Messaggio del 28 agosto 2009:Cari figli, anche oggi vi invito in modo particolare: accogliete i miei messaggi, rinnovate i miei messaggi. Cari figli, oggi più che mai ho bisogno delle vostre opere e non delle parole. Perciò, cari figli, vivete i miei messaggi perché la luce illumini i vostri cuori e riempia i vostri cuori. Cari figli, sappiate che la Madre prega con voi. Grazie anche oggi, cari figli, per aver accolto i miei messaggi e perché vivete i miei messaggi. Siate il mio segno. Home :: Tre fontane
Gli scritti divulgativi
Non si può dire che gli scritti celebrativi sui fatti delle
Tre Fontane siano numerosi, risentendo anche questo tipo di
pubblicazioni della mancanza di una promozione dall’alto ed
anche di una certa diffìdenza delle autorità
ecclesiali.
I primi a ricostruire per il pubblico l’apparizione
al fattorino dell’Atac furono dei laici, che potevano disporre
di una più ampia libertà di azione e non si sentivano
gravati dalle responsabilità che il religioso sente d’avere
in relazione al suo stato.
Fu il presidente del comitato, lo
scrittore di modesto successo Enrico Contardi, a confezionare il
primo opuscoletto’, che si vendeva alla grotta già alla
fine del giugno 1947 e che non era gradito alla autorità di
pubblica sicurezza:
...Dagli Agenti di P.S. in servizio di
vigilanza presso la Grotta è stato proceduto - d’intesa
con i Frati Trappisti del Convento omonimo - al sequestro di 500
copie di uno stampato illustrato, inneggiante alla “Vergine
della Rivelazione”, che veniva venduto, al prezzo di lire 10
alla copia, da alcune donne, senza alcuna autorizzazione...
L’autore
era riuscito a guadagnarsì la fiducia e le confidenze del
veggente, presentandosi come fervente cattolico e del tutto scevro da
interessi economici.
Lo scritto, come del resto quelli che lo
seguirono, era privo di imprimatur, contenendo però la
classica protesta, nella quale si manifestava la «sottomissione
ai decreti di Urbano VIII» e la volontà di «non
prevenire in alcun modo il giudizio dell’Autorità
Ecclesiastica».
L’apparizione era descritta in ogni
particolare, compreso il messaggio, che costituiva il momento più
originale dell’asserito evento sacro e tale da convincere anche
molti sacerdoti.
Gli scritti del Contardi furono tradotti in
diverse lingue, soprattutto ad opera di singole comunità di
religiosi, che li inserivano spesso nei loro periodici. Come accadde
per i Cappuccini del Santuario di Notre Dame de la Trinité a
Blois, i quali avevano individuato significative analogie fra la
devozione da loro propagandata e quella recentemente stabilitasi a
Roma:
La révélation de li Vierge sous cette
Expression: “le suis Celle qui suis dans la Trinité
Divine” ne pouvait que nous émouvoir profondément.
C’etait une confirmation par la Vierge Elle-méme de la
dévotion t Notre Dame de la Trinité...
Il
secondo scrittore fu il conte Giulio Loccatelli, che si occupava
della cronaca di Roma per il «Giornale d’Italia»,
il cui tentativo di dar vita ad un nuovo bollettino della grotta nel
corso del 1950 non sopravvisse al primo numero, ancora una volta per
l’intervento del Vicariato. Il suo opuscolo si vendeva a
partire dall’ottobre 1947 e fu aggiornato più volte,
fino all’ultima edizione, postuma, del 1959. Rispetto al lavoro
del Contardi c’era in più la descrizione dei miracoli e
il tentativo di leggere il significato teologico del messaggio. I
lavori di questi primi due scrittori rappresentarono la base di tutte
le ricostruzioni successive.
Dopo la prima metà degli anni
‘50 si cominciano a vedere le autorizzazioni ecclesiastiche e
gli imprimatur, mai però concessi dal Vicariato di Roma: Il
vescovo di Cortona, Giuseppe Franciolinitm, quello di Norcia, Ilario
Roatta, e quello di Gaeta, Dionigio Casaroli9, tutti personalmente
convinti della bontà dei fatti delle Tre Fontane.
La
lettura antiprotestante e anticomunista era, con varie sfumature, una
costante di questi volumetti, le cui considerazioni non si discostano
da una religiosità banale e celebrativa:
Il Credo del
nuovo apostolo - assolutamente in malafede era la miscredenza, la
faziosità e l’odio più accanito contro la Chiesa
Madre. Nessuna meraviglia - dati i suoi principi religiosi - se anche
nel campo sociale e politico si barcamenasse tra il Partito d’Azione
e quello Comunista.
Fuori d’Italia, già nel
1948, l’arcivescovo di Santiago del Cile Caro Rodriguez, aveva
scritto nel pròlogo ad un libretto divulgativo dei fatti delle
Tre Fontane:
...La reina de los cielos y Madre de Aquel que es
el “Camino, la Verdad y la Vida” no habra venido a hacer
volver a sufé catolica al que se habfa separado de ella, si e!
camino que lievaba era el Camino de la Verdad y de la Vida.
Per
quanto riguarda gli scritti divulgativi comunque circolati in Italìa,
sì contano 18 autori diversi, alcuni dei quali si ripresentano
a volte con degli pseudonimi. È il caso di Enrico Contardi,
che impedito dall’autorità ecclesiastica dì
occuparsi ulteriormente della grotta dell'apparizione, è di
nuovo presente nel 1955 come Mario Carloya a raccontare la vera
storia delle apparizioni alle Tre Fontane. Altra volta il ricorso
allo pseudonimo è relativo al semplice desiderio di celare la
propria identità al pubblico.
Nei primi dodici anni di vita
del santuario gli opuscoli distribuiti in Italia sono stati scritti
esclusivamente da laici, nel complesso undici autori diversi e in
alcuni casi non si stampano che pochi esemplarità. In
prosieguo di tempo si inverte completamente la situazione, essendo in
prevalenza sacerdoti i nuovi scrittori, che uniscono all’intento
meramente divulgativo anche quello pedagogico e catechetico:
La
rivelazione formale è finita con la morte dell’ultimo
degli Apostoli, scelti e posti da Gesù per diffondere la sua
Chiesa,fondata sul principe degli Apostoli, san Pietro.
Certi
autori pare si rifiutino di aggiornare contenuti e linguaggi, come se
si dovesse vivere in un’atmosfera di crociata permanente, nella
quale il sacerdote ha il compito di illuminare e proteggere un popolo
mai in grado di uscire dalla propria condizione di minorità:
...
Basti questo accenno per comprendere l’assurdità e le
stupidaggini di una certa propaganda protestantica. Essa fa leva
sull‘ignoranza della povera gente, magari assillata dalla
miseria, e sensibile ai doni..
L’unico autore laico
di quest’ultimo periodo è stato il vaticanista della
R.A.I. Dante Alimenti, che non va al di là di un opuscoletto
illustrato ad uso dei visitatori occasionali.
Più
articolati i libri di mons. Fausto Rossi e del minore conventuale
padre Ernesto Piacentini, che usano un linguaggio sobrio e più
preoccupato di capire ciò che la Madonna vorrebbe insegnare,
piuttosto che la consueta lista di ciò che intenderebbe
condannare.
La decisa presenza dei religiosi nel settore della
letteratura sulle Tre Fontane può essere letta come una lenta,
ma decisa integrazione ecclesiale di questo culto, che non può
sempre rimanere in una condizione sospesa e indecifrabile, come
appare agli occhi di chi lo osserva.