Messaggio del 11 ottobre 1983:In tutte le situazioni rimanete nella pace. Ogni agitazione viene da Satana. GLI OCCHI RITROVATI
« Sono ormai due anni che ritorno qui, con la stessa
speranza, con lo stesso insuccesso. Due armi che mi presento davanti
a Lei, gridandole l'angoscia della mia infermità: "I miei
occhi, i miei poveri occhi spenti... perché non vuoi
rendermeli? Altri, inguaribili come me, hanno ricevuto da te questa
grazia perdutamente desiderata; dono regale e bello, che sembra il
più grande dei beni a chi l'ha perduta... la luce!".
«
Infermo, tormentato da mali più dolorosi, sarei contento
d'averli e ne sopporterei la dura prova, se potessi vedere... Ma
vedere! Uscire dalla notte profonda in cui mi ha sepolto il caso
atroce, che ha diretto, cieco anche lui, ma cieco crudele, una
scheggia dentro il mio cervello! Ne ha uccisi tanti altri, questa
crudele, incosciente piccola cosa! Uccisi, ma insieme liberati dal
tormento delle tenebre, dove mi dibatto, solo, impotente, debole come
un bambino, abbandonato a tutte le carità, che sentono pietà
di me, quando mi incontrano: "Povero ragazzo, è cieco!".
Ah, se la Madonna volesse guarirmi, almeno per metà; volesse
farmi l'elemosina di un raggio di luce! Aprire nell'ombra completa
uno spiraglio luminoso perché io possa vedere un po', solo un
po', della vita che mi circonda! Due anni che prego! Tanti hanno
pregato molto meno di me e hanno ottenuto!
Sorrideva, un
sorriso pallido, dove l'amarezza profonda copriva l'apparente
serenità, che il suo coraggio voleva mostrare a tutti, il suo
coraggio di soldato che non aveva conosciuto viltà.
Indovinando dal mio silenzio che temevo prossimo in lui lo
scoraggiamento o la rivolta, soggiunse: Non mi lamento; ho tanta
fiducia! Esaudito o no, crederò sempre nella sua potenza e
nella sua bontà; no, non sono scoraggiato, solo sono tanto
stanco. Sapeste come è terribile sentir vivere attorno la
gente che vede, e pensare: "Tu non sarai per sempre che il
disgraziato dagli occhi spenti, che non proveranno mai la gioia di
ammirare le bellezze che ti circondano!" Così, da due
anni, al momento della partenza, mi dico: "Perché
ritornare di nuovo là, se Lei non vuole e se sei per sempre
condannato alla notte completa? ..." Mi dico così, ma poi
ogni anno ritorno con la speranza che sia questa volta... No! Lei non
vuole; trova che è meglio così e capisco che prolunga
la prova; ma le dico, ugualmente, sottovoce: "Eppure, se Tu
volessi..."
Fissava, non so verso quale orizzonte
misterioso, i suoi occhi chiari, tutt'ora bellissimi; perché
la cecità è spesso aggravata dall'amara ironia che
sembrano, gli occhi ciechi, ancora vivi, intatti in apparenza, e
mobili, come se tentassero uno sforzo disperato per forare il velo
non lacerabile, che, irrimediabilmente, nasconde loro la luce.
Sorrise e il sorriso divenne più profondo quando, verso la
Grotta, risuonarono canti, così imponenti che rivelavano una
grande folla. Ascoltò per qualche minuto, tutto raccolto; una
gioia immensa irraggiava sul suo volto ed egli la sentiva così
bene, che il suo sguardo, aperto sull'ombra totale, sembrava in quel
momento seguire i movimenti della moltitudine, che recitava con gioia
la sua preghiera.
L'illusione, anima; vedeva una cara
illusione rischiarava la sua attraverso i ricordi; calcolava col
pensiero il numero dei pellegrini, in piedi, stretti al luogo dove la
Vergine aveva illuminato con luce divina l'ombra fitta della giornata
terrena.
