SESTA APPARIZIONE
giovedì 18 maggio 1944
Fino a oggi Adelaide non ha ancora un paio di scarpette. Ha
sempre indossato solo zoccoli da quando ha cominciato a camminare. I familiari
cominciano a
provare vergogna di fronte a tutta la gente, per cui di buon mattino la mamma
scappa a Ponte San Pietro in cerca di un paio di scarpe per la sua piccola.
Alle Ghiaie non c’è neppure un negozio di scarpe, ma a Ponte ci
sono i negozi... rimasti senza scarpe. La guerra produceva molto spesso di
queste sorprese. Ritorna a casa a mani vuote e si rammarica sconsolata: « Come
facciamo oggi che per giunta è festa? »
«
Andrò io a comperarle un paio di zoccoletti decenti», propone
la madrina Nunziata e si porta la bambina con se.
Adelaide rovista e rovista, finché fa cadere la sua scelta su un paio
di eleganti zoccoletti azzurri, un po' piccoli per lei, a dire il vero, ma
a nulla valse il giudizioso avviso di Nunziata: « Non devi badare al
colore: bada piuttosto che siano adatti al tuo piede e siano comodi ».
Adelaide si tiene quelli. Ora ha un bel termine di paragone per descrivere
ai curiosi i colori delle sue visioni.
«
Volete sapere come era il manto della Madonna? Ecco guardate questa fettuccia
azzurra... Il diadema? Ecco è d'oro come questi chiodi (le borchiette
di oricalco). E il vestito di san Giuseppe? È di colore marrone come
il legno dipinto dei miei zoccoletti nuovi ».
Si ritorna al Torchio. Oggi, giorno dell'Ascensione, è festa grande
e bisogna andare alla « messa alta ». Nunziata e Catì vi
accompagnano Adelaide. Le strade brulicano già di pellegrini, molti
dei quali avevano passato la notte nelle cascine, nelle stalle, sotto i portici,
nei fienili. Ma altri continuavano ad affluire.
In chiesa fu un disastro. Tutti, grandi e piccoli, si voltavano per guardare
Adelaide, la indicavano con il dito, bisbigliavano. Allora le suore la portarono
davanti a tutti e le raccomandarono:
«
Sta' raccolta, Adelaide. Dici di avere visto la Madonna e perciò devi
dare il buon esempio a tutti ».
Finita la messa, Adelaide consegna al parroco le trenta lire ricevute dai due
sergenti la sera precedente.
Una signorina le si avvicina e comincia a porle delle domande:
«
E dimmi un po', era più bella di me la Madonna? »
«
Sì, eh! »
« Allora io sono brutta? »
«
Sì, eh! », risponde sempre Adelaide.
Chi riporta il fatto asserisce che la piccola non guardò in viso la
signorina, perché era veramente bella... Noi fatichiamo a crederlo,
perché i bambini, anche quando abbassano il capo, sbirciano sempre,
prima o poi... Ci sembra più realistico pensare che di fronte alla bellezza
della Madonna tutte le altre bellezze diventano sempre brutte...
Ma la signorina continua imperterrita: « E hai un segreto, no? Me lo
dici? Se me lo dici, ti regalo...»
«
No, non te lo dico ».
«
Ma a chi, dunque, devi raccontarlo questo segreto? », domandò il
parroco presente alla scena.
«
Solo al vescovo e al papa e basta ».
«
Certo! Come facciamo a portarti a Roma in questi tempi che non ci sono più né treni
né rotaie? », insiste il parroco.
Adelaide abbassa la testa senza replicare.
«
E dimmi un po', la Madonna corre quando viene da te? », continua il parroco.
«
No, viene adagio adagio », a belase, in bergamasco.
« E quando parte ti volta le spalle? »
«
No, va indietro così...», e Adelaide retrocede a passetti lenti,
maestosi.
« Corre, tornando indietro? »
«
No, non corre, va indietro adagio adagio ».
« Era alto o basso il muricciolo sul quale poggiava la Madonna? »
«
Te l'ho detto, non era sul muricciolo, era in aria ».
Dopodiché la zia Amabile la mette sulla bicicletta e la porta a casa
sua, alla Roncola, una frazione vicina. Qui la zia le fa dono di un grazioso
grembiulino blu a spalline incrociate sul dorso, orlato di giallo: piacque
tanto ad Adelaide che non lo smise più. Giocò con i cuginetti
e visitò altri parenti. Ma verso le 14 giunsero due persone con un'ambasciata:
papà Enrico aspettava la figlia al di là del fiume Brembo.
