Maria a Medjugorje Messaggio del 22 dicembre 1983:Figli miei, ve lo ripeto: pregate e digiunate!


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C’E’ L’OASI DI MARIA ANCHE TRA NOI

Chi si reca lassù ha l’impressione di trovarsi nell’hortus conclusus del Cantico, in un giardino di pace. Anche questa è un’oasi che la Madonna si è creata, mettendo vi al centro l’albero della vita, Gesù, che tutto catalizza e trasfigura con la sua energia divina, creando un clima di libertà feconda, lontana dai rigidi schemi tradizionali, e di gioiosa fiducia. Sono giovani e ragazze con una esperienza di vita molto forte alle spalle e decisi nelle scelte, eppure semplici come i bambini, si aprono a te con amore disarmato. Tale è l’opera di Maria che plasma i suoi alla piccolezza beata. E vero: come questi esulteranno di gioia indicibile e gloriosa” (I Pt 1,8) tutti quelli che proveranno l’abbandono a Maria.
Così la vede una razza che fa spicco nel gruppo di preghiera di Medjugorje dopo una sua visita alla comunità. “Sono passati parecchi giorni dal nostro incontro, ma nel cuore, per sempre rimane un fresco ricordo per bellissimi giorni passati alla Comunità: tutto mi è stato regalato, ringrazio al Signore e a voi... Con i tuoi fratelli e sorelle della comunità, veramente esulta mia anima nel Signore e ringrazia per te... Lo so che ti costa molto per aver detto “sì” a questo progetto di Dio, ma si vede che lui lavora in te... Sono contenta vedere tutto in quella armonia che fa il Signore, perché lo avete masso al primo posto: preghiera, silenzio, lavoro, incontri ma tutto per Lui. Tutta quella bellezza della comunità si sa apprezzare quando si sta fuori, nel caos del mondo. Perciò la gioia che porto nel cuore, è come la speranza di essere in una volta alla comunità (cioè di entrarvi) mi aiuta respirare e sopportare il mondo, ma con amore. Per la prima grande festa di famiglia il santuario della Regina della Pace sul colle sopra Priabona, che fronteggia i due caseggiati rispettivamente dei fratelli e delle sorelle, si presentava vestito a nuovo per la generosità di tanti amici, in gara per provvedere il necessario alla casa di Maria: dai 12 che si sono caricati dell’onere finanziario, ai poveri, come quell’operaio padre di numerosa famiglia, che ha deciso di devolvere ogni mese alla comunità il superfluo del suo stipendio, circa mezzo milione e, dissuaso in coscienza da chi lo doveva intascare, lo ha lasciato nella bussola della chiesa. —

IL SIGNORE E’ MIA EREDITA’ E MIO CALICE

Ma la ricchezza più grande è la schiera dei giovani che hanno consacrato tutta la vita a Maria per essere da Lei plasmati e usati. Mentre si avviano festosi e raggianti alle la chiesa per la vestizione, confusi tra il grande pubblico spontaneamente venuto, viene da pensare:”ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore” (Sal 23), o meglio “che è stata cercata e massa assieme da Maria”.
Ecco come descrive la grande festa una di loro:

21 novembre: nella festa della Presentazione di Maria Bambina al tempio. “Una voce grida: nel deserto preparate via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio”. (lsaia 40,3)

Il grande giorno è arrivato. Nell’aria c’è una tensione elettrica, una frequenza insolita. Anche la natura vuole a tutti i costi partecipare e stamattina ha stracciato i veli del solito grigiore autunnale per lodare Dio in pienezza. L'inizio della preghiera pomeridiana di sabato è stata anticipata di un’ora, cioè alle ore 15. Tutta la mattina vola via nei preparativi. La collina sembra un vulcano di attività: chi prepara il rinfresco per la sera, chi si dà da fare in cucina (oggi menù cinese!), chi prova qualche nuovo canto, chi pulisce la chiesa, mentre P. Gianni, dopo aver ottenuto il dono della “bilocazione” si sta esercitando per la “trilocazione”. La sua testa infatti, parla agli ospiti e risponde al telefono, le braccia con le mani congiunte, in preghiera sono in chiesa, mentre le gambe e il resto del corpo fanno spola incessante nel vano tentativo di riunirsi alle altre parti.
Alle 11 gli operai finiscono di montare la nuova bussola di cristallo alla porta principale, mentre Pietro Maria, alla testa di un gruppetto di “quasi” volontari, si adopera per terminare l’opera di pulizia della chiesa. Alle 11,30 la casa di Dio è pronta. Ora si che è bella! Il nuovo sistema di riscaldamento è in funzione già da qualche giorno. Il vecchio sistema infatti, usava come combustibile lo Spirito Santo, ma a causa della nostra mancanza di fede, non funzionava molto bene (leggi: era come pregare nel frigorifero). E’ molto bello il nuovo sistema di illuminazione, frutto della Provvidenza come anche tutto il resto, con le appliques a due bracci in ferro battuto. C’è anche la nuova bussola in legno della porta secondaria.., insomma stiamo andando avanti nei lavori di sistemazione. Speriamo che la Provvidenza ci sostenga come ha fatto finora.

