Messaggio del 13 giugno 2005:Cari figli, stasera in modo particolare vi invito a rinnovare la preghiera nella famiglia! Pregate, cari figli, nella famiglia! Io desidero la santità nella famiglia! Cari figli, questo è tempo della grazia quindi pregate per la santità della famiglia! RIPOCHE PELLEGRINO
Quando, stanco per la lunga strada che gli aveva spezzato le gambe
e raffreddato il coraggio, quell'audace curato arrivò dal
direttore del pellegrinaggio, sentì il suo entusiasmo
spegnersi e la sua speranza affievolirsi: «Dopo tutto, pensò,
non ho altro argomento da portare che la mia fiducia
nell'impossibile. La mia richiesta susciterà meraviglia e, ciò
che è peggio, ironia».
Poco sicuro, giudicandosi
troppo audace, spenta ormai quella specie di ubriacatura che l'aveva
sorretto fino all'ufficio, fu quasi sul punto di fare un vile
dietrofront; ma poi la sua fede, la sua grande fede imperiosa,
violenta, rianimò tutt'a un tratto la sua volontà,
pronta a cedere, e pensò: « La Madonna che disprezza la
troppa prudenza, deve amare quelli che osano. Dove sarebbe il merito
se la fede non sorpassasse qualche volta il limite del verosimile?».
Entrò, e senza ascoltare le obbiezioni che troncavano la sua
domanda, concluse con un'autorità stupefacente: a Ecco perché
voglio portarlo a Lourdes! ».
« Mio povero amico... ».
Eppure il direttore non era certo uno di quelli che misurano la
potenza di Dio e della Madonna con il contagocce della prudenza
umana: egli aveva fra i suoi documenti un grosso libro d'oro di dubbi
sopraffatti, di errori vinti, di indifferenze scaldate, di speranze
morte e risorte in certi malati, per una sola visita alla Grotta.
Egli conosceva le guarigioni delle anime, moltiplicate dalla Madonna
in quelli che erano venuti a Lei col solo desiderio egoista di
ricevere il dono della salute; conosceva anche il miracolo ripetuto
tanto sovente della rassegnazione, della morte accettata e
desiderata, di do nazioni impreviste, sorte subitamente dalle
profondità dell'anima angosciata. E spesso, a chi gli
confessava la mancanza assoluta di fede e di fiducia negli ammalati,
rispondeva: « Portiamoli ugualmente; se nati guariranno per la
terra, guariranno per il cielo! ».
Tuttavia l'audacia, anche
nello sperare nella Madonna., dispensatrice di grazie infinite, ha
dei limiti. Si può chiederle tutto, ma non sfidarla; si può
chiederle l'impossibile; non uscire dai limiti del verosimile. «
Mio povero amico, sospirò il direttore del pellegrinaggio,
questa volta è no, decisamente no! ».
Il curato
rispose con uno di quei gesti eloquenti, che significano chiaramente:
« Vedremo » e che, di fronte all'ostinazione testarda del
canonico, si espresse nel monosillabo burbero della più
perfetta disubbidienza: « No! ». « Sarebbe a dire?
».
« Che a dispetto vostro e degli altri... che a
dispetto dello stesso Vescovo, se mai pensasse di interferire in
questa faccenda, io disubbidisco! e anche di tutto cuore! ». «
E allora? ».
« Allora devo portare il mio uomo a
Lourdes e vi prego, vi supplico di iscriverlo fra i vostri ammalati!
». Il direttore che sentiva, suo malgrado, che la sua decisione
tentennava, volle guadagnare tempo: « Pensateci su, almeno! ».
« Sono quindici giorni che non faccio altro ».
«
Vi prendete voi, tutte le responsabilità? ». « Con
entusiasmo! ».
« Vi occupate di lui a vostro rischio?
». « ... a mio rischio e pericolo ».
«
Vi avverto che qualunque cosa succeda ve ne lavate completamente le
mani ». « Anche i piedi, se volete! ». Il canonico,
più commosso di quanto non volesse dare a vedere, aprì
il suo registro, riprese la stilografica e: « Nome? ». «
Francesco Ripoche ». « Domicilio? ». «
Nessuno ». nessuno? Ma abiterà da qualche parte. «
Come da qualche parte? ». « Sì, da qualche parte,
bosco ». « E dite che... moralmente? ».
