Messaggio del 25 agosto 1999: Cari figli, Anche oggi vi invito a dare gloria a Dio Creatore nei colori della natura. Attraverso il più piccolo fiore vi parla della Sua bellezza e della profondità dell'amore con cui vi ha creati. Figlioli che la preghiera sgorghi dal vostro cuore come acqua fresca da una sorgente. Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura. Perciò rinnovate la preghiera di ringraziamento per tutto quello che vi da. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
COSA PENSARE DELLE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE?
La domanda è stata rivolta a padre Stefano de Fiores, uno
tra i più noti e autorevoli mariologi italiani. In generale e
brevemente posso dire questo: quando si seguono delle apparizioni su
cui la Chiesa si è già pronunciata, si percorre
certamente un cammino sicuro. Dopo un discernimento, sono stati
spesso i Papi stessi a dare esempio di devozione, come è
accaduto con Paolo VI pellegrino a Fatima nel 1967 e soprattutto con
Giovanni Paolo II che si è recato in pellegrinaggio nei
principali santuari mariani del mondo.
Una volta infatti che
le apparizioni sono state accettate dalla Chiesa, noi le accogliamo
come un segno di Dio nel nostro tempo. Però devono essere
sempre ricondotte al Vangelo di Gesù, che è la
Rivelazione fondamentale e normativa per tutte le altre
manifestazioni. Le apparizioni comunque ci aiutano. Aiutano non tanto
ad illuminare il passato, ma a preparare la Chiesa ai tempi futuri,
affinché l'avvenire non la trovi impreparata.
Dobbiamo
essere più coscienti delle difficoltà della Chiesa in
cammino nel tempo e sempre coinvolta nella lotta tra il bene e il
male. Essa non può essere lasciata senza aiuto dall'alto,
perché più andiamo avanti più progrediscono i
figli delle tenebre, che affinano le loro astuzie e strategie fino
alla venuta dell'anticristo. Come ha previsto san Luigi Maria di
Montfort, ed ha innalzato un grido a Dio nella Preghiera infocata,
gli ultimi tempi vedranno come una nuova Pentecoste, un'effusione
abbondante dello Spirito Santo sui sacerdoti e sui laici, che
produrrà due effetti: una più elevata santità,
ispirata alla santa Montagna che è Maria, e uno zelo
apostolico che porterà all'evangelizzazione del mondo.
A
questi scopi mirano le apparizioni della Madonna nei tempi recenti: a
provocare la conversione a Cristo mediante la consacrazione al Cuore
Immacolato di Maria. Possiamo dunque vedere le apparizioni come dei
segni profetici che giungono dall'alto per prepararci al futuro.
Però, prima che la Chiesa si pronunci, che cosa
dobbiamo fare? Che cosa pensare delle migliaia di apparizioni a
Medjugorje? Penso che la passività sia sempre da condannare:
non è bene disinteressarsi delle apparizioni, non fare niente.
Paolo invita i cristiani a fare il discernimento, a ritenere ciò
che è buono e a respingere ciò che è male. La
gente deve farsi un'idea a maturare una convinzione secondo
l'esperienza fatta sul luogo o contatto con i veggenti. Certo nessuno
può negare che a Medjugorje si fa una profonda esperienza di
preghiera, di povertà, di semplicità, e che tanti
cristiani lontani o distratti vi hanno sentito un appello alla
conversione e ad un'autentica vita cristiana. Per tanti Medjugorje
rappresenta una pre-evangelizzazione e un modo per ritrovare la
giusta via. Quando si tratta di esperienze, queste non possono essere
negate.