Alcune domande su Medjugorje - Eco di Maria nr.123
1. Perché tanti uomini di Chiesa sono
contrari ad ogni fenomeno soprannaturale?
Anzitutto è spiegabile e necessaria la prudenza
in questi fatti, dove è tanto facile l’inganno
diabolico. I pastori devono esercitare il
loro discernimento, senza preconcetti. Inoltre
essi si premurano giustamente di riportare i
fedeli, prima di ogni cosa, alla fonte della fede
che è la Parola di Dio insegnata dalla Chiesa
e ai Suoi mezzi di salvezza. Molti fedeli,
troppo semplici o zelanti o esaltati che siano,
se ne dimenticano e dànno valore assoluto ed
esclusivo a manifestazioni, che sono sì forti
richiami e avvertimenti salutari, ma che ci
devono ricondurre alla fonte principale della
salvezza.
Detto questo, c’è anche chi vuol chiudere
gli occhi, anche se ha visto, per non compromettersi,
quando sarebbe possibile, con opportuni
e oculati interventi, condurre fedeli e
manifestazioni nell’alveo giusto, cioè nella
Chiesa, questo specialmente dove è iniziata
una grande corrente di preghiera e di grazia.
Ma certuni non si sentono aprioristicamente
di uscire da un comportamento di comodo,
condiviso dall’opinione pubblica, hanno paura
della verità: temono lo scandalo della
croce che, come dice il Papa, accompagna
sempre i segni autentici di Dio (Ut unum sint,
n.1). Come potete credere voi che prendete la
gloria degli uomini e non cercate la gloria
che viene da Dio solo (Giov 5,44)? I segni dei
tempi sono così chiari, da essere conoscibili
da tutti, anche senza attendere le sentenze
dell’autorità, se Gesù ha detto: E perché non
giudicate da voi stessi ciò che è giusto (Lc
12,57)? Ma per conoscere le cose di Dio
occorre un cuore libero.
2. Perché certi fratelli sono guardati male
nelle proprie comunità?
Molti fratelli e sorelle hanno ricevuto a
Medjugorje la grazia di un totale cambiamento di
vita e l’hanno portata nelle loro comunità e
gruppi. Eppure, nonostante le loro buone
ragioni, sono segnati a dito, talvolta vengono
considerati fautori di sètte e disgregatori dell’ordine
comune e, come tali, emarginati. Senza
dubbio Dio permette questo perché essi affermino
sempre meno se stessi per sparire
nella Chiesa, partecipando pienamente alla
vita di essa, fino a soffrire e morire per essa,
diventando magari grano caduto in terra che
porterà frutto e lievito di vita.
Da parte loro devono usare molta attenzione
nel liberarsi umilmente da elementi
particolaristici o strani, da chiusure che sanno
di ghetto, da devozioni o pratiche singolari
anche se ispirate, ma non accettate, nella
sottomissione umile ai pastori. Accettando
l’obbedienza alla linea ecclesiale devono portare
la loro croce e non pretendere di vincere,
di meritare riconoscimenti, o peggio di avere
l’esclusiva della verità. Questa croce che li
attende non è ingiustizia, ma purificazione
che porterà tanti frutti e la risurrezione delle
anime. Alla fine l’umiltà e la carità pagano.
3. Perché la Madonna non fa cessare la
violenza nella terra dove appare?
Questo ci chiede Suor C. di BS, facendo
eco a tanta gente che si chiede con semplicità
perché Maria non interviene in tanto orrore.
Anche a Fatima -potremmo risponderela
Madonna aveva previsto i tanti mali che la
Russia avrebbe diffuso nel mondo e la terza
guerra mondiale, se non si fosse ascoltato il
suo messaggio e se non si fosse consacrato il
mondo al suo Cuore Immacolato (il che
avvenne molto tardi, a causa delle resistenze
dei vescovi, ad opera di Giovanni Paolo II nel
1984). E sappiamo purtroppo cos’è avvenuto.
