LA COMPARAZIONE DEL DNA
Il problema del DNA ricorre continuamente quando si parla
della vicenda della Madonnina di Civitavecchia. La domanda
che tanti si pongono è la seguente: perché i Gregori hanno rifiutato
l’esame del DNA? Si vede un tale rifiuto come indice di
qualcosa da nascondere. Si insinuano, così, ombre e dubbi circa
la loro onestà. Ebbene al riguardo occorre sapere come stanno
realmente le cose.
Innanzitutto è necessario dissipare ogni dubbio affermando
che la famiglia Gregori si è sempre dichiarata disponibile a sottomettersi
all’esame per la comparazione del sangue.
Inizialmente erano disposti a procedere ad una comparazione
su richiesta della Magistratura, ma quando è stato fatto notare
loro che non era opportuno, data la parzialità degli esami effettuati
e la pericolosità per una possibile strumentalizzazione anticlericale,
hanno ritirato la loro adesione. Quindi sono stati indotti a ritirare l’adesione.
Per quanto riguarda, invece, la richiesta da parte della Chiesa
sono stati sempre disponibili e lo sono tuttora, ritenendosi certi
di non aver effettuato inganni e desiderosi essi stessi di trovare la
verità e di dimostrare a tutti la loro onestà.
Tale disponibilità dei Gregori è valutata molto positivamente
dalla Commissione teologica costituita dal Vescovo. Ma a questo
punto ci si chiede: perché detta Commissione non ha provveduto
in proprio ad una verifica del DNA?
Quando la Commissione teologica si è riunita per la prima
volta, il 19 aprile 1995, la Criminalpol aveva già provveduto ad
asportare il sangue dalla statuina. Pertanto un esame ordinato
dalla Commissione non sarebbe stato più possibile data la scarsità
di sangue rimasta sulla statuina, assolutamente insufficiente
per un completo e attendibile esame comparativo.
La Commissione si sarebbe potuta servire dell’esame effettuato
dalla Magistratura, ma tale esame sembrava sospetto e di tendenza
anticlericale; appariva un esame incompleto, per cui non
risolveva niente; inoltre non poteva essere utilizzato perché
coperto da segreto istruttorio.
A riguardo sono stati consultati i Professori Fiori e Umani
Ronchi, i quali hanno sostenuto che una comparazione non
avrebbe chiarito niente. Il Prof. Fiori ha affermato che il DNA
serve a dimostrare «compatibilità» o «incompatibilità» con chi
ha a che fare con la statuina, non si parla di «certezza» assoluta;
il «compatibile» può essere solo indiziato. Di conseguenza una
comparazione non avrebbe risolto niente. Il Prof. Umani
Ronchi ha asserito che le indagini non sono state estese a tutto lo
scibile del DNA, per cui una comparazione non avrebbe dato
nessuna certezza.
Per la serietà delle indagini circa la comparazione del DNA
avrebbero dovuto essere interessate più persone. Prima di tutto
Fabio Gregori, tuttavia occorre osservare che è stato presente
solo a tre lacrimazioni, sulle quattordici testimoniate. Ma il DNA
avrebbe dovuto essere richiesto a tutti gli altri uomini che hanno
assistito alle lacrimazione, compreso il parroco, il Vescovo e sei
poliziotti che hanno fornito testimonianza alla Magistratura. A
testimoniare la lacrimazione ci sono 22 uomini e per serietà
sarebbe stato necessario procedere ad una indagine comparativa
del DNA per tutti e 22.
Per il DNA è molto importante avere chiare le idee: un conto
è la «compatibilità» del sangue e un conto è la «identità» del
sangue.
Per procedere alla compatibilità potrebbe essere sufficiente un
numero anche limitato di «polimorfismi», ma non proverebbe
niente e inoltre sarebbe pericoloso perché si presterebbe a false
strumentalizzazioni.
Per procedere alla identità è necessario individuare un elevato
numero di elementi, ciò che non è stato né è più possibile.
Le analisi effettuate dalla Magistratura si sono limitate a isolare
soltanto cinque «polimorfismi» , quando ce ne vorrebbero almeno
venticinque (oggi si sostiene che ce ne vorrebbero addirittura
molti di più) per procedere ad una seria comparazione. Per di più
i cinque polimorfismi isolati sono comuni alla stragrande maggioranza
della popolazione. Quindi tutto sarebbe stato inutile.
Tutto questo viene confermato anche dalla relazione «Alla
Procura della Repubblica», dove, tra le altre cose, viene detto:
«Sono stati analizzati nr. 5 polimorfismi nucleari…», e si
aggiunge: «Si fa presente che i polimorfismi riscontrati sono
identici sia per la traccia destra che per quella sinistra, e sono
rilevabili nella popolazione in generale». È ovvio che se i polimorfismi
ricavati sono rilevabili nella popolazione in generale,
ogni comparazione sarebbe stata non attendibile.
Una certa attenzione va data anche a quanto l’Avv. Bruno
Forestieri, legale dei Gregori, ha scritto in riferimento alle indagini
della Criminalpol:
La suddetta consulenza appare, prima facie, assolutamente sintetica,
non esplicativa e, meno che meno, esaustiva. In effetti, le analisi
effettuate si sono limitate ad isolare, neppure in maniera compiuta,
solamente cinque polimorfismi che hanno consentito ai consulenti
di accettare che le tracce ematiche presenti sul volto della
Statuina della Madonna appartengono tutte allo stesso gruppo.
Ovvero, il sangue presente sul volto della Statuina è lo stesso.
Ho avuto modo di parlare con esperti del settore i quali mi hanno
confermato che:
- data la scarsissima quantità di tracce ematiche presenti sul volto
della Statuina, non è stato sicuramente possibile effettuare una analisi
approfondita;
- è sicuramente impossibile, proprio per quanto sopra, effettuare
una comparazione tra le risultanze delle analisi del liquido ematico
della Statuina e quella di altri soggetti;
- per poter comunque effettuare una comparazione, si dovrebbe
procedere ad ulteriori riscontri di controllo, oramai impossibili,
attesa l’inesistenza, di fatto, di ulteriori reperti ematici sul volto
della Statuina;
- il vero e reale risultato cui si potrebbe giungere, con una eventuale
comparazione, sarebbe di una inaffidabilità tale che potrebbe
consentire delle manipolazioni, con conseguenze aberranti, atteso il
giudizio probabilistico e non oggettivo.
....................
Alla luce di quanto sopra esposto si fondano le mie enormi perplessità
sulla effettiva utilità e affidabilità di una analisi del D.N.A.
sui componenti la famiglia Gregori, a parte l’estraneità di altri familiari
alla vicenda, fermo restando che, al momento in cui si potrà
avere pieno accesso alla consulenza fatta effettuare dal Pubblico
Ministero e poter verificare anche l’eventuale esistenza di un «diario
» delle operazioni eseguite - non presente nel fascicolo, anche
perché risulterebbe che non tutti e tre i consulenti hanno effettuato
gli accertamenti - a puro titolo di curiosità, e sempre con estrema
riservatezza si possa valutare l’ipotesi di poter affidare ad un consulente
l’incarico di verificare le metodologie usate dai consulenti
(?) del P.M.