Messaggio del 20 settembre 1985:Cari figli, oggi vi invito a vivere nell'umiltà tutti i messaggi che vi sto dando. Cari figli, non vi insuperbite per il fatto di vivere i messaggi. Non andate in giro, dicendo: noi li viviamo! Se porterete nei vostri cuori i messaggi e li vivrete, tutti se ne accorgeranno e non ci sarà bisogno di parole, le quali servono soltanto a coloro che non ascoltano. Per voi non c'è bisogno di dirlo con le parole. Voi, cari figli, dovrete soltanto vivere e con la vita testimoniare! Grazie per aver risposto alla mia chiamata! Home :: Altri documenti su Medjugorje
Lettera ai gruppi di preghiera di Medjugorje del 25 giugno 1997, firmata da mons. Paolo Maria Hnilica, S.J., insieme a mons. Frane Franic, vescovo em. di Split-Makarska e ai Frati Minori di Medjugorje.
Carissimi amici dei gruppi di preghiera di Medjugorje,
questa
lettera esprime il profondo affetto che ci lega al messaggio di
Medjugorje e sapendo che molti altri (vescovi, sacerdoti, religiosi e
laici) hanno testimoniato più volte la loro gratitudine per i
molteplici frutti spirituali scaturiti da questo messaggio, noi
attraverso questo scritto volevamo farvi partecipi di una
testimonianza comune che vuole anche essere un contributo per la
difesa di questa opera di Maria che si è diffusa nel mondo
intero e che da più parti continua ad essere minacciata.
Nessuno può negare - anche se di fatto c'è chi
cerca di farlo - che il Movimento spirituale della Regina della Pace
è una realtà viva nella Chiesa, suscitata da uno
spirito di preghiera e non da iniziative umane. Questo fiume di luce,
di vita, di pace e di amore per la Madre di Dio, ha generato gruppi
di preghiera ovunque, ha ispirato conversioni, continua a guarire e
consolare i cuori di tutti quei fedeli che hanno trovato nella
semplicità del messaggio della Regina della Pace una direzione
autentica per riscoprire il Vangelo e per ritornare nel cuore della
Chiesa. Non si contano più oramai le conversioni avvenute a
Medjugorje e grazie a quel messaggio tanti che avevano lasciato la
Chiesa sono ritornati e tanti altri hanno imparato ad amarla di più.
Un giudizio definitivo non è stato ancora dato da
parte delle competenti Autorità ecclesiastiche su queste
apparizioni iniziate nel 1981 e che ancora continuano. È un
fatto però innegabile che questo Movimento spirituale della
Regina della Pace sorto intorno ai Suoi messaggi è uno dei più
grandi e autentici movimenti di preghiera di questo ventesimo secolo.
Un Movimento che vive nella Chiesa e per la Chiesa poiché
coinvolge i fedeli, il clero, i religiosi e i vescovi, che hanno dato
e continuano a dare in vari modi, una pubblica testimonianza sui
molteplici benefici spirituali che Medjugorie ha portato nella vita
di tanti fedeli, non ultimo quello del ritorno alla vita di
preghiera.
Decine di milioni sono i pellegrini che si sono
recati a Medjugorje per pregare. Migliaia sono i sacerdoti e
centinaia i vescovi che hanno lì celebrato la Santa Messa e
ascoltato a lungo confessioni di penitenti come trasformati dalla
grazia materna di Maria Santissima. Molti di loro sono ritornati
nelle loro diocesi dando un'unanime testimonianza: "a Medjugorje
la gente si converte." Conversioni che colpiscono l'attenzione
dei Pastori perché sono "conversioni durature". La
gente che ha sperimentato lì la presenza di Maria non si conta
più, come non si contano più le storie delle personali
conversioni, delle guarigioni spirituali e anche corporali, delle
vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata nate dalla grazia di
Medjugorje. Questi sono alcuni tra i principali frutti spirituali che
hanno portato molti a concludere che la Regina della Pace è
veramente presente a Medjugorje e che questa Sua presenza spiega la
diffusione così rapida del Movimento di preghiera a Lei legato
in tutto il mondo.
