Messaggio del 14 dicembre 1983:Per un sacerdote che aveva abbandonato la Chiesa: Pregate e digiunate. Non forzatelo. Dio ha lasciato a tutti una volontà libera. Dalla grotta al calvario
Reagì immediatamente alla mia meraviglia di vederlo a
Lourdes, che egli amava scherzare «la chimera delle belle
fiabe»; un tono assolutista il suo, quello proprio con cui gli
ostinati tentano mascherare l'intima debolezza.
- Può
essere certo che non ci sono venuto per me; non ho potuto dir di no
alla sposa, la quale sarebbe stata ben capace di fare una malattia
se, passando così vicino, non le avessi permesso una capatina.
Quanto a me, questi tumulti di folle esaltate suscitano ribrezzo e
non fanno che maggiormente convincermi nel mio scetticismo.
Guardava
con aria sprezzante la moltitudine che si riversava, continua, alla
Grotta; poi con un sorriso, che non nascondeva una certa ironia: - Le
assicuro che se un giorno io pure dovessi conoscere una strada di
Damasco, non sarà certo tra questa mania collettiva, dove la
fede cieca, spasmodica, inquieta, è un insulto alla ragione e
la sconta. Se pregare significa sottomettersi per tutta la vita »
tanto ridicolo, preferisco non infangare la mia dignità e la
serenità del mio spirito libero. Guardi che spettacolo!
Braccia a croce, bocconi al pavimento, labbra chine a baciare la
polvere... è umano questo? Mio Dio! quanto è stupida la
folla, sopratutto qui!
Tentai l'unica spiegazione, impossibile
d'altronde ad un miscredente.
- Questa folla ubbidisce solo agli
ordini dell'Apparizione.
L'Essere - continuò con disprezzo
superiore - che ha comandato simili degradazioni, se esiste, non è
privo del gusto sadico delle divinità antiche, che non
sapevano mostrare la loro potenza altrimenti che nello schiacciare,
ebbri e crudeli, l'uomo. No! Un Creatore non può avere voluto
queste cose. E se n'andò bruscamente, ferito, disgustato.
Davanti alla Grotta, con tutti, sua moglie pregava. La guardò
un istante, quasi irritato:
- Strano che proprio lei,
ordinariamente così calma e aliena da facili entusiasmi, così
fiera dei suoi principi, si lasci sedurre così!
Fissò
un istante quella Roccia, cercando di scoprirvi una qualche ragione
di quella irresistibile attrattiva. Inutilmente.
Almeno se questi
atti rispondessero al bisogno intimo di bellezza, di armonia insito
in ognuno, ma no! Ridicoli incrociare di braccia; grottesco o peggio
di baci sulla polvere; occhi allucinati verso una statua; monotoni
ritornelli verso un sasso freddo che li rifrange al suolo, dove
giacciono corpi martoriati e senza speranza, che pure chiamano,
instancabili, l'impossibile aiuto. Commedia!
Si rifugiò
deciso sotto l'ombra dei viali, che salgono a zig zag verso il colle,
per sottrarsi all'incubo opprimente. Si respirava almeno là,
fra la natura pura, accogliente, materna! Alberi, fresco, ombra,
quiete lontano da quegli odiosi brontolii, che arrivavano tuttora
molto attutiti e sommersi quasi completamente dal mormorio del
torrente. A tratti qualche andata più forte di a Ave Maria n
lo raggiungeva alle svolte del sentiero, ma sempre più fievoli
fino a scomparire del tutto. Scherzò tra se e se:
-
Singhiozzi della terra verso un cielo chiuso... All'altezza delle
basiliche l'attirò sorpreso il verde, il fresco e il silenzio
grande della strada che porta al Calvario.
Vi si incamminò
lento, meno tranquillo dell'apparenza, ossessionato tuttora dalla
frenesia di poco prima. - Quassù deve esserci una gran pace,
senza manifestazioni isteriche di una fede sconsolata.
Salì
deciso: ed ecco altri canti, altre preci, sempre più distinti
scendere dall'alto quasi onde successive. Cercò di sorpassare
svelto gruppi inginocchiati davanti alle stazioni della Via Crucis...
ancora e ovunque lo stesso grido di umanità credente, che si
umilia, si prostra nell'atto supremo di adorazione e di implorazione.
Tutta l'aria è pregna di fede ginocchioni, di ragione che
crede, di orgoglio che si dona vinto ai piedi di due legni a croce,
che si erge davanti a lui, solitaria dominatrice, le braccia stese
nell'azzurro quasi ad abbracciarlo tutto, senza confini di tempo, e
di spazio. Si sarebbe detta l'unica regnante, onnipotente,
vittoriosa. La Croce. Vi gettò uno sguardo di noncuranza
apparente, ma era uno sguardo fisso, attento a quell'augusto simbolo,
capace di potenza arcana.
