Messaggio del 2 agosto 1984:Prima di accostarvi al sacramento della confessione preparatevi consacrandovi al mio Cuore e al Cuore di mio figlio e invocate la Spirito Santo perché vi illumini.
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I «FATTI DELLE TRE FONTANE» E I DIVERSI ATTEGGIAMENTI DELLA STAMPA
Le prime reazioni
Nell’ultimo dopoguerra le apparizioni mariane costituirono
materia privilegiata di un consistente numero di giornali, i quali,
se non creavano questi fenomeni, certo li alimentavano fortemente. La
cronaca rispondeva ad un diffuso bisogno della gente, che
sperimentava così una forma quasi tangibile del sacro. Il
rapporto di ciascuna testata con i diversi tipi di mariofanie
(apparizioni, lacrimazioni, ecc.), dipendeva, con qualche eccezione,
dalla sua collocazione politica e religiosa, e, all’interno di
quest’ultima, dal grado di dipendenza dall’autorità
ecclesiastica.
I toni polemici che caratterizzavano l’agone
politico e le forti contrapposizioni ideali, si trasferivano anche
nella discussione su questi fenomeni, non risparmiati da letture
spesso strumentali.
In genere i più assidui e meno critici
nel riferire difatti miracolosi erano i quotidiani di tendenza
monarchica, seguiti da quelli più o meno filo governativi.
La
notizia dell’apparizione alle Tre Fontane è data la
prima volta il 31 maggio da tre giornali della capitale, che
rientrano nelle categorie sopra descritte:
«Il Giornale
d’Italia», «Il Messaggero» e «L’Ora
d’Italia». Tutti pongono l’accento sulla
conversione di un apostata, un nemico della Chiesa:
Sappiamo
ché il Cornacchiola era Pastore della sua setta per Roma e per
il Lazio e che portava un odio mortale contro il Cattolicesimo e la
Madonna.
Il dopoguerra vide il mondo cattolico assumere un
atteggiamento guardingo nei confronti del Protestantesimo, talora
considerato pregiudizievole per il suo avvenire almeno quanto il
comunismo.
Tuttavia i quotidiani che man mano si occupavano delle
Tre Fontane richiamavano alla prudenza, in attesa del giudizio delle
autorità ecclesiali, anche se ciò non frenava gli
entusiasmi:
È dovere di ogni cattolico attendere il
responso della Chiesa, unica giudice in materia. Essa dirà se
la folla che già si riversa presso la grotta portando fiori e
recitando preghiere, può continuare i suoi pellegrinaggi.
L’accostamento con Lourdes viene spontaneo, tanto più
che la diffusione delle notizie riguardanti i primi miracoli ottenuti
con la terra della grotta, crea grosse aspettative nei fedeli.
Vi
furono anche reazioni diverse, ispirate da considerazioni di
opportunità politica, come quella della «Voce
Repubblicana» del 1 giugno, che così ironizza nelle sue
cronachette:
I giornali sono pieni di questa storia meno
quelli democratici cristiani: come «Il Popolo». Forse si
tratta di una Vergine non ufficiale...
Sembra una
anticipazione di quelle schermaglie che caratterizzeranno i primi
mesi del 1948. Lo stesso giorno però il quotidiano
democristiano pubblica un articolo dal titolo significativo: Profumo
di gigli nella grotta delle Tre Fontane . Sottolineare in tal modo
l’osmogenesi, preparava il lettore non già a conoscere
un evento sacro, quanto piuttosto un fenomeno di costume, senza che
ciò fosse disgiunto da una prudente adesione. «Il
Popolo» conserverà tale atteggiamento per il resto
dell’anno6> e non si occuperà invece delle Tre
Fontane per tutto il 1948, quando era ormai chiaro che ciò non
era gradito alla autorità ecclesiale.