Il
curato si rizzò e nei suoi occhi neri brillò un lampo
di gioia esaltata e fiera, come fiamma ardente. « Moralmente?
Il più perfetto dei miscredenti, più completo dei
bestemmiatori... ».
« Accidenti! ». «
...cacciatore di frodo, ladro; grande abilità il coltello...
». « Buon Dio! ».
« Non ho finito:
pronuncia contro Dio oltraggi tali da far drizzare i capelli anche
sui cranio dei calvi... ». « Ahi! ». « E per
finire, ma questo è affar mio, quando gli ho parlato di
Lourdes, ha risposto così... » e deciso additò la
fronte, ammaccata da una ferita sanguinolenta. « Mi ha
spaccato' in testa uno zoccolo! ». « Ah... questa poi! »
« Oh, non importa! bisogno da un anno». «Infermo?».
«
Peggio! Stritolato dalla caduta di una pianta che stava abbattendo.
Distrutto per tutta la vita, votato alla miseria, al dolore senza
speranza, alla morte nell'abbandono, trascurato dagli uomini... ».
« ...e da Dio! ». Il prete picchiò un gran pugno
sul tavolo, con tale energia, che il canonico credette di ricevere
sulla faccia uno degli zoccoli del terribile Ripoche.
«
Signor direttore, c'è nella storia degli atti misericordiosi
del Cristo, un certo Buon Ladrone; non valeva certo più del
mio uomo, eppure è in Paradiso! ».
La seconda
visita del curato al vecchio lupo della foresta fu inaudita, strana,
tragica. Quando entrò nella tana, un getto di bestemmie, di
cui la minore era abbastanza per rovesciare un carabiniere, lo
accolse senza smuoverlo; per parecchi minuti il vecchio cacciatore di
frodo parlò da solo e così svelto da soffocarsi; ma
ogni volta che si fermava per riprendere fiato, il sacerdote ne
approfittava per introdurre tre parole, sempre le stesse: «
Verrai a Lourdes » e l'altro, che al nome santo si irritava
terribilmente, ricamava attorno le più ributtanti trovate del
suo odio delirante. Quando gli mancava il fiato, il prete gli tendeva
un bicchiere di vino: « Bevi un po', ti darà fiato per
continuane ». Ma aveva gran cura di non dire che nella
bottiglia aveva versato molta acqua miracolosa. Malgrado ciò,
il selvaggio non disarmava; e questa scena giurò per due ore.
Alla fine, affranto da tanti sforzi, Ripoche si voltò sul suo
pagliericcio, come per dormire.
Vicino a lui, in piedi, con
gli occhi fissi su quell'essere miserevole, avendo giurato di «
averlo » a tutti i costi, il prete recitava il Rosario... Poi
dopo avergli rifatto la medicazione alle gambe, mentre il malato
brontolava come un cane ringhioso, ripetè per la ventesima
volta: « Ripoche, voglio portarti a Lourdes! ».
Per
fortuna, lo zoccolo era stato abbandonato in un angolo della capanna,
fuori mano, che lo cerca, tastando il terreno. « ...e vedrai
che la Madonna è là per consolare i malati come te,
senza speranza! ».
Ingiuriato anche l'indomani, come il
giorno prima, come i giorni seguenti e molti altri ancora, il curato
sentiva crescere e splendere la sua fiducia.
Eppure Ripoche
non si ammansiva; costretto sul suo giaciglio per la spaventosa
ferita, abbattuto per tutta la sua vita, abbandonato nel suo male
come un mastino rabbioso, sempre soccorso con tenerezza dal
sacerdote, egli invocava continuamente la morte e sospirava l’ora
in cui « creperebbe come una bestia! ». « Ripoche,
voglio portarti a Lourdes! ». Erano ormai tre settimane che il
curato, testardo irremovibile e sublime, gli ripeteva questo
desiderio, che era insieme preghiera e ordine. Finalmente, stanco,
caduta la sua ira, sfinita la volontà nella lotta, il vecchio
miscredente non resistette più. Stanchezza? Rassegnazione
forzata? Fatica dei nervi, prima esasperati, ora distesi? I pochi
visitatori che gli portavano l'elemosina di qualche parola e di un
po' di pietà, dicevano: «Declina»; il prete, che
conosceva meglio le vittorie inattese della grazia, pensava: «
Cresce! ».
