Messaggio del 11 luglio 2005:Cari figli, anche stasera vi invito con serietà ad accettare e vivere i miei messaggi ! Vivete cari figli i miei messaggi, perché la Madre vi potrà dare i nuovi messaggi e vi potrà guidare! Grazie perchè avete risposto alla mia chiamata! Home :: Altri documenti su Medjugorje
Quel che dice onestamente UN VESCOVO DELL’EST AI CRITICI DI MEDJUGORJE.
“20 milioni di pellegrini, 50.000 sacerdoti e 100 vescovi venuti a Medjugorje: la Chiesa tace, lascia fare, vuoi dire che acconsente!” Così dice Mons. Paolo Hnilica
“Una volta un
personaggio della Chiesa, scettico su Medjugorje, mi disse: “La
Madonna ha niente altro da fare di venire ogni giorno sulla terra?”
Risposi: “Ha detto bene. Non ha niente di più importante
da fare: per una Mamma la cosa più importante è la
salvezza dei propri figli, a cominciare da quelli che ne hanno più
bisogno.”
Da tanti colloqui o incontri vedo che il Santo
Padre guarda a Medjugorje con occhio benigno e che lo vede come
continuazione del messaggio di Fatima. Certo il Papa è
rispettoso delle competenze locali: dell'episcopato iugoslavo e della
Commissione che sta studiando quanto succede qui. Al gruppo dei
medici dell’ARPA, ai quali sta a cuore la vita prenatale dei
bambini e anche lo studio scientifico di questi fenomeni, il 1.8.89
il Papa ha detto: “Voi dovete rispettare il Vescovo del luogo;
poi lui risponderà davanti al tribunale di Dio”. E
aggiunse: “Oggi il mondo sta perdendo il senso del
soprannaturale e la gente va a cercarlo e lo trova a Medjugorje.
Attraverso la preghiera, la penitenza sacramentale, il digiuno... sta
trovando Dio a Medjugorje”. Questa è a più bella
testimonianza!
Dobbiamo certo aspettare con umiltà e
obbedienza l’ultima parola dalla competente autorità
della Chiesa, ma possiamo anche dire che tutti i fatti di Medjugorje
avvenuti fino ad ora sono “de facto” approvati dalla
Chiesa. Perché a Medjugorje sono passati in questi nove anni
circa 20 milioni di pellegrini; solo l’anno scorso sono stati
qui più di 22.000 sacerdoti, e finora circa 100 tra vescovi e
cardinali, senza contare quelli venuti in incognito. Certo tutti
costoro si sarebbero accorti se qualche cosa non andava. Questa è
già ma grande testimonianza che qui non c’è
niente contro la fede e la morale.
Se qui ci fosse qualcosa di
pericoloso contro la fede o contro la morale, la Chiesa di Roma e
anche la Chiesa di qui, i vescovi jugoslavi, avrebbero gridato: No!
No! Non si può andare! Perché non possono lasciare nel
pericolo milioni di fedeli e tanti suoi sacerdoti. Dovrebbe gridare,
dovrebbe dare le più severe punizioni e sospensioni; invece la
Chiesa tace! Lascia! Vuoi dire che acconsente... Allora vuoi dire che
tutti possono venire tranquillamente e che non c’è
niente di pericoloso...
“Il più grande miracolo di Medjugorje sono le confessioni. In nessun posto dei mondo si confessa come qui”.
“Dai frutti si conosce
l’albero”. E qui si hanno dei frutti ottimi, come forse
non si trovano in nessun altro posto del mondo: preghiera, digiuno,
che è la pratica sparita dal vocabolario e dall’insegnamento
della Chiesa; poi la santa Confessione che, nel mondo occidentale è
praticamente quasi sparita, mentre da noi in Cecoslovacchia, in
Polonia.., si è continuato a confessare, prima di nascosto,
adesso anche in pubblico. La Madonna qui vuole rinnovare la Chiesa e
la Confessione, unita poi alla Comunione, è la medicina più
adatta.
Una volta in Germania mi hanno chiesto se quanto
avviene a Medjugorje non può essere opera di satana... Ho
risposto che satana potrebbe sopportare tutto, ma non può
sopportare la Confessione, perché la Confessione è una
liberazione da satana e quindi non può essere satana a
spingere milioni di persone a liberarsi di lui. Assurdo! Contro ogni
logica. E qui si confessano in tanti, tanti. In nessun posto del
mondo attualmente si confessano tanto come a Medjugorje. Tante volte
ci sono 50 e più sacerdoti che confessano...
Una volta
in Austria, quando il Santo Padre era in visita, un vescovo mi ha
raccontato: “Sono stato a Medjugorje e mi sono messo a
confessare per cinque ore perché c’erano molti che
aspettavano. In quelle cinque ore sono arrivati tali penitenti come
mai avevo sperimentato in 40 anni di vita come sacerdote e vescovo.
Alcuni inginocchiandosi mi dicevano: “Mi aiuti, non so
confessarmi... Sono venuto per curiosità, ma io sento che mi
devo riconciliare con Dio, che devo cominciare una nuova vita... Mi
aiuti... Cosa devo fare?” Sono confessioni come S. Paolo a
Damasco: “Signore, cosa vuoi che io faccia?” Centinaia di
sacerdoti mi hanno detto: “Per noi il più grande
miracolo di Medjugorje sono le confessioni, sentire questi penitenti
con quale sincerità e dolore profondo si confessano, si
pentono e fanno propositi”.
Con quelli di Medjugorje ci si sente subito famiglia.