In effetti la gente
attendeva con ansia una parola della Chiesa gerarchica e
numerosissime furono le richieste ricevute in tal senso
dall’Osservatore Romano»”, che intervenne alla fine
di ottobre per chiarire l’estraneità dell’autorità
ecclesiastica rispetto ad un comitato sorto alla grotta
dell’apparizione. Così si esprime in prima pagina il
giornale della Santa Sede il 26 ottobre 1947:
Poiché
si è costituito in Roma un comitato che si propone di
stabilire e di promuovere il culto della Vergine SS.ma in una grotta
presso le Tre Fontane, ove si asserisce essere avvenuta
un’apparizione della Madonna, si rende noto che l'Autorità
Ecclesiastica, la quale non si è pronunziata in merito alla
detta apparizione, è del tutto estranea alla costituzione del
Comitato in parola, ed alla raccolta delle offerte promossa dal
medesimo. Non era un caso che tale precisazione giungesse nel
momento di massima euforia, seguita alla benedizione della statua
della Vergine della Rivelazione da parte di Pio XII a piazza San
Pietro davanti ai numerosi fedeli convenuti. Si cercava così
di frenare gli entusiasmi per forme di devozione non controllabili
dalla gerarchia e che potevano spostare l’attenzione della
gente dai fondamenti dogmatici della fede verso manifestazioni
periferiche e di dubbia autenticità. Tuttavia il giornale
della Città del Vaticano non sempre riesce a seguire una linea
coerente, anche perché, insieme all’esaltazione del
ruolo del pontefice, è questo il momento di una forte
propaganda mariana:
... un po’ dappertutto sentiamo
di apparizioni della Vergine, di suoi interventi prodigiosi, di nuove
sue familiarità con le anime. Quando i tempi si fanno grossi e
i pericoli sovrastano, nel seno della Chiesa riarde l’antichissimo
affetto per Maria, quell‘affetto che in ogni secolo ha
conosciuto una nuova e più potente gloria. E Maria torna
visibilmente tra i suoi figli e fedeli.
Dalle pagine
della «Civiltà Cattolica» si ricava una immagine
significativa della crociata promossa a difesa della civiltà
cristiana, che elegge la Madonna come sua più alta
sostenitrice. Quella presente doveva essere «l’era del
trionfo di Maria», che «avrebbe precorso il trionfo di
Cristo e della sua Chiesa». Si facevano numerosi richiami alle
apparizioni riconosciute, ultime delle quali erano state quelle di
Beauraing del 1932 e di Banneux del 1933, entrambe in Belgio.
C’erano
stati anche atti solenni come la consacrazione di tutto il mondo al
Cuore Immacolato di Maria, fatta da Pio XII durante il radiomessaggio
ai cattolici portoghesi del 31 ottobre 1942, motivata proprio da
quanto richiesto a Fatima”. Il medesimo intento avrà,
nel corso del 1948, la «Peregrinatio Mariae» che doveva
«chiamare le anime attorno alla Madonna in grandi adunate di
preghiera e di penitenza, dispone a consacrarsi sinceramente e
consapevolmente al suo Cuore, e in tal modo riportarle a Gesù:
Per Mariam ad Iesum».
Tuttavia l’imbarazzo era palese
per le apparizioni non ancora giudicate, che non potevano costituire
comunque un punto di riferimento.
La rivista di alta cultura
religiosa «La Scuola Cattolica», riferendosi ad alcuni
fatti che «hanno destato il rumore popolare» fra i quali
cita la Madonna delle Tre Fontane, si chiede, senza peraltro poter
dare una risposta, se «è il Cielo che da convegno alla
Terra o è la Terra che, bramosa d’incontri col Cielo, se
li finga più o meno inconsapevolmente».
Si teme che
tale proliferazione del soprannaturale diffonda un pericoloso
irrazionalismo, e tra le cause del fenomeno si include la forza
suggestiva del cinema, particolarmente del film Bernadette.
Anche
per l’apparizione delle Tre Fontane si parlò da più
parti di fenomeno indotto, giacché proprio in quei giorni la
pellicola era in programmazione nelle sale romane.
L’opposizione dei protestanti e delle sinistre
Quello delle mariofanie non era solo un problema interno del mondo
cattolico, ma coinvolgeva anche la questione dei suoi rapporti con le
chiese riformativate.
