Messaggio del 6 dicembre 1983:Pregate, pregate, pregate! Se voi pregate io vi terrņ vicino a me e sarņ con voi.
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Viaggio di pace in Russia di Mons. Hnilica, P.Leonard e Marija Pavlovic' condotto fin dall'inizio dalla mano di Maria. - Eco di Maria
Il Vescovo Hniica mi descrive il suo viaggio iniziato il 18
ottobre, collocandolo, con la semplicità dei piccoli, nel
piano esclusivo della Provvidenza. Così la Madonna ha cambiato
i programmi e, saltato il volo Bratislava—Mosca, abbiamo dovuto
recarci in macchina alla frontiera russa, attraversando tutta la
Slovacchia. In questa maniera la Madonna ha voluto premiare persone
che si sono distinte con eroismo nel propagare il Suo Nome. Così
un medico slovacco, apostolo per la Russia, 18 anni di carcere,
riceve la visita di Marija Pavlovic' e amici proprio all'ora
dell'apparizione. Con lui sono presenti anime ben preparate che
pregano e cantano.
Così pure il Vescovo si è trovato
il giorno dopo a passare per il paese natale, proprio nei quinto
anniversario dalla morte della mamma, grande educatrice della sua
fede, a cui deve il suo sacerdozio: ha potuto pregare sulla sua
tomba. Poi la Madonna ci ha portato nella casa di un gesuita, Suo
grande apostolo, dove è avvenuta l'apparizione davanti a un
folto gruppo di catechisti.
Sabato 20 si passa con facilità
la frontiera in un luogo di controlli minuziosi. Per una strana
concessione ci fanno superare una fila interminabile di macchine e,
per l'intervento di un poliziotto, possiamo passare con rapidità,
senza controlli. Era vicina l'ora dell'apparizione, la prima in
territorio russo. E' stata premiata anche questa volta la gente che a
quell'ora recitava il rosario nella prima chiesetta dove siamo
capitati. Marija parla come sempre alla gente dopo l'apparizione,
soprattutto su quello che è avvenuto a Medjugorje, dove:
“viene tanta gente da tutto il mondo meno che dalla Russia: per
questo siamo venuti noi da voi”.
In Ucraina a —4°:
Cresime nel gelo, le più commoventi. La storia di due bambine
che portano in chiesa tutto il paese. Domenica 21 a Seredno il
Vescovo amministra la Cresima a 170 persone, giovani e adulti: sono
le Cresime più commoventi di tante migliaia che ha fatto
ovunque. Si era all'aperto per due ore, con un vento gelido, molti
erano agghiacciati. Questa gente aveva molto sofferto e la chiesa fu
riaperta a furor di popolo e poi riparata. Le donne del paese ogni
giorno si presentavano in massa al Capo locale, finché ha
dovuto cedere. Ora la chiesa era troppo piccola per tutta quella
gente. Dopo la messa entusiasmo sincero. Tutti ringraziavano e
volevano parlare. Ma quanta povertà!
Marija, commossa
davanti a una vecchia scalza, la porta in un negozio per comperarle
delle calzature. Non trova nulla. A Mukacevo è avvenuta
l'apparizione più lunga e commovente, in due riprese, dopo il
rosario, nella bellissima chiesa dedicata all'incoronazione di Maria.
Qui Marija ha parlato con semplicità delle apparizioni e anche
P. Leonardo. La gente ascoltava, pregava e non voleva più
partire “La preghiera è essenziale per la vita
cristiana, so no non c'è contatto con Dio. Dove più si
prega, più si vedono i frutti: come a Medjugorje”.
Un
particolare. La chiesa era stata chiusa e abbandonata da tempo,
quando due bambine spinte dall'amore a Maria, erano riuscite a
entrare e ogni giorno andavano là a pregare.
Altre bambine
si unirono a loro in seguito; poi anche degli adulti e un po' alla
volta tutto il paese si trovò ai piedi di Maria. Così
quella gente ha pensato di restaurare il tempio e sono riusciti così
bene e con grande sacrifici. Lunedì 22 si arriva a Uzhorod,
capoluogo della provincia subcarpatica, ma dopo tre ore di attesa nel
gelo, l'aereo strapieno ci lascia a piedi. La Madonna ci porta nella
poverissima abitazione di un sacerdote originario polacco, che è
già stato a Medjugorje e lo premia con l'apparizione a Marija
in casa sua. Abbiamo dormito in un buco, ma quanta gioia! Due
apparizioni in San Ludovico a Mosca. Discorso del Vescovo... di Mosca
e di P.Leonardo.
Martedì 23 finalmente possiamo partire
per Mosca, ma solo in quattro: noi tre e Claudia del Centro di
Vienna, che farà compagnia a Marija. In due ore e mezzo, e con
la spesa di un solo dollaro e mezzo a testa, si arriva nella
Capitale, dove nessuno ci attende più ormai. Siamo stati
accolti poi nella casa di Michael, un generoso capo—comitato,
dinamico, padre di quattro figli, incaricato di provvedere per la
parrocchia (qui i sacerdoti non contano): ci ha ospitato nella sua
povera casa, nessun mobile, cibo parco ma tanta serenità. Alle
18 arriviamo alla chiesa di San Ludovico dei Francesi (m. 40 x 50),
l'unica chiesa cattolica aperta a Mosca. Concelebrazione con il
parroco, un settantenne lituano molto mariano e con P. Leonardo.
