Messaggio del 15 marzo 1984:Anche questa sera, cari figli, vi sono particolarmente riconoscente per essere venuti qui. Adorate senza interruzione il Santissimo Sacramento dell'altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari. Home :: Altri documenti su Medjugorje
C’E’ L’OASI DI MARIA ANCHE TRA NOI
Chi si reca lassù ha l’impressione di trovarsi
nell’hortus conclusus del Cantico, in un giardino di pace.
Anche questa è un’oasi che la Madonna si è
creata, mettendo vi al centro l’albero della vita, Gesù,
che tutto catalizza e trasfigura con la sua energia divina, creando
un clima di libertà feconda, lontana dai rigidi schemi
tradizionali, e di gioiosa fiducia. Sono giovani e ragazze con una
esperienza di vita molto forte alle spalle e decisi nelle scelte,
eppure semplici come i bambini, si aprono a te con amore disarmato.
Tale è l’opera di Maria che plasma i suoi alla
piccolezza beata. E vero: come questi esulteranno di gioia indicibile
e gloriosa” (I Pt 1,8) tutti quelli che proveranno l’abbandono
a Maria.
Così la vede una razza che fa spicco nel gruppo di
preghiera di Medjugorje dopo una sua visita alla comunità.
“Sono passati parecchi giorni dal nostro incontro, ma nel
cuore, per sempre rimane un fresco ricordo per bellissimi giorni
passati alla Comunità: tutto mi è stato regalato,
ringrazio al Signore e a voi... Con i tuoi fratelli e sorelle della
comunità, veramente esulta mia anima nel Signore e ringrazia
per te... Lo so che ti costa molto per aver detto “sì”
a questo progetto di Dio, ma si vede che lui lavora in te... Sono
contenta vedere tutto in quella armonia che fa il Signore, perché
lo avete masso al primo posto: preghiera, silenzio, lavoro, incontri
ma tutto per Lui. Tutta quella bellezza della comunità si sa
apprezzare quando si sta fuori, nel caos del mondo. Perciò la
gioia che porto nel cuore, è come la speranza di essere in una
volta alla comunità (cioè di entrarvi) mi aiuta
respirare e sopportare il mondo, ma con amore. Per la prima grande
festa di famiglia il santuario della Regina della Pace sul colle
sopra Priabona, che fronteggia i due caseggiati rispettivamente dei
fratelli e delle sorelle, si presentava vestito a nuovo per la
generosità di tanti amici, in gara per provvedere il
necessario alla casa di Maria: dai 12 che si sono caricati dell’onere
finanziario, ai poveri, come quell’operaio padre di numerosa
famiglia, che ha deciso di devolvere ogni mese alla comunità
il superfluo del suo stipendio, circa mezzo milione e, dissuaso in
coscienza da chi lo doveva intascare, lo ha lasciato nella bussola
della chiesa. —
IL SIGNORE E’ MIA EREDITA’ E MIO CALICE
Ma la ricchezza più grande è la schiera dei giovani
che hanno consacrato tutta la vita a Maria per essere da Lei plasmati
e usati. Mentre si avviano festosi e raggianti alle la chiesa per la
vestizione, confusi tra il grande pubblico spontaneamente venuto,
viene da pensare:”ecco la generazione che cerca il tuo volto,
Signore” (Sal 23), o meglio “che è stata cercata e
massa assieme da Maria”.
Ecco come descrive la grande festa
una di loro:
21 novembre: nella festa della Presentazione di
Maria Bambina al tempio. “Una voce grida: nel deserto preparate
via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio”.
(lsaia 40,3)
Il grande giorno è arrivato. Nell’aria
c’è una tensione elettrica, una frequenza insolita.
Anche la natura vuole a tutti i costi partecipare e stamattina ha
stracciato i veli del solito grigiore autunnale per lodare Dio in
pienezza. L'inizio della preghiera pomeridiana di sabato è
stata anticipata di un’ora, cioè alle ore 15. Tutta la
mattina vola via nei preparativi. La collina sembra un vulcano di
attività: chi prepara il rinfresco per la sera, chi si dà
da fare in cucina (oggi menù cinese!), chi prova qualche nuovo
canto, chi pulisce la chiesa, mentre P. Gianni, dopo aver ottenuto il
dono della “bilocazione” si sta esercitando per la
“trilocazione”. La sua testa infatti, parla agli ospiti e
risponde al telefono, le braccia con le mani congiunte, in preghiera
sono in chiesa, mentre le gambe e il resto del corpo fanno spola
incessante nel vano tentativo di riunirsi alle altre parti.
Alle
11 gli operai finiscono di montare la nuova bussola di cristallo alla
porta principale, mentre Pietro Maria, alla testa di un gruppetto di
“quasi” volontari, si adopera per terminare l’opera
di pulizia della chiesa. Alle 11,30 la casa di Dio è pronta.
Ora si che è bella! Il nuovo sistema di riscaldamento è
in funzione già da qualche giorno. Il vecchio sistema infatti,
usava come combustibile lo Spirito Santo, ma a causa della nostra
mancanza di fede, non funzionava molto bene (leggi: era come pregare
nel frigorifero). E’ molto bello il nuovo sistema di
illuminazione, frutto della Provvidenza come anche tutto il resto,
con le appliques a due bracci in ferro battuto. C’è
anche la nuova bussola in legno della porta secondaria.., insomma
stiamo andando avanti nei lavori di sistemazione. Speriamo che la
Provvidenza ci sostenga come ha fatto finora.
Alla ore 15
cominciamo la preghiera. La chiesa è stipata di fedeli. La S.
Messa è celebrata da P. Gianni, P. Romualdo Maria, don Angelo
Mutti e P. Mario Elia “dell’ultimo momento!’.
P.