In ogni continente sono oggi tanti i
gruppi di preghiera che hanno trovato nel messaggio della Regina
della Pace una luce di speranza e di consolazione. Essi sono una
presenza cristiana viva ed operante nella Chiesa. Si pensi ad esempio
a tutti gli aiuti di carità che tanti gruppi di preghiera di
Medjugorje hanno mandato dal mondo intero nella Bosnia-Erzegovina e
in altri paesi, durante e dopo la guerra. Nessun'altra organizzazione
umanitaria ha fatto così tanto per aiutare i tribolati della
guerra come il volontariato della Regina della Pace. E questo lo
diciamo per rendere gloria a Dio.
Diocesi, parrocchie,
istituti e ordini religiosi, seminari e conventi, scuole e ambienti
di lavoro, focolari domestici e numerosi altri luoghi nella Chiesa e
nel mondo sono stati toccati dalla grazia di Medjugorje, dalla
presenza - noi lo crediamo insieme a tanti altri - della Regina della
Pace, che in quel luogo si è manifestata la prima volta il 24
giugno del 1981 e continua a farlo ai nostri giorni. Questa presenza
materna ci fa ricordare quello che è avvenuto a Guadalupe, a
Lourdes, a Fatima e in altri luoghi di apparizioni mariani: dove
prima c'era come un deserto spirituale, dopo la visita materna di
Maria è fiorita la vita, è ritornata la speranza, si è
chiesto perdono ed è tornata la pace.
Per svalutare la
realtà spirituale di Medjugorje non manca chi affermi: "in
ogni luogo dove si prega ci sono conversioni." Ci sia però
permesso di obbiettare: perché allora sempre di meno si prega
oggi nelle parrocchie, nei seminari, nelle scuole, nelle fabbriche,
nelle famiglie...? Perché a Medjugorje si prega così
tanto? Come è possibile che la parrocchia francescana di un
piccolo villaggio sia diventata per il mondo intero un così
grande ed efficace richiamo alla preghiera?
Secondo la
convinzione di molti, quell'oasi di pace è diventata per
grazia di Dio uno dei luoghi di culto mariano nella Chiesa dove più
si prega e ci si converte. Certamente nel dire questo non si pretende
di imporre una fede nelle apparizioni di Medjugorje, ma si vuole
semplicemente dare una serena testimonianza nel pieno rispetto di chi
la pensa diversamente. Sull'albero di Medjugorje non è
cresciuta nessuna eresia, ne ai pellegrini sono stati imposti modi di
pensare o di agire contro la morale o la liturgia cattolica, o contro
i sacramenti, ne sono stati trasmessi insegnamenti che hanno
scandalizzato i credenti, come invece purtroppo avviene da altre
parti.
Ci dispiace dirlo ma fa soffrire molto l'atteggiamento
di coloro che si abbandonano a giudizi di condanna contro Medjugorje,
lasciando tanti fedeli perplessi e disorientati Anche lo scorso anno
affermazioni ambigue, diffuse in modo a volte distorto da una certa
stampa, hanno voluto far credere che ci sia stata una condanna
ufficiale da parte della Chiesa sulle apparizioni, o che almeno
esistano gravi sospetti nei loro confronti.
Per questo,
nell'agosto del 1996, è dovuto intervenire il portavoce
ufficiale del Santo Padre, Dr. Navarro Valls, per ribadire che
"riguardo a Medjugorje non è intervenuto nessun fatto
nuovo". Tale pronunciamento ufficiale era stato reso necessario
dal momento che si erano diffuse notizie sulla stampa di tutto il
mondo che il Vaticano vietava i pellegrinaggi a Medjugorje. Invece
proprio quel provvidenziale comunicato del Vaticano riaffermava che
tutti potevano recarsi in pellegrinaggio privato a Medjugorje, cioè
che i laici possono continuare a organizzare i loro pellegrinaggi in
quel luogo di preghiera.
La Regina della Pace è venuta
in Bosnia-Erzegovina non per seminare zizzania o generare contese
all'interno della Chiesa ma per proporre un messaggio di pace e di
riconciliazione a dei popoli che qualche anno dopo venivano gettati
nell'inferno di una guerra che in poco tempo avrebbe massacrato
quelle terre. La Sua voce aveva gridato come in un deserto. Ella
veniva per avvertire, ammonire e supplicare i suoi figli che senza la
conversione del cuore non ci sarebbe stata la pace vera. La pace che
c'era nel 1981 era solo apparente: dieci anni dopo infatti scoppiava
la guerra. Ma questo nessuno quaggiù lo sapeva. Al tempo delle
prime apparizioni non si capiva perché in un paese dove c'era
la convivenza pacifica, la Signora dell'apparizione parlava della
necessità di un urgente ritorno a Dio per aver la vera pace Il
26 giugno del 1981 Lei si mostrava piangente dinanzi ad una grande
croce. Il 26 giugno del 1991 cadevano le prime bombe sull'aeroporto
di Ljubljana in Slovenia.
