Messaggio del 2 gennaio 2006:Cari figli, mio Figlio è nato! Il vostro Salvatore è qui con voi! Cosa ostacola i vostri cuori dall’accettarlo? Cosa c’è di falso nei vostri cuori? Purificateli con il digiuno e la preghiera. Riconoscete e accettate mio Figlio. Solo Lui vi può dare il vero amore e la vera pace. La strada verso la vita eterna è Lui, mio Figlio. Vi ringrazio.
LI AVREMO !
Non mi riesce dimenticare un incontro avvenuto sulla «
Esplanade » con il giovane Vicario di un centro industriale
dell'Est. Intorno a lui 22 ragazzotti, per lo più con lo
sguardo intelligente e svelto, impazienti di novità, capaci di
tutto. Soltanto dal loro saluto spavaldo avevo capito che essi non
erano i tipi da segnare il passo dietro le barricate: tutto d'un
pezzo, nel bene e nel male; materialisti a qualunque costo o
cristiani capaci di sacrificio fino al martirio. Figli di
rivoluzionari coscienti o no, essi avevano scelto Dio e lo servivano
con lo stesso ardore entusiasta che altri impiegano nel bestemmiarlo
e nel metterlo ancora in croce. Rimasto solo col Sacerdote, gli
manifestai la mia ammirazione; mentre il gruppo ci sfilava davanti
serio, disciplinato, quasi raccolto, egli mi spiegò: «Tra
quelli, ve ne sono quattordici su ventidue che, l'anno scorso, mi
insultavano per la strada ». « Magnifico miracolo! ».
«
Sì, la Madonna ha voluto usare otto ragazzi già molto
buoni per conquistare gli altri ».
Allora mi spiegò:
« Quelli del gruppo cattolico iniziarono la difficile, direi
impossibile, conquista di quelle anime. Dapprima fu un urto violento,
quasi brutale, un'aspra lotta di idee; ciascuno difendeva la sua
posizione: difesa e offesa. I miei ogni giorno ripetevano: " li
avremo"; gli altri si aggrappavano alle loro posizioni. «
Un giorno quel soldo d'ometto che vedete là, in fondo alla
colonna e che erta stato una volta pure un materialista arrabbiato,
venne a dirmi, così, tranquillamente, senza pensare che il suo
sogno era irrealizzabile: "Bisogna portarli a Lourdes nostri!".
"Facile a dirsi, caro, ma hai pensato..."
"A
tutto, Padre, tranne, si capisce, al rancio: questo riguarda lei!".
E
poiché lo guardavo in silenzio: "Si spaventa per la
spesa, padre?".
"Ragazzo mio, uno solo di loro vale più
di tutto l'oro del mondo".
"Allora mi prometta di dare i
soldi!".
Sconvolto dalla commozione, gli risposi con una
stretta di mano: "Se è solo questo che vuoi, puoi
contarci!". Non avevo, in verità, neanche un centesimo,
ma non me ne preoccupavo. Intanto il ragazzino mi fissava con quei
suoi occhietti penetranti, una volta perfidi, oggi così
limpidi e buoni. "Come, Padre, piange!? Lei, un soldato
decorato! ". "Sì, piango!" - "Per chi?"
-. "Pere te" - "Dispiacere?" - "No, gioia!
La più grande gioia della mia vita. E adesso, arrangiati!"
- "E per il rancio?" -"Non pensarci. Fila!" -
"Siamo a cavallo! Finito di dire li avremo!, li abbiamo già"
e se ne andò, monello come sempre, saltando come un puledro in
libertà, emettendo i suoni rauchi di un "clacson"
raffreddato! «I dettagli? - continuò il Vicario -
sarebbe troppo lungo raccontarli, anche in riassunta; sarò
beve. Per quattro mesi di quest'inverno, il mio monello, i suoi
compagni e anch'io abbiamo sgobbato. C'era una differenza io lavoravo
con timore, essi con sicurezza. Perfino il giorno in cui dal cielo mi
piovvero dei bigliettoni inattesi, dubitai ancora: "Ma
riusciremo poi?". Essi non avevano dubbi e quando a volte
intuivano la mia inquietudine mi prendevano le mani: "Su, Padre,
ci ha sempre detto che la Madonna di Lourdes non manca mai là
dove occorrono dei miracoli; crede dunque che possa proprio ora
piantarci in asso?". Difficilmente potrò dimenticare il
giorno in cui arrivarono alla chiesa questi quattordici cari
selvaggi, trascinati dai miei otto piccoli apostoli. "Signor
Padre, se le fa proprio piacere portarci a Lourdes, noi ci stiamo".