Il ruolo della Madonna nella storia della
salvezza era uno dei punti più controversi nelle relazioni tra
la Chiesa cattolica e le altre confessioni cristiane, che vedevano
nei dogmi mariani un ulteriore ostacolo al dialogo ecumenico. Si
accusava in particolare la Chiesa cattolica di marialatria, di
attribuire cioè alla madre di Cristo un culto dovuto solo a
Dio:
Invece di porre un freno allo stravagante culto mariano
del popolo, all’epidemia delle visioni e rivelazioni private di
Maria, la chiesa romana li promuove. Gli evangelici temono che la
chiesa romana si stia sempre più trasformando in una chiesa
mariana.
La stampa protestante accusava i cattolici di
favorire il miracolismo, continuando così a distogliere i
fedeli da Cristo, unico e vero oggetto della fede:
È
sintomatico che questi fatti avvengano soltanto nei Paesi cattolici e
fra un popolo religiosamente bambino, bisognoso di “cose
meravigliose” per sentire il divino. Ignorante in materia
religiosa, pagano e superstizioso come un Caffro, si lascia sedurre
dai fatti che colpiscono i sensi e l’immaginazione. Siamo in
piena apostasia come è stato chiaramente predetto da Gesù
e dagli Apostoli.
Raramente le confessioni protestanti
riuscivano a comprendere e a giustificare l’importanza che gli
interlocutori cattolici attribuivano alla figura e al ruolo di Maria
nella economia della salvezza. A volte le reazioni erano sprezzanti e
piene di livore come in questo commento di «Unione
Evangelica»:
Oggi a Roma nella grotta del miracolo alle
Tre Fontane, è la volta di un ex protestante che, ritornato al
suo vomito, serve a meraviglia per far parlare i giornali e far
accorrere sul masso dove la Vergine gli sarebbe apparsa, il popolino
osannante e superstizioso.
Si cercò di far apparire
poco credibile la figura del veggente, raccontando di un suo passato
circense e del suo desiderio di diventare ricco, invocando perciò
un rapido e negativo giudizio da parte della autorità
ecclesiastica.
La stessa chiesa avventista, piuttosto imbarazzata
per l’accaduto, cercava di sottolineare la sua estraneità
al proposito del Cornacchiola di uccidere il papa. Il pastore
Giuseppe Cupertino, scrive una preoccupata lettera al direttore del
periodico «I Segni dei Tempi» dì Firenze:
L'église
adventiste comme on le sait, est en désaccord avec église
catholique sur des questions de dogme et de doctrine. Mais ce serait
faire violence à la pure vérité que d’essayer
de faire croire que les projects du nouveau converti aient été
suscité pendant sa permanence d’un an et demi au soin de
l’église adventiste.
Anche a distanza di
anni, sebbene fosse stato ovunque chiarito che l’intendimento
del veggente di uccidere il pontefice era precedente il suo ingresso
nella chiesa avventista, lo stesso pastore precisa:
Non
predichiamo contro le persone, bensì contro la dottrina
deviata. Non è agli uomini eliminare gli avversari del vero
cristianesimo sulla terra, ma il tutto dobbiamo lasciarlo giudicare a
Dio nel Gran Giorno.
Tuttavia, allo stato della
documentazione, non si può affermare che le chiese riformate
in Italia avessero scelto una linea di dura opposizione verso le
manifestazioni mariane, scegliendo piuttosto il silenzio e la
sospensione del giudizio.
La polemica contro il proliferare delle
presunte apparizioni mariane fu fatta ben presto propria dalle
sinistre, che le consideravano un semplice stratagemma
elettorale:
Non c’è scandalo finanziario o
borsistico in cui non siano immischiati uomini della dc. Non hanno
scrupoli: fanno muovere gli occhi alla Madonna, moltiplicano le
guarigioni miracolose, pur tenendosi, prudentemente, tra le quinte.
Il partito del Sillabo e della paura riagita disperatamente i suoi
vecchi spettri.
