Maria a Medjugorje Messaggio del 29 novembre 1990: Pregate! Pregate! Pregate!


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IL SANTUARIO

Fu compito dell’allora arcivescovo Mons. Calogero Lauricella avviare e condurre, pur fra tante prove, con fede, prudenza ed equilibrio i lavori della parte superiore del Santuario. La sera del 5 novembre 1994 S. E. l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Costanzo preleva il quadretto della Madonna dalla Cripta e lo sistema definitivamente fra candidi marmi nell’apposita edicola sovrastante l’Altare del Santuario. Per l’evento del pianto di Maria a Siracusa, il sigillo più autorevole è stato il momento della visita del Papa (6-11-1994) che ha “dedicato” alla Madonna delle Lacrime il Santuarioe ne ha consacrato il significato e il ruolo: “Santuario della Madonna delle Lacrime; sei sorto per ricordare alla Chiesa il pianto della Madre”. Alla dedicazione era presente una folla di oltre cinquemila persone, che hanno partecipato con commozione e grande raccoglimento; vi erano anche i testimoni della Lacrimazione della Madonna, alcuni miracolati, i protagonisti della costruzione del Tempio, le autorità regionali e locali. Hanno concelebrato con il S. Padre Giovanni Paolo Il, tutti i Vescovi di Sicilia con il Card. Salvatore Pappalardo. C'erano, inoltre: il neo Cardinale Fumo; l'Arcivescovo Mons. Giambattista Re, Sostituto della Segreteria dello Stato del Vaticano; Mons. Monduzzi, Prefetto della Casa Pontificia; i Nunzi Apostolici del Brasile, Mons. Rapisarda e della Colombia, Mons. Romeo, entrambi siciliani. Vi erano circa 200 sacerdoti. L'Arcivescovo di Siracusa, Mons. Giuseppe Costanzo, ha indirizzato al S. Padre un saluto riverente ed ha illustrato le caratteristiche del santuario, consegnando simbolicamente la chiave della chiesa. L'omelia del Papa è stata straordinariamente ricca di elementi preziosi per comprendere il messaggio delle Lacrime di Maria; certamente resta il punto di riferimento più autorevole e completo per interpretare, attraverso il Magistero della Chiesa, il silenzioso pianto della Madre. Questa suggestiva creazione pensata ed ideata con la finalità di divenire "clinica dello spirito" vuole accogliere i numerosi pellegrini che giungono da ogni parte del mondo. Il Santuario, che si eleva maestoso e denso di mistero su tutto il centro urbano siracusano, è il risultato di un progetto realizzato da due architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat; ne hanno, invece, curato la costruzione strutturale gli ingegneri: Prof. Riccardo Morandi e Prof. Paolo Emilio Pinto di Roma. Il 29 giugno del 1955, fu diffuso il bando di concorso internazionale per il progetto e nel 1957, Mons. Ettore Baranzini, Arcivescovo di Siracusa, su proposta della commissione internazionale, dichiarò vincitore l'attuale progetto su 100 provenienti da 17 Nazioni. Elemento determinante per l'imponenza che contraddistingue il Santuario è sicuramente la sua altezza che è di circa 102 metri. Particolarmente degna di nota è la sua forma, poiché soggetta a varie interpretazioni. Gli architetti si proponevano di realizzare strutturalmente il concetto ed il senso di elevazione dell'umanità verso Dio. Infatti, la pianta con la sua circolarità vuole rappresentare l'umanità, che man mano, grazie all'innalzarsi dei costoloni e l'aumentare dell'intensità della luce, si protende verso Dio. Altri significati attribuiti alla sua forma furono quelli di: - faro, identificabile con Maria che conduce verso il porto che è Gesù; - tenda, entro la quale Maria accoglie i suoi figli; - lacrima che scende dall'alto. Tornando all'interno, è da esaminare l'immensa e solenne "aula", interamente pavimentata con marmi pregiati che riproducono una stella: Maria stella mattutina che annuncia il sole che sorge, Gesù. La circolarità dell'unico immenso ambiente trova unità e convergenza armonica, per lo sguardo del pellegrino, nel bianco del marmo pregiatissimo "Lasa" che fa emergere un insieme, quasi un monoblocco, che si eleva piano su piano e gradino su gradino fino all'altare e alla parete che da quest'ultimo si allontana per custodire e presentare la grande teca, dai bordi d'argento, dentro cui è custodita la prodigiosa Immagine della Madonna delle Lacrime. Altro elemento è il Crocifisso, opera dell'artista Francesco Scialfa, che lo ha intitolato il "Cristo della Luce"; infatti dalle mani, dai piedi, dal capo, si sprigionano dei fasci di luce, una luce che richiama l'evento della risurrezione. Proprio al di sotto del crocifisso è posto l'altare, creato da Giancarlo Marchese; la base dell'altare, interamente in bronzo, è suddivisa in quattro pannelli che riproducono alcune scene tratte dall'Apocalisse. Gli elementi che risaltano sono: 1. il trono; 2. la nuova Gerusalemme; 3. l'Agnello, e a destra, l'albero della vita; 4. la colonna, e a destra, il rotolo. L'opera di Marchese ha per titolo "Nuovi cieli, Nuova terra" poiché si prefigge di esprimere la conclusione della storia e il ritorno di Gesù. Un maestoso portone di bronzo accoglie i fedeli, opera dello scultore Giacomo Albano, che ha voluto rendere soggetto del suo lavoro la porta di un ovile: Gesù è, infatti, la porta che conduce al Padre (Gv 10, 7ss). In cima al Santuario, si può osservare una statua della Madonna, in bronzo dorato, che riproduce per intero l'immagine del quadretto che ha pianto. E' stata progettata da Francesco Caldarella con le braccia protese verso l'ingresso principale, come per accogliere i suoi figli, nella casa del Padre.