Alla ore 15 cominciamo la preghiera. La chiesa è stipata di fedeli. La S. Messa è celebrata da P. Gianni, P. Romualdo Maria, don Angelo Mutti e P. Mario Elia “dell’ultimo momento!’.
P. Gianni, dopo l'omelia, chiama Maria Elis di Refrontolo (iv), davanti all’altare dove le viene effuso lo Spirito Santo. Quindi la nuova sorella si consacra con sue parole alla Mamma Celeste, offrendole la vita per i suoi piani di salvezza. (Cioè Dio benedica i suoi propositi. Lei che ci è di così grande esempio per il suo zelo e per il silenzio che riesce a mantenere senza alcuna difficoltà). Le viene quindi letto il piano di vita che ella dichiara di accettare fedelmente; quindi viene data lettura della dichiarazione di partecipazione all’accordo privato su cui è fondata la nostra associazione privata di fedeli, a cui ella appone la sua firma sull’altare. Infine le viene consegnato un anello d’argento con la croce in segno di fedeltà indissolubile.
A questo punto comincia il rito della vestizione vero e proprio. P. Gianni fa l’appello dei nomi: 1. Anna Maria Pia dello Spirito Santo, prof. in lett. e filosofia di Modena; 2. Barnaba della Regina della Pace, grafico, di Praga ; 3. Lucia dell’Amore di Gesù, infermiera professionale, di Bolzano, di madrelingua tedesca; 4. Marco della Passione di Gesù, (fratello di Lucia!), studente di fisica all’università di Berlino; 5. Maria Fabrizia dell’Agnello Immolato, operaia, di Carbonara (PD); 6. Maria Gabriella dell’Annunciazione, dott. in med. preventiva, di Feltre (BL); 7. Maria Giovanni dell’Addolorata, operaio di mie soste; 8. Maria Maddalena del Cuore trafitto di Gesù, laureata in lingue, di Trissingen (Germania); 9. Maristella di Gesù Bambino, maestra, di Marano Valpolicella (VR); 10. Maria Valentina Stefania di Gesù nel Getsemani, maturità classica, di Vigo di legnago (VR); 11. Paolo Geremia dell’Immacolata Concezione di Maria, maestro artigiano gelatiere, di Bolzano (è già il 3° di BZ: sono frutti dei gruppi giovanili di preghiera, che la qui marciano forte, come pure a Pescara, a Fiano di Roma e in Eco tante altre città); 12. Pietro Maria della Croce, cameriere, di Montegrotto (PD); 13. Tiziano Giovanni del Cuore Imm. di Maria, geometra, di Trieste.

Dopo la benedizione, ad uno ad uno veniamo vestiti con un saio di colore grigio-azzurro e un mantello bianco, completati da una cintura marrone ai fianchi dalla quale pende il Rosario La (la nostra arma!); la croce sul petto è il nostro distintivo, Le sorelle hanno anche un velo sul capo molto semplice di colore bianco. I colori dell’abito sono stati scelti su proposta della veggente Maria Pavlovic di Medjugorje. Tutti i capi del vestiario vengono benedetti a mano a mano con formule ispirate al cap. 6 della lettera di Paolo agli Efesini completate dalle intuizioni della teologia mariana di S. Luigi Maria de Monfort, sempre nel contesto della spiritualità della Regina della Pace (”un crocifisso nella mano destra e un Rosario nella mano sinistra saranno le armi degli ultimi tempi” Montfort fl. 59).
Terminato il rito della vestizione, e dopo una rinnovata -consacrazione alla Madonna, veniamo invitati a scambiare un abbraccio di pace con i nostri parenti e amici ma lo Spirito trasporta tutta l’assemblea e ci riscopriamo tutti fratelli, tutti parenti, tutti amici, ma in Cristo Gesù. Poi accade un fatto imprevisto: dalla sacrestia vengono liberate 13 tortore bianche, frutto dell’iniziativa senz’altro ispirata di un fratello. La maggior parte di esse si dirigono verso l’altare, una si appoggia sulla corona della statua della Madonna; poi 7 si stabiliscono ai suoi piedi sopra il tabernacolo e qui vi rimangono fino alla fine della funzione. Ritornata la calma e l’ordine, mentre noi novizi riprendiamo il nostro posto nel coro avviene il 3° rito inserito nella S. Messa che riguarda l’offerta alla Madonna e la successiva consacrazione di Giulia di 3 anni, la figlia della prima coppia di sposi entrata a far parte, della comunità. Giuseppe Sfriso e Maria Rita Giavoni, entrambi di 33 anni, presentano la loro bella figliola alla Mamma del Cielo. E’ molto commovente il racconto che fa Giuseppe: “Quando Rita era al 3° mese di gravidanza ha avuto una stenosi initralica con la complicazione di un edema polmonare, per cui i medici temevano per la vita di entrambe”; Giuseppe in quel frangente aveva pregato molto Maria, facendoLe voto che se fossero sopravvissute,avrebbe offerto la bimba a Lei. Ed è appunto quello che avviene con la “presentazione” della piccola, completando poi il voto con l’offerta di tutta la famiglia.

Nello stesso giorno che Maria Bambina veniva presentata a1 tempio dai suoi genitori, a 3 anni, così oggi Giulia, alla stessa età, viene presentata a Maria. Tutta, la comunità porge i suoi più caldi e sinceri auguri a questa bella famiglia che la Regina della Pace ha scelto come primo nucleo famigliare all’interno di questa esperienza per il rinnovamento della chiesa. La preghiera continua poi fino alle 21 con il solenne canto del vespro in onore di Cristo Re.
Dopo 6 ore di preghiera tutti accorrono al rinfresco generosamente offerto e preparato da alcune anime buone.., perché non solo di Parola di Dio vive l’uomo ma anche di pane!

Paolo Maria dell'Immacolata Concezione