Dolcemente, mormorò: « Bello! Quanto è
bello! ». Ma a un tratto, cessarono i canti e con essi
l'incanto; il silenzio, abbattutosi su di lui, aveva interrotto il
fascino del miraggio consolante; sussurrò, in un sospiro che
era un singhiozzo: « Avevo sognato la luce! ».
La
realtà ritornava a pesare sulla sua anima disillusa. «
Vorrei andarmene, soffro troppo! ».
« Sì, ora
rientreremo, ma recitiamo un'ultima preghiera ».
Giunse
con rassegnazione le mani e, docile come un bimbo, ripeté le
mie parole, in cui tentava di introdurre l'offerta generosa di ima
rassegnazione sublime: « Nostra Signora di Lourdes, abbi pietà
della mia angoscia; Tu sai che cosa è il meglio per me, ma sai
pure che la sofferenza dell'anima è peggiore fra tutte, e io
soffro nell'anima. Mi sottometto alla tua volontà, ma non ho
l'eroismo di accettarne con gioia l'apparente severità; se non
vuoi guarirmi, dammi almeno rassegnazione! Se non puoi rendermi i
miei occhi, prega ch'io abbia almeno tutto il coraggio e l'aiuto
divino necessario per sopportare la terribile prova, senza venir
meno. Te lo offro con tutto il cuore questo sacrificio; ma se Tu lo
vuoi solo completo, toglimi almeno questo desiderio continuo, che mi
tormenta, di vedere il sole e di godere la luce, che ho tanto amato e
da cui sono escluso per sempre ».
Mentre passavamo
davanti alla Grotta volle fermarsi un momento: « Mi può
voltare verso la statua, proprio dirimpetto a Lei, come se dovessi
vederla? ».
Assecondai il suo desiderio tanto insistente: «
Chissà - pensavo - che la Madonna non gli ispiri questo gesto
per attirare la sua misericordia e decidere il miracolo! ».
Eran
qualcosa di commoventissimo, quegli occhi spenti, fissi sulla
Miracolosa, e quella infermità sempre fiduciosa che implorava
il soccorso di cui non voleva affatto disperare.
Anche questa
volta ritornò all'ospedale come era partito; ma quando, otto
giorni dopo, lo salutai, prima di separarci, mi accorsi dal suo
sorriso che una gioia nuova si era impossessata del suo cuore e vi si
era stabilita per sempre. Aveva ricevuta la grazia, ardentemente
implorata, di accettare il sacrificio e di rinunciare al desiderio
prepotente di rivedere la luce? La Madonna gli aveva concesso, in
cambio della completa sottomissione, quella forza che sfida il male è
di cui godono le anime alle quali Dio parla più forte dei
desideri umani?
« Sento che sarò felice, mi confidò,
trattenendo le mie mani nelle sue con grande abbandono. Questa
felicità, lei forse riderà della parola, l'ho trovata
quando mi ha messo di fronte alla statua: gli occhi dei ciechi vedono
delle cose che a voi sfuggono, e sanno leggere pagine oscure, dove i
vostri sguardi non distinguerebbero che ombre ».
Un po'
spaventato di ciò che egli chiamava certezza e che a me
sembrava solo un pio sogno,. tentai di calmarlo: « Caro amico,
senza voler giudicare le intenzioni della Madonna, lasci che la metta
in guardia contro i pericoli di interpretarle secondo le nostre
illusioni. Ho conosciuto dei malati che, persuasi di aver avuto dalla
Madonna una segreta ispirazione, scambiando la propria illusione per
un avvertimento del cielo, hanno perso la loro cara rassegnazione e
sono partiti scoraggiati ». Avevo detto queste parole
necessarie in tono amichevole, quasi con tenerezza, preoccupato di
attenuarne, con affettuosa dolcezza, la cruda verità. Il mia
cieco non fu ne sorpreso, ne attristato; una calma sicura traspariva
dal suo volto sorridente, dove non scorgevo nessun segno di
esaltazione. La mia sorpresa crebbe ancora, quando mi disse questa
cosa incredibile:
« D'altra parte comincio ad essere
esaudito ». « Come? Crede che i suoi occhi?... ».
