INTERVENTO DI KIKO ARGÜELLO ALLA CONSEGNA DELLO STATUTO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE
Siamo contentissimi che dopo tutto il travaglio di questi anni si sia potuti
arrivare alla approvazione dello Statuto. Perciò non possiamo fare a meno
di ringraziare prima di tutto il Santo Padre che ha voluto in prima persona questa
approvazione; in secondo luogo ringraziamo Sua Eminenza il Cardinal Stafford
che è stato sempre così paterno con noi. Ringrazio anche Mons.
Rylko che ha avuto la pazienza di sopportare i nostri peccati e che ci ha dato
vera testimonianza cristiana. Ringrazio anche il Sottosegretario, Avv. Guzmán
Karrequiry e il canonista, Padre Miguel Delgado, che con tanto amore ci hanno
accompagnato nella stesura di questo Statuto.
Nel primo incontro che Giovanni Paolo II ebbe con noi a Castelgandolfo, il
5 settembre 1979, eravamo presenti Carmen, il padre Mario ed io, dopo la messa
il papa ci disse che durante la celebrazione aveva visto davanti a sé:
ateismo- battesimo- catecumenato.
Lì per lì non capii bene cosa volesse dire, anzi mi sembrava sbagliato
anteporre battesimo a catecumenato. Il catecumenato nella tradizione della Chiesa è per
coloro che si preparano a ricevere il battesimo.
Oggi, dopo 23 anni, davanti a questo statuto che il papa ha voluto, insistendo
personalmente perché fosse approvato, queste parole acquistano il loro
vero senso .
La chiave ce la dà forse ciò che il Papa disse in una parrocchia
di Roma, parlando alle Comunità Neocatecumenali: "Io
vedo così la
genesi del neocatecumenato…, uno, non so se Kiko o altri, si è interrogato
da dove veniva la forza della Chiesa primitiva e da dove viene la debolezza della
chiesa di oggi, molto più numerosa? Ed io credo che abbia trovato la
risposta nel catecumenato, in questo cammino".
Dicendo il papa che ha visto davanti a sé: ateismo-battesimo-catecumenato,
che cosa ci ha voluto dire?
Penso che dopo l’esperienza dell’ateismo da lui fatta in Polonia,
lui, che è un filosofo le cui radici sono nella fenomenologia di Husserl,
ha voluto dire che per rispondere alla forza dell’ateismo moderno e alla
secolarizzazione i cristiani battezzati hanno bisogno di un catecumenato come
aveva la chiesa primitiva, un catecumenato postbattesimale.
Ecco la base dell’approvazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale,
non come associazione, ma come un catecumenato postbattesimale, come una iniziazione
cristiana, uno strumento che la Santa Sede offre ai vescovi perché si
possa rafforzare il battesimo dei cristiani in risposta all’ateismo moderno.
Lui, uomo moderno che soffre vedendo la società lacerata per la distruzione
della famiglia; nel VI Simposio dei Vescovi Europei dell’anno 1985, dopo
aver fatto una seria analisi della secolarizzazione attuale che distrugge la
le radici della fede, ha detto: "Lo Spirito Santo ha risposto già a
questa situazione, dobbiamo andare lì dove lo Spirito Santo sta attuando,
sta dando segni di vita, dobbiamo avere il coraggio di lasciare i nostri schemi
atrofizzati e accogliere le nuove realtà che lo Spirito Santo sta suscitando...
Giuridicamente l’iniziazione cristiana ha il suo cardine nel vescovo, così il
canone 788 del Codice di Diritto Canonico dice che corrisponde alle Conferenze
Episcopali emanare statuti che regolino l’iniziazione cristiana.
Oggi quasi tutte le conferenze episcopali stanno parlando della necessità di
una iniziazione cristiana postbattesimale. E trovano molte difficoltà a
realizzarla.
Con questo Statuto il papa con coraggio offre ai vescovi ed alle conferenze
episcopali un modo di iniziazione e di catecumenato postbattesimale avallata
da più di
trenta anni di cammino pieno di frutti.
