Maria a Medjugorje Messaggio del 5 luglio 1985:Rinnovate le due preghiere insegnate dall’angelo della pace ai pastorelli di Fatima: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze da cui egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”. “Mio Dio, io credo e spero, ti amo e ti ringrazio. Ti chiedo perdono per chi non crede e non spera, non ti ama e non ti ringrazia”. Rinnovate anche la preghiera a San Michele: “San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Sii tu il nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del demonio. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime”.


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Medjugorje, un «mistero» lungo 25 anni - Articolo tratto da Avvenire e dalla ml Informazioni da Medjugorje

Decine di migliaia di pellegrini nel piccolo centro bosniaco per l'anniversario della prima presunta apparizione. Parla il mariologo De Fiores
Di Lorenzo Rosoli

Decine di migliaia di pellegrini - molti giunti dall'Italia - si sono raccolti fra sabato e domenica a Medjugorje per celebrare il 25° anniversario della prima fra le presunte apparizioni di Maria «Regina della pace» in quel villaggio della Bosnia. Una storia iniziata il 25 giugno 1981, che da allora ha richiamato nel cuore della ex Jugoslavia milioni di persone da tutto il mondo, mentre ancor oggi tre dei sei veggenti affermano di avere le «visioni» ogni sera, ovunque si trovino.
Quale è la posizione della Chiesa cattolica su Medjugorje? Con quali occhi guardare alla folla di uomini e donne che vi si recano e si rivolgono con venerazione alla «Regina della pace»? Ampliando il raggio delle riflessioni: perché Maria, nel corso della storia, in vari tempi e luoghi è tornata a manifestarsi? E poi: che fare, nelle comunità locali, per coltivare un'autentica devozione mariana? Ne parliamo con padre Stefano De Fiores, monfortano, docente di mariologia alla Pontificia Università Gregoriana e fra i più autorevoli studiosi della materia.
«Di fronte a presunte manifestazioni mariane la Chiesa procede così - spiega De Fiores -. In primo luogo si istituisce una commissione diocesana, che interroghi veggenti e testimoni. Così fece per Medjugorje l'allora vescovo di Mostar Pavao Zanic. Quando però un evento acquista una risonanza che travalica i confini locali e nazionali, si forma una nuova commissione - stavolta internazionale - ad opera della Conferenza episcopale del Paese. Così agirono i vescovi dell'allora Jugoslavia che poi, nel 1991, firmarono la cosiddetta dichiarazione di Zara nella quale, di Medjugorje, si affermava: non constat de supernaturalitate. Il che non significa negare la soprannaturalità degli eventi, ma solo che non ci sono ancora sufficienti elementi per parlare di soprannaturale. Una posizione interlocutoria, di attesa».
Altri invece, sono andati oltre, con valutazioni meno «attendiste»...
«Zanic mutò il "non consta la soprannaturalità" in "consta la non soprannaturalità". Ciò portò l'allora segretario della Congregazione per la dottrina della fede, Tarcisio Bertone, a intervenire precisando che quella di Zanic era una posizione legittima ma del tutto personale».
Come comportarsi di fronte al «non constat»?
«Si sconsigliano i pellegrinaggi ufficiali, guidati da vescovi o sacerdoti, ma sono leciti e ammessi i pellegrinaggi privati, ai quali possono partecipare - solo a titolo personale - i consacrati». Intanto come procedono le gerarchie ecclesiastiche?
«Mi risulta sia costituita una nuova commissione da parte dei vescovi della Bosnia Erzegovina, che però non si è ancora pronunciata. Un ulteriore, finale pronunciamento potrebbe esserci dalla Congregazione per la dottrina della fede».
Con quali occhi guardare alla devozione alla Madonna di Medjugorje?
«L'obbedienza dovuta alla Chiesa non è mai passiva ma implica discernimento: è un'obbedienza attiva e responsabile. Così vuole il Vaticano II. Dobbiamo risvegliare il senso della fiducia nel popolo di Dio: i pellegrini che vanno a Medjugorje - rallegriamoci che ve ne siano! - non sono bambini o sprovveduti, ma cristiani adulti, che hanno il diritto di crescere nella fede e coltivare l'esperienza della devozione. È nell'orizzonte di questo discernimento che, in attesa di altri segni o manifestazioni, vanno accolte e valutate le "prove indirette" dell'evento».
Di cosa si tratta?
«I veggenti, ad esempio, debbono confermare di essere persone al di fuori di ogni sospetto: a posto sul piano psico-fisico ma anche morale e spirituale, perché si possa escludere sia l'allucinazione sia l'inganno. Sul piano dottrinale, poi, il messaggio dell'apparizione non può in alcun modo contraddire la Rivelazione che abbiamo già ricevuto nella sua pienezza in Cristo».
La Madonna a Medjugorje si sarebbe presentata come «Regina della pace»...
«Si tratterebbe di un titolo - e di un messaggio - di grande impatto, eloquenza e attualità rispetto alle sfide della storia. Al tempo delle prime apparizioni, ancora nulla lasciava presagire la guerra, tragica e fratricida, che poi avrebbe insanguinato la Jugoslavia. E la questione della pace e fraternità fra i credenti nell'unico Dio, appartenenti alle varie religioni - dal cristianesimo all'islam -, oggi è più che mai aperta». Al di là del «caso Medjugorje»: come si spiegano le apparizioni di Maria?
«Sotto la Croce, Maria è divenuta la madre spirituale dell'intera umanità. Finché il mondo geme, lei geme col mondo e - manifestandosi - esprime il pathos del Padre, la passione del Figlio, il gemito dello Spirito. Se è nostra madre, come può stare lontana da noi?». Come alimentare nelle nostre comunità un'autentica devozione mariana? «Col riferimento costante alla Parola di Dio. Ed evitando gli scogli additati dal Vaticano II: la sottovalutazione del ruolo di Maria nella storia della salvezza; le esagerazioni e la vana credulità. Amore, venerazione, imitazione, identificazione con la Vergine: ecco gli atteggiamenti da coltivare, come ci insegnano - da epoche diverse - Luigi da Montfort e Giovanni Paolo II. La devozione mariana non è sterile se aiuta a vivere le promesse del battesimo e approfondisce la nostra fedeltà a Cristo. Tutto deve riferirsi a Gesù; i segni e le manifestazioni di Maria sono come il dito che indica la luna: non fermiamoci a guardare il dito».

