CIVITAVECCHIA: LE TESTIMONIANZE PIÙ SIGNIFICATIVE
Le testimonianze relative alla lacrimazione della Madonnina
sono molte. Stando ad una tale «molteplicità di attestazione» non
è legittimo mettere in dubbio la loro credibilità. Esse provengono
da persone di ogni condizione sociale e di ogni età.
I testimoni hanno giurato di dire la verità e si sono prestati
liberamente all’interrogatorio. Non essendoci secondi fini è da
presumere che la loro testimonianza sia vera e riferisca ciò che
hanno sperimentato. Tutti hanno visto le lacrime formarsi e scendere
o, come minimo, in movimento. Tutti manifestano la certezza
che nessuno stava manomettendo la statua. In particolare,
coloro che conoscono i Gregori ritengono che essi siano persone
serie, oneste e incapaci d’inganno.
Tutte le testimonianze hanno il loro valore e meritano attenzione,
ma la preminenza deve essere data a quella di Jessica
Gregori in quanto testimone oculare della prima lacrimazione ed
incapace di inganno, essendo una bambina di sei anni. Grande
importanza riveste la testimonianza del Vescovo mons. Girolamo
Grillo per la sua autorevolezza e insospettabilità. Va data anche
rilevanza alla testimonianza di Fabio Gregori e del parroco
Pablo Martín.
TESTIMONIANZA DELLA PRIMA LACRIMAZIONE
Testimonianza di Jessica Gregori. Jessica al momento dell’evento
ha solo sei anni e per di più quando viene interrogata
sono passati già quattro mesi dal giorno dell’evento. Ha bene
impresso nella mente quanto è accaduto e lo esprime con precisione.
La testimonianza viene data sotto forma di domanda e di
risposta.
Domanda: Vuoi raccontare quello che hai visto?
Risposta: Eravamo usciti di casa, io, papà e David (il fratellino
minore, N.d.R.). Io sono andata dietro a papà, ma mentre lui metteva
David in macchina sono tornata indietro e ho visto che la
Madonnina stava piangendo. Ho chiamato: «Papà, papà, la
Madonnina piange sangue! Papà, papà la Madonnina piange sangue!».
Prima ha pianto questa (porta la mano sull’occhio destro per indicare
da quale occhio per primo era uscito il sangue, N.d.R.); e poi
quando papà è venuto ha pianto questa (porta la mano sull’occhio
sinistro per precisare di quale occhio si tratta, N.d.R.).
Dopo siamo andati in chiesa. Papà lo ha detto alla mamma e la
gente si è spaventata (il papà precisa che la gente credeva che ci
fosse stato un incidente, N.d.R.). Dopo la Messa abbiamo detto
tutto a P. Pablo e lui è venuto a casa nostra a vedere. Non ricordo
quello che P. Pablo ci ha detto.
Domanda: Ricordi che giorno era?
Risposta: (siccome sono passati quattro mesi non ricorda bene.
Aiutata dal papà risponde, N.d.R.) Era il giorno della Candelora.
Domanda: Ma tu pensi che la Madonna abbia pianto davvero o
qualcuno glielo ha messo quel sangue?
Risposta: Ha pianto perché ho visto scendere il sangue da qui a qui
(con l’indice della mano destra indica il percorso della lacrima dall’occhio
destro fino al collo, N.d.R.).
Testimonianza di Fabio Gregori.
Il 2 febbraio mi sono recato alla chiesa di S. Agostino con tutta la
mia famiglia per la funzione della Candelora. Trovato l’orario
modificato ci siamo fermati per il Rosario e poiché Davide disturbava
ho pensato di prendere i bambini e andare a casa per dare loro
la merenda. Passando davanti alla Madonnina mi sono segnato,
come sempre, e non ho notato nulla. Poi alle 16,20 sono di nuovo
uscito, con Davide in braccio e Jessica stava chiudendo la porta di
casa. Percorso il vialetto che è davanti alla casa, Jessica è tornata
indietro e mi ha chiamato: «Papà, papà, la Madonnina piange!».