I giornali socialisti e comunisti mostravano
rispetto per il cristianesimo, ma condannavano quelle che
consideravano manipolazioni del sacro operate dal clero, da partiti o
personaggi comunque interessati. Furono il quotidiano «La
Repubblica d’Italia» ed il settimanale anticlericale «Don
Basilio» ad occuparsi più diffusamente del fenomeno
delle Tre Fontane, con l’obiettivo di palesare al pubblico i
motivi e gli interessi di una messinscena. A tal fine inviarono sul
posto i loro cronisti, che conducevano indagini i cui risultati
dovevano produrre lo scandalo:
Siamo tutti ricchi, tutti belli,
tutti giovani e sani! A condizione che in certi luoghi molto
opportunamente indicati, sorga un santuario, una grotta, uno
spremimoneta, infine [...] Ma quand’è che Cristo, il
Sublime, tornerà per cacciare i mercanti dal Tempio?
Si
accusarono ad esempio i frati Trappisti, che hanno il loro monastero
vicino alla grotta della apparizione, di aver inventato tutta la
storia per rientrare in possesso del bosco di eucalipti, che era
stato loro espropriato per le necessità della Esposizione
Universale di Roma del 1942.
Non era poi difficile fare
dell’umorismo su quanti ricorrevano alla terra della grotta con
la speranza di ottenere guarigioni. A proposito di un miracolo
riferito dal «Gazzettino» di Venezia , il «Don
Basilio» commenta:
A questa rivelazione i poveri e
sciocchi medici chinano il capo avviliti. Qualcuno diede del capo
nelle pareti, altri fuggirono ululando nella notte. Tutti maledissero
il ministro della pubblica istruzione che aveva introdotto nelle
Università di Medicina tante materie di studio inutili e non
aveva pensato ad istituire un corso sulla Grotta delle Tre Fontane.
Il foglio anticlericale insieme a «La Repubblica d’Italia»
non risparmiò accuse contro nessuno, come quella che riguardò
il presidente ed il vice presi- dente del comitato pro Grotta delle
Tre Fontane, segnalati come appartenenti rispettivamente alle bande
Arcurio e Koch.
Questi giornali presero più volte parte per
le confessioni protestanti e le accuse che rivolgevano al veggente
erano le stesse. Venivano riportate interviste ai pastori delle
chiese battista e avventista, che dovevano servire a screditare
definitivamente Cornacchiola e i suoi figli. A proposito del
messaggio che la Madonna avrebbe pronunziato durante l’assenta
apparizione e che era parso superiore alle ritenute possibilità
e conoscenze di un fattorino dell’Atac, il pastore battista
Veneziano diceva:
Bruno è tutt‘altro che un
ingenuo. Egli ha saputo toccare i cattolici nel loro lato debole. Era
stato informato da me che la Chiesa Cattolica sta elaborando un dogma
per poter introdurre la Madonna nella Trinità.
La risposta dei piccoli giornali cattolici
L’avversario naturale di questo tipo di stampa era il
settimanale organizzato da Egilberto Martire e don Umberto Terenzi,
parroco del Divino Amore, «Rabarbaro». È un
momento questo di forti contrapposizioni ideali, e le pagine dei
giornali sono piene di polemiche, spesso sorrette da una satira
feroce. In un lungo articolo sugli anticlericali e le apparizioni si
difende la Chiesa dalle accuse dei frontisti i quali sostengono
ovunque una campagna tesa a screditare l’autorità
ecclesiastica, che avrebbe favorito il fenomeno delle visioni per la
propaganda elettorale:
Contro la menzogna anticlericale
parlano i documenti. Parla la dottrina della Chiesa. Parla la vera e
santa devozione alla Madonna, che può bene esprimersi anche
nelle apparizioni, ma che non ha nessun bisogno di esse, perché
è fondata sulla fede e sul nostro amore filiale.
come
altri giornali cattolici, intendeva istruire i fedeli sul fenomeno
delle apparizioni, perché si evitassero entusiasmi eccessivi,
salvando così il deposito razionale della fede:
...
Da allora noi viviamo, giorno per giorno, in una singolare
abbagliante primavera mariana, che ci batte incessante gli occhi, le
orecchie, il cuore, con una dovizia inaudita di splendori e di ombre,
di voci ed echi, visioni e sogni nei quali pietà e fantasia,
realtà ed illusione,fede e credulità si intrecciano in
ritmo così serrato e travolgente, che il nostro spirito, dico,
soprattutto il nostro spirito religioso, cristiano, resta pensoso e
perplesso.
