Messaggio del 31 gennaio 1985:Cari figli, oggi desidero esortarvi ad aprire il vostro cuore a Dio, come si aprono i fiori in primavera alla ricerca del sole. Io sono la vostra Mamma, e sempre desidero che siate pił vicini al Padre; che egli conceda sempre ricchi doni ai vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! Home :: Altri documenti su Medjugorje
Medjugorje, un «mistero» lungo 25 anni - Articolo tratto da Avvenire e dalla ml Informazioni da Medjugorje
Decine di migliaia di pellegrini nel piccolo centro bosniaco
per l'anniversario della prima presunta apparizione. Parla il
mariologo De Fiores
Di Lorenzo Rosoli
Decine di
migliaia di pellegrini - molti giunti dall'Italia - si sono raccolti
fra sabato e domenica a Medjugorje per celebrare il 25°
anniversario della prima fra le presunte apparizioni di Maria «Regina
della pace» in quel villaggio della Bosnia. Una storia iniziata
il 25 giugno 1981, che da allora ha richiamato nel cuore della ex
Jugoslavia milioni di persone da tutto il mondo, mentre ancor oggi
tre dei sei veggenti affermano di avere le «visioni» ogni
sera, ovunque si trovino.
Quale è la posizione della Chiesa
cattolica su Medjugorje? Con quali occhi guardare alla folla di
uomini e donne che vi si recano e si rivolgono con venerazione alla
«Regina della pace»? Ampliando il raggio delle
riflessioni: perché Maria, nel corso della storia, in vari
tempi e luoghi è tornata a manifestarsi? E poi: che fare,
nelle comunità locali, per coltivare un'autentica devozione
mariana? Ne parliamo con padre Stefano De Fiores, monfortano, docente
di mariologia alla Pontificia Università Gregoriana e fra i
più autorevoli studiosi della materia.
«Di fronte a
presunte manifestazioni mariane la Chiesa procede così -
spiega De Fiores -. In primo luogo si istituisce una commissione
diocesana, che interroghi veggenti e testimoni. Così fece per
Medjugorje l'allora vescovo di Mostar Pavao Zanic. Quando però
un evento acquista una risonanza che travalica i confini locali e
nazionali, si forma una nuova commissione - stavolta internazionale -
ad opera della Conferenza episcopale del Paese. Così agirono i
vescovi dell'allora Jugoslavia che poi, nel 1991, firmarono la
cosiddetta dichiarazione di Zara nella quale, di Medjugorje, si
affermava: non constat de supernaturalitate. Il che non significa
negare la soprannaturalità degli eventi, ma solo che non ci
sono ancora sufficienti elementi per parlare di soprannaturale. Una
posizione interlocutoria, di attesa».
Altri invece, sono
andati oltre, con valutazioni meno «attendiste»...
«Zanic
mutò il "non consta la soprannaturalità" in
"consta la non soprannaturalità". Ciò portò
l'allora segretario della Congregazione per la dottrina della fede,
Tarcisio Bertone, a intervenire precisando che quella di Zanic era
una posizione legittima ma del tutto personale».
Come
comportarsi di fronte al «non constat»?
«Si
sconsigliano i pellegrinaggi ufficiali, guidati da vescovi o
sacerdoti, ma sono leciti e ammessi i pellegrinaggi privati, ai quali
possono partecipare - solo a titolo personale - i consacrati».
Intanto come procedono le gerarchie ecclesiastiche?
«Mi
risulta sia costituita una nuova commissione da parte dei vescovi
della Bosnia Erzegovina, che però non si è ancora
pronunciata. Un ulteriore, finale pronunciamento potrebbe esserci
dalla Congregazione per la dottrina della fede».
Con quali
occhi guardare alla devozione alla Madonna di
Medjugorje?
«L'obbedienza dovuta alla Chiesa non è
mai passiva ma implica discernimento: è un'obbedienza attiva e
responsabile. Così vuole il Vaticano II. Dobbiamo risvegliare
il senso della fiducia nel popolo di Dio: i pellegrini che vanno a
Medjugorje - rallegriamoci che ve ne siano! - non sono bambini o
sprovveduti, ma cristiani adulti, che hanno il diritto di crescere
nella fede e coltivare l'esperienza della devozione. È
nell'orizzonte di questo discernimento che, in attesa di altri segni
o manifestazioni, vanno accolte e valutate le "prove indirette"
dell'evento».