Irritato, l’ho richiamata, mentre sistemavo Davide. Lei diceva:
«Papà, vieni, tutto sangue!». Lei era abituata ad andare davanti alla
Madonnina e portava fiori di campo all’immagine.
Avvicinatomi ho visto che la Madonnina sul volto aveva un rivolino
fermo sul lato destro. Sul lato sinistro, all’altezza del mento,
continuava a colare. Io ho visto da quando era sotto il mento. In un
primo momento mi sono preoccupato di vedere se Jessica aveva
ferite, poi ho pensato a qualche segno lasciato dai fiori; poi ho toccato
col dito e ho sentito un brivido e una gran vampata di fuoco.
Ero colmo di gioia e piangevo. Io non avevo notato nulla nell’immagine
né prima né dopo essere andato in chiesa.
Relazione del parroco don Pablo Martín, 4 marzo 1995.
Riportiamo soltanto alcuni passaggi più significativi della relazione
di Don Pablo.
Il 2 febbraio 1995, giovedì, festa della Presentazione di Gesù al
tempio, alla fine della S.Messa - qualche minuto dopo le ore 17
- Fabio Gregori venne in sagrestia, visibilmente commosso, a
chiedermi di recarmi in casa sua, «perché un’immagine della
Madonna SS. stava piangendo sangue». La sua commozione era
dovuta, oltreché all’impressione che può causare nell’animo l’inattesa
visione di un fatto del genere, anche dal timore che ciò
potesse avere un significato di presagio di qualcosa di pauroso
che incombesse, e anche il timore di aver fatto lui chissà quale
peccato, avendo toccato col dito «il sangue» che scorreva sulla
guancia della statuetta.
Dopo un quarto d’ora arrivai alla casa. Avvicinandomi alla
Madonnina, in giardino, vidi subito due rivoli di un colore rosso
scuro, che partendo dagli occhi scorrevano sul viso, uno fino
all’orlo della veste, sotto il collo, l’altro ancora più giù, quello
del lato sinistro, fino all’altezza del cuore. All’aspetto si presentavano,
inizialmente, nello sgorgare dagli occhi, abbastanza
acquosi, sebbene si vedevano molto ben delimitati, perché ai
bordi estremi, quello che sarebbe sangue appariva come una
lineetta molto nitida, grossa poco più di un capello. Man mano
che scendevano, seguendo il percorso naturale del viso, diventavano
due strisce di colore rosso cupo, formando ogni tanto l’ingrossamento
di una goccia; il tutto in proporzione alla grandezza
della statua, cioè, un rivolo di un millimetro di spessore.
C’era qualche macchiolina di «sangue» nell’incavo degli occhi,
ma la cosa più sorprendente è che, guardando l’immagine dal
basso in alto (e per poterlo fare occorreva umiliarsi, mettersi
quasi con la faccia a terra) si vedeva che la palpebra superiore,
all’interno, sembrava piena di questo «sangue», come se da lì
scorresse.
Il rivolo iniziale, sulla guancia sinistra, appariva notevolmente
deviato in contrasto con la legge di gravità; non era disceso in
verticale. In una persona viva, questa traccia avrebbe significato
che il rivolo sulla guancia destra e quello sulla sinistra, oltre ad
essere avvenuti in momenti diversi, avrebbero trovato la testa
spostata, cioè in posizione diversa. Ciò mi fece pensare che, se
fosse stata opera di un artista, avrebbe potuto contravvenire distrattamente
la legge di gravità in favore dell’arte; se invece fosse
stata opera di un falsario, mediante un contagocce, sarebbe stato
impossibile, prima di tutto, perché la statuetta era solidamente
cementata e non la si poteva mettere inclinata per fare scorrere
quel liquido con quel percorso, e poi, se fosse stata levata (e successivamente
cementata di nuovo e in gran fretta), il percorso
del «sangue» in una guancia sarebbe stato, anche in questo caso,
il medesimo percorso sull’altra. Questa mancanza di logicità,
che un falsario non avrebbe fatto, mi indusse a pensare che non
poteva essere stato fatto da nessuno. Inoltre, alla vista non risultava
né inchiostro, né pittura o altro; l’aspetto era quello che tutti
conosciamo del sangue coagulato da poco, e in alto addirittura si
vedeva come «diluito» in acqua.
