Rose per Maria (Tratto dall'Eco di Maria nr.171)
È necessario richiamare brevemente la genesi e i componenti del Rosario, perché noi non siamo i primi discepoli del Signore né i primi devoti di sua Madre.UN PO’ DI STORIA…I SEMI
I semi che si svilupperanno a poco a poco per schiudersi nel Rosario, sono stati seminati nei secoli XII-XIII, soprattutto dai monaci cistercensi, frutto di una devozione a Maria particolarmente sentita e praticata. L’impegno del monaco - il servizio a Dio - è diviso tra il culto e il lavoro manuale.LA DIFFUSIONE
È principalmente opera degli Ordini mendicanti e in particolare dei Domenicani, chiamati e mandati a predicare al popolo, posti al servizio della Parola per la conversione del cuore: penitenza e preghiera sono sempre i frutti richiesti.LA PREGHIERA DI TUTTI
Il Rosario diviene preghiera di tutti, principi e mendicanti, dottori e analfabeti, con una diffusione accellerata dall’incombere della peste, della fame, della guerra, i tre grandi servitori della morte e quindi della paura.ROSARIO - ROSAIO - ROSETO
Non so chi sia stato il primo che ha trasformato le Ave Maria in rose per comporre un rosario - rosaio - roseto, una corona di rose per la Madre del Signore. Certo deve essere stato un poeta. Il nome specifica il tipo di incontro con la Madre del Signore: un dovere, un obbligo, una pratica noiosa, una pietà obsoleta… No: è l’offerta di una corona di rose, laddove la rosa è sinonimo di cortesia, affetto, amore, rispetto, offerta di servizio, dono gratuito, riconoscimento e riconoscenza verso la propria Madre e Madre del Signore.UN CORPO CHE PREGA
Il Rosario è infatti una persona-corpo che prega: in ginocchio, seduto, in ufficio o tra le faccende di casa, in cammino, mentre guida la macchina o è strizzato in un tram appeso al corrimano… Sono parole dette, ripetute, ridette, ripetute ancora sul filo della memoria che si dipana, anche distratti, mentre in città si scansano le macchine, o si lavora in campagna e si fatica e pure si gode del prodigio della natura che si rinnova, o in vacanza sui monti mentre si suda per un’erta salita e l’Ave Maria segna il passo, o al mare quando l’Ave Maria s’accorda col fievole sciacquìo della risacca…UN’ANIMA CHE PREGA
E la persona-anima ne gode. Gode di distrazioni-riflessioni, splendide, dove maturano pensieri e progetti, e problemi si risolvono, e verità a lungo ricercate si aprono in tutto il loro splendore.È FEDELE CHE PREGA
Ed è contemplazione. Non meditazione: la meditazione richiede silenzio e concentrazione per penetrare verità e valori. Ora i misteri del Rosario non parlano di verità o di virtù, ma sono memoria dei fatti della storia della salvezza che hanno la loro pienezza nel Padre che manda il Figlio fatto da donna per riscattare i suoi fratelli e condurli all’adozione a figli; e manda lo Spirito del Figlio che in noi chiama il Padre Abbà (Gal 4,4s.). "Nel primo mistero si contempla…". È contemplazione di fatti, scene, episodi che richiamano alla memoria; fatti antichi che ci vedono spettatori-attori perché misteriosamente resi presenti in noi dal Battesimo nella Morte e Risurrezione del Signore Gesù (Rm 6,3): è questo il memoriale che ci pone accanto e in comunione con i personaggi che hanno operato la nostra salvezza e che danno fondamento alla nostra speranza…LA PREGHIERA PER ECCELLENZA
Una preghiera che ha costituito e formato generazioni di fedeli: la preghiera per i vivi e per i morti. La preghiera della povera gente, che ci mette dentro con fiducia tutte le tribolazione del presente e le attese del futuro, e la preghiera di gente ricca e colta, di laici, di vescovi e di presbiteri, la preghiera raccomandata dei papi almeno di mezzo millennio, e recitata in tutto il mondo cattolico. Tutti accomunati nella dimensione dei "poverelli di Dio", coloro che non sono arroganti di fronte a Dio e alla Madre del Signore.