LA STORIA

Il 6 agosto avrebbe detto: «Sono la Regina della pace» La vicenda delle presunte apparizioni di Medjugorje, piccolo villaggio della Bosnia-Erzegovina, inizia il 24 giugno 1981, quando, intorno alle 18, sei giovani ragazzi sostengono di aver visto sulle colline del Podbrdo, una figura bianca con un bambino in braccio. Il giorno successivo due adolescenti non hanno più la visione mentre altri due si aggiungono. Saranno questi (i loro nomi sono Mirjana, Ivanka, Jakov,Vicka, Ivan e Marjia) i sei veggenti per così dire «definitivi». Proprio per questo l'anniversario della prima «apparizione» viene fatto coincidere con il 25 giugno. Il 26 giugno la donna della «visione» si presenta come «la Beata Vergine Maria» mentre il 6 agosto successivo si definirà la «Regina della pace». Da allora ad oggi le presunte apparizioni sarebbero continuate senza sosta, anche se con modalità differenti per ciascun veggente. Oggi Ivanka, Mirjana e Jakov avrebbero una sola apparizione all'anno mentre Vicka, Ivan e Marjia sostengono di «vedere» la «Regina della pace» ogni sera in qualunque posto si trovino. Dall'inizio delle presunte apparizioni i ragazzi avrebbero ricevuto messaggi privati cui dal 1 marzo 1984 si sarebbe accompagnato un messaggio pubblico, prima (fino all'8 gennaio 1987) con cadenza settimanale e poi mensilmente, sempre nel giorno 25. Dal 1981 ad oggi Medjugorje è stato meta di milioni di pellegrini da ogni parte del mondo.