Messaggio del 25 giugno 2000: Cari figli, Oggi vi invito alla preghiera. Chi prega non ha paura del futuro. Figlioli non dimenticate: Io sono con voi e vi amo tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
ANTONIO SOCCI, MISTERO MEDJUGORJE
Cosa sta accadendo a Medjugorje? E’ una misteriosa vicenda
iniziata alle 17,45 di mercoledì 24 giugno 1981. Si crede di
saperne quanto basta, ma non è così. La maggior parte
ignora, per esempio, che oggi questa storia è tutt’altro
che conclusa, anzi pare sia solo agli inizi perché promette
sviluppi sconvolgenti proprio nei prossimi anni.
Medjugorje
(pronuncia: Megiugorie), paesino dell’Erzegovina sperduto e
sconosciuto a tutti, è diventato uno dei luoghi più
visitati della terra. Solo dal 1981 al 1990 venti milioni di persone
sono andati là pellegrini, nonostante le difficoltà del
viaggio, i problemi (a quel tempo) del regime e l’assenza di
pellegrinaggi ufficiali. Vittorio Messori ha definito questo fenomeno
come "il maggior movimento di masse cattoliche del postconcilio"
(ma in realtà l’afflusso non si è limitato ai
cattolici: è arrivata là gente di tutti i tipi).
Addirittura il papa avrebbe detto a un vescovo: "Medjugorje è
il centro spirituale del mondo".
Ma davvero una giovane
donna bellissima, che afferma di essere la madre di Cristo, appare
ogni giorno da 23 anni a sei ragazzi di questo villaggio? E cosa
accade nel corso di queste apparizioni? Che si sa dei "dieci
segreti" che sarebbero stati consegnati ai veggenti e che
riguardano il destino del mondo nei prossimi anni? Si tratta di
"segreti" analoghi a quelli di Fatima?
I vescovi
dell’Oceano indiano che il 24 novembre 1993 furono ricevuti dal
Papa e s’intrattennero con lui a cena, riferirono in seguito
che la conversazione finì a un certo momento su Medjugorje e
il Santo Padre avrebbe detto: "Questi messaggi sono la chiave
per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà
nel mondo". Secondo padre Livio Fanzaga, direttore di Radio
Maria e autore di molti importanti libri su Medjugorje, la gravità
di ciò che si annuncia in quei segreti, insieme all’appello
accorato alla conversione, è l’unica spiegazione
possibile di un fatto così eccezionale come la permanenza
quotidiana sulla terra della Madonna per più di 23 anni.
Dunque da Medjugorje arriva qualcosa di enorme e di decisivo
per il nostro futuro prossimo e remoto, oppure – come affermano
alcuni – siamo di fronte al più grande imbroglio della
storia cristiana? E’ possibile inventare e far crescere una
truffa di tali dimensioni planetarie?
Sono andato, con queste
domande in testa, a vedere, a indagare, per capire. Innanzitutto ho
tentato, per quanto possibile, di ricostruire i fatti degli inizi,
giorno per giorno, secondo le testimonianze (ricchissime di
particolari, essendo tutti i protagonisti viventi, ma molto spesso
imprecise e contraddittorie nei dettagli temporali, come accade
normalmente quando tanta gente si trova contemporaneamente al centro
di eventi molteplici e travolgenti e poi riferisce ciò che
ricorda). Ho provato a fare una ricostruzione come una normale
inchiesta giornalistica, cioè dando credito ai testimoni.
Poi ho proseguito chiedendomi se la storia è
attendibile e i testimoni sono credibili, ovvero se ci sono indizi
seri che accade loro davvero qualcosa di soprannaturale: il responso
della scienza in proposito è impressionante.
Infine mi
sono domandato quale sia il senso di tutto, il disegno, la trama
segreta. E soprattutto ho cercato di capire cosa potrà
accadere di qui a poco: non a Medjugorje, ma al mondo, a tutti noi.
Se veramente un pericolo mortale ci sovrasta.
Naturalmente
questo è solo un contributo imperfetto alla scoperta della
verità. Non voglio convincere nessuno di nulla perché
io stesso ho iniziato questo viaggio senza certezze precostituite,
aperto a ciò che avrei trovato, qualunque verità fosse.