I fatti erano accaduti in questo modo: alle ore 16, la famiglia
Gregori era uscita di casa per andare in chiesa. Al loro arrivo,
arrivavo anch’io da visitare due famiglie. Inizio il Rosario e allora
il papà uscì con i bambini, ritornando a casa con la macchina
per dare loro una merendina, fino al momento della Messa.
Nell’uscire nuovamente di casa, pochi minuti dopo, la bambina
ritorna di corsa, tre o quattro metri, davanti alla Madonnina, alta
quanto lei, e rimane per un attimo stupefatta; quindi grida:
«Papà, papà, corri, ché la Madonnina sta piangendo!» E il padre:
«Ma va’, come può piangere, se è una statua?» Ma, avvicinandosi,
vede in quel momento colare una lacrima di «sangue» sulla
guancia sinistra: proprio quel rivolo storto e non conforme alla
legge della gravità. Sbalordito e incredulo, pensa anche lui in un
attimo, se sarà forse che la bambina si sia ferita con qualche
spina del rosaio, ma non risulta; gli viene allora il pensiero che,
forse, la spiegazione sia la pianta che sta sopra la nicchia di sassi,
ma così non è; e nemmeno il rosaio, che si vede spoglio d’inverno...
Allora, senza pensarlo due volte, tocca la guancia della
Madonnina col dito, che si macchia di rosso. Si convince di
colpo, con un forte brivido di turbamento e commozione. Erano
all’incirca le ore 16 e 20 minuti. Prende i bambini e si precipita,
fuori di sé, in chiesa.
LACRIMAZIONE PRESENTE IL PARROCO DON PABLO MARTÌN
Questa lacrimazione riveste una certa importanza perché avviene
mentre è presente il parroco della parrocchia, il quale è chiamato
a dare la propria testimonianza come rappresentante della
Comunità parrocchiale non solo per quello che ha sentito raccontare,
ma anche per quello che ha visto e constatato di persona.
Testimonianza di Fabio Gregori
Il 3 febbraio alle 18, 45 P. Pablo era venuto con 10 persone nella
mia casa. Poi ci siamo assentati io e P. Pablo per tornare in chiesa
onde sistemare il salone per una festa. Tornati in casa, P. Pablo si è
trattenuto a pregare davanti alla Madonnina qualche tempo, io ne
ho approfittato per prendere della legna per il camino. Mi sono voltato
e ho visto che dalla parte destra, dall’occhio destro fuoriusciva
liquido che formava una goccia a chiazza grande. Ho chiamato
padre Pablo e gli altri che erano in casa. Ci siamo inginocchiati e
abbiamo notato che il liquido fuoriusciva dall’occhio destro.
Fuoriuscivano piccole goccioline che si allargavano e si raggruppavano
in un rigo di sangue già preesistente. Ho notato pure che la
lacrima di sinistra già preesistente aveva cambiato forma, ma io fissavo
soprattutto la grande. Poi il parroco si è allontanato.
Testimonianza di Anna Maria Accorsi
Il giorno 3 febbraio alle ore 18, 45 vengo chiamata da mio marito e
vedo il formarsi di una lacrima di sangue dall’occhio destro e scorrere
verso destra piegando in basso e ricongiungersi con la precedente
lacrimazione.
