Maria a Medjugorje Messaggio del 19 giugno 2006:Anche oggi la Madre vi invita con gioia. Oggi vi porto la pace, portate questa pace agli altri, siate cari figli portatori della pace, vi porto l'amore cari figli, portate questo amore agli altri. Anche oggi vi invito cari figli durante questo tempo rinnovate i miei messaggi, vivete i miei messaggi. Grazie cari figli perché avete risposto alla mia chiamata.


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La via del digiuno. In questo tempo dell'anno credo sia utile soffermarmi sul digiuno. Ritengo superfluo ricordare quanto urgente e pertinente sia, oggi particolarmente, questo richiamo. La Chiesa da sempre ha conosciuto e sperimentato la forza del digiuno unito alla preghiera. Gesù stesso ha dato un indelebile insegnamento sulla sua forza e necessità (Mt 17,21) e ha invitato i suoi discepoli a digiunare quando il maestro non sarebbe più stato con loro (Mc 2,18 ss.). La prassi cristiana in tempi e modi diversi ha praticato il digiuno, fin dalle origini. La Chiesa antica osservava prevalentemente proprio i giorni del mercoledì e del venerdì: il primo in ricordo e riparazione del tradimento di Giuda; il secondo in unione con il sacrificio di Gesù sul Calvario. Le Chiese orientali, ancor oggi, osservano in modo serio e convinto la pratica spirituale del digiuno dal cibo. Ma anche oggi i fedeli sono invitati dalla Chiesa all'astinenza dalle carni almeno durante i venerdì di Quaresima e al digiuno ( osservabile a pane ed acqua o tramite un solo pasto sobrio durante l'intera giornata) due volte all'anno, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. A questo si può aggiungere l'importanza delle più varie rinunce e dei sacrifici fatti con amore (digiunare dalla televisione, dal fumo ... ). Ma la cultura che ci circonda è ostile a tutto ciò e la secolarizzazione ha fortemente indebolito il senso e il valore profondo dell'esperienzialità della fede. La Regina della Pace valorizza la necessità di una fede forte e concreta che viene a richiamare; per conseguirla suggerisce la via efficace del digiuno.

Una pioggia di grazie. I testimoni dei primi giorni delle apparizioni ci hanno riportato un fatto che mi ha sempre profondamente commosso. Ho ascoltato questo racconto diverse volte dalla viva testimonianza di Padre Jozo. Qui lo riprendo dal bel libro Maria Alba del Terzo Millennio di Riccardo Caniato e Vincenzo Sansonetti (pagg. 184-185). "Era un mercoledì. C'era stata la Messa vespertina. Avevo parlato quella sera della nostra fede, che deve passare attraverso un deserto di prove, che deve superare lo stato di stupore di fronte ai segni, per arrivare invece a una convinzione interiore vissuta. Annunciai alla gente che la Madonna ci chiedeva di superare questo male attraverso il digiuno. Chiesi pertanto ai presenti: "Siete disposti ad accettare un digiuno totale per i tre giorni successivi, cioè giovedì, venerdì e sabato, e accettarlo volentieri, con gioia, serenità ed entusiasmo; o tutt'al più, se qualcuno avesse proprio bisogno di prendere qualcosa, di prendere soltanto un po' di acqua e un po' di pane?" Tutta la gente rispose all'unisono con un boato: "Sì, lo vogliamo!". Mi sembrò per un istante che la chiesa stesse per crollare, tanto forte e concorde fu il loro "sì" Iniziarono il digiuno tutta la parrocchia e tutto il circondario. Non mangiarono nulla. Nelle stesse mense aziendali di Liubuski, di Citluk e di Mostar i lavoratori non presero cibo. La gente di altre religioni fu presa da timore. Dopo questo grande digiuno ebbi la netta sensazione che una pioggia di grazie si era riversata su di noi e sugli altri luoghi dove si era digiunato. Notai che le persone erano cambiate e, all'improvviso - venute in Chiesa -, tutte espressero il desiderio di confessarsi. In Chiesa c'erano molti sacerdoti, vestiti anche in borghese; li riconobbi e li pregai di mettersi a disposizione per confessare la gente. Dovunque c'era un telefono, telefonai ai sacerdoti di venire per aiutarci. Si riunì così un centinaio di sacerdoti. Annunciai una grande liturgia penitenziale, che si svolse con fede, sincerità, commozione e con decisa volontà di conversione."

Il pane e l'acqua. La Madonna ci invita "al digiuno a pane e acqua due volte alla settimana", mi dice Vicka: "Ma se uno è malato può fare qualche altro piccolo sacrificio". L'importante, spiega, è offrire qualcosa in comunione con la Passione di Gesù e per l'intenzione della Madre Sua. "La Gospa assicura che, se il digiuno viene vissuto con amore verso Gesù e verso di Lei, non si sentiranno più le difficoltà che implica." (Maria Alba del Terzo Millennio, ED. ARES, pag. 184). Pane e acqua richiamano all'essenzialità della vita, a ciò che è fondamentale per l'esistenza; allo stesso modo il digiuno, come pratica ascetica, c'insegna a liberarci dalle sovrabbondanti inutilità della vita per avere fame di ciò che davvero conta, la presenza di Dio. Il pane e l'acqua evocano inoltre, ad un livello spirituale più elevato, due aspetti fondamentali per ciascuno di noi: l'Eucaristia (Pane di vita, Gv 6) e la vita nello Spirito (acqua che ci fa rinascere dall'alto, Gv 3). A questa alta visione della vita cristiana guarda Maria: una vita eucaristica e un cammino di santità. Lei per questo è venuta e ha aperto una "nuova via" per l'uomo del duemila, la via erta e sassosa, fra rovi e spine della collina del Podbrdo, da cui promette la pace; pace che troveranno tutti coloro che accoglieranno il suo invito: "Sono venuta a chiamare l'umanità alla conversione. Riconciliatevi. lo sono la Regina della Pace". Per amore è possibile apprezzare i sacrifici e persino oggi augurarsi, al posto del solito buon appetito: buon digiuno!

Di don Maurizio Gagliardini è tratto da “Medjugorje Torino n. 128”