Adelaide ritorna al Torchio dove una scia di curiosi, di devoti, di fotografi
venuti da lontano reclamano la veggente. Lei si sente in croce. Avrebbe voluto
tanto giocare e invece, seduta sul tavolo o su una sedia, deve rispondere a
tutte quelle persone sconosciute che senza pietà, con le loro domande,
alcune serie altre sciocche, non le danno un momento di tregua e le provocano
una noia mortale.
Quando arriva da Ponte San Pietro Liliana per avvertire che purtroppo suo zio
maresciallo oggi non può venire, Adelaide viene portata in casa di Maria.
Ma anche lì non si salva da qualche domanda, come questa: « Come
era la Madonna? Rideva, no? Ah! Non rideva… Piangeva dunque. Ah, neppure
piangeva. Insomma, come era allora? »
«
Così! », e Adelaide atteggiò il viso a tranquilla maestà.
«
Mi hanno detto che vedi passare degli uccelli ».
«
Certo, li vedo anch'io », interviene insidiosamente Liliana.
«
Ma va' là che tu non li vedi. Se li vedi, dimmi come sono », rimbecca
Adelaide, sfidando la ragazza.
«
Beh! Sono belli... colorati».
« Ma va', sono bianchi, vedi che non lo sai! »
«
E ti ricordi quello che ti dicevo ieri sera? Non ti ricordi già più,
eh, di domandare alla Madonna che cosa sarà dell 'Italia dopo la guerra»,
sussurra Liliana in un orecchio alla piccola.
Poi Adelaide mostra a tutti il rosario portato dalla Roncola, il bel grembiulino
celeste che ha il suo bel taschino dove c'è anche un fazzolettino, rarità per
quei tempi, e mostra i begli zoccoletti azzurri.
Una signora di Brembate Sopra le presenta la sua bambina muta: « Vedi,
Adelaide, questa bambina? Non ha mai detto né papà né mamma,
perché non può parlare. Raccomandala alla Madonna, povera bambina! »
Ad Adelaide spunta una lacrima.
Ma l'ora dell'apparizione si sta avvicinando. La folla si ingorga nella piazzetta,
cresce paurosamente e con il crescere di quella crescono anche le preoccupazioni
per l'incolumità della bambina. Liliana deve rimettersi in cerca di
aiuti. Non ne trova. Riportano la bambina a casa propria, mentre Maria a sua
volta esce in cerca di qualcuno che la possa aiutare a fendere la folla, per
arrivare al luogo dell 'apparizione.
Fra i molti convenuti scorge i due sergenti di ieri e a loro espone le sue
preoccupazioni. Quelli si mettono subito all'opera. Si recano sul luogo e,
con la rete metallica divelta del vivaio Ferrari, costruiscono un piccolo rudimentale
recinto quadrato che avrebbe dovuto proteggere la piccola dalla continua pressione
della gente. All 'esterno pongono un cordone di volenterosi per trattenere
la folla.
Sono le 17.30. I due sergenti e Maria, soddisfatti, ritornano alla casa di
Adelaide. Era gremita di persone e la piccola era estenuata. Teneva d'occhio
la sveglia e cominciava a dire: « Andiamo, andiamo! »
Sopraggiunge la signora Margherita Orlandi con il bambino idrocefalo in carrozzella:
«
Dunque devo portarlo in giù, Adelaide? »
«
Si».
La gente presenta alla veggente le « raccomandazioni » da presentare
alla Madonna, che non finiscono mai.
Finalmente si parte. Questa sera vuole portarla in braccio la zia Amabile.
Maria le cede volentieri l'incombenza e lei si prende in braccio la fedele
Itala, che da tanto sta attendendo in cucina. Fra le amichette è l'unica
che ancora accompagna Adelaide e che Adelaide vuole accanto a sé.
Nonostante i due sergenti si adoperassero efficacemente a fare largo, quel
tragitto, di per sé breve, fu un incubo: l'onda, appena aperta davanti,
si richiudeva immediatamente dietro i due soldati, sommergendo le quattro donne.