Questa volta si mise a ridere: « Forse… ».
Ma
il suo volto restava così enigmatico, ed egli stesso sembrava
così deciso al più completo silenzio, che credetti bene
non insistere. Gli dissi soltanto, come saluto...
« Se ci
saranno delle novità, reclamo il diritto di esserne messo al
corrente! ».
« E per primo; sarà per me un
dovere; ella è stato così buono e fraterno, da
difendermi perfino contro le illusioni. Questa volta però
l'assicuro che la mia speranza è troppo grande e troppo...
ragionevole perché io debba temere una caduta dolorosa nella
realtà ».
Ci lasciammo. « Povero ragazzo -
mormorò presso di me una infermiera, seguita da una fanciulla
- quel suo coraggio merita che la Vergine santa lo abbia ad aiutare
». «Lo conosce, signora? ».
« Lo credo! È
il figlio d'una mia cara amica; un bel nome, ma poca fortuna; era
ingegnere quando scoppiò la guerra; ed ora... ».
Ancora
colpito per le strane parole! di poco prima, credendo che
l'infermiera avesse ricevuto le sue confidenze, le ripetei i discorsi
che avevo allora allora ascoltati: « Se ne torna pieno di
speranze; e, a sentir lui, già in parte esaudito... eppure i
suoi occhi sono ancora completamente spenti! ».
Più
esplicita, la fanciulla, il cui viso grazioso rivelava una commozione
profonda che animava i suoi lineamenti, guardò il cieco e
volta a lui, ma rispondendo alla mia domanda: « Sono sicura che
ha detto la verità ».
C'erano dunque dei sintomi di
guarigione di cui l'infermo, per evitare un errore, custodiva,
geloso, il segreto? Non osai insistere, per rispetto al riserbo in
cui si chiudevano ostinate le due donne.
Quando, qualche minuto
dopo, notai la fanciulla che guidava, con pazienza materna, i passi
incerti del mio malato, mi convinsi che nessuna luce, anche minima,
era venuta a rischiarare la sua notte.
Eppure poco prima il
malato e la sua giovanissima dama, mi avevano assicurato che
speravano il miracolo! Finii col credere che tutti e due, l'uno per
troppo desiderio, l'altra per bontà, si cullassero
perdutamente nella stessa speranza ostinata. Mi allontanai senza più
cercare di capire.
...Due mesi dopo, quando, nel flusso sempre
rinnovato dei pellegrini, avevo un po' dimenticato il mio amico, mi
giunse questa lettera, con una calligrafia femminile sconosciuta:
«
Caro signore, ho la gioia di annunciarle il mio prossimo matrimonio
con la signorina Giorgina R., la mia infermiera di Lourdes, che ha
vista accanto a me la primavera scorsa e che mi presta la sua mano
per scriverle. Quando le dissi che stavo per ritrovare i miei occhi,
era dei suoi che intendevo parlare, la cui incantevole luce
illuminerà da ora in poi la mia vita; vedrò attraverso
lei che è la mia guida e che ancor meglio lo sarà
presto.
« Così, in modo ben diverso da quanto ella ha
potuto pensare, la Madonna mi rende ciò che la guerra mi ha
preso e anche di più. Ora chiedo alla Vergine di lasciarmi
come sono, perché questa felicità cancella per me ogni
dolore; l'altra, quella dì vedere e non solo per mezzo dei
cari occhi d'ella mia compagna, sarebbe ora inutile.
« Mi
aiuti a ringraziare la Madre di ogni consolazione, che esaudendoci a
modo suo, ci dà la sola felicità che importa, perché
viene dall'alto. Con molta amicizia... ».
Amare la propria
infermità, per la gioia suprema di essere infinitamente
consolato, non è una straordinaria prova della bontà
miracolosa di Maria?