Pure a Kibeho Maria aveva preannunciato
10 anni prima la carneficina, che poi è avvenuta
in Ruanda lo scorso anno, ma non
l’avevano presa sul serio.
Ed anche a Medjugorje, in mezzo a popoli così
divisi, la Regina della Pace agli inizi (1981)
era apparsa in lutto invocando: Pace, Pace,
Pace; e in seguito aveva detto: Con la preghiera
e il digiuno si possono arrestare anche
le guerre. E’ stata riconosciuta? L’abbiamo
ascoltata? La Madonna non può costringere
le volontà degli uomini, e nemmeno Dio lo
può. O pretendiamo, come i giudei, di vedere
miracoli dal cielo per credere: Scendi giù
dalla croce e ti crederemo?
“Non è ancora troppo tardi per i nostri
Vescovi” - “Intorno a Medjugorie non ho
dubbi già dagli inizi del 1981. E’ un gran danno
che la nostra Chiesa abbia così scarsamente
risposto ai messaggi di conversione della Madonna.
Gesù dice che finiremo male tutti se
non ci convertiamo. E’ vero che i nostri Vescovi
ed i nostri sacerdoti invitano senza sosta
alla conversione. Ma se Gesù ha mandato Sua
Madre a Medjugorje è chiaro che agli inviti di Lei ha
legato grandi grazie di conversione, che si
ricevono appunto lì. Proprio con queste grazie,
distribuite attraverso Sua Madre Regina della
Pace a Medjugorje, Gesù voleva portare la pace al
nostro popolo.
Penso per questo che si caricano d’una
grossa responsabilità quelli che ostacolano una
risposta alla Regina della Pace: Lei appare a
Medjugorie e ci invita alla conversione. Ma
non è troppo tardi perché i nostri Vescovi
invitino la gente a Medjugorje, perché questi inviti e
messaggi della Madonna continuano ancora.
(Mons. Frane Franic’, arcivescovo emerito di
Spalato - da Nasa Ognista, marzo’95).
4. A Medjugorje non si dà importanza alla
Parola di Dio?
Così Suor Paolina di Cosenza, riportando
un’osservazione del suo ambiente.
I messaggi di Medjugorje fanno espresso riferimento
alle Sacre Scritture e fanno della
lettura della Bibbia uno dei primi impegni del
popolo di Dio. Oggi vi invito a leggere ogni
giorno la Scrittura nelle vostre case: collocatela
in un luogo ben visibile, in modo che
sempre vi stimoli a leggerla e a pregarla
(18.10.84). In un messaggio successivo ripete
con maggior forza l’invito: Ogni famiglia
deve pregare unita e leggere la Bibbia
(14.02.85), ciò che si è fatto e si fa ogni
mattina in molte famiglie, oltre che nella
liturgia serale. Pregate e leggete la Scrittura
perché in essa, attraverso la mia venuta, possiate
trovare il messaggio che è per voi.
(25.06.91). Leggete la scrittura, vivetela e
pregate per potere capire i segni di questo
tempo (25.08.93).
Come si vede sopra, il 14.02.’85 è l’unica
volta che la Madonna in un messaggio usa il
verbo “morati”, ossia “dovere”, invece del
solito “invitare”. “Agli inizi, negli incontri
del gruppo di Jelena, vedevo io stesso leggere
la Bibbia e, dopo un po’ di silenzio, i membri
esprimevano ciò che sentivano” -dice Mons.
Kurt Knotzinger in un esauriente articolo su
questo tema (Medjugorje un invito alla preghiera,
n.1, 1995 - Tocco da Casauria, PE). Così è
ormai costume nei vari gruppi di preghiera.
Possiamo dire che i messaggi di Medjugorje contengono
solo la Parola di Dio, in una veste
facilmente accessibile, e sono un invito pressante
ad attuarla perché il popolo di Dio l’ha
dimenticata: questo viene ripetuto anche oggi
a Medjugorje.