Al
Vangelo parla della preghiera e della vigilanza, le due parole più
raccomandate da Gesù ai Suoi discepoli. “Dio ha voluto
molti luoghi di preghiera... così è venuto anche
Medjugorje.. le sorti dei mondo non si decidono nè a Mosca nè
a New York, ma nei Santuari dove si prega. Non si è mai visto
in tutto il mondo tanto afflusso di gente, tanti sacerdoti (finora
23mila), tanta preghiera, tante conversioni.
La Madonna vuole
rinnovare la chiesa con la confessione e l'incontro con Gesù
nell'Eucaristia. In quel luogo si ritrova tra i cristiani il clima di
famiglia, un cuor solo e un'anima sola, si formano gruppi di
preghiera, si rinnovano le parrocchie. Là, a differenza di
Lourdes e Fatima, dove Maria era legata a un luogo, la Gospa appare
ovunque si trovano i giovani veggenti. Da tre o quattro anni
aspettavamo il momento per venire in Russia con i veggenti e per
portare qui lo spirito di Medjugorje, donde oggi si irradia la più
viva e autentica spiritualità. Là dove è stata
distrutta la vita, occorre il miglior seme per farla ricrescere.
Occorre portar qui le migliori forze per la chiesa.
Così
ha parlato colui che, come Vescovo di... Mosca (e di Pechino) —così
fu dichiarato— ha la “grazia dello stato” per la
Russia. E' venuto il momento di irradiare lo Spirito di Dio in
Russia. Dopo di lui ha parlato P.Leonardo in tedesco (e il Vescovo
traduceva in russo). Tutti erano commossi perchè “Finalmente
qualcuno si era ricordato di loro”. Dopo la messa è
avvenuta l'apparizione all'altare della Madonna di Lourdes, a destra
del principale, allo stesso orario di Medjugorje e con le stesse
preghiere. Tutti volevano sentire Marija: “Oggi è il
tempo di Maria... Ora vedete anche qui il frutto del sangue dei
martiri e della preghiera di tutti... La Gospa a Medjugorje si è
messa alla guida spirituale della chiesa con la preghiera”.
Nel
cuore del Cremlino pieno di chiese e davanti agli idoli
muti.
Mercoledì 24. Visita al Cremlino e alla Piazza Rossa.
Triste impressione desta il freddo interno del mausoleo di Lenin.
Soldati che fanno marciare impalati i visitatori senza che possano
toccare alcunchè. Al Vescovo hanno strappato il colbacco che
aveva in testa e impedito di prendere dalla tasca una medaglia
miracolosa per gettarla in un angolo. Una luce accecante irradia dal
simulacro di Lenin deificato! Ridicolo! Cosa sarà presto anche
di quell'immenso idolo? Sotto le mura del Cremlino tutti i monumenti
ai capi russi, meno Kruscev: umiliato si ravvide e volle essere
sepolto in un cimitero ortodosso. Così dall'umiliazione per
molti gerarchi comunisti deposti è venuta la disposizione ad
accogliere Dio e la Sua Parola.
Abbiamo visitato poi i luoghi
sacri del Cremlino, la chiesa dell’Annunciazione, di San
Michele, della Dormizione di Maria, della Presentazione di Maria al
Tempio e abbiamo trovato un grande desiderio di Dio nella custode.
Poi siamo entrati nella chiesa del Patriarca, l’Assunzione di
Maria, dove abbiamo pregato con i fratelli del luogo per la
riconciliazione tra cattolici ortodossi. Abbiamo gettato sotto il
trono del Patriarca la medaglietta miracolosa di buon auspicio. Ma
anche nelle altre chiese abbiamo pregato per la Russia, per la
conversione degli atei, consci della missione che attende la chiesa
cattolica per l’est.
Giovedì 24 ancora Santa
Messa e apparizione in San Ludovico. La gente prega con Marija e
continua anche mentre Marija cessa; e poi continua a rimanere. P.
Leonardo invita tutti quei fedeli a venire a Medjugorje: troveremo
alloggio per tutti. Una triste avventura. Marija, uscita per le vie
di Mosca con Claudia viene scippata e perde così portafogli e
passaporto. Nel pianto inconsolabile per il dolore di aver rovinato
la festa e nella sua angoscia, si è vista la sua umanità
più genuina, che certamente le apparizioni non cancellano. Al
Consolato jugoslavo poi si è rimediato tutto.
La Madonna in
tutto questo tempo non ha dato messaggi particolari, ma ha fatto
proprie tutte le intenzioni dei visitatori. Il messaggio del 25 è
stato dato a Marija dopo che l’aereo era atterrato a Belgrado e
parlava sei volte della pace: è di essa che la Russia ha
bisogno, come tutto il mondo.
d.A. (Da una conversazione
registrata col Vescovo Paolo)