Di cosa si tratta?
«I veggenti, ad
esempio, debbono confermare di essere persone al di fuori di ogni
sospetto: a posto sul piano psico-fisico ma anche morale e
spirituale, perché si possa escludere sia l'allucinazione sia
l'inganno. Sul piano dottrinale, poi, il messaggio dell'apparizione
non può in alcun modo contraddire la Rivelazione che abbiamo
già ricevuto nella sua pienezza in Cristo».
La
Madonna a Medjugorje si sarebbe presentata come «Regina della
pace»...
«Si tratterebbe di un titolo - e di un
messaggio - di grande impatto, eloquenza e attualità rispetto
alle sfide della storia. Al tempo delle prime apparizioni, ancora
nulla lasciava presagire la guerra, tragica e fratricida, che poi
avrebbe insanguinato la Jugoslavia. E la questione della pace e
fraternità fra i credenti nell'unico Dio, appartenenti alle
varie religioni - dal cristianesimo all'islam -, oggi è più
che mai aperta». Al di là del «caso Medjugorje»:
come si spiegano le apparizioni di Maria?
«Sotto la Croce,
Maria è divenuta la madre spirituale dell'intera umanità.
Finché il mondo geme, lei geme col mondo e - manifestandosi -
esprime il pathos del Padre, la passione del Figlio, il gemito dello
Spirito. Se è nostra madre, come può stare lontana da
noi?». Come alimentare nelle nostre comunità
un'autentica devozione mariana? «Col riferimento costante alla
Parola di Dio. Ed evitando gli scogli additati dal Vaticano II: la
sottovalutazione del ruolo di Maria nella storia della salvezza; le
esagerazioni e la vana credulità. Amore, venerazione,
imitazione, identificazione con la Vergine: ecco gli atteggiamenti da
coltivare, come ci insegnano - da epoche diverse - Luigi da Montfort
e Giovanni Paolo II. La devozione mariana non è sterile se
aiuta a vivere le promesse del battesimo e approfondisce la nostra
fedeltà a Cristo. Tutto deve riferirsi a Gesù; i segni
e le manifestazioni di Maria sono come il dito che indica la luna:
non fermiamoci a guardare il dito».
LA STORIA
Il 6 agosto avrebbe detto: «Sono la Regina della pace» La vicenda delle presunte apparizioni di Medjugorje, piccolo villaggio della Bosnia-Erzegovina, inizia il 24 giugno 1981, quando, intorno alle 18, sei giovani ragazzi sostengono di aver visto sulle colline del Podbrdo, una figura bianca con un bambino in braccio. Il giorno successivo due adolescenti non hanno più la visione mentre altri due si aggiungono. Saranno questi (i loro nomi sono Mirjana, Ivanka, Jakov,Vicka, Ivan e Marjia) i sei veggenti per così dire «definitivi». Proprio per questo l'anniversario della prima «apparizione» viene fatto coincidere con il 25 giugno. Il 26 giugno la donna della «visione» si presenta come «la Beata Vergine Maria» mentre il 6 agosto successivo si definirà la «Regina della pace». Da allora ad oggi le presunte apparizioni sarebbero continuate senza sosta, anche se con modalità differenti per ciascun veggente. Oggi Ivanka, Mirjana e Jakov avrebbero una sola apparizione all'anno mentre Vicka, Ivan e Marjia sostengono di «vedere» la «Regina della pace» ogni sera in qualunque posto si trovino. Dall'inizio delle presunte apparizioni i ragazzi avrebbero ricevuto messaggi privati cui dal 1 marzo 1984 si sarebbe accompagnato un messaggio pubblico, prima (fino all'8 gennaio 1987) con cadenza settimanale e poi mensilmente, sempre nel giorno 25. Dal 1981 ad oggi Medjugorje è stato meta di milioni di pellegrini da ogni parte del mondo.