Tantissime cose non hanno potuto trovar posto in questo libro. Ho
tralasciato molti aspetti anche importanti per concentrarmi
sull’essenziale. Ci sono cose che a me sono sembrate
incomprensibili e controverse e aspetti sconcertanti (così
come trovo egualmente sconcertanti alcuni dettagli delle apparizioni
di Fatima o La Salette), ma mi interessava indagare soprattutto su
una cosa: la Madonna è veramente apparsa e sta tuttora
apparendo a Medjugorje? Ed eventualmente perché? Con quale
missione? Cosa dobbiamo aspettarci e cosa dobbiamo fare?
Ciò
che ho scoperto ha sorpreso e impressionato me per primo: il mondo,
tutta l’umanità, è in pericolo, un pericolo mai
vissuto dal genere umano nella sua storia, un pericolo che neanche
riusciamo a immaginare e che è imminente. Certo, si può
non credere a questo prezioso avvertimento preventivo. Forse è
perfino logico liquidare il tutto con un sorriso scettico. Ma se
l’apparizione di Medjugorje e il suo accorato appello a
mettersi in salvo sono autentici?
(…)
Dal
Capitolo 17
(…) Ancora più clamoroso il caso di
Diana Basile. Questa signora, nata nel 1940, sposata con figli,
impiegata a Milano, nel 1972 si ammala di sclerosi multipla. Si
tratta di una grave malattia del sistema nervoso centrale, con
decorso cronico e progressivo. Per dodici anni la signora Basile va
peggiorando sempre più: ricovero dopo ricovero e analisi dopo
analisi. Quando, il 23 maggio del 1984 viene portata a Medjugorje, è
pressoché impossibilitata a camminare e completamente cieca
all’occhio destro con mille altre tremende complicanze. Quel
giorno dev’essere aiutata da due persone perfino a salire le
scale dell’altare della chiesa: si trova faticosamente nella
stanzetta delle apparizioni.
Ed ecco il suo racconto: "Mi
butto così in ginocchio, vicino all’ingresso. Quando i
ragazzi a loro volta si inginocchiano (l’istante dell’arrivo
della Madonna, nda), io mi sento come folgorare, odo un gran rumore,
poi più nulla… Solo una gioia indescrivibile. Ho
rivisto allora come in un film alcuni episodi della mia vita che
avevo completamente dimenticato. Alla fine dell’apparizione mi
metto inspiegabilmente a camminare da sola, prima adagio e poi sempre
più agevolmente, con sicurezza, diritta come tutti gli altri…
gli altri, quelli che mi conoscevano, mi abbracciano piangendo. Più
tardi, rientrata in albergo, constato di essere tornata perfettamente
continente, con sparizione della dermatosi e di aver riottenuto la
possibilità di vedere con l’occhio destro, che è
ridiventato normale, dopo ben dieci anni!".
Il giorno
dopo, la signora Diana, per ringraziamento, fa addirittura un
pellegrinaggio, a piedi nudi, di dieci chilometri da Ljubuski, dove è
il suo albergo a Medjugorje e poi è salita da sola sopra al
Podbrdo sassoso e impervio. Un caso semplicemente strepitoso. Il
professor Spaziante che alla vicenda della signora Basile ha dedicato
lunghi studi, riassume il fatto: "Una malattia grave, seria, di
lunga durata, resistente alle cure, che è scomparsa in un
attimo. La guarigione della signora Basile Diana si presenta
completa, perfetta, sia dal punto di vista organico e funzionale che
dal punto di vista psichico e sociale".
Alcune centinaia
di documenti medici, sul prima e sul dopo (con la testimonianza su
ciò che è accaduto all’apparizione) sono stati
depositati dalla signora agli Uffici parrocchiali di Medjugorje e
alla diocesi di Mostar. Il medico – dopo aver studiato per anni
su questi referti clinici – annota esterrefatto: "Per me
resta un quesito: com’è possibile che fasci di fibre
nervose che collegano miliardi di neuroni, da anni gravemente
danneggiati per la sclerosi multipla possano riabilitarsi così
repentinamente? E’ come se qualcuno avesse sparato con un mitra
dentro un computer sofisticato , con milioni di valvole, e ne avesse
danneggiato le fini connessioni irreparabilmente. E, d’un
tratto, tutto di nuovo diventa perfettamente funzionante… Mi
piace ricordare l’avvertimento di Alexis Carrel, un genio della
medicina: ‘Cercate laggiù! A Lourdes succedono cose
inverosimili…’. Forse è lo stesso per
Medjugorje".
Si possono avere mille teorie contro
Medjugorje, contro le apparizioni e contro i miracoli, si può
essere laicamente certissimi che tutto questo "non può"
accadere nel modo più assoluto. Però è accaduto
e accade e "contra factum non valet argomentum". Almeno per
noi "razionalisti".