Messaggio del 25 ottobre 1984:Quando nel vostro cammino spirituale qualcuno vi crea delle difficoltà o vi provoca, pregate e siate sereni e in pace, perché quando Dio comincia un’opera nessuno lo ferma più. Abbiate coraggio in Dio!
IL COLPO DI UN TIMBRO
Quell'impiegata dell'Ufficio postale, non avrebbe neppur lei
saputo spiegare il perché di quel' certo astio che le sorgeva
al solo sentire nominare Lourdes: non poco però era dovuto a
quel disinteressamento di cui ognuno, che s'impermalisce, circonda le
cose che non conosce affatto.
Non è che tali impiegate
siano particolarmente stizzose o intrattabili: ognuno che conosce la
propria impazienza quando deve attendere soli dieci minuti davanti
allo sportello, non può pretendere che ne restino immuni esse,
solo per il fatto che siedono dalla parte opposta. Questa era anzi
piuttosto gentile e servizievole anche con clienti sconosciuti. C'era
un giorno della settimana in cui, immancabilmente, tra le buste e i
plichi di ogni tipo, saltava fuori dalla capace borsa un piccolo
settimanale informativo di Lourdes. Sembrava quello il segnale
d'allarme, puntualissimo, per eccitare il suo mal animo, che non
cercava neppure di dissimulare con quel suo viso che si corrugava in
una serie d'invettive; e con un gesto d'impazienza lo inviava,
sgraziato, nel cantuccio più remoto del grande tavolo. -
Eccolo qui! Vattene alla malora!
È strano come qualche
volta le più piccole cose, possano eccitarti sopra alla
comune.
Poi immancabilmente si prendeva gusto a sotterrare a colpi
di timbro rabbiosi, la città di provenienza, Lourdes, sotto il
cumulo di cerchietti, di date. Non le pareva di poter ricominciare
tranquilla il suo lavoro, se non si fosse sfogata in qualche modo,
così.
Continuò così per qualche mese, né
ella sentiva sollievo maggiore, e il fascicolo, bollato con rabbia,
arrivava egualmente a destinazione.
La Santa Vergine, alla Quale
nulla sfugge di ciò che proviene dall'animo, ed è
sempre la più attenta e premurosa delle mamme, doveva
certamente sorridere di questa gloriosa impresa di una monella
scapricciata. Siccome Ella non guarda mai quaggiù, se non per
scoprire una nuova via di benedizione, bisogna dire che anche allora
ne stesse aspettando il momento. Perché, a volte, anche in
atti, all'apparenza piccoli, come un innocente sfogo col timbro
postale, ci può essere un sintomo di un male; e un male è
sempre qualcosa che incomincia piccolo ed è poi capace di
tutte le conseguenze. In questo caso dunque la Vergine, i cui
interventi sono tutti soffusi di una diplomazia nascosta di grazia e
di bontà, che non umilia e attrae liberamente, utilizzò
qualcosa che noi giudichiamo insignificante e releghiamo in un
cantuccio con la parola « caso » e no ci sono, spesso,
che punti prestabiliti di un piano provvidenziale, che attira senza
scuotere, che agisce senza che tu ti accorga e ti lascia la gioia
della realizzazione personale.
Fu per una banale - o non piuttosto
provvidenziale? - distrazione di un'operaia dell'ufficio spedizioni,
che pieghettando il foglio lo riversò in modo che il titolo a
grossi caratteri; a Lourdes, rimanesse nascosto all'interno; al suo
posto, sopra la fascetta si poteva leggere, nitido: « Una
guarigione miracolosa ».
Puntualissimo, un sabato mattina,
cadde, come ogni settimana, sul grande tavolo dove lo aspettava al
varco un sorriso di scherno e un cader di timbro dispettoso.
- Oh,
eccolo qui! Guai se mancasse lui!...
Oramai dal formato modesto,
dai caratteri, lo sapeva distinguere tra mille, anche senza vederne
il titolo. Ma il timbro rimase sospeso a mezz'aria... Dove si era
cacciata la parola, su cui immancabilmente essa sfogava, come
schiaffi donati con gusto, il suo mal animo? Era tuttavia il medesimo
giornale! Al suo posto altre lettere, « guarigione miracolosa
». II timbro le cadde di mano, sconcertata, delusa. Ma una
punta di curiosità, che subentrò quasi subito, fece
sgusciare dalla fascetta il foglio famigerato pieghettato alla
rovescia e, quasi per beffa e ridicolo, si mise a leggere
l'inverosimile racconto di quel giornale da fiabe, motivo maggiore
questo della sua ira.
Semplice, chiaro, conciso: una donna, della
sua età circa, inferma da quattordici anni, immobilizzata e
inguaribile, si era alzata tutto d'un tratto, capace di camminare,
correre, inginocchiarsi come tutti; aveva ripreso quasi subito il
lavoro per il pane dei suoi bimbi.
- Frottole! - si ribellava il
cervello della funzionaria postale; ma il cuore, che è buono,
almeno un poco anche nelle più ostinate nei loro pregiudizi,
il cuore vibrava, suo malgrado, stranamente.
Pressata dall'ora
imminente della spedizione ripose, svelta, il giornale nella sua
fascetta, nascondendolo sotto il soprabito.
Peggio per lui. Un
giorno di ritardo non è poi il finimondo, ma me la voglio
leggere bene, sta frottola. A volte certi furti sembrano proprio
ispirati dal Buon Ladrone!
È un peccato invocarlo
raramente, lui, che, come tutti gli altri Beati, deve certo avere
poveri esseri umani da proteggere con particolare interesse. Forse
sorrise del gesto, poco onesto, dell'impiegata, sicuro che da quel
piccolo male ne sarebbe venuto un gran bene. Avvenne quello che
doveva accadere. Il destinatario infatti, si indignò una volta
ancora della irregolarità esasperante del servizio
postale.
L'impiegata però, riletta attentamente la «
frottola » per gli allocchi, scrisse alla giovane donna
miracolata da cui riceveva, immediata, la risposta affermativa e
particolareggiata che la spingeva, tre mesi più tardi, a
Lourdes per dire alla Vergine: Questa volta il colpo di timbro l'ha
dato, sonoro, sul mio cuore la Vostra santa mano, tanto più
leggera della mia! Ora, nitidissima, alla svolta benedetta della mia
vita, sta scritta quella parola, già opprimente, che avrei
voluto cancellare da tutto l'universo: Lourdes.