Adelaide era affaticata ma abbastanza tranquilla. Un fiume di preghiere la
investiva da tutte le parti. Probabilmente fra tanto vociare non le avvertiva
neppure. Invece avvertiva i colpi che la raggiungevano: tutti volevano toccarla,
accarezzarla, prenderle qualche cosa: una ciocca di capelli e un pezzetto del
vestito. La piccina reagiva come poteva, con le mani e con i piedi...
Nunziata seguiva portando i biglietti di supplica da presentare alla Madonna.
Ma non ebbe la prepotenza sufficiente per farsi largo. Sotto gli urti e gli
ondeggiamenti, perdette gran parte di quei biglietti. E poi, a un certo punto,
rimase completamente tagliata fuori e, dopo vani tentativi di sfondamento,
ritornò indietro avvilita e piangente. La poverina accusò se
stessa: « E segno che la Madonna non mi vuole, che io non sono degna,
devo avere ancora dei peccati da purgare ». E da quella sera si mantenne
un po' in disparte dal luogo. Nunziata aveva ceduto i biglietti superstiti
a Liliana, la quale, più audace, li usò come autorevole lasciapassare
per giungere al luogo delle apparizioni.
Vista la quasi impossibilità di procedere, uno dei sergenti mette in
atto un abile stratagemma: fa entrare il
gruppetto delle donne in un portone che viene subito richiuso, e attraverso
i campi raggiungono il posto.
Qui Adelaide si diverte perché le scattano fotografie. Itala, invece,
fa la ritrosetta. Adelaide la sollecita: « Su, va' là, che facciamo
la fotografia », che là bambina, per essere esatti, pronunciava « confografia ».
Ma per le fotografie è necessario che le due piccine siano poste in
vista: così Maria solleva Adelaide, e Liliana Itala. Ma mentre è ancora
in braccio e le stanno scattando fotografie, Adelaide drizza gli occhi verso
oriente in un punto alto e lontano e scruta lentamente il cielo... Viene deposta
al solito posto. Sta in piedi, tranquilla. Questa sera, per la prima volta,
accanto c'è anche la buona e tremenda Catì. E quella sera, furono
portati anche i primi malati.
Mentre si attendeva la visione, Catì, sempre sulle spine, non mancò di
ripetere alla sorellina il solito ritornello:
«
Vedi, Adelaide, quanta gente hai fatto correre. Se non è vero, chissà la
mamma che piangere, che piangere! Non dire bugie, Adelaide, non dire bugie.
Se non è vero, dimmelo subito, sei ancora in tempo, su dimmelo subito ».
La folla preme sul reticolato e sul cordone. Gli alberi attorno sono pieni
di persone che si agitano. Adelaide guarda attorno serena, curiosa più che
preoccupata, poi dice a Maria: « Recita il rosario! »
«
Dillo tu », risponde la cugina.
«
No, dillo tu».
Allora Maria inizia ad alta voce la recita. Ma la visione non viene ancora.
Un uomo, pregato da Maria che non ha più voce, intona le litanie lauretane:
la folla risponde in qualche modo. All'invocazione Mater Christi (le litanie
si dicevano in latino), la piccina cessa di rispondere, si fa assorta, si irrigidisce
nel modo consueto. Anche l'uomo interrompe la recita delle litanie e raccomanda
il silenzio. Gli astanti comprendono che quello è il momento della visione,
sfondano il cordone di vigilanza e riempiono il piccolo recinto per essere
più vicini alla veggente. I vicinissimi
devono difendere la piccola facendo barriera con le proprie persone.
Adelaide è immobile, insensibile, con gli occhi spalancati sull'azzurro
del cielo, con le mani sul petto. La corona del rosario le pende anch'essa
immobile tra l'indice e il pollice della mano sinistra. Ammicca frequentemente
e intensamente. I movimenti delle sue labbra sono lenti, spesso interrotti.
Si nota una sudorazione abbondantissima, insensibilità agli stimoli
visivi, acustici e tattili dell'ambiente.
Maria sussurra alla bambina: « Ricordati, neh, Adelaide, di chiedere
alla Madonna quello che ti ha detto la signorina ».
Ma Adelaide non dà alcun segno di risposta. Allora Liliana, a bassa
voce, le richiama la domanda sulle sorti dell 'Italia. Poi continua: « Che
cosa vedi, Adelaide? »
Adelaide risponde lentamente, a strappi, come stesse descrivendo i personaggi
faticosamente individuati in un gruppo lontano...