Il maggiore, diciassette anni circa, parlava per tutti, ardito e
deciso, con un sorriso ironico; non si capiva se per scherzo o sfida.
"Ma - aggiunse subito, per una gita soltanto. Per un
pellegrinaggio, non c'è niente da fare. Ci dica chiaro: sì
o no. Se attacca per la gita, dove non c'entri religione di sorta,
affare concluso; ma se è per fare del bigottismo, nulla da
fare decisamente, pur ringraziandola e senza rancore". Minuti
d'angoscia! C'era là, contro al muro, una Madonnina. La
interrogai con lo sguardo: ella mi rispose, attraverso l'esclamazione
inattesa del mia caro monello: "Attacca, e come!". Il suo
intervento mi parve indiscreto.
"Scusi, Padre, le sembra
proprio il momento di tentennare?" mi mormorò il
ragazzino, sconcertato per la prima volta in vita sua. Lo ringraziai
con un sorriso; ancora una volta la sua fede nella Madonna superava
la mia. Bisognava concludere lo strano affare: "D'accordo,
ragazzi, nessuna costrizione; esigo soltanto una certa educazione,
disciplina, ubbidienza, che d'altronde sarà facile, e rispetto
per i vostri compagni, specie quando vorranno pregare". "Per
questo non si preoccupi, Padre, siamo quel che siamo, ma bene
educati" dichiarò il capoccia solennemente. Tutti e
quattordici mi strinsero la mano. Ero commosso, pensavo alle
possibili sorprese di questa avventura. Anch'essi, erano turbati, ma
per non confessarlo, uscirono fischiettando. Rimasto solo con i miei
otto fedeli, li guardai per un momento in silenzio, poi indicando la
Madonnina: "Coraggio, ragazzi; recitiamo un Rosaria per
chiederle...". Il mio terribile monello mi interruppe "...
per ringraziarla! Non vede che glieli dà?". Siamo qui da
cinque giorni; alla nostra prima visita alla Grotta, la mattina, tre
ragazzi su quattordici si tolsero, il cappello; la sera, dodici; il
giorno dopo, tutti. I compagni credenti dicevano loro: « Se vi
secca di venire alla processione del SS. Sacramento, non siete mica
obbligati ». Protestavano: « Vogliamo goderci il colpo
d'occhio ». Li ho seguiti con lo sguardo, chiedendo alla Mamma
del Cielo di accettare per loro le suppliche della folla in
preghiera. Undici erano in ginocchio; gli altri tre, in piedi, gli
occhi fissi all'Ostensorio, ripetevano le invocazioni. Ebbi
l'impressione che tutti, ognuno a suo modo, rendessero onore al
Cristo, aprissero a Lui la loro anima, e, forse senza saperlo,
piegassero. Ne abbiamo avuto la prova: l'altro ieri quattro si sotto
confessati di nascosto e hanno fatto la S. Comunione apertamente, con
gli altri. Ieri, altri tre convertiti. « Intanto è già
il cinquanta per cento » dice il mio monello.
« E gli
altri? » domandai al Sacerdote.
« Beh, disse dopo aver
fischiato vigorosamente 1'adunata, partiamo domani sera... Sarei un
bell'ingrato se pretendessi di più dalla Madonna, che mi ha
già dato tanto; ma sarei un bel vigliacco, so avendo ottenuto
la metà, non osassi insistere per ottenere il resto».
Quasi a conclusione del nostro discorso, il ragazzo che si era
staccato dal gruppo, si infiltrò fra noi due: « Non so
che cosa hanno sullo stomaco, gli altri; come è vero ché
abbiamo qui di fronte la Madonna coronata, così, Padre, sono
sicuro che domani li avremo tutti!