Testimonianza di don Pablo Martín
Il secondo giorno (3 febbraio, venerdì) mi recai più volte in casa di
Fabio Gregori, senza che ci fossero fatti nuovi, fino alle 18,45. A
quell’ora ritornavo dalla chiesa, insieme a Fabio, dopo aver preparato
una festa di carnevale per i bambini. Fabio discese dalla macchina
prima di me; quindi passai io davanti alla Madonnina, prima
di entrare nella casa, e mi fermai a dire un Ave Maria e ad osservare
come era. Non c’era nessuna novità. Entrai nella casa, dove trovai
altre persone, non saprei dire esattamente chi né quante. Ci
sedemmo in cucina. Dopo un po’ (due o tre minuti). Fabio, che
stava fuori a raccogliere legna per il camino, chiamò in fretta me e
la moglie Anna Maria, perché - disse - la Madonnina stava piangendo
un’altra volta. Ricordo che uscimmo tutti in gran fretta; la
nicchietta della statua era illuminata (come l’avevo visto qualche
minuto prima) dalle lampadine elettriche di cui è dotata. Allora vidi
la differenza da come l’avevo visto poco prima. Vidi che si era formata
come una chiazza di sangue, che appariva come un ematoma,
sulla guancia destra; nella parte bassa sembrava come se quel sangue
incominciasse a formare qualche gocciolina. Il tutto era proporzionato
alle dimensioni della statua, quindi molto piccolo. I due
rivoli di sangue che già c’erano, della prima lacrimazione, mi sembrarono
diventati di colore rosso vivo, mentre prima li avevo visti
di un colore bruno, come il sangue coagulato. Chiesi una lampadina
tascabile per osservare meglio; ero in ginocchio, in una posizione
scomoda per la mia schiena; vedevo, sì, ma avrei desiderato
vedere meglio (sono miope) ed inoltre con me c’erano altre 7-8 persone
che guardavano, per cui mi alzai, per lasciare che gli altri si
avvicinassero a guardare da vicino. Non so quanti minuti trascorsero;
ma durante quei momenti, io, alla distanza di un metro e mezzo
o due metri, non ho potuto vedere un movimento di lacrime, mentre
altri presenti affermano di averlo visto. Ricordo di aver recitato
il Rosario, meditandolo. A metà del Rosario arrivò Enrico Gregori,
che scattò alcune fotografie, come aveva fatto il giorno anteriore.
Finito il Rosario, andai via, con l’intenzione di fare una prima
relazione per il Vescovo. Consigliai di non toccare nulla, di non
perderla di vista e di proteggerla con un vetro o qualche cosa.
Don Pablo aveva già scritto la stessa testimonianza al Vescovo:
...presentava una nuova chiazza rossa sul viso, dalla quale incominciava a scorrere qualche gocciolina di «sangue», mentre il colore,
da bruno scuro (come sangue coagulato) si era fatto rosso vivo.
La stessa cosa è stata confermata alla Commissione teologica:
... ho visto come se si fossero formate delle goccioline... Ricordo che
si era formata una chiazza marrone e qualche gocciolina si era addensata
nell’occhio inferiore. Era di colore bruno il secondo giorno, ma
quella sera, dopo qualche minuto, si era formato sangue fresco.
LACRIMAZIONE DAVANTI AL VESCOVOMONS. GIROLAMO GRILLO
La testimonianza del Vescovo su quanto si è verificato nelle sue
mani ha una importanza particolare sia per l’autorità che riveste
e sia per l’atteggiamento di prudenza e iniziale scetticismo.
La testimonianza del vescovo
Il sottoscritto mons. Girolamo Grillo, Vescovo di Civitavecchia e
Tarquinia, dichiara in coscienza quanto segue:
Erano le ore 8,15 del mattino del 15 marzo 1995; avevo appena
finito di fare colazione dopo la celebrazione della S. Messa nella
mia Cappellina privata in Via delle Ginestre, 1.
Come quasi ogni mattina, da quando la piccola statua della
Madonna di S.Agostino si trova in casa mia (10 febbraio 1995), ero
andato con la suora a fare una piccola preghiera alla Vergine Madre
di Dio. Quella mattina mi accompagnava mia sorella Grazia Maria,
la quale anche ella si era messa in preghiera.
Dopo qualche minuto mia sorella mi domanda se avesse potuto
chiamare anche suo marito, il quale non aveva mai visto la
Madonnina.