La Vergine Maria è venuta
proprio per aprire i cuori alla pace, per formare le coscienze a dare
e a ricevere il perdono. Riferendosi a questa straordinaria opera
mariana di riconciliazione, l'allora Arcivescovo di Spalato,
Monsignor Frane Franic, disse: "la Regina della Pace ha fatto
più Lei in 6 anni di apparizioni a Medjugorje che tutti noi
vescovi in quarant'anni di pastorale nelle nostre diocesi".
Nessuno infatti come la Regina della Pace aveva tanto operato per la
pace in Bosnia-Erzegovina. Quando è scoppiata la guerra,
quella frase di Mons. Frane Franic è risultata più vera
che mai Con le bombe che cadevano tutto intorno a Medjugorje senza
mai colpire quel villaggio debole e disarmato, la portata profetica
del messaggio della Regina della Pace risuonava più potente
che mai. E improvvisamente ci si rendeva drammaticamente conto che
quel messaggio mariano non era stato sufficientemente creduto e
accolto.
Medjugorje come Kibeho, in Ruanda (Africa). Anche
qui la Vergine si manifestava nel 1981 per ammonire e richiamare i
cuori dei suoi figli alla conversione prima che fosse troppo tardi.
Qualche anno dopo venne una tremenda guerra civile che colpì
come un flagello apocalittico quelle popolazioni africane. Medjugorje
come Fatima, dove ai tre pastorelli, - oggi tanto lodati ma a quel
tempo anche tanto ostacolati - la Regina del Rosario già nel
1917 parlò dell'avvento di una guerra più grande della
prima e del castigo che dalla Russia si sarebbe abbattuto sul mondo
intero se l'umanità non si fosse convertita consacrandosi al
suo Cuore Immacolato. Purtroppo anche per il messaggio di Medjugorje,
che come quello di Fatima parla di pace e di conversione, il cammino
nella Chiesa non è facile, ha lo stesso destino di quello dei
profeti: tante conversioni ma anche tante persecuzioni, tanta grazia
ma anche tanta lotta, e come per i profeti solo dopo tante sofferenze
e tribolazioni, gli uomini arriveranno a capirne veramente
l'importanza.
Sono in tanti in effetti coloro che tra i
vescovi, il clero e i fedeli del mondo intero hanno già
riconosciuto in questo messaggio mariano proveniente dall'est,
un'autentica ammonizione materna alla conversione tra le più
efficaci per la Chiesa del ventesimo secolo. Un messaggio profetico
di speranza e di pace che oggi alla luce del recente passato di
guerra e di disperazione non può che commuovere tutti noi. Non
è forse evidente il legame tra la guerra devastante scoppiata
in Bosnia-Erzegovina e il messaggio edificante di Medjugorie? La
guerra distruttrice non ha neanche scalfito il luogo che Dio ha
scelto per diffondere questo straordinario messaggio di pace e di
conversione. Medjugorie per grazia di Dio risplende oggi ancor più
bella e grande che mai! Un messaggio che ha valicato i confini
dell'est - a quel tempo ancora separato dall'ovest -, per colmare di
speranza cuori dei fedeli di ogni nazione con il dono pasquale della
Pace. "Mir, Mir, Mir", quelle parole della Regina della
Pace sono anche oggi più attuali che mai.
Medjugorje,
testimonia nella Chiesa, ancora una volta, il ruolo di Mediatrice e
Avvocata che la "Donna vestita di Sole" ha per Volere di
Dio nella Storia della Salvezza Ella è riuscita ad avvicinare
l'Est all'Ovest, non con la diplomazia, ma con la preghiera e la
riconciliazione, con il potente annuncio evangelico che ci viene
ricordato da Medjugorje: l'amore alla Croce di Cristo è
l'unica strada per vincere il Male.
