo, abbiamo sempre chi ci precede e
chi ci segue. Non siamo né i primi né gli ultimi.
Dobbiamo allora rispettare i più anziani nella fede così
come chi viene dopo di noi. Nella Chiesa nessuno può
considerarsi solo. Il Signor accoglie a tutte le ore; ciascuno si
impegni a rispondere nel momento che gli spetta.
Una preghiera - O
Maria, figlia di Israele e madre della Chiesa, insegnaci a vivere
l'oggi della nostra fede sapendo assimilare la storia della Chiesa e
preparando il futuro.
2. L'unità nella diversità.
Pace a tutti.
Un fatto - Sono rimasto impressionato dalla
diversità dei pellegrini e dei gruppi che salivano e
scendevano! Eravamo diversi, nella lingua, razza, età,
estrazione sociale, cultura, formazione intellettuale... Ma eravamo
ugualmente uniti, molto uniti. Eravamo tutti in preghiera sulla
stessa strada, in marcia verso un'unica meta: il Krizevac. Ognuno,
sia i singoli che i gruppi, badava alla presenza degli altri. Una
meraviglia! E la marcia è rimasta sempre armoniosa.
Una
riflessione - Come sarebbe diverso il volto del mondo se ogni uomo
prendesse più coscienza della sua appartenenza ad un'unica
grande famiglia, il popolo di Dio! Avremmo più pace ed armonia
se ognuno amasse l'altro per quello che è, con le sue
peculiarità, le grandezze e i limiti! A nessuno piace una vita
tormentata. La mia vita è bella solamente quando quella del
mio vicino lo sarà altrettanto.
Una preghiera - O Maria,
figlia della nostra razza e eletta da Dio, insegnaci ad amarci come
fratelli e sorelle di una stessa famiglia e a cercare il bene degli
altri.
3. Il gruppo si arricchisce. Solidarietà e
condivisione.
Un fatto - Bisognava salire passo dopo passo verso
la vetta spendendo qualche minuto in ascolto, in meditazione e in
preghiera davanti ad ogni stazione. Tutti i membri del gruppo
potevano liberamente, dopo la lettura, esprimere una riflessione,
un'intenzione o una preghiera. In questo modo la contemplazione delle
insegne della Via Crucis, così come l'ascolto della Parola di
Dio e dei messaggi della Vergine Maria, diventavano più
ricchi, più belli e conducevano ad una preghiera più
profonda. Nessuno si sentiva isolato. Non mancavano degli interventi
che riportavano la mente all'identità di ognuno. I minuti
trascorsi davanti alle stazioni diventavano occasione di condivisione
delle nostre vite e dei punti di vista diversi; momenti di reciproca
intercessione. Tutti rivolti verso Colui che per salvarci è
venuto a condividere la nostra condizione.
Una riflessione - È
vero che la fede è adesione personale, ma si confessa, aumenta
e fruttifica nella comunità. L'amicizia in quanto tale
moltiplica la gioia e favorisce la condivisione della sofferenza, ma
ancor più quando l'amicizia affonda le sue radici in una fede
comune.
Una preghiera - O Maria, tu che hai meditato la passione
del tuo Figlio tra gli apostoli, insegnaci ad ascoltare i nostri
fratelli e sorelle e a liberarci dai nostri egoismi.
4. Non
credersi troppo forte. Umiltà e misericordia.
Un fatto - La
Via Crucis sul Krizevac si comincia con tanto entusiasmo e
determinazione. Il sentiero è tale che gli scivolamenti e le
cadute non sono rari. Il corpo è sottomesso a un grande sforzo
ed è facile esaurire presto le energie. La fatica, la sete e
la fame non mancano... I più deboli talvolta sono tentati a
pentirsi per aver cominciato quest'ardua impresa. Vedendo qualcuno
cadere o nel bisogno si è spinti a deriderlo e a non occuparsi
di lui.
Una riflessione - Rimaniamo pur sempre degli esseri di
carne. Può capitare anche a noi di cadere e di avere sete. Le
tre cadute di Gesù sul cammino verso il Calvario sono
significative per la nostra vita. La vita cristiana esige forza e
coraggio, fede e perseveranza, ma anche umiltà e misericordia.
Una preghiera - O Maria, madre degli umili, prendi le nostre fatiche,
le nostre pene e le nostre debolezze. Affidale e tuo Figlio, l'umile
Servo che ha preso i nostri pesi.
5. Quando il sacrificio dona
la vita. L'amore nelle opere.
Un fatto - Verso la decima stazione
abbiamo incrociato un gruppo di giovani che trasportavano su una
barella una giovane handicappata. La ragazza nel vederci ci ha
salutato con una grande sorriso. Ho pensato subito alla scena
evangelica del paralitico presentato a Gesù dopo esser stato
calato dal tetto della casa... La giovane era felice di essere stata
sul Krizevac e di aver incontrato Dio lì. Ma da sola, senza
l'aiuto degli amici, non avrebbe potuto arrampicarsi. Se la salita
con le mani vuote è già dura per un uomo normale,
immagino come sarà stata molto più dura per quelli che
a turno, trasportavano quella lettiga sulla quale era distesa la loro
sorella in Cristo.
