Messaggio del 22 agosto 1985:Cari figli, oggi vi voglio avvertire che Dio desidera inviarvi delle prove: le potrete superare con la preghiera. Dio vi prova nelle vostre occupazioni quotidiane. Perciò pregate, per poter superare in pace ogni prova. Da tutte le situazioni mediante le quali Dio vi prova, uscite più aperti a Dio con amore! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
MORTE BEATA
Una sera dell'estate 1928, verso le sei, davanti alla basilica del
Rosario, dove mezz'ora prima era terminata la benedizione ai malati,
si era formato un assembramento molto animato. Persuasa di un
miracolo, la folla aveva subitamente invaso la piazza.
No, non era
un miracolo. Immobile era steso un uomo, chiusi gli occhi, già
livido, morto, fulminato da un embolo. I barellieri si affrettarono a
trasportare il cadavere, quando una donna si precipitò con le
braccia tese, i lineamenti sconvolti da un dolore tragico: «
mio marito! ».
I pellegrini si scostarono costernati,
seguendo, impietriti, il gruppo funereo che si incamminava all'Asilo
Nostra Signora.
C'era sui loro volti tanta tristezza e spavento:
da alcuni anzi, traspariva evidente un interrogativo amaro: «
Come mai la Vergine ha permesso questo? ». Perché lo
spettacolo di una morte fulminea richiama fatalmente l'idea
dell'imprevisto spaventoso che fa tremare le anime più
sante.
Un'ora più tardi, guidato da una religiosa, entrai
nella piccola sala, dove la sposa piangeva e pregava davanti alla
salma composta.
E siccome io tentavo suggerire pensieri di
fiducia, sforzandomi di ricordarle la bontà misericordiosa
della Vergine: « Sapesse, signore; mi disse, come in questa
prova tremenda sento la Sua mano materna! ». E con uno sforzo
per dominare il dolore, continuò:
« Da trent'anni
viveva indifferente, anzi ostile alla Religione. Sognavo di vedere
Lourdes ed egli accettò di accompagnarmi ma solo dopo aver
avuta la mia promessa che nulla avrei fatto per ricondurlo a pratiche
religiose. Per questo non uscivamo mai assieme; non l'ho mai visto
alla Grotta. Ieri sera mi raccontò che una fanciulla malata,
alla quale aveva chiesto se soffrisse molto, gli aveva risposto: «
Sì, ma non ancora abbastanza per meritare la conversione dei
peccatori ». Ed egli aveva aggiunto: « che idea bizzarra!
»
Nel pomeriggio, durante la benedizione degli ammalati, era
in prima fila tra gli astanti; guardava fisso fisso… a
cerimonia finita, l'ho visto entrare nella basilica dei Rosario. Con
una gran speranza sono corsa alla Grotta a recitare il Rosario, e al
ritorno... ».
Il suo sguardo corse con tenerezza al letto
funebre. - Ha tanti motivi per sperare, signora…
- Sono
sicura, continuò, che Dio gli ha perdonato. Era sicura
davvero; per questo, pur tra tanta angoscia, vedevo nei suoi occhi
brillare una gioia che superava il grande dolore.
Da poco era
stato a farle visita un Sacerdote, che era accorso tra i primi a
rialzare il cadavere ed aveva riconosciuto in lui l'uomo che, un
quarto d'ora prima, sulla porta della chiesa l'aveva insistentemente
pregato che volesse ascoltare la sua confessione. Vinto dalla grazia
e portato v dalla Misericordiosa era andato, con uno sforzo
coraggioso, a mendicare il perdono divino.
Beata morte,
indubbiamente meritata dalla giovanissima malata sconosciuta, che
aveva, come tante altre, compreso e accettato la sublime missione di
pagare col dono di se il riscatto di un peccatore.