Aver fatto memoria di
questi eventi era un dovere di onestà nei riguardi del
messaggio di Medjugorje. E proprio alla luce di questi "segni
dei tempi" ci sembra così urgente di ritornare a meditare
e a vivere con un nuovo entusiasmo i messaggi della Regina della
Pace. Messaggi semplici, e apparentemente ripetitivi, ma che
contengono l'accorato appello di una Madre che non ha mai mancato di
far sentire la Sua voce nel corso dei secoli. Una voce e una presenza
materna che ha ammonito i popoli, li ha richiamati alle verità
essenziali proclamate dalla Chiesa ed infine li ha ricondotti nel suo
grembo come nazioni riconciliate al loro Padre e Creatore.
L'evento
Medjugorje si colloca in un periodo della storia dell'umanità
particolarmente minacciato dalle forze del Maligno. Basti pensare che
le apparizioni di Medjugorje seguono di un mese circa l'attentato del
Papa. Come avrebbe potuto la Regina della Pace rimanere indifferente
dinanzi all'odio e alla violenza devastante di Satana, che preparava
nell'oscurità uno degli attacchi più violenti che la
storia conosca e di cui Sarajevo è oggi città simbolo?
Se il messaggio di Medjugorje non ci fosse stato ci dovremmo
meravigliare, non c'è ragione di turbarsi per il fatto che
esiste Medjugorje! Non c'è ragione di scandalizzarsi se,
grazie a Dio, come a Fatima anche a Medjugorje ha brillato la luce di
Dio in mezzo alle tenebre di questo fine secolo. Questo messaggio di
luce i sei veggenti di Medjugorje, in tutti questi anni, lo hanno
concordemente testimoniato e trasmesso senza mai contraddirsi,
malgrado tutti gli ostacoli, le sofferenze che i comunisti, e non
solo i comunisti, hanno loro causato. Come avrebbero potuto resistere
senza una speciale grazia da Dio?
"Medjugorje è
la continuazione di Fatima" questo disse il Santo Padre Giovanni
Paolo II al vescovo Paolo Maria Hnilica SJ, nel 1984. Quante volte il
Papa ha parlato favorevolmente di Medjugorje con cardinali, vescovi,
sacerdoti, gruppi di fedeli, che si sono recati a rendergli visita e
lo hanno informato su Medjugorje. Il Vicario di Cristo così
attento al corso della storia, non ha mai esitato a manifestare il
suo amore e la sua gratitudine per il messaggio di Medjugorje.
"Proteggete Medjugorie", il Papa lo disse anche al
francescano Padre Jozo Zovko che aveva pagato con il carcere la sua
fedeltà alle apparizioni di Medjugorje quando vi era parroco
nel 1981. Non solo Giovanni Paolo II ha manifestato la sua
benevolenza verso Medjugorje ma ha anche espresso più di una
volta (come recentemente ha testimoniato il Presidente croato) il suo
desiderio di recarsi in visita a Medjugorie.
La presenza
della Madre di Dio a Medjugorie in questo anno consacrato al Suo
Figlio, unico Salvatore del mondo, continua a incoraggiarci a seguire
il Papa, il Vicario di Cristo, ovunque egli vada. Medjugorie è
diventato come Fatima un centro internazionale di preghiera e di
sostegno spirituale per la Chiesa universale e in modo particolare
per il ministero di Giovanni Paolo II. La Regina della Pace è
scesa in campo a Medjugorie anche per confermare il "Totus tuus"
del Santo Padre e aiutarlo così a portare a termine l'immenso
compito che il Signore gli ha affidato, che come lui più volte
ha ricordato é quello di introdurre la Chiesa nel Terzo
Millennio. Chi più di Lui infatti è stato preparato
dalla sofferenza ad aprire la Porta Santa nel Natale del 1999 e
spalancare così le porte della Misericordia infinita di Dio
per introdurvi la Chiesa intera?
Cari fratelli e sorelle dei
gruppi di preghiera di Medjugorie, noi anche siamo chiamati a fare
quello che il Papa ha chiesto nel suo ultimo viaggio in Polonia:
metterci in ginocchio per implorare da Dio la grazia che Giovanni
Paolo II possa guidare la Chiesa nel Terzo Millennio. Fatima agli
inizi del secolo e Medjugorie alla fine del Millennio manifestano
quella speciale presenza materna che viene in aiuto alla Chiesa, al
Santo Padre, ai popoli di tutto il mondo in particolari momenti di
bisogno.