« La Madonna... il Bambino... san Giuseppe...»
« E poi?»
«
Poi basta».
«
Ah! Ma non è vero quello che dici!»
«
Sì, è vero. Guarda che vedi anche tu».
«
Adelaide, raccomanda tutti i malati, neh? », ricordano Maria e Liliana.
«
Sì », risponde Adelaide, muovendo lievemente il capo.
« Di' alla Madonna di esaudire tutte le domande che la gente ha presentato,
neh! »
«
Sì».
Molti attorno stanno singhiozzando. Una donna, passando istericamente dal pianto
al riso, grida a tutti che anche lei stava vedendo la Madonna, san Giuseppe
e tante altre cose ancora.
Nel mezzo della visione, Adelaide lentamente pone la mano sinistra nel taschino
del grembiulino celeste ed estrae il fazzoletto. Si asciuga il sudore del viso,
senza
staccare gli occhi dalla visione. Non ripone il fazzoletto nel taschino, ma
se lo tiene tra le palme, perché ora tiene le mani giunte. Anche Itala
prega devotissima con le mani giunte fissando lo sguardo al cielo. Molti si
sono domandati in seguito se anche Itala quella sera avesse visto qualche cosa.
Interrogata in proposito, lei disse di aver visto una luce intensa accendersi
in cielo, come un lampo rapidissimo che subito si spense.
La visione dura sedici minuti; più delle sere precedenti. Poi, come
al solito, Adelaide abbassa lo sguardo e il capo, scioglie le mani, abbandona
le braccia lungo i fianchi:
«
E andata! », annuncia tranquilla e, almeno in apparenza, senza nostalgia.
La visione è finita. Chiede subito della mamma. Perché?
Si intraprende la via del ritorno. I due sergenti precedono e aprono di forza
un corridoio. Maria prende in braccio Adelaide, e Liliana Itala e vi si infilano.
Segue la massa. Il ritorno risulta peggiore dell'andata. Liliana perde i contatti
con Maria. Comunque riesce a riportare a casa Itala. Finalmente anche Maria
con Adelaide riesce a entrare in casa. Ma fuori la folla urla, implora, piange,
esige, vuole vedere la piccola a tutti i costi. Allora decidono di portare
Adelaide sul terrazzino di casa perché tutti la possano vedere. Uno
dei sergenti la tiene in braccio. Scoppia un delirio di entusiasmo. La piccola
guarda tranquilla e sorride. Saluta con la manina.
Ma la gente vuole anche sapere che cosa ha detto la Madonna. Allora il buon
sergente romano, con la sua voce potente, annuncia al pubblico, a modo suo,
i risultati dei sommari interrogatori fatti alla bambina in cucina, suppergiù in
questi termini: « La bambina questa sera ha visto nuovamente la Madonna,
il Bambino Gesù e san Giuseppe. La guerra finirà fra due mesi,
se si prega e se si fa penitenza... il male della guerra ricade soprattutto
sulle donne perché la Madonna ha detto che la guerra finirà quando
queste termineranno di fare certi peccati ».
Ma Maria non si ricorda di avere sentito dalla bambina questo accenno alla
responsabilità delle donne né tanto meno Adelaide si ricorda
di averlo mai detto, ma qualche altro dice di si.
Continua il sergente: « La Madonna dice a tutti quelli che chiedono grazie
che essi le avranno purché preghino e abbiano fede... I bambini guariranno
entro l'anno, ma le mamme devono pregare molto, fare penitenza e non fare certi
peccati... Poi attenzione! Attenzione! »
Ma a questo punto viene interrotto da un presente che gli dice: « Ma
questo non ditelo in pubblico, può darsi che la bambina si sia espressa
male, si sia ingannata: è tanto stanca...». Saggezza popolare!
Ma il sergente, imperterrito, risponde: « Perché non dirlo? ».
E continuò a voce alta: «Attenzione!... La Madonna ha promesso,
per comprovare la verità della cosa, un segno... Ora tornate alle vostre
case e pregate! »
Ho voluto riportare questo sommario discorso del sergente alla folla, perché ci
si possa rendere conto degli effetti che produsse sulla folla e delle tante
voci che si sparsero circa la colpevolezza delle donne e delle loro responsabilità.
Così come il sergente ha espresso il messaggio, senz'altro in buona
fede, non si rese conto del cocktail esplosivo che aveva lanciato alla folla.