Poi una caratteristica
proprio Medjugorjana è questa familiarità. Si formano i
gruppi e si sentono subito in famiglia. Anch’io posso dire,
nella mia esperienza di 69 anni... ho girato il mondo.., ma se
incontro un sacerdote o anche un laico che è passato a
Medjugorje, io mi sento di avere con lui più cose
soprannaturali in comune che non con i miei stessi connazionali di
Cecoslovacchia sia sacerdoti, sia laici o con i miei stessi
confratelli gesuiti.
Veramente sento subito che ci unisce tutto il
mondo soprannaturale, tutto il Vangelo, la fedeltà al Papa, la
devozione alla Madonna... e siamo amici, ovunque avvenga l’incontro.
Questo mi è capitato in tutti i paesi del mondo dove ho
girato, trovando un gruppo o una persona legata a Medjugorje: siamo
subito amici e ci si aiuta.
“Ormai Medjugorje è già riconosciuto di fatto come santuario”.
Questo mi ha detto anche il
Cardinal Siri di Genova, che era una autorità grande in campo
teologico e anche morale. Sono stato più volte nella diocesi a
parlare ai gruppi di Medjugorje. Ero suo ospite e mi diceva questo:
“Io sto osservando che questi gruppi di Medjugorje stanno
rinnovando le parrocchie e così la diocesi. All’inizio
era andato a Medjugorje un piccolo gruppo, forse per curiosità;
poi tornano, cominciano a pregare insieme, il gruppo si allarga e
ritornano a Medjugorje sempre più numerosi. Si incontrano
almeno una volta la settimana anche per tre ore davanti al
Santissimo, in preghiera, poi la S. Messa, con qualche discorso...
Stanno rinnovando le parrocchie e così la Chiesa”.
Del
resto anche il Cardinal Groher, arcivescovo di Vienna, ha aperto un
centro per Medjugorje e mi ha invitato per benedire e seguire questo
centro, anche perché da li possiamo già da qualche anno
penetrare in Cecoslovacchia, ecc. E ogni settimana, al giovedì,
fanno un incontro dalle 19 alle 22 o 23: vengono a migliaia. Pregano
il S. Rosario intero davanti al Santissimo, S. Messa con predica...
L’ha iniziato lui stesso, il Cardinale, poi anche tutti i
vescovi ausiliari. Io ho parlato a loro già tre volte e anche
giovedì scorso, tornando dalla Cecoslovacchia. Anche il
Cardinal Frantisek Tomasek, arcivescovo di Praga, è entusiasta
e mi ha chiesto tante volte di Medjugorje. Io lo informavo quando
veniva a Roma. Poi si e fatto informare dai pellegrini che venivano
qui e li davano belle testimonianze e anche dall’attuale
metropolita di Cecoslovacchia, l’arcivescovo di Trnava, che e
venuto diverse volte a Medjugorje come sacerdote. Mi telefonava a
Roma e ci incontravamo qui... Ora ho saputo che il veggente Ivan
Dragicevié è stato da lui a Trnava; l’arcivescovo
era molto contento e gli ha permesso di parlare in diverse chiese
della sua diocesi.
Papa e vescovi: se ci fosse pericolo per
la fede interverrebbero. Invece permettono e tacciono. Ai vescovi un
po’ scettici e a tutti io dico: venite e vedete. Anche per me
la prima volta è stata così. Sono venuto perché
alcuni dalla Cecoslovacchia e in particolare lo stesso Card. Tomasek
mi chiedevano: “Cos’è questo Medjugorje?”
Allora sono venuto proprio per conoscere la verità. E questo è
doveroso per ogni cristiano, davanti ad un fenomeno di tale
importanza. Andare a fondo. Perché se è da Dio,
dobbiamo inginocchiarci e ascoltare.
Certo Dio ci ha detto
tutto attraverso il Vangelo... Mi ricordo che andando a Fatima sia
con Paolo VI, sia con l’attuale Papa, tutti e due in un certo
qual modo cercavano di giustificare il perché andavano in quel
luogo. E tutti e due, più o meno con le stesse parole hanno
detto: “Perché qui la Madonna ci fa conoscere l’essenza
del Vangelo, ce lo attualizza, prende dal Vangelo il rimedio per
oggi, sottolinea quelle verità che sono attuali oggi’.
Sicuramente anche Medjugorje è così.
Il Papa qui
non è venuto, ma certo si tiene informato, perché lui è
responsabile se ci fossero dei pericoli: “Conferma i tuoi
fratelli” Questo è il compito che ha ricevuto da Cristo.
Se il Papa tace, vuoi dire che nel cuor suo è convinto che non
c’è qui pericolo per la fede o per i costumi. Se ci
fosse qualche pericolo, in forza del suo ufficio, dovrebbe impedirlo.
Certamente penso che Egli si faccia informare di tutti i “pro”
e dei “contro”, per valutare tutto. Se lui non interviene
e non fa intervenire le autorità competenti, che in questo
caso sarebbe la Congregazione per la Dottrina della fede o la
Conferenza Episcopale jugoslava, vuol dire che lui, in forza del suo
ufficio di sorvegliare sulla fede, e tranquillo.
Ho parlato
anche con alcuni vescovi croati. Dicono: se vedessimo qualche
pericolo, impediremmo ai nostri fedeli di venire qui. Essi permettono
e tacciono. Essi vedono più immediatamente di altri vescovi
gli effetti di coloro che vengono a Medjugorje e vedo che sono
tranquilli e li lasciano venire tranquillamente. Perciò, come
dicevo, “de facto” Medjugorje è già
riconosciuto come “Santuario”
(Medjugorje, 25
giugno ‘90 - Registrazione di Alberto Bonifacio, Lecco,
trasmessa anche da Radio Maria)