Lo stesso settimanale replicava alle accuse di
un periodico protestante, che a proposito delle Tre Fontane, aveva
parlato di manovra cattolica abortita, affermando che «non vi
era tra i credenti della capitale qualcuno che pensasse di servire la
causa della fede con le interviste di un tranviere» .
Se
l’estraneità delle autorità ecclesiastiche alla
proliferazione di notizie relative a fatti soprannaturali è
cosa certa, tuttavia il clima che instauravano poteva senz’altro
recare vantaggi alla democrazia cristiana e pregiudizio alle
sinistre.
Per esempio, un periodico di sostegno al partito di De
Gasperi, come era «Parola Nuova», accoglieva con
entusiasmo l’apparizione romana e la collegava alle difficoltà
del tempo:
Che cosa ci sarebbe di strano se Dio - in questo
momento sempre più buio per la pazzia e la perfidia del genere
umano - nella Città Universale dove siede il suo terreno
Vicario, avesse voluto farci arrivare il suo appello definitivo per
mezzo della Madre di tutti i dolenti e dell’Avvocata di tutti i
peccatori?
Si parla spesso del dilagare del materialismo,
di un’epoca che vuole soffocare lo spirito, di pericoli immani
per la religione e la sua civiltà, pericoli cui verrebbe
incontro Dio con i suoi interventi:
Tocca al tranviere
comunista di Roma, agli innocenti bambini lombardi, all ‘analfabeta
calabrese, al frate di Puglia, alle folle di Assisi e avanti a non
finire.
Le polemiche dopo il 18 aprile
Le elezioni del 18 aprile 1948, che videro trionfare il partito di
De Gasperi, furono seguite da un perdurare delle polemiche, dovute
alla frustrazione degli sconfitti che intendevano additare i
responsabili dell’insuccesso. Nell’estate, un’erronea
notizia circa la chiusura al culto della grotta dell’apparizione
da parte del Vicariato, non era rimasta senza reazioni:
Il
18 aprile è passato, le popolazioni credule hanno votato d.c.
ed a poco a poco vengono smobilitate le Madonne ed i Santi che
possono finalmente riposare e non sono più costrette a muovere
occhi od arti vari in funzione elettorale [..] Oggi, soddisfatta la
sete di prepotere dei clericali nostrani, la sconfessione della
Grotta delle Tre Fontane appare per lo meno tardiva.
Le
accuse del quotidiano socialista, cui faceva eco lo stesso giorno «Il
Paese», condussero ad una smentita dell’«Osservatore
Romano» dal tono ironico:
Il quale (Avanti!),
finalmente, si sarebbe risparmiata questa nuova e non proprio
necessaria prova della sua attitudine a dare notizie alla leggera
quando gli bastino al pretesto per colpire le Autorità
Ecclesiastiche, se meglio informato, avesse saputo che la Grotta
delle Tre Fontane, sebbene munita di cancello, non è stata
chiusa affatto.
La polemica sembrava non finire mai,
ciascuno volendo dire l’ultima parola, che toccò in
questo caso al periodico del partito comunista «Vie Nuove»,
il quale concludeva che la funzione del cancello sarebbe stata quella
di «disciplinare l’afflusso dei miracolati in occasione
delle prossime elezioni regionali»
. Questa stessa
interpretazione del proliferare del soprannaturale come manovra
ecclesiale e politica, passò anche in certe analisi storiche e
sociologiche che assumeranno il fenomeno in blocco e senza riuscire
ad operare distinzioni. Ancora nel 1960, Andrea Barbato condusse
sulle pagine dell «Espresso», che teneva un atteggiamento
pesantemente critico, una inchiesta in tre puntate sul soprannaturale
in Italia, che si occupò polemicamente delle vicende
finanziane di padre Pio e delle lacrimazioni, dedicando una puntata
alla Madonna delle Tre Fontane. Il giornalista definisce quest’ultima
un tentativo di rilancio del santuario del Divino Amore, che dopo
essere stato individuato dal Vaticano come fulcro d’una
mobilitazione religiosa della città di Roma, non era riuscito
ad imporsi tra gli itinerari della pietà mariana
internazionale. Egli considerava emblematica del nuovo atteggiamento
degli italiani di fronte alle tradizionali processioni, la scena
descritta da Fellini nel film Le notti di Cabina, che rappresentava
un pittoresco corteo che raggiungeva il santuario e che si concludeva
con una merenda sul prato. Con la storia della Madonna delle Tre
Fontane era dunque finito il tempo in cui la Chiesa accettava «di
scorgere il soprannaturale in quegli episodi dai quali è certa
di ricavare un beneficio diretto ed immediato».