Una riflessione - Quando si ama si accetta la
sofferenza per la vita e la felicità dell'essere amato. Gesù
ce ne ha dato l'esempio più grande. "Nessuno ha un amore
più grande di questo: dare la vita per i propri amici"
(Gv 15,13), dice il crocifisso del Golgota. Amare è avere
qualcuno per il quale morire!
Una preghiera - O Maria, tu che hai
pianto ai piedi della Croce, insegnaci ad accettare di soffrire per
amore affinché i nostri fratelli abbiano la vita.
6. Il
regno di Dio appartiene ai "bambini". La piccolezza.
Un
fatto - Un bella scena sul nostro cammino era vedere salire e
scendere i bambini. Saltellavano sbarazzini, sorridenti, innocenti.
Facevano meno difficoltà degli adulti a sgambettare sulle
pietre. Gli anziani si andavano man mano sedendosi per ristorarsi un
po'. I piccoli facevano riecheggiare nelle nostre orecchie la
chiamata di Gesù a diventare come loro per entrare nel suo
regno.
Una riflessione - Più ci si crede grandi, più
ci si appesantisce, più dura è la salita verso il
"Carmelo".
Una preghiera - Madre del Principe e piccola
serva, insegnaci a disfarci dei nostri prestigi e dignità per
camminare gioiosi e sereni sulla "piccola via".
7.
La gioia di avanzare. Il conforto degli altri.
Un fatto - Man mano
che ci avvicinavamo verso l'ultima stazione, la fatica aumentava, ma
eravamo trasportati dalla gioia di sapere che presto saremmo
arrivati. Conoscere la ragione del proprio sudore dona coraggio.
Dall'inizio della Via Crucis, e ancor più verso la fine,
abbiamo incrociato persone in discesa che ci incoraggiavano, con il
loro sguardo fraterno, ad andare avanti. Non era raro vedere una
coppia tenersi la mano per aiutarsi a vicenda nell'affrontare i punti
più scoscesi.
Un riflessione - La nostra vita cristiana è
una traversata dal deserto verso la terra promessa. Il desiderio di
abitare eternamente nella casa del Signore ci dona la gioia e la
pace, per quanto sia duro il cammino. È qui che la
testimonianza dei santi ci dona grande conforto, di quelli che prima
di noi hanno seguito e servito il Signore. Abbiamo un'incessante
bisogno di essere sostenuti gli uni dagli altri. La direzione
spirituale, la testimonianza della vita e la condivisione e delle
esperienze sono necessari sulle tante strade in cui ci troviamo.
Una
preghiera - O Maria, nostra Signora della fede e della speranza
condivisa, insegnaci ad approfittare delle tue numerose visite per
avere ancora motivo di sperare ancora ed avanzare.
8. I nostri
nomi sono scritti nel cielo. Fiducia!
Un fatto - Eccoci qua.
Avevamo bisogno di più di tre ore per raggiungere la meta. Una
curiosità: la base sulla quale è posta la grande croce
bianca è piena di nomi - di chi è passato di qui o di
quelli che sono stati portati nel cuore dai pellegrini. Mi sono detto
che questi nomi sono, per quelli che li hanno scritti, più che
semplici lettere. La scelta dei nomi non era gratuita.
Una
riflessione - Anche in cielo, nostra vera patria, sono scritti i
nostri nomi. Dio, che conosce ciascuno per nome, ci aspetta, ci pensa
e veglia su di noi. Lui conosce il numero dei nostri capelli. Tutti
coloro che ci hanno preceduto, i santi, ci pensano, intercedono per
noi e ci proteggono. Ovunque ci troviamo e qualunque cosa facciamo
dobbiamo vivere in funzione del cielo.
Una preghiera - O Maria,
coronata di fiori rosa dal cielo, insegnaci a tenere il nostro
sguardo sempre rivolto alle realtà di lassù.
9.
Discesa dal monte. La missione.
Un fatto - Arrivati sul Krizevac
abbiamo sentito il desiderio di trattenerci il più a lungo
possibile. Ci sentivamo bene lì. Davanti a noi si estendeva il
bel panorama di Medj., la città mariana. Cantavamo. Ridevamo.
Ma... bisognava discendere. Bisognava lasciare la montagna e
rientrare a casa... riprendere la vita di tutti i giorni. E lì,
nel quotidiano che dobbiamo vivere le meraviglie del nostro incontro
con il Signore, sotto lo sguardo di Maria.
Una riflessione - Tante
persone pregano sul Krizevac e tante vivono nel mondo. Ma la
preghiera di Gesù era ricolma della sua missione: la volontà
del Padre, la salvezza del mondo. La profondità e la verità
della nostra preghiera si ottiene solo attraverso la nostra adesione
al progetto di salvezza di Dio.
Una preghiera - O Maria, nostra
Signora della pace, insegnaci a dire sì al Signore tutti i
giorni della nostra vita affinché venga il regno di Dio!
don
Jean-Basile Mavungu Khoto