Il Movimento spirituale di Medjugorie, che vive
nella Chiesa di questo fine Millennio, sta sperimentando da anni una
vita spirituale che scaturisce dall'incontro con il Cuore Immacolato
di Maria. Come Elisabetta anche noi abbiamo risentito la gioia che la
presenza della Vergine infonde nei cuori dei semplici che ricorrono
alla Sua intercessione materna. Lei viene per rivelarci tutta la
bellezza di appartenere a Cristo: Via, Verità e Vita! E questa
vita nuova Lei l'ha portata anche a Medjugorie per risanare le ferite
di tanti all'interno della Chiesa che si trova oggi in un particolare
bisogno di rinnovamento nello Spirito Santo Senza l'incontro con la
Madre di Gesù non c'è vita soprannaturale e questa vita
è sempre minacciata, c'è sempre Erode che cerca di
sopprimerla.
Noi tutti pellegrini di Medjugorie abbiamo
quindi la grande responsabilità di far fruttificare il dono
della preghiera che la Regina della Pace è venuta a portare a
Medjugorie. L'arma per combattere Satana e i suoi seguaci è la
preghiera del cuore e la penitenza che ci fanno camminare nella
Verità del Vangelo. I messaggi di Medjugorie, senza alcuna
imposizione hanno suscitato un Movimento di preghiera che
spontaneamente si è diffuso in tutto il mondo per aiutare ogni
uomo di buona volontà a camminare nella Verità! Oggi
nella Chiesa è purtroppo tanto diffusa la frenesia
dell'azione. Medjugorie ci ricorda che la Chiesa è più
che mai attiva nel Cenacolo, perché lì gli apostoli
sono "assidui e concordi nella preghiera con Maria, la Madre di
Gesù" (Atti 1,14).
Non dobbiamo permettere che
questo spirito di comunione e di preghiera che anima da anni il
Movimento di Medjugorie venga soffocato da polemiche, disaccordi,
divisioni e condanne gratuite. Bisogna ritornare a vivere i messaggi
e il loro più urgente appello continua ad essere quello di
sempre: "pregate, pregate, pregate". Il Movimento
spirituale di Medjugorie è nato per restare fedele a questo
appello della Regina della Pace. Questo messaggio ci ha condotto ad
adorare Gesù realmente presente nella Santissima Eucarestia,
ad attingere da Lui la Luce dello Spirito Santo per comprendere e
amare la Parola di Dio e per avere così la forza e il coraggio
di vivere la Verità del Vangelo, di perdonare e trovare la
pace.
È solo la nostra conversione che decide le sorti
dell'umanità futura. Non sono i programmi, i convegni, le
parole che alla fine cambieranno il mondo. La Regina della Pace ci ha
indicato la Via Maestra per arrivare alla conversione del cuore. È
la Via che conduce al Cenacolo dove per mezzo della preghiera in
comunione con Maria, la Sposa dello Spirito Santo, noi riconoscendo i
nostri peccati facciamo penitenza e ci convertiamo. Ecco perché
Medjugorie non ci chiede grandi programmi, ma le cose semplici che
troviamo nei suoi messaggi, esse sono come cinque sassolini:
"l'Eucarestia, la Parola di Dio, la Confessione mensile, il
rosario, il digiuno". E anche a noi come a Davide ci viene
promessa così la vittoria su Golia.
Non dobbiamo
stupirci se Satana tenta molte strade per distruggere i frutti
soprannaturali maturati all'interno del Movimento spirituale di
Medjugorie. Noi per difenderci dobbiamo autenticamente amare, servire
e imitare la nostra Regina e Madre della Pace, vivendo i Suoi
messaggi che ci invitano alla conversione attraverso la preghiera, il
digiuno, l'abbandono in Dio per aver la pace. Non dobbiamo avere
paura delle menzogne che vengono diffuse su Medjugorie, noi dobbiamo
rispondere con la verità della nostra vita cristiana. La
nostra devozione mariana deve diventare sempre di più vera
imitazione mariana. Lei vivrà così la Sua vita in noi.
Se vogliamo conoscere il Figlio di Dio andiamo dalla Madre! Giovanni
Paolo II ci da l'esempio. Lui, il Papa, va da Maria, per conoscere
Gesù, Le dice : "Totus tuus".