La stampa fuori dell’Urbe
A parte tutte queste polemiche, non sempre frutto di un giudizio
sereno, l’analisi della stampa del periodo immediatamente
successivo alla apparizione al fattorino dell’Atac, dimostra un
certo interesse ed una prudente adesione anche fuori Roma:
Anche a
Roma, come già a Fatima e Lourdes, è apparsa la Madonna
a due bambini e alloro babbo, il pastore protestante Bruno
Cornacchiola.
Come accadeva anche per i quotidiani della capitale,
numerose erano le imprecisioni nel raccontare fatti e protagonisti,
essendo prevalente la necessità di pubblicare la notizia sulla
sua esatta verifica. Fra i giornali più assidui nel riferire i
fatti delle Tre Fontane, ci sono il «Giornale dell’Emilia»
e «Il Tirreno», che pure pongono l’accento sulla
conversione di un protestante:
Il Cornacchiola comprese che
la Vergine voleva rimproverargli il male che la sua propaganda aveva
fatto.
Saranno poi i miracoli a tenere desta l’attenzione
dei quotidiani, che comunque privilegiavano tutto ciò che
potesse emozionare i lettori, in un periodo in cui sulla stampa
prevale una certa ingenuità.
Particolare risonanza ebbe la
guarigione di un giovane soldato ricoverato all’ospedale
militare del Celio di Roma per un tumore al cervello:
La
madre del militare, consigliata da una suora, si recava alla Grotta
delle Tre Fontane, ormai famosa a Roma, e raccolse un pugno di terra
che sfregò poi sulla testa del figlio, il quale era stato
ormai legato alletto. Oggi il Cucugliata si è recato alla
Grotta a ringraziare la Vergine, poiché da quel giorno sta
benissimo, senza accusare il benché minimo dolore alla testa.
Alcuni periodici
Ben presto anche i settimanali di maggior diffusione si occuparono
dell’apparizione alle porte di Roma, potendo inoltre offrire un
migliore corredo fotografico, che consentiva di farsi un’idea
concreta del luogo e della gente che vi affluiva.
«La
Domenica del Corriere», termometro importante dei fenomeni di
costume, si occupò a più riprese delle Tre Fontane,
mostrando ossequio per le autorità ecclesiali, ma anche una
certa adesione:
La Chiesa è cauta perché si
sono verificati non infrequenti casi di suggestione, di
allucinazione, anche collettiva. Tuttavia senza concedere tanto
solenni e incondizionate approvazioni come per Lourdes o per Fatima,
ha riconosciuto a volte localmente la fondatezza di certe
apparizioni; o, in attesa di giudizio, tollera, come nel caso delle
Tre Fontane, le manifestazioni spontanee dei fedeli, quando non vi
sia pericolo di superstizione.
Si ammette la possibilista
che sia la vasta cnsi sociale del dopoguerra e il conseguente senso
di frustrazione e di stanchezza degli «uomini innervositi e
resi ipersensibili», a trasformare «le invocazioni
all’aiuto celeste in allucinazioni».
«Oggi»
dedica all’avvenimento una copertina, sulla quale appare la
grotta con un gruppo di persone che pregano, soprattutto bambini e il
titolo: Va a vedere la Madonna quando è libero dal servizio,
ha uno stile tipico dei settimanali illustrati dell’epoca.
Note di colore
Da molte parti si invoca il riconoscimento ufficiale della
visione, qualcuno considera il cancello posto davanti all’ingresso
della grotta e lo scioglimento del comitato laico come altrettanti
segni che la «Chiesa prende in seria considerazione
l’apparizione e le altre successive manifestazioni miracolose
connesse a questo luogo di cui già il popolo ha decretato la
santità».