Sui massi del piedistallo stava riunita,
quasi aggrappata, una folla, attenta alle parole del prete che La
salutava a nome di tutti.
Diceva un pensiero imprevisto, non
sapeva bene se infantile o sublime: - Poco fa, pregando alla Grotta,
voi avete sentita la voce imperiosa della Vergine e siete saliti
seguendo il Suo comando sovrano. Su, su, più in alto ancora!
Questa non è che una tappa. verso Dio. Sono venuta per
mostrarvi qual'è, esatto, l'unico cammino che conduce a Lui.
La Croce, la penitenza. Se vi è tra voi qualcuno che esita
ancora dubbioso, su, su più in alto ancora!
Ascenda verso
la luce dolorante del Cristo, per ridiscendere nella sua luce verso
la sorgente del perdono. Seguendo il sentiero serpeggiante attorno al
colle, l'uomo scese frettoloso la china ghiaiosa. Salito per cercare
la pace e l'oblio da tutto, ne riportava invece un turbamento nuovo,
sconcertante.
Senza volerlo, senza saperlo nel vano tentativo di
sfuggire alla Vergine, vana chimera, simbolo innocuo, correva invece
sulla strada maestra aperta agli increduli dalla Sua volontà
irresistibile.
Lui, che aborriva d'inchinarsi, ubbidiva al comando
dell'Essere misterioso del Quale negava, con scherno, la potenza,
l'amore e la esistenza stessa.
Caso strano! Ma c'è davvero
solo il caso nella salvezza di un uomo, per il quale è morto
perfino Cristo? Scendeva senza conoscere quel sentiero, fors'anche
senza volerlo. Il suo pensiero si ribellava, sogghignava a quelle a
frottole e bestemmiava.
- E con tutto questa? Quanti altri senza
fede, sono saliti su questa collina per il suo magnifico colpo
d'occhio! Calvario per il credente, bel vedere per il turista. Ma
sfuggivano anch'essi come me dalla Grotta, gli altri? Hanno seguita
anch'essi, come me, la strada che quel prete ha detto «
tracciata solo dalla Vergine, per un suo piano particolare?...»
Da una Vergine che... non esiste?
All'entrata dei sentieri a
zig-zag egli incontrò la sposa, sorridente e commossa ancora,
per quell'oretta di calma passata alla Grotta. - È stata una
buona passeggiata la tua?
Alzò le spalle come per cosa
indifferente e, per celare il turbamento che lo sconvolgeva:- E la
tua preghiera, ti ha resa contenta? - Oh, sì tanto! E mi
renderà completamente contenta quando sarò stata del
tutto esaudita... - Oh! Esaudita... Lo fissò colpita dal suo
tono e dal volto insoliti; e con l'intuizione infallibile, che Dio
dona alle mamme ripiene di timor di Dio di scrutare i pensieri
reconditi, comprese che grazia e ribellione erano in lotta, e poteva
essere prossima l'ora del ritorno.
Camminarono silenziosi, l'uno
col suo turbamento, l'altra con la speranza, ma arrivati alla
Basilica, da donna entrò decisa nella Cripta.
Dove vai
ancora? Non hai seccata abbastanza la tua Vergine?
Ella lo guardò
decisa, poi con un sorriso: - No, non è per pregare. Aspettami
un minuto. - Ma per che cosa allora? Egli si irrigidiva in uno sforzo
di resistenza, l'ultimo e inutile, alla inevitabile resa; ma ella lo
avvolse con uno sguardo di tenerezza, benedicendo nel segreto la
Vergine, che offriva salvezza in quel' momento decisivo della sua
misericordia.
-- Entro un minuto a raccomandare un'anima che mi è
tanto cara... - Un'anima?
- Sì, 1a tua!. Bisogna
salvarla...
Rimase intontito, abbagliato: volle parlare, ma un
singhiozzo spezzò la sua voce e la seguì docile,
incapace ormai di sottrarsi a quella potenza benedetta che lo
spingeva, affettuosa, verso l'ultima tappa. A metà del
corridoio l'uomo si fermò: - Ora lasciami: andrò da
solo all'appuntamento. Da un'ora senza saperlo, mio malgrado, sto
seguendo, la via tracciata dalla Vergine, strada misteriosa, sulla
quale cercavo la quiete lontano da tutto, che mi ha condotto a Dio.