Bisogna tenere presente questo discorso del sergente per valutare in seguito
l'attendibilità o meno delle molte affermazioni che furono fatte al
riguardo... Del resto, l'ambiente infuocato, convulso, troppo agitato, non
aveva permesso un interrogatorio regolare, completo, calmo, preciso. Con certi
equivoci si rischia di fare saltare tutto...
E’ difficile sceverare il contenuto genuino, esatto delle rivelazioni
di questa sera dagli elementi avventizi, immaginati, dalle interpretazioni
personali offerte dagli entusiasmi degli annunciatori. Come del resto sarà difficile,
se non impossibile epurarlo, anche in seguito, dalle deformazioni della folla
che, nella stessa piazza, se lo comunicava a
ondate, naturalmente con le inevitabili variazioni... Cose che succedono in
queste circostanze.
Per la prima volta notiamo che questa sera, bene o male, fu annunziato al pubblico
il contenuto della visione. La novità non mancò di rivestire
particolare importanza perché, a differenza delle altre volte in cui
il « si dice » lasciava sempre un piccolo spazio al dubbio e si
cercavano ulteriori conferme, questa volta, purtroppo, la comunicazione del
sergente la si ritenne ufficiale, sicura. Immaginabili gli effetti negativi.
In particolare l'annuncio della prossima pace fu ritenuto l'elemento più sicuro
della rivelazione e richiamò l'attenzione del mondo sui fatti di Ghiaie.
Il gesto di questa sera non fu però senza ulteriori pericoli, oltre
quelli già accennati. Si era offerto alla moltitudine un precedente
dal quale non ci si potrà più esimere. La gente, da quel momento,
si arrogò il diritto di vedere la bambina sul terrazzo e udire ciò che
la Madonna le aveva detto.
Effettivamente la « massa » quella sera intese male: corresse,
arricchi ciò che intese e... anche ciò che non intese. Soprattutto
inventò, supplendo alle lacune là dove non intese il discorso
del sergente, il quale aveva dovuto farsi tradurre in italiano dal bergamasco
ciò che Adelaide diceva.
Purtroppo il primo risultato increscioso non si fece attendere. Infatti non
si era ancora spenta l'eco delle sue parole che già serpeggiava questa
versione: « La guerra è per colpa delle donne depravate, è stata
meritata da loro... I bambini nascono disgraziati e sono malati per colpa dei
peccati grossi delle mamme, perché le mamme sono cattive. Se queste
pregheranno, metteranno giudizio, non faranno più certi peccati e faranno
penitenza, i bambini guariranno... entro l'anno».
Malauguratamente questa versione si radicò e si diffuse come autentica.
Molti ne trassero nuovo argomento per appoggiare la loro fede nell'autenticità soprannaturale
delle apparizioni. Dicevano infatti: « Come può la bambina avere
inventato questa storia di peccati grossi, quando
alla sua età non può avere alcuna nozione in materia sessuale?
Che può sapere una bambina di sette anni delle conseguenze di certi
peccati? E come può avere pensato a una ereditarietà tra genitori
e figli per cui il male morale delle madri è responsabile delle disgrazie
fisiche dei figli? Non c'è dubbio che deve avere sentito tutto ciò dalla
Madonna ».
Altri invece si scandalizzarono della gazzarra « pomologica » che
ne nacque. Infatti il pettegolezzo del paese trasformò subito quell'indicazione
generale in terribili requisitorie e accuse particolari contro questa o quella
donna, a cui si addebitavano colpe preconiugali, coniugali ed extraconiugali.
E non solo a questa, ma anche ai suoi parenti, risalendo fino agli antenati...
Uno che si trovava presente in quei giorni scrisse al riguardo: « Potrei
raccogliere alcuni di questi discorsi fatti di accuse, di sospensioni, di sottintesi,
di ammiccamenti... C'era da fare venire il voltastomaco perfino a un porco... »
Purtroppo il bersaglio di quelle accuse e calunnie era anche fin troppo bene
individuato. Pagarono per prime le conseguenze di questa atmosfera le due madri
presenti (una del paese e l'altra da fuori) che avevano portato sul luogo della
visione i propri figli disabili.