In genere l’attenzione da parte del
clero, particolarmente dei gradi più alti della gerarchia,
unita a quella delle autorità civili e della nobiltà,
conferisce maggiore credibilità ai fatti e consacra la grotta
alla pietà mariana:
E non soltanto gente del popolo o
infelici attirati dalla speranza di guarigioni convenivano in quel
luogo, ma anche sacerdoti, vescovi, persino cardinali si sono
susseguiti ai piedi della Vergine della Rivelazione, oltre a
personalità della diplomazia, dignitari civili e militari,
esponenti del patriziato romano e principi di sangue reale.
Alcuni
quotidiani di sinistra, dopo aver polemicamente taciuto i fatti delle
Tre Fontane alloro emergere, palesano il loro livore in occasione del
mancato suicidio di un giovane elettricista del quartiere Testaccio,
disarmato davanti alla grotta dagli agenti di polizia che vi
prestavano servizio:
Quando poi il tentativo di spararsi un
colpo di pistola alla tempia è compiuto davanti a una chiesa
alla moda, come è diventata da tempo quella delle Tre Fontane,
allora il gesto diventa doppiamente sacrilego e passibile di denuncia
all ‘autorità giudiziaria.
Qualche giorno
dopo è la volta di un giovane reduce che viene trovato morto
nel bosco di eucalipti dell’E.U.R.; alcuni testimoni lo avevano
visto poche ore prima sostare in preghiera alla grotta, «L’Umanità»
titola: Il suicidio degli eucaliptus, pellegrinaggio di morte alla
Grotta delle Tre Fontane . Vi erano poi giornali che tenevano un
atteggiamento contraddittorio, a volte esprimendosi con grande
entusiasmo su tutto quanto riguardasse l'apparizione al fattorino
dell’Atac, altre volte attribuendo il fenomeno alla fede e
superstiziosa del popolo.
A proposito del commercio della terra
ritenuta miracolosa, sul «Momento», che fino ad allora
era parso fra i sostenitori del nascente santuario, si legge:
Ora
i soliti intraprendenti individui han pensato di trarre profitto
dalla credulità popolare e da quella specie di disperata
ingenuità che prende tutti coloro i quali hanno bisogno d’un
miracolo.
Quella delle Tre Fontane non era stata l’unica
apparizione della Madonna segnalata nel 1947 e non senza eco erano
rimaste le numerose visioni che sarebbero occorse ad una bambina di
Casanova Staffora in provincia di Pavia. Il monarchico «L'Ora d
Italia» collega cosi i due fenomeni: Il Nord e il Sud, come
tante manifestazioni della nostra Italia d’oggi, rivaleggiano
anche nelle apparizioni della Vergine.
L’immagine che la
stampa rende di questi avvenimenti è molto superficiale,
raramente è in grado di cogliere le motivazioni e quanto si
agita nell’animo di chi accorre in quei luoghi. Neppure i
giornali cattolici non ufficiali sanno rendere la complessità
del fenomeno, risolvendo le manifestazioni della pietà
popolare in una incomprensibile, convulsa esteriorita:
La
curiosità è nel più dei casi la molta che spinge
uomini e donne dai punti più lontani di Roma alle Tre Fontane;
una volta giunti sul posto ognuno racconta alla statua della grotta i
propri dolori e allora la fede subentra.
Vi è poi
la prudente posizione del «Quotidiano», organo
dell’Azione cattolica, che si muove con difficoltà tra
l’ossequio all’autorità ecclesiale e una spontanea
simpatia per un fenomeno di sincera devozione popolare, nell’attesa
che i «pastori, giunti per primi», facciano seguito «i
Re Magi del tempo moderno».
Nel corso del 1948 l’attenzione
dei giornali si spostava da un’apparizione all’altra e,
nel solo Lazio, se ne registrarono a Castel Madama, a Montopoli
Sabino, a Marta, ancora a Roma nella zona di Torpignattara e a
Frascati. Si trattava però di fatti che, almeno sulla stampa,
non duravano che pochi giorni.