Venuto il marito, che si trovava in un’altra stanza, anch’egli si è
messo a pregare, quando all’improvviso incomincia a dire: «Ma
non vedete che la statuina lacrima sangue?».
In effetti, guardando attentamente la statua che avevo tra le mie
mani, ci siamo accorti che, sulla guancia destra della statua, vi era
una grossa lacrima di sangue, la quale poi lentamente incominciò a
scendere fin sotto il collo della statua, per qualche minuto e per
qualche cm.
Mia sorella, quasi terrorizzata, incominciò a piangere e a gridare
(poi mi avrebbe detto che si era spaventata perché aveva visto il sottoscritto
pallidissimo in viso) ed inavvertitamente toccò il sangue
con un dito, che le si macchiò per qualche minuto.
A notare il sangue sul dito di mia sorella fu anche l’altra suora
rumena (Sr. Tereza) e mio nipote Angelo Arena, subito accorso alle
grida della mamma.
Le mie impressioni, di fronte all’evento, furono contrastanti: quasi
di incredulità (mi sembrava incredibile quanto si verificava sotto i
miei occhi, ma non era una visione; era vero e proprio sangue toccabile
e concreto).
Ho chiesto subito alla Madonna la mia conversione e il rafforzamento
della mia fede, mentre non ho mancato di chiedere perdono
di tutti i miei peccati.
In pari tempo, si è rafforzata in me la convinzione che la Madonna
non sia contenta soprattutto per il sangue innocente che scorre nel
mondo (aborti, piccoli innocenti uccisi, carneficine delle guerre),
per i gravi disordini morali esistenti nel mondo e in particolare in
Italia, nonché per la persistente visione ateistica imperante anche
dopo la caduta del comunismo, ed infine per gli sbandamenti esistenti
tuttora in seno alla Chiesa con più o meno malcelate ribellioni
al Papa e alla Gerarchia.
La Madonna, ancora una volta come a Lourdes, a Fatima, a La
Salette e a Siracusa, grida ai suoi figli: «Convertitevi e credete al
vangelo, facendo penitenza».
In fede. + Girolamo Grillo
P.S.
Le sopraddette mie convinzioni derivano dal fatto che io personalmente,
ben sapendo dalle indagini già fatte sulla statuina che essa
non conteneva marchingegni di sorta e che trattavasi di sangue
umano, non riesco tuttora a spiegarmi - a meno che la scienza non
mi dimostri il contrario - come razionalmente sia potuto accadere
quanto è accaduto nelle mie mani e sotto i miei occhi, in piena
coscienza.
+ Girolamo Grillo
Altre testimonianze.
La testimonianza del Vescovo è suffragata
da altri testimoni presenti nello stesso luogo e alla stessa
ora. Questi testimoni hanno deposto giurando sul Vangelo di dire
la verità:
Antonio Arena:
...E vedo il sangue fluire... Guardo meglio e oltre che a destra anche
a sinistra vedo una parte rifiorire... ho visto una polla che si rigonfiava.
Ho visto 3 o 4 rivi, corrispondenti ad alcuni centimetri e il
movimento del rivoletto estendersi oltre il precedente.
Grazia Maria Grillo:
... Si vede un rivo come un capello, scendere dall’occhio fino sotto
il collo... Io tocco il rivolo e il puntino sul viso si allarga... Il sangue
diventa piano piano sempre più chiaro fino a scomparire.
Sr. Duma Tereza:
... Ho visto rinvigorirsi la lacrima. Ho visto un rivolo sovrapporsi al
precedente e scorre giù giù.
Conferma del Prof. Marco Di Gennaro e del Prof. Umani
Ronchi.
La testimonianza dei due professori circa la lacrimazione
in casa del Vescovo si basa sulla differenza della presenza del
sangue sulla statuina dopo che era stato effettuato il prelievo al
Policlinico Gemelli.
Di Gennaro: fu chiamato dal Vescovo lo stesso 15 marzo,
giorno della lacrimazione avvenuta nelle sue mani. Dal verbale
risulta che «trovò il Vescovo agitato ed emozionato» e «constatò
che la statuina che di solito aveva tracce di color marroncino sfumato,
si presentava con due fili rosso brillante lunghi 2 o 3 cm.
Era una traccia netta molto sottile da entrambe le parti, sovrapposta
all’altra traccia più vecchia sottostante».
Umani Ronchi: si è recato in casa del Vescovo su incarico
della Criminalpol, dopo l’intervento del Codacons, per effettuare
un prelievo del sangue e quindi procedere all’esame del DNA.
In quelle circostanza notò che «nella zona che era stata oggetto
del precedente prelievo c’era un sottile rivolo a livello della
guancia destra che arrivava al di sotto della mandibola, un rivolo
di colore diverso perché il sangue aveva mantenuto nelle orbite
un colorito brunastro (e questo perché il sangue tende ad
invecchiare), ma nella parte dove avevano eseguito il prelievo vi
era un rivolo di colore diverso alla congiunzione col precedente».
Ebbe l’impressione che ci fosse stato un sanguinamento che
cominciava esattamente nel punto dove il rivolo superiore iniziava
e notò subito la differenza. Consigliò che si facessero due
prelievi distinti ma il biologo non volle e prelevò i due aspetti del
rivolo senza differenziazione. Le foto che fece, date ad
Antonello Sette, non sono venute. Nulla poté rimanere documentato.
A proposito di quanto notato dopo la lacrimazione in casa del
Vescovo confida di aver avuto la netta impressione che il sangue
iniziasse a colare da dove era terminata la precedente (o le precedenti)
lacrimazione.
Il Prof. Umani Ronchi ha inviato anche una significativa lettera al
Vescovo dopo il Decreto di archiviazione della vicenda giudiziaria.
In questa lettera viene confermato quanto aveva testimoniato i
precedenza.
La testimonianza del Vescovo acquista particolare rilievo se si
considera il suo atteggiamento nella complessa vicenda.
Prima della lacrimazione nelle sue mani ha avuto un atteggiamento
di scetticismo e di invito alla prudenza; informa il card.
Ratzinger; incarica la Polizia di verificare se vi sia frode o scherzo
in dileggio alla Madonna; chiede informazioni al medico della
famiglia Gregori e ne riceve assicurazione sulla loro serietà; incarica
lo stesso medico di effettuare un prelievo del ‘cosiddetto sangue’
e di eseguirne le analisi, dalle quali risulta trattarsi di sangue
umano; fa esaminare il sangue e la statuina da due scienziati ematologi
del Policlinico Gemelli e della Sapienza di Roma.
Dopo la lacrimazione nelle sue mani, essendosi trovato personalmente
di fronte ad un fatto concreto e tangibile del tutto
straordinario, abbandona lo scetticismo iniziale e comincia a credere
che ci sia veramente qualcosa di straordinario. Per impedire
il sequestro della statuina da parte della Magistratura decide di
rendere pubblico l’evento accaduto nelle sue mani. Istituisce la
Commissione teologica, dopo aver sentito anche il Card. Ruini.
Di ogni cosa informa la Santa Sede e si consiglia con il Card.
Sodano.
TESTIMONIANZA DI JESSICA GREGORI A DIECI ANNI DALL’EVENTO
Quando la statuina della Madonna lacrimò la prima volta nel
giardino dei Gregori, il 2 febbraio 1995, Jessica aveva sei anni,
quindi molto piccola. Dopo dieci anni cosa ricorda di quell’evento?
Soprattutto è in grado di confermare la testimonianza di allora?
Le è stato chiesto di dare una testimonianza scritta di quanto
oggi ricorda di quell’evento. Ha accettato volentieri la richiesta
rilasciando la dichiarazione già riportata in questo dossier, alla
quale rimando.
Questa testimonianza conferma quella di dieci anni prima,
inoltre aggiunge altri interessanti elementi, in particolare la
preoccupazione della Madonna per l’unità della famiglia nella
società di oggi.