Vivere nella liturgia con Maria - Eco di Maria nr.165
In un messaggio dato alla Parrocchia la Madonna afferma che "questo tempo"- attraverso
di Lei -"è legato al cielo in modo speciale" (Mess. 25.05.96) e in un altro messaggio
precedente: "Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà
della situazione. Voglio salvare tutte la anime e offrirle a Dio" (Mess. 25.08.91).
È infatti questo il tempo in cui tutto il Cielo vuole scendere tra noi e in noi.
Con Maria, primizia della Chiesa celeste, oggi presente in modo speciale nel mondo con il
suo corpo glorificato, tutti gli angeli, gli Arcangeli, tutti i Santi scendono tra noi affinché
l’opera di salvezza che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo si compia pienamente in
tutto l’universo, adempiendo il grande orizzonte di luce profetica annunciato dal Libro
dell’Apocalisse: "Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra…Vidi anche la città santa, la
nuova Gerusalemme, scendere dal Cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo
sposo" (Ap 21, 1-2).
Per questo Maria oggi ci chiama ad una comunione nuova, viva e vissuta, con la
Chiesa celeste, che già risplende della luce dell’Amore puro di Dio che illuminerà la
nuova creazione: "Il trono di Dio e dell’Agnello sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo
adoreranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte" (Ap 22,3).
Maria ci guida "verso un nuovo tempo, tempo che Dio vi dà come una grazia per
conoscerlo ancora di più" (Mess. 25.01.93). Lei infatti desidera sempre più pienamente
coinvolgere i suoi figli, attraverso un "sì" incondizionato alla Sua chiamata all’offerta
della vita per la salvezza del mondo, nel trionfo del suo Cuore Immacolato annunciato a
Fatima e attualizzato a Medjugorje. "Vi invito …perché con il vostro aiuto si realizzi tutto
ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima" (Mess. 25.08.91); "E perciò,
cari figli, aiutate il mio Cuore a trionfare in un mondo di peccato" (Mess. okl25.09.91).
Per questo oggi come non mai la Madonna chiama i suoi figli ad una decisione nuova per
Dio e ad una conversione radicale del cuore per accogliere la strada della pienezza della
vita in Dio Uno e Trino, che in questo tempo attraverso di Lei ci viene offerta in modo
speciale: il cammino regale dell’amore sacrificato dell’Agnello, che già viene pienamente
vissuto dagli angeli e dai santi nel cielo e che vuole oggi scendere sulla terra per "rivestirla
delle vesti della salvezza e avvolgerla con il manto della giustizia" (Is 61,10).
La Madonna in questo tempo ci chiama a diventare realmente carne e sangue spirituale
della vera Sposa dell’Agnello, che, pienamente risorta nella gloria dell’amore trinitario,
risplenda senza ruga e senza macchia davanti al suo Signore: "Preghiamo figlioli per
coloro che non vogliono conoscere l’amore di Dio pur essendo nella Chiesa. Preghiamo
che si convertano perché la Chiesa risusciti nell’Amore" (Mess. 25.03.99) - Lei desidera
che, accogliendo la corrente d’Amore puro di Dio che si riversa oggi in modo straordinario
sul mondo attraverso il Suo Cuore Immacolato, vera "Porta orientale del Tempio" (Ez 47),
la nostra vita si unisca sempre più strettamente alla liturgia della Chiesa celeste, che
celebra in eterno l’offerta pasquale dell’Agnello immolato al Padre, l’unica capace di
riaprire al mondo il libro della Vita (Ap 5), sigillato dal peccato e dalla ribellione
dell’uomo alla paternità di Dio. È per questo che sin dai primi messaggi, la Regina della
Pace ci educa, con sapiente e materna pedagogia spirituale, ad entrare gradualmente in una
perfetta comunione con la Chiesa del cielo.
È del resto esperienza comune di molti pellegrini a Medjugorje, tra i più aperti e sensibili,
una percezione particolarmente viva e concreta della tonalità spirituale propria dei
particolari TEMPI LITURGICI, talora con tale intensità da sembrar coinvolgere anche
gli elementi naturali della creazione. Così è spesso dato di avvertire, attraverso i soli sensi
dell’anima e senza alcuna mediazione razionale, la tenerezza inesprimibile del Tempo di
Natale, la forza e la dolcezza accorata dell’amore offerto e sacrificato nel Tempo di
Quaresima, l’ineffabile luminosa gioia spirituale della Pasqua, la forza vibrante di
irresistibile luce increata nei giorni di Pentecoste.
Tali non rare esperienze interiori trovano puntuale eco e riscontro nei messaggi che la
Regina della Pace offre al mondo a Medjugorje, i cui contenuti sono per così dire scanditi
ed intessuti dalla tonalità spirituale propria di ciascun Tempo liturgico, quasi a costituirne
nello sfondo un’orditura di grazia fondante.
Così nel Tempo di Quaresima Maria esorta la Parrocchia: "Questa sera vi invito in modo
particolare ad onorare, durante la Quaresima, le piaghe che il mio Figlio ha ricevuto per i
peccati di questa Parrocchia. Unitevi alle mie preghiere per la Parrocchia perché la Sua
sofferenza sai alleviata." (Mess. 22.03.84); "Cari Figli! Questa sera vi chiedo in
particolare di onorare il Cuore di mio Figlio Gesù. Offrite riparazione per la ferita inferta
al Cuore di mio Figlio. Questo cuore viene ferito da ogni peccato grave" (Mess. 05.04.84).
Analoghi riferimenti ricorrono nella quasi totalità dei messaggi dati nel Tempo di Pasqua,
di Pentecoste, di Avvento, di Natale, nelle Solennità dell’Annunciazione, di tutti i Santi,
nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, e dell’anniversario delle Apparizioni.
Anche ultimamente, nella Festa di San Giacomo Apostolo, patrono titolare della
parrocchia di Medjugorje, la Madonna ci esorta in modo esplicito ad una più intensa e
concreta comunione con il Cielo, attraverso un rapporto vivo e consapevole con i Santi che
Dio ha posto in modo speciale al nostro fianco: "Cari figli! Oggi gioisco con il vostro
patrono…Chiedete attraverso i vostri santi protettori, affinché vi aiutino ad essere aperti
alla volontà di Dio" (Mess. 25.07.02).
Questo è infatti il tempo in cui il Padre "ricco di misericordia" (Ef 2,4), attraverso la
presenza speciale di Maria nel mondo, desidera definitivamente accostare i suoi figli "alla
Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei
primogeniti iscritti nei cieli …al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue
dell’aspersione più eloquente del sangue di Abele" (Eb 12), chiamandoli a vivere sin d’ora
con Maria "un nuovo cielo e una nuova terra" (Ap 21,1), associandoli sempre più
strettamente alla realtà di grazia della Sua Assunzione al Cielo e della Sua Incoronazione
sulla terra, per condurli ad un’esistenza pienamente trasfigurata nell’amore puro di
Dio, che diventi come Lei segno e strumento di salvezza per tutta la creazione, e poter
realmente "dimorare tra gli uomini", perché "siano suo popolo, ed Egli sia il Dio con loro"
(Ap 21,3).
Giuseppe Ferraro