L’interesse per le Tre
Fontane come avvenimento straordinario subiva un naturale declino,
tuttavia la grotta dell’apparizione aveva trovato una
collocazione definitiva fra gli spazi sacri della città, nella
sua tradizione e nel suo folklore: Ben pochi sono i pellegrini
che, durante il loro soggiorno romano, trascurano di recarsi alle Tre
Fontane, la cui antica fama è stata ravvivata dalla Grotta dei
miracoli.
Col trascorrere del tempo, numerosi erano stati
i giornali che avevano riportato alcune frasi del messaggio che la
Madonna aveva riferito al fattorino romano. Fra il 1947 ed il 1950 si
era intanto intensificato il dibattito sulla definibilità del
dogma dell’assunzione di Maria e «La Civiltà
Cattolica» se ne era occupata a più riprese. A questo
proposito interveniva il periodico «L’Elefante»,
affermando che «La Madonna delle Tre Fontane» sarà
per il dogma dell’Assunzione quello che fu il santuario di
Lourdes per il dogma dell’Immacolata».
Era questo il
primo esplicito collegamento in tal senso, ed è significativo
perché sarà caratteristico della devozione alla Vergine
della Rivelazione.
Ci fu verso la fine del 1949 un episodio che
ebbe una fortissima risonanza sulla stampa e che, via via riempito di
particolari, entrò a far parte delle diverse storie delle Tre
Fontane.
Il 9 dicembre, in occasione della chiusura della Crociata
della bontà, Pio XII recitò nella sua cappella privata
un rosario radiotrasmesso, presente una rappresentanza dei tranvieri
romani, tra i quali era Bruno Cornacchiola. Alla fine della
preghiera, secondo quanto descrivono giornali e riviste, il veggente
si sarebbe avvicinato al pontefice per consegnargli la bibbia
protestante ed il pugnale col quale aveva ideato di ucciderlo:
Pio
XII - si legge sul «Corriere della Sera» - si è
fermato un po’ pensieroso; poi ha posto la mano sul capo dell
‘uomo inginocchiato che chiedeva perdono ed ha detto: “Il
Signore ti benedica “.
Ciò veniva sottolineato non
soltanto come gesto di bontà del papa verso un penitente, ma
anche come segno inequivocabile di una seria presa in considerazione
dei fatti delle Tre Fontane da parte della massima autorità
della Chiesa cattolica.
I primi anni ‘50 furono un periodo
di relativo silenzio circa la grotta delle Tre Fontane, interrotto a
tratti da qualche piccolo scandalo o ancora da nuovi miracoli,
rimanendo inalterate le posizioni intorno al recente spazio
sacro.
Fra le voci contrarie risalta senz’altro quella del
«Borghese», che si serve di una pesante ironia per
descrivere un fenomeno che riteneva potersi ridurre a manovra
elettorale o a mera fandonia popolare.
Anche gli ex voto trovano
posto sulla stampa, come nel 1966, quando «il Papa ne ha
autorizzato l’alienazione per aiutare le popolazioni
alluvionate», o con pretesa funzione illuminante, come sulle
pagine di «ABC»:
Questa storia è attuale,
anche se riporta per molti aspetti al medioevo. A Roma, nella zona
dell’Eur, c’è una grotta trasformata dal delirio
mistico in santuario....
Gli anni trascorrono, ma le
conclusioni di ciascuno sono le stesse, perpetuandosi l’uso
strumentale delle notizie, che vuole riprodurre una realtà in
cui si agitano, incoscienti, denigratori e sostenitori del santuario,
mai pienamente capaci di riconoscere e valutare la bontà degli
avvenimenti. Così accadeva per i cosiddetti fenomeni del sole,
che a partire dal 12 aprile 1980 riempiono di un nuovo interesse le
celebrazioni degli anniversari dell’apparizione, ma che danno
luogo ai consumati quesiti sulla capacità di discernimento del
popolo:
...Suggestione collettiva. Guai ad azzardare l’ipotesi.
Sarebbe un colpo basso Da qui a parlare di miracolo ce ne corre:
anche perché è necessaria estrema cautela.