Il Movimento
di Medjugorie è un camminare incontro a Maria e insieme a Lei
scoprire il Figlio Suo. Questo cammino spirituale, considerato da
moltissimi una grande benedizione per la Chiesa, non crea confusione.
La confusione è opera del Maligno. La Regina della Pace nei
suoi messaggi non disorienta ma orienta alla Verità evangelica
e Medjugorie stesso è diventato per innumerevoli pellegrini un
luogo di riconciliazione con la Chiesa e non di separazione dalla
Chiesa. Il Movimento vive nella Chiesa e per questo ama la Chiesa
locale dove è presente con i suoi gruppi di preghiera. Quanti
Pastori - come il defunto cardinal Siri di Genova - hanno reso grazie
a Dio per la presenza rinnovatrice dei gruppi di Medjugorie nelle
loro diocesi e nelle loro parrocchie!
Lo sappiamo bene che ci
sono anche voci contrarie a Medjugorie ma non è la prima volta
che intorno ad un intervento soprannaturale ci siano nella Chiesa
pareri discordanti anche tra gli stessi vescovi. Ma innanzitutto noi
vogliamo fidarci del discernimento del Supremo Pastore, di Giovanni
Paolo II che in merito agli eventi di Medjugorie non ha mai mostrato
di avere dei dubbi sulla loro origine soprannaturale.
"Il
mondo sta perdendo il soprannaturale, la gente lo trova a Medjugorie
attraverso la preghiera, il digiuno e i sacramenti" questo disse
il Santo Padre alcuni anni fa dopo l'incontro con una commissione di
medici dell'associazione Arpa, che insieme al vescovo Hnilica
riferivano al Papa dei risultati scientifici a cui la stessa
commissione era pervenuta dopo aver esaminato le estasi dei sei
veggenti. Essi conclusero che quei fenomeni erano inspiegabili dal
punto di vista naturale. Era la prima volta che strumenti scientifici
"misuravano" il fenomeno delle estasi simultanee dei sei
veggenti durante le apparizioni a Medjugorie.
Carissimi
amici, uniamo i nostri cuori al Cuore Immacolato di Maria. Tanti di
noi avvertono chiaramente che questi sono i Suoi tempi, i tempi
annunciati a Fatima, confermati dal messaggio di Medjugorie! Sono i
tempi del "Totus tuus" universale che attraverso il
pontificato di Giovanni Paolo II si sta diffondendo in tutta la
Chiesa, ma che trova oggi così forti resistenze.
Ci
piace concludere proprio con le parole del nostro amato Santo Padre
che nell'Angelus del 7 marzo 1993, riferendosi alla guerra in
Bosnia-Erzegovina, diceva:
"Bisogna tornare a Dio:
riconoscere e rispettare i diritti di Dio! Chiediamo alla Vergine
Santa questa rinnovata consapevolezza. La sua presenza ammonitrice e
materna tante volte si è fatta sentire, anche nel nostro
secolo: sembra quasi che ella voglia avvertirci dei pericoli che
incombono sull'umanità. Alla forza oscura del male, Maria ci
chiede di rispondere con le pacifiche armi della preghiera, del
digiuno, della carità: ci addita Cristo, ci porta a Cristo.
Non deludiamo le attese del suo cuore di Madre".
Non
sono queste parole del Papa come una sintesi meravigliosa dei
messaggi della Regina della Pace che da Medjugorie si sono diffusi
nel mondo intero?
La Regina della Pace ci vuole uniti nella
preghiera in fiduciosa attesa di una Nuova Pentecoste che rinnovi la
faccia della terra. Così il Papa e la Madre di Dio ci vogliono
preparare al Grande Giubileo. In cammino con Lei andiamo incontro al
Signore!
Uniti dallo stesso amore per la nostra Madre e
Regina della Pace,
Msgr. Frane Franic
Msgr. Paolo Maria
Hnilica, SJ
Fra Tomislav Pervan, OFM
Fra Ivan Landeka, OFM
Fra Jozo Zovko, OFM
Fra Slavko Barbaric, OFM
Fra Leonard
Orec, OFM
Medjugorie, 25 giugno 1997
La lettera è
tratta da: http://www.medjugorje.hr/medjugorjeduhovnipokretit.htm