Gianni, dopo l'omelia, chiama Maria Elis di Refrontolo (iv), davanti
all’altare dove le viene effuso lo Spirito Santo. Quindi la
nuova sorella si consacra con sue parole alla Mamma Celeste,
offrendole la vita per i suoi piani di salvezza. (Cioè Dio
benedica i suoi propositi. Lei che ci è di così grande
esempio per il suo zelo e per il silenzio che riesce a mantenere
senza alcuna difficoltà). Le viene quindi letto il piano di
vita che ella dichiara di accettare fedelmente; quindi viene data
lettura della dichiarazione di partecipazione all’accordo
privato su cui è fondata la nostra associazione privata di
fedeli, a cui ella appone la sua firma sull’altare. Infine le
viene consegnato un anello d’argento con la croce in segno di
fedeltà indissolubile.
A questo punto comincia il rito
della vestizione vero e proprio. P. Gianni fa l’appello dei
nomi: 1. Anna Maria Pia dello Spirito Santo, prof. in lett. e
filosofia di Modena; 2. Barnaba della Regina della Pace, grafico, di
Praga ; 3. Lucia dell’Amore di Gesù, infermiera
professionale, di Bolzano, di madrelingua tedesca; 4. Marco della
Passione di Gesù, (fratello di Lucia!), studente di fisica
all’università di Berlino; 5. Maria Fabrizia
dell’Agnello Immolato, operaia, di Carbonara (PD); 6. Maria
Gabriella dell’Annunciazione, dott. in med. preventiva, di
Feltre (BL); 7. Maria Giovanni dell’Addolorata, operaio di mie
soste; 8. Maria Maddalena del Cuore trafitto di Gesù, laureata
in lingue, di Trissingen (Germania); 9. Maristella di Gesù
Bambino, maestra, di Marano Valpolicella (VR); 10. Maria Valentina
Stefania di Gesù nel Getsemani, maturità classica, di
Vigo di legnago (VR); 11. Paolo Geremia dell’Immacolata
Concezione di Maria, maestro artigiano gelatiere, di Bolzano (è
già il 3° di BZ: sono frutti dei gruppi giovanili di
preghiera, che la qui marciano forte, come pure a Pescara, a Fiano di
Roma e in Eco tante altre città); 12. Pietro Maria della
Croce, cameriere, di Montegrotto (PD); 13. Tiziano Giovanni del Cuore
Imm. di Maria, geometra, di Trieste.
Dopo la benedizione, ad
uno ad uno veniamo vestiti con un saio di colore grigio-azzurro e un
mantello bianco, completati da una cintura marrone ai fianchi dalla
quale pende il Rosario La (la nostra arma!); la croce sul petto è
il nostro distintivo, Le sorelle hanno anche un velo sul capo molto
semplice di colore bianco. I colori dell’abito sono stati
scelti su proposta della veggente Maria Pavlovic di Medjugorje. Tutti
i capi del vestiario vengono benedetti a mano a mano con formule
ispirate al cap. 6 della lettera di Paolo agli Efesini completate
dalle intuizioni della teologia mariana di S. Luigi Maria de Monfort,
sempre nel contesto della spiritualità della Regina della Pace
(”un crocifisso nella mano destra e un Rosario nella mano
sinistra saranno le armi degli ultimi tempi” Montfort fl.
59).
Terminato il rito della vestizione, e dopo una rinnovata
-consacrazione alla Madonna, veniamo invitati a scambiare un
abbraccio di pace con i nostri parenti e amici ma lo Spirito
trasporta tutta l’assemblea e ci riscopriamo tutti fratelli,
tutti parenti, tutti amici, ma in Cristo Gesù. Poi accade un
fatto imprevisto: dalla sacrestia vengono liberate 13 tortore
bianche, frutto dell’iniziativa senz’altro ispirata di un
fratello. La maggior parte di esse si dirigono verso l’altare,
una si appoggia sulla corona della statua della Madonna; poi 7 si
stabiliscono ai suoi piedi sopra il tabernacolo e qui vi rimangono
fino alla fine della funzione. Ritornata la calma e l’ordine,
mentre noi novizi riprendiamo il nostro posto nel coro avviene il 3°
rito inserito nella S. Messa che riguarda l’offerta alla
Madonna e la successiva consacrazione di Giulia di 3 anni, la figlia
della prima coppia di sposi entrata a far parte, della comunità.
Giuseppe Sfriso e Maria Rita Giavoni, entrambi di 33 anni, presentano
la loro bella figliola alla Mamma del Cielo. E’ molto
commovente il racconto che fa Giuseppe: “Quando Rita era al 3°
mese di gravidanza ha avuto una stenosi initralica con la
complicazione di un edema polmonare, per cui i medici temevano per la
vita di entrambe”; Giuseppe in quel frangente aveva pregato
molto Maria, facendoLe voto che se fossero sopravvissute,avrebbe
offerto la bimba a Lei. Ed è appunto quello che avviene con la
“presentazione” della piccola, completando poi il voto
con l’offerta di tutta la famiglia.
Nello stesso giorno
che Maria Bambina veniva presentata a1 tempio dai suoi genitori, a 3
anni, così oggi Giulia, alla stessa età, viene
presentata a Maria. Tutta, la comunità porge i suoi più
caldi e sinceri auguri a questa bella famiglia che la Regina della
Pace ha scelto come primo nucleo famigliare all’interno di
questa esperienza per il rinnovamento della chiesa. La preghiera
continua poi fino alle 21 con il solenne canto del vespro in onore di
Cristo Re.
Dopo 6 ore di preghiera tutti accorrono al rinfresco
generosamente offerto e preparato da alcune anime buone.., perché
non solo di Parola di Dio vive l’uomo ma anche di pane!
Paolo
Maria dell'Immacolata Concezione