Non possiamo che ringraziare la Santa Vergine Maria che ha ispirato questo
cammino, facendoci fare comunità come la Santa Famiglia di Nazareth, che vivano
in umiltà, semplicità e lode, dove l’altro è Cristo.
Ecco il passaggio dalla pastorale della cristianità, possiamo dire, del
tempio, alla pastorale della comunità, come corpo di Cristo risorto.
Durante tre secoli la chiesa primitiva ha avuto un catecumenato serio, dove
prima di ricevere il battesimo i catecumeni dovevano dimostrare che avevano
la fede,
che aveno dentro di sé la vita eterna perché facevano opere di
vita, opere che dimostravano che in loro abitava Cristo risorto, che avevano
ricevuto la grazia della natura divina, attraverso lo Spirito Santo.
Ecco che il battesimo era la gestazione ad una nuova creazione, dove la sintesi
dell’annunzio del kerigma, la buona notizia, il cambiamento di vita morale
e la liturgia era tutto uno
Questi cristiani erano inseriti in comunità vive, non avevano templi,
non avevano altari, non avevano sacerdoti come i religiosi pagani, si radunavano
nelle case, ma Dio stesso ha messo queste comunità sul candelabro e mediante
la persecuzione hanno potuto dimostrare i segni dell’uomo nuovo che proclama
il sermone della montagna: "Non opponete resistenza al male, se qualcuno
ti percuote sulla guancia destra offrigli la sinistra, se qualcuno ti fa causa
per rubarti la tunica lasciagli anche il mantello, se qualcuno ti ruba quello
che è tuo, non glielo reclamare, amate i vostri nemici, fate del bene
a coloro che vi odiano".
Ecco i segni di Cristo crocefisso: l’amore "come io vi ho amato",
in questo amore conosceranno che siete i miei discepoli; "siate perfettamente
uno ed il mondo crederà".
Queste comunità hanno convertito l’impero romano; oggi di fronte
alla globalizzazione, all’ateismo ed all’apostasia dell’Europa,
ecco Giovanni Paolo II dice che bisogna ritornare al modello primitivo.
Ma il punto per noi è uno solo: che si dia l’uomo nuovo, l’uomo
celeste, in un itinerario serio di formazione cristiana; quell’uomo che
San Paolo dice che porta nel suo corpo il morire di Gesù, perché si
veda nel suo corpo che Cristo è vivo, in modo che quando il cristiano
muore "il mondo riceve la vita".
Con questi statuti il Papa riconosce il Cammino Neocatecumenale come un itinerario
di formazione cattolica valido per la società e per i tempi odierni, e
auspica che i vescovi ed i suoi presbiteri valorizzino e aiutino questa opera
per la nuova evangelizzazione perché essa si realizzi secondo le linee
proposte dagli iniziatori. Con questo Statuto si concretizzano le linee degli
iniziatori come "una regola chiara e sicura" per i Vescovi nella
loro opera di evangelizzazione, nel mandato che hanno ricevuto da Cristo di
evangelizzare
a tutte le nazioni
Durante questi anni vedendo la testimonianza di tanti fratelli di queste comunità,
molti pagani hanno voluto riavvicinarsi a Cristo e hanno chiesto il battesimo.
Noi li abbiano accolti nelle nostre comunità e li abbiamo accompagnati
per quattro anni nel loro itinerario dell’ OICA con frutti meravigliosi.
Anche questo viene riconosciuto in questi statuti che saranno accolti con grande
gioia da tanti pagani che si stanno avvicinando alle nostre comunità.
Siamo lieti di essere un servizio ai vescovi ed ai parroci senza formare nessuna
struttura parallela.
Senza dubbio questo statuto è una novità dal punto di vista giuridico,
ma speriamo che venga accolto con gioia dai parroci e dai vescovi e che aiutino
a dissipare malintesi e pregiudizi, che spesso sono stati frutto di mancanza
di conoscenza del Cammino.
Grazie a tutti, anche a nome di Carmen e di Padre Mario.
Pregate per me che sono un peccatore.
Ad Maiorem Dei Gloriam
29 giugno 2002
Solennità dei Santi Pietro e Paolo