Una sera finalmente, mentre egli stava per
uscire, Ripoche lo afferrò per la sottana e lo attirò a
sè: « Non è che io ci tenga a vederla, questa sua
Madonna di Lourdes che fa dei così detti miracoli e non è
capace di guarirmi; ma se la diverte, mi porti pure là, quando
vuole. Ha trafficato abbastanza intorno a me, posso ben fare anch'io
qualche cosa per lei! Adesso mi lasci dormire e mi sbarazzi della sua
presenza ».
Il sacerdote lo guardò, con una gioia
immensa; rimase ancora qualche momento, poi facendo tacere la
felicità che gli cantava dentro, lentamente uscì. Ma
quando fu fuori, i grandi alberi del bosco udirono il grido del suo
trionfo incontenibile:
« Nostra Signora di Lourdes, io ti
amo tanto, ma pure non meritavo tanta gioia! ».
I suoi
dolori però non erano ancora finiti!
Ripoche, com'era
naturale, fu un pellegrino deplorevole o, piuttosto, non fu affatto
un pellegrino, perchè se aveva accettato di essere «
trascinato » a Lourdes, non era certo per pregare.
Quando
ancora vennero per portarlo via dalla sua miserevole capanna, una
mattina di luglio, egli dichiarò chiaro e tondo che aveva
cambiato idea e che il curato non aveva il diritto di usare di lui
come di un divertimento per tutto il clericume della parrocchia e del
vicinato.
Dovette venire di persona il povero curato a
ricominciare la sua opera di persuasione; riprendere uno per uno,
come si raccolgono i mattoni di un muro crollato, i ragionamenti, che
sembravano avessero già convinto il suo strano parrocchiano.
Mentre parlava, rimproverava se stesso, dandosi nel profondo
dell'anima una lezione di modestia: « Così imparerai,
caro mio, a credere che una conversione si ottenga tanto facilmente!
».
Ripoche, vecchia volpe, sentiva che il curato lo «
voleva » a tutti i costi e, deciso di fargli pagar cara la sua
fisima, mise condizioni spaventose. Andare a Lourdes, ma rimanere
comodamente all'ospedale; niente Grotta, niente processioni, niente
preghiere o acqua benedetta; soltanto un bel viaggio per vedere paesi
nuovi e per distrarsi; e se il sacerdote non prometteva, niente da
fare! Era la sua ultima parola.
Accettare o non accettare? Niente
Grotta e piscina? E allora che cosa? Con la mente invocò la
Madonna, press'a poco così: « E adesso, buona Madre, non
vorrai per caso lasciarmi nei pasticci? Essere ridicolo, non me ne
importa, ma ritornare sconfitto, questo no; e soprattutto sentirmi
dire: Contavi su un miracolo, così, senza pensarci, come se la
Madonna di Lourdes fosse ai tuoi ordini! Su dunque, ispirami!
».
Come una eco a questa dolce preghiera - e quale eco!
- la voce di Ripoche tuonò:
« Preferirei crepare in
questo istante che andare a immergermi nell'acqua benedetta, col
rischio di prendermi una polmonite! E poi cerchi di sbrigarsi, perchè
se dico di no, sarà no e non cambierò più idea!
».
Che strana cosa! Il curato, a tale dichiarazione
insolente, sentì crollare le ultime titubanze:
«
D'àccordo, vecchio mio, faremo porto là, così
come sei ».
« E così come sono, mi riporterà
a casa? ». « Per quello, si vedrà! » pensò
il prete, come vorrai.
Dopo due giorni, alle sette del
mattino, l'ospedale di NotreDame des Douleurs era teatro di una scena
tanto inaudita, che il povere curato sentì la sua fiducia
scendere a precipizio a quattro a quattro la scala del suo sogno
irraggiungibile. Barellieri ed infermiere si fermavano un momento
davanti all'ascensore e si guardavano con volti spaventati, mentre da
un lato all'altro del corridoio rimbalzavano come palle queste
parole: « È un pazzo!... un demonio! ».
Sollevato
per metà sulla sua barella, Ripoehe sembrava l'incarnazione di
un furore impotente, che si vendica della sua immobilità,
riempiendo l'ospedale delle sue bestenunie. Cercarono invano di
calmarlo; voleva essere riportato a casa; gridava a squarciagola che
tutti si approfittavano della sua infermità, che quel curato
dannato l'aveva strappato con la violenza dalla sua casa. Reclamava
polizia e commissari.
