Messaggio del 17 giugno 2005:Cari figli, anche stasera con gioia vi invito ad accogliere i miei messaggi. In modo particolare vi invito, figli, in questo tempo di grazia a pregare in famiglia e a pregare per la santità della famiglia. UN DONO CHE SCONVOLGE
Passo per salutare, prima di lasciarci, alcuni malati
che mi erano stati molto vicini nel pellegrinaggio. « Il
miracolo, che non si vede ancora, - dicevo loro - può essere
in cammino: nessuna preghiera è tanto grandiosa come quella
che elevate ora, che tornate apparentemente inesauditi ». Non è
necessario: sui loro volti c'è tanta grazia e mai il loro
pregare così tranquillo. La serenità più grande
nella mia vita l'ho trovata qui, su questi treni ammalati e la gioia
più serena. Fratello che scuoti il capo « vieni e vedi
», « metti il tuo dito qui ».
Sull'ultimo
scomparto, usato anche a ripostiglio, sola, per la stranezza
complicata della sua posizione, stava una signora. Soffre tanto? Non
molto - rispose.
Spondilite ossea tubercolare, morbo di Pott.
Rigida su un apparecchio ricurvo che le teneva la testa molto chinata
all'indietro e in basso, il volto sempre rosso per il troppo sangue
che fluiva alla testa. Strane morsette a peso le tenevano ferma la
fronte al tavolato, i gomiti fissi molto bassi e le ginocchia, così
da proibirle il benché minimo movimento. Immobilità
assoluta rigida; essere umano ridotto a puro pensiero doloroso e
impotente. - Farò pregare per lei, signora! Pregherò io
pure: vedrà!
- No, rispose accorata, la prego! Non voglio,
non posso più, non posso permetterglielo.
- Non posso!
Disse lenta con un sorriso di cui non avrei mai creduto capace quella
torturata.
... e continuò.
- Lui ormai viveva
abitualmente con l'altra e a casa non tornava quasi più.
Attorno non si sapeva ancora, ma i due piccolini cominciavano a
capire e assistevano a qualche nostra scenata, che scoppiava sempre
più aspra, nonostante lo supplicassi. Temevo per i piccolini;
supplicavo; per loro, solo per loro: nulla è così
affascinante come il male, se a introdurlo in casa è papà.
Almeno prima che diventassero più grandi; prima che ne venisse
lo scandalo pubblico che poi per anni è pasto alla gente, da
cui i piccolini l'avrebbero certo saputo... Nulla! Davanti a Lei un
giorno ho fatto voto: l'ho giurato, stringendo i miei piccolini: a
Dammi qualunque male, anche il peggiore (e la mente, tremando,
pensava a questo che mi aveva sempre terrorizzato fanciulla e mossa
infinita pietà, quando in un ospedale servivo come aiuto
infermiera) anche questo! Ma fa che torni, solo per loro! Cercherò
di sopportarlo, senza lamenti, per tutta la vita anche, fin che
piacerà a Te, Madre di Dio ».
Così l'andavo
supplicando ogni giorno; anche i bimbi pregavano per « una
grande grazia » che desiderava mamma, poveri piccoli! La
malattia di mamma non è un pericolo ai piccolini, ma anzi fa
stringere tutti accanto e crescono con un fare diverso, più
buono, più attento, più ometti; ma la malattia del
cuore, quella li sconvolge, li perde, li abbatte, li attira... e
domani? E papà che ha dato lo scandalo?...
Sono venuta solo
a ringraziare la Madonna, sempre buona, che mi ha ascoltato; non
poteva non ascoltarmi, ne ero certa. Tre anni sono ormai. È
tornato una sera perché il bimbo si era fatto molto male e
impensieriva. Non so per quale grazia improvvisa il bimbo gli si
avvinghiò al collo gridando nel delirio: « Papà
non andare più via... Papà sta qui con me... ».
Ci guardammo sorpresi: dunque il bimbo sapeva?... tremai! Lo vidi
guardarlo disperso, inquieto... piangemmo assieme senza una parola
nel riadagiare il bimbo e in quel movimento io sentir alla schiena
una fitta, la prima, che mi strappò un sospiro... s'accorse
anche lui... ma lui non sà ancora il perché...
Sono
venuta a ringraziarLa: non posso pentirmi ora della parola data. Le
domando solo la grazia di continuare il dono, è così
poca cosa di fronte all'immensa gioia di avere ridonato papà
ai miei bambini!
A volte quando li vedo, chini su me, sento il
peso e il male e cerco invano di non piangere: è una cosa più
forte di me ed ho paura di mancare al dono: sono venuta per questo...
no, non voglio, non posso domandare ora di liberartisi! Non è
giusto! È stata troppo buona: solo le ho domandato la grazia
di essermi vicina e sopratutto per loro, per lui, che sono così
premurosi!...
Il miracolo dell'amore: non è un miracolo
della grazia questo vivere, questo sorridere, questo continuo
immutato offrirsi, quasi tremante di non poterlo fare anche
domani?
Sul treno forse qualcuno avrà scrutato i corpi se
mai ci fosse stato un « miracolo » : magari avrà
crollato il capo deluso.