Liliana, nel suo diario, scrive: « Queste versioni erano poi credute
alla lettera e, se si tentava di smentire le cose più grossolane, come
le accuse mosse alla madre del bambino idrocefalo, si andava a rischio di sentirsi
dare dell'incredula e dell'eretica... Sicuro, "dell'eretica" perché si
voleva (pensavano loro) mettere in dubbio le parole della Madonna, e se quelle
mamme sembravano donne corrette, era tutta apparenza, "perché la
verità era solo quella". Giustamente la mamma del piccolo Vittorio
si ritenne gravemente offesa. L'altra mamma aveva tentato di consolarla:
" Oh! Non ci credete, sono chiacchiere, lasciate perdere!
Adelaide questa sera non trova altro rifugio che il solaio. A dire il vero,
neppure lassù c'era solitudine, ma almeno
il folto gruppo che in casa la stringeva da tutte le parti, si restringeva
soltanto ad alcune facce familiari e amiche.
La piccola, giunta in casa dal luogo dell'apparizione, aveva chiesto ancora
della mamma. Questa era fuori a mungere la mucca, non sua ma di una vicina
che le vendeva il latte con l'onere anche di mungerselo. Anche lei arriva finalmente
in solaio.
«
La piccola chiede di voi », le dice subito Liliana.
Ma che cosa aveva quella sera Adelaide? Forse nulla di speciale. Probabilmente
dopo tutta quella tensione voleva sentirsi vicina la sua mamma. Difatti si
accosta a lei, le si stringe alla gonna, la guarda in viso e sorride felice.
Non le dice nulla all'infuori di « Mamma! »
Neppure in solaio cessa l'interrogatorio: « Come era vestita dunque la
Madonna? »
«
Di rosso », risponde Adelaide.
« Di rosso? Ma va', bugiardella! »
«
Dicevi di bianco prima », osservano alcuni presenti, alquanto sconcertati.
Effettivamente, c'era da non capirci più niente...
« E il manto com'era? »
«
Verde ».
.... Ma va', tu dici bugie! »
Adelaide non rettifica.
Il sergente e qualcun altro osservano: « Si vede che è stanca,
povera piccola. Ha la testa per aria ».
«
E per l'Italia che cosa ti ha detto la Madonna? », ritorna alla carica
Liliana.
«
La Madonna non mi ha risposto ».
Ci furono altre domande, ma Adelaide, stanchissima, ormai non prestava più attenzione
e rispondeva sbadatamente, come chi stesse pensando ad altro. Per di più il
finestrino del solaio la attirava irresistibilmente e ogni tanto vi si affacciava
per vedere, non vista, la gente sotto che si disperdeva e rincasava. Palmina,
anche lei affacciata, poco mancò che non precipitasse giù.
A tarda sera il tavolo e il lavandino della cucina erano coperti di fiori. « Che
cosa ne facciamo di tutti questi fiori? », domanda mamma Annetta.
«
Comperami una Madonna come quella che ho visto io e li metteremo davanti a
lei », risponde Adelaide, rivolgendosi alla sorella Catì.
«
Ma come è la Madonna che hai visto tu? », rincalza Catì.
Adelaide spiega un'altra volta i particolari della « sua » Madonna.
«
Beh, te la comprerò domani, che prendo la quindicina », promette
la sorella maggiore.
Poi la piccina, stanchissima, dopo la solita minestra per cena, si addormenta
sul tavolo. Catì la mette a letto. In famiglia continua la discussione.
Molti pellegrini si fermarono in paese quella notte per essere presenti anche
all'indomani.
Nel Diario di Adelaide, alla data 18 maggio, leggiamo:
«
Festa dell'Ascensione, 18 maggio. Durante l'oratorio pensavo alla Madonna e
verso le ore cinque andai a fare merenda per essere puntuale a recarmi al luogo
delle apparizioni. La visita della Madonna fu preceduta da due colombi. La
Vergine vestiva di rosso con il manto verde circondata ancora dagli angioletti
come ieri. La Madonna mi sorrise poi per tre volte mi ripeté queste
parole: “Preghiera e penitenza”. Poi aggiunse: "Prega per
i peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che
trafiggono il mio cuore». Molte persone mi avevano raccomandato di chiedere
alla Madonna qual era la preghiera che più le piaceva. Io le espressi
questo desiderio ed Ella mi rispose: "La preghiera a me più gradita è l'Ave
Maria".
«
Detto questo, la Madonna lentamente scomparve».