Per due ore continuò questo
baccano infernale. Alcune dame, che si erano affaticate inutilmente
per ricondurlo alla ragione, si ritirarono scandalizzate; solo, in
mezzo a tanta confusione, il curato, chiamato in aiuto, si manteneva
calmo e sorridente.
« Non abbiate paura; lo conosco. Grida
molto, così, sembra che voglia rompere tutto, ma in fondo ha
buon cuore! ».
« Forse in fondo... molto in fondo...
ma alla superficie? » osservò un barelliere.
Non fu
senza fatica che riuscirono a introdurlo nell'ascensore, con mille
precauzioni.
« Non vedi, osservava il Sacerdote, che tutti
si occupano di te? ».
Scoppiò una bestemmia
terribile.
« Non importa, dichiarò il Sacerdote ai
due barellieri che l'accompagnavano, non ci siamo che noi a sentire,
e la Madonna non si spaventa per così poco! ».
Per
quale prodigio riuscì a farlo trasportare alla Grotta, il
giorno dopo? E per che miracolo Ripoche se ne stette tranquillo e
silenzioso? Mi hanno detto che il curato, più testardo del suo
parrocchiano, aveva passato la notte in preghiera, davanti alla
Grotta. Senza dubbio, in questo suo incontro con la Madonna, egli
sfoderò i suoi argomenti estremi, irresistibili e dettò
le sue supreme condizioni. Quando ritornò nel pomeriggio, col
cuore pieno di speranza, perché gli avevano detto che il suo
rabbioso parrocchiano non aveva dato in escandescenze per tutta la
mattinata, incontrò sulla scala un giovane barelliere che
sedeva, saltando i gradini: « Padre, venivo a cercare lei...
ricominciamo! ». Non parve scosso e con passo tranquillo, col
volto stranamente sereno, penetrò nella sala.
Vide qualche
testa sollevata, occhi inquieti, Che sembravano ripetergli le parole
di poco prima: « ricominciamo!... ». Vide tutto ciò
e soprattutto udì la voce di Ripoche, ma una voce che egli non
riconosceva, più timorosa che irritata, una voce bassa,
inframezzata di sospiri, che gridava: «Ah, cretino, brigante,
buono a nulla! » e altri epiteti che arrischierebbero di
spezzare la mia penna, se tentassi di scriverli.
« Ebbene,
mio caro, a chi indirizzi tutti questi complimenti? ».
L'uomo,
riconosciuto il prete, la cui fronte calma portava ancora il segno
dei suoi antichi furori, si rizzò quanto gli permetteva il
male spaventoso, che gli aveva spezzato corpo:
« A me... a
me... che sono un... » e avrebbe ricominciato, allungandola
ancora, la filastrocca, se la mano del prete non gli avesse tappata
la bocca.
Passarono alcuni minuti, silenziosi, gravi di
intensa commozione. Poi Ripoche parlò:
« Signor
Curato... Signor Curato... che cosa c'è? Non è
possibile! Corpo di un cane! La sua mano trema, la faccia è
pallida, ma... «Lei piange?! ».
« Ma no, ma
no... » protestò il sacerdote, che singhiozzava.
Vi
fu ancora una pausa di silenzio, poi con una voce così bassa e
così dolce, che nessuno intorno a lui la potè udire, il
selvaggio supplicò:
« Si avvicini... ancora più
vicino... mio grande amico! » allora con le sue braccia da
colosso, in cui sembrava concentrata tutta la potenza della vita, il
bruto di un tempo, il nemico di Dio e degli uomini, strinse il prete
sul suo cuore, gemendo: « come è forte lei!... come è
grande!... come è buono!... ».
Quando finalmente
poté strapparsi alla formidabile stretta, l'apostolo si
raddrizzò e indicando a colui che aveva salvato l'immagine
della Vergine:
« No, non io! Lei ti ha portato fin qui, per
farti capire che è... ».
« Ah, lo so adesso: la
Madonna di Lourdes! ». « E anche... ».
«
...quella che ha pietà dei mascalzoni come me! ». «
E poi... dillo, dato che la parola trema sulle labbra... ».
Ripoche si asciugò gli occhi e mormorò sotto voce: «
La mia Mamma! ».