Messaggio del 25 settembre 2007:Cari figli, anche oggi vi invito ad infiammare i vostri cuori sempre più ardentemente d’amore verso il Crocifisso e non dimenticate che per amore verso di voi ha dato la sua vita perché foste salvati. Figlioli meditate e pregate affinché il vostro cuore si apra all’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Home :: Altri documenti sulla preghiera
“PREGATE...PREGATE...PREGATE!” (non c’è altra medicina) PUNTI FERMI PER LA PREGHIERA - Eco di Medjugorje nr. 57
Occorre tempo e una meta per la preghiera.
I) Gesù
vuole donarti Spirito di preghiera
Devi esserne certo: come tutti
i discepoli del Signore dovrai dire: Maestro, insegnami a pregare.
Dovrai supplicarlo e insistere con umile e fiduciosa speranza, per un
dono che Egli stesso desidera farti, più di quanto tu stesso
possa desiderare.
Lascia che nell’esperienza delle tue
difficoltà cresca il desiderio e che in te diventi preghiera.
Mentre lo Spirito Santo suscita il desiderio nell’anima, il
Signore può compiere infinitamente di più di tutto
quello che possiamo desiderare e sperare.
Lo Spirito si fa
desiderio in noi, dice San Simeone il Teologo.
Invoca lo Spirito
Santo.
II) Affida la tua supplica alla preghiera di Maria,
degli Apostoli, dei Santi, e delle anime dei fedeli defunti che ci
amano, e ripeti: “Prega, pregate per noi”, nella
comunione dei Santi i meriti di ciascuno sono di giovamento alla
salvezza di tutti.
La Grazia ci porta a credere all’Amore
del Signore per noi, e pertanto anche alla fedele e sicura amicizia
di questi nostri fratelli maggiori.
III) Guarda Gesù
mentre entra decisamente nell’Orto degli Ulivi, e nel cuore del
Padre Lo Spirito Santo sospinge la nostra preghiera, perché i
figli di Dio sono guidati dallo Spirito di Dio. Noi neppure sappiamo
“come” e “che cosa” domandare.
La
preghiera è ripiegamento su noi stessi, o cercare di irretire
il Signore Iddio nei nostri schemi, nei nostri programmi o nei nostri
problemi.
Guardiamo Gesù. Lo Spirito in Lui grida: “Abbà,
Padre”. I cieli sono squarciati dalla sua preghiera nell’ora
stessa della potenza delle tenebre, e anche in quel momento compare
inalterata la visione del grande Amore del Padre. Gesù è
andato avanti a prepararci un posto... nel cuore di Dio, e per
donarti Lui come Padre. Egli ce lo rivela nel suo Amore, come colui
che non abbandona.
Siamo chiamati a seguire Gesù e a
confidare del Padre, che è “sempre con me”, e che
“opera sempre”, che è “più grande di
tutti”, che è “mio Padre, Abbà!”.
Ascolta
il Maestro quando ripete: “Tutto è possibile a Te...
però non quello che voglio, ma quello che Tu vuoi!”. Non
si tratta di piegare Dio alle nostre molteplici e contrastanti
volontà, ma per tutti noi di distenderci nella Sua volontà,
ripetendo le parole del Maestro.
La preghiera è credere
all’Onnipotenza di Dio e insieme al suo Amore fedele»
personale, di Padre buono che sempre è all’opera per il
bene di ciascuno dei suoi figli. La preghiera è distenderci in
questo atto di fede, perché “questa è l’opera
di Dio: la Vostra fede!”.
“Abbiamo creduto all’Amore
di Dio per noi”.
IV) Umiltà fiduciosa
Diffida
del tuo amore, ma non dell’Amore di Dio.
Certo, fai bene a
riconoscere la tua impotenza, la tua dispersione e superficialità,
e tutti i tuoi peccati con le innumerevoli resistenze.., ma l’umiltà
cristiana non è un semplice riconoscimento della nostra
povertà, essa è fiducia e confidenza in Colui che tutto
può, così che “tutto diventi possibile per chi
crede!”.
Confida con Maria Santissima» e ripeti :“Si
faccia di me, o Dio» secondo la tua Parola”. In questo
modo “affida al Signore la tua via» e compirà Lui
la sua opera”.
Guarda Gesù. In Lui c’era
solamente il “sì”. entra in quel “sì”,
come Maria vi è entrata, nel silenzio e nella decisione del
suo cuore. In quel momento nel suo cuore di Madre si faceva spazio
anche per il tuo “sì” e per la tua preghiera, per
la tua risposta piena di confidenza umile e ardita, e di abbandono
totale.
V) La meta della preghiera, pertanto è entrare
con Gesù nella volontà del Padre, o meglio consegnarsi
ad essa. La volontà del Padre è sempre un disegno di
Amore sapiente e onnipotente, che mi supera e mi chiede docilità.
E’ fiduciosa a soccorrermi e a farmi dire: “Abbà,
tutto è possibile a Te”.
Il movimento vero della
preghiera non è quindi piegare Dio alle mie richieste, ma
entrare nelle sue richieste, con abbandono filiale, cioè con
l’abbandono stesso di Gesù, primogenito tra molti
fratelli.
VI) Ma occorre tempo per la preghiera personale. Per
Gesù medesimo sono state necessarie tre ore dopo l’Eucaristia
del Giovedì Santo. Sempre sarà necessario uno spazio di
tempo per i suoi discepoli: “Non avete saputo vegliare un’ora
sola con me? Vegliate e pregate per non cadere in tentazione, perché
lo spirito è pronto ma la carne è debole”. Le
parole del Signore rimangono, e con esse il suo invito a deciderci
per dargli tempo e spazio per vegliare con Lui. “Non cederò
la mia gloria ad altri”, dice il Signore in Isaia.
Gloria
del Padre è il Figlio suo diletto» abbandonato alla
Sapienza del suo Amore: “Padre, glorifica il tuo Figlio, perché
il Figlio glorifichi te” (Gv. 17).
Il Padre vuole operare in
noi quella fiducia e quell’abbandono filiale sempre in atto che
lo glorifica, ottenendo le sue compiacenze. Questa è la meta
finale della preghiera: la gloria di Dio, e la gloria di Dio è
il Figlio totalmente abbandonato all’Amore del Padre.
Così
avvenga per tutti noi.
Pertanto:
Non puoi non tenere presente
il cielo della tua preghiera: l’amore del Padre, e il suo
disegno sapiente. Non puoi non chiamare a te Colui che è
l’Amore, e si fa in te il tuo desiderio: lo Spirito di fede e
di abbandono, che ti sospinge nella volontà del Padre e
nell’adorazione del Figlio.
Non puoi non fissare uno spazio
e un tempo per la preghiera: il tuo maestro ti insegna così.
(Dalle
“Indicazioni per l’ora di adorazione” della Casa di
preghiera del Padre nostro: 43020 Lagrimone (Parma).