DODICESIMA APPARIZIONE
martedì 30 maggio 1944
Quella mattina, nel convento delle suore, Adelaide partecipò alla messa
delle ore 7 e si comunicò. Col papà, venuto a farle visita verso
le 9, si mostrò contenta di tutto.
«
Prendi questi confetti, dalli alla Palmina e alla Nunziata », dice al
papà. « Vedi questa bella cuffietta? Queste pantofoline? Portale
a casa, le metterai alla Romanina, a lei vanno bene ».
Adelaide è generosa: con le sorelle divide volentieri i giocattoli e
con tutti i dolciumi. Rifiuta la torta che il papà ha ricevuto in dono
per lei: « No, tienila tu, questa ».
Ma papà Rico, travolto dalle incessanti richieste dei pellegrini, ha
portato anche pannolini, catenelle, coroncine, oggettini, perché la
figlia li toccasse. E probabilmente ripetendo ciò che gli chiedeva la
gente, dice:
« Benedicile!»
Ma Adelaide si rifiuta: « Ma io non c'entro. È la Madonna che
fa tutto ».
Ma il papà insiste perché lo aveva promesso alla gente. Allora
la bambina si rassegna a recitare sopra gli oggetti tre Ave Maria e a toccarli
con la medaglietta che le pendeva dal collo.
Il papà riparte e Adelaide non piange. A pranzo vengono servite le polpette.
Adelaide guarda la sua con una smorfia: « Io mangio quello che mangiavo
a casa mia! », aveva detto tante volte dinanzi a un cibo che le sembrava
disgustoso solo perché le era ignoto.
Suor Ludgarda la invita a fare un fioretto. Lei si accinge a mangiarla, ma,
non essendo del tutto convinta, fa solo finta.
L'amichetta Carmen le viene in aiuto: « Suora, si volti in là che
Adelaide la mangia».
La suora, compiacente, si volta e... la polpetta scompare. Non nello stomaco,
naturalmente, ma nel taschino del grembiule. Lo si seppe perché la suora
cercando il suo fazzolettino per asciugarle il sudore, si ritrovò la
polpetta spiccicata fra le dita...
Nel pomeriggio don Cortesi va a trovarla e si intrattiene a parlare con lei.
Da quelle conversazioni emerge un pensiero di Adelaide sul perché la
Madonna sia apparsa proprio a lei: « E’ apparsa a me perché ero
povera. Avevo gli zoccoli, quel grembiule brutto, ti ricordi? Alla Madonna
piacciono i poveri ».
Don Cortesi insiste perché questa sera chieda alla Madonna di « fare
un bel miracolo in maniera che tutti credano ».
Adelaide promette che lo farà e poi se ne esce con questa confidenza: « Stasera
non viene il Bambino, ma viene san Giuseppe. Il Bambino verrà ancora
domani».
Al che, meravigliato e turbato, il sacerdote le dice:
« Davvero? E che ne sai tu? »
«
Io lo so », risponde Adelaide.
E così alla solita ora, con la solita macchina don Cortesi, don Guido,
Verri e Adelaide partono per le Ghiaie. La bambina veste un grembiulino bianco
con colletto azzurro.
Nel frattempo i pochi treni che ancora circolavano, stipatissimi, avevano riversato
una fiumana di gente nelle stazioni di Bergamo e di Ponte San Pietro. Dai documentari
si possono vedere perfino persone accovacciate sui tetti. Gli ammalati, chi
a piedi, chi portati in braccio o sopra lettighe, affluivano in continuazione.
Lo spettacolo è straziante.
Alle 18 giunge l'automobile scortata da un picchetto di militi repubblichini.
Adelaide si mette in piedi sul sasso solito. Un sacerdote attesta che, all'apparire
della bambina, il sole, che per tre ore di seguito aveva dardeggiato, cominciava
a eclissarsi: un disco opaco di un verde cupo lo copriva interamente e roteava
vorticosamente, mentre i vari colori dell'iride si riproducevano nell'atmosfera
e sul viso degli astanti. Si ode il grido: «Guardate il sole!».
E poi altre grida: « Miracolo, miracolo! ». Un'ammalata di spondilite
grida: « Sono guarita! ». Un'altra povera ragazza, paralizzata
agli arti inferiori e alla mano destra, ora alza e muove la mano e con l'altra
mostra a tutti le stampelle che ora non le servono più.
Adelaide, anche se serena, si guarda intorno un po’ spaesata. Intravede la sorella
Catì e le fa cenno di avvicinarsi. Anche Maria viene a inginocchiarsi
alla sua sinistra con il sacco delle suppliche. Qualcuno offre alla bambina
un mazzo di fiori che accoglie sul braccio destro.
Si inizia il rosario e al termine si cantano le litanie. Sono le 18.30 circa.
Il ritardo della visione si prolunga e, per evitare che l'attesa minacci di
precipitare nell'impazienza e nella delusione, si inizia la recita di un secondo
rosario con relative litanie. Un sacerdote incarica Catì di domandare
alla sorellina se ci sia ancora molto tempo da aspettare. Adelaide con naturalezza
risponde: « Ancora venti minuti ».
La folla è impaziente e irrequieta: preme paurosamente e non si riesce
più a contenerla. Ondate lente, ma quasi continue si susseguono. I militi
tentano di imporsi e sparano molti colpi in aria, ma inutilmente. I medici
presenti guardano preoccupati don Cortesi con aria interrogativa, come a dire: « Se
non si verificasse nulla? Che cosa sarebbe capace di fare questa folla immensa? »
La bambina però è tranquilla. Si inizia un terzo rosario, seguito
dal canto dell'Avemans stella. Qualcuno domanda alla bambina: « Quando? »,
e lei risponde: « Ancora un momento ». E sempre molto tranquilla.
Sul suo volto non si scorge il più piccolo segno di ansia o di preoccupazione
o di disagio per il ritardo così insolito della visione.
Ma ecco che alle 18.50, esattamente venti minuti dopo la prima domanda, la
bambina cessa di pregare e fissa le pupille verso oriente. Il viso è dolcemente
teso, assorto, non rigido. Gronda sudore, anche per l'afa terribile. Nei suoi
occhi ci sono dei riflessi di luce che non permettono di vedere bene la cornea
e l'iride.
Dopo circa cinque o sei minuti, i vicini notano in lei un delicato movimento
delle labbra, quasi parlasse con qualcuno. Si invita la folla a interrompere
la preghiera ad alta voce per non disturbare la veggente. I medici continuano
con i loro esperimenti per saggiarne la sensibilità. Uno addirittura
affonda un piccolo bisturi nella guancia sinistra:nessuna reazione. Talvolta Adelaide ammicca di frequente, due o tre volte di
seguito, e poi sta a lungo con gli occhi fissi. Un aereo compie due giri a
bassa quota. Adelaide non lo avverte, mentre la folla grida: « Bombarda,
mitraglia! »
Poi il volto si atteggia quasi a sorriso e per la seconda volta le sue labbra
si muovono: parla ancora, ma nessuno riesce a indovinare che cosa stia dicendo.
Muove le labbra molto più di frequente di domenica scorsa. Un medico
le asciuga il sudore con un fazzoletto... Alla fine, alza leggermente il capo
e lo sguardo si sposta verso l'alto e verso destra, come se volesse seguire
qualche cosa. Una breve scossa del capo, un rapido chiudere delle palpebre
e poi guarda attorno tranquilla e serena. Le domandano se la Madonna sia andata. « Si, è andata »,
risponde. Sono esattamente le 19.04. La visione è durata quattordici
minuti.
Solite manovre di salvataggio della bambina. Qualcuno riesce perfino a prenderla
per i capelli. Lei si spaventa, piange e lascia cadere sui vicini il mazzo
di fiori.
Finalmente l'auto può ripartire per Bergamo con i militi perfino sul
tetto. Alle 20 raggiungono l'istituto delle suore.
Dopo cena, Adelaide ritorna fra i suoi accompagnatori.
« Che cosa hai visto questa sera? »
«
La Madonna e san Giuseppe ».
«
Non c’era il Bambino? »
«
No, non c'era ».
«
Ma se l'ho visto anch'io! Poi si è nascosto quando l'aeroplano volò così basso »,
tenta di confonderla don Guido.
«
Non c'era neppure l'aeroplano ». Evidentemente la veggente non se ne
era accorta.
« Come era vestita la Madonna? »
«
Era vestita tutta di bianco ».
« Ma quanti bei vestiti ha la tua Madonna! »
«
Eh già, è ricca la mia Madonna, è la Regina di tutto!
E quanto bene vuole ai poveri e quanta compassione ha per gli ammalati!»
« Proprio tutto bianco, anche il manto? »
«
Si, tutto bianco ».
« Anche le rose? Anche le mani, i piedi, i capelli? »
«
Si, tutto, tutto bianco », ripeteva Adelaide tutta entusiasta, naturalmente
scherzando. Come abbiamo già detto, spesso i veggenti parlano di Maria
tutta vestita di bianco, perché la vedono immersa in una luce così abbagliante
che copre ogni colore.
La conversazione cadde poi sulla pace promessa fra due mesi.
«
La Madonna ha detto che la pace verrà fra dùe mesi, fra due mesi
che è un giovedì », annunciò tranquillamente Adelaide, « se
preghiamo e facciamo penitenza ».
Don Cortesi e don Guido consultano il calendario, ma notano che il 30 luglio
non è un giovedì. Provano allora a vedere il 13 luglio. Effettivamente
il 13 luglio, a due mesi esatti dalla prima apparizione, è un giovedì.
I due sacerdoti, sorpresi, si domandano da dove abbia tratto quel particolare
del giovedì. La bambina sostiene che quel particolare le fu comunicato
proprio dalla Madonna.
« Che cosa ti ha detto ancora la Madonna? »
«
Eh, mi ha detto di fare la savia ».
«
Che cosa significa "fare la savia"? », domanda don Guido.
«
Obbedire ai genitori, pregare bene, fare fioretti...». È giunta
l'ora di coricarsi e i due sacerdoti lasciano l'istituto. Si seppe poi che
Adelaide aveva presentato alla Madonna la richiesta, anche da altri suggeritale,
di compiere un grande miracolo affinché così tutti potessero
credere. E la Madonna avrebbe risposto: « Tu, Adelaide, non preoccuparti.
Lascia fare a me ».
Ma don Cortesi, nel settembre-ottobre che seguì, ricontrollò con
la veggente questo punto. Scrive il sacerdote che Adelaide rimase un poco perplessa
e poi rispose:«
Sì, sì, mi ricordo adesso: alla tua domanda la Madonna non mi
ha risposto ».
Si affaccia qui l'interrogativo: Adelaide interpretò quel silenzio della
Madonna? Fu forse una risposta interiore? O non si ricordava più a distanza
di mesi? E tutto possibile.
Da un'altra fonte ricaviamo che la Vergine Santa in questa apparizione specificò il
significato dei due mesi di tempo prima che terminasse la guerra, con queste
parole:
«
Vedrete quello che accadrà fra due mesi, in un giovedì ».
La predizione fu riferita al vescovo, che la prese molto sul serio: gli parve
tanto importante che nel suo diario, sotto la data del 5 giugno, riferì che
fu avanzata la proposta di farne un atto notarile o almeno un atto autentico
del cancelliere vescovile, come notaio della curia.
Diciamo subito che questa predizione si avverò pienamente: il giovedì 20
luglio 1944 ci fu l'attentato a Hitler che, secondo gli storici, fu l'inizio
della fine!
E Adelaide nel suo Diario rivela ciò che non disse prima, ritenendo
cose assolutamente personali ciò che la Madonna le aveva confidato:
«
30 maggio. In questa apparizione la Madonna mi apparve vestita di rosa col
velo bianco. Non aveva gli oscuri colombi fra le mani e attorno a lei vi erano
solo gli angioletti. Con un sorriso più che materno mi disse: «Cara
bambina, tu sei tutta mia, ma pur essendo cara al mio cuore, domani ti lasceṛ
in questa valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell'ora della tua morte e
avvolta nel mio manto ti porteṛ in cielo. Con te prendeṛ pure quelli che ti
comprendono e soffrono».
«
Mi